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50 sfumature di… Zucchina, sesso anale e vere frustrazioni!

da Sara Freddini 12.497 visite2

Tutto ha inizio con una zucchina.
Sì, perché su Facebook un amico ha postato una foto di una zucchina dentro ad un profilattico, parcheggiata su una poltroncina di un multisala. La foto è stata scattata alla fine della proiezione di “50 Sfumature di Nero”, secondo film tratto dalla trilogia scritta da E. L. James.
Dopo la visione di questa foto mi sono fatta delle domande sul come viviamo il sesso nel 2017.
La zucchina fotografata dal mio amico al cinema non è la prima che viene immortalata nel medesimo contesto. Di fatto, altri ortaggi sono stati rinvenuti in ben altri cinema sempre alla fine del film “50 Sfumature di Nero”.
Potrebbe essere una trovata pubblicitaria per incitare il consumo di verdure?
Una strategia marketing dei cinema?
Lo scherzo di qualche burlone?
Personalmente io punto tutto con immensa speranza sull’ultima ipotesi. Ma, se così non fosse, cosa spinge una persona (uomo o donna che sia) a portare in un multisala una zucchina e sfilarle sopra un profilattico?
Ma per arrivare a questo, sarebbe opportuno capire come sia possibile che un’opera, tipo le “50 sfumature”, abbia fatto COSÌ TANTO successo.

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Commenti (2)

  1. Dapprima si dice che il libro mostra tutto ciò che sarebbe meglio che una donna non fosse ( concordo ), una strana verginella sottomessa che ama farsi soggiogare eccetera da questo patetico bellone; poi però si critica il fatto che non si parli mai di sesso anale: che c’entra? Sarebbe migliore se ne parlasse, meno penoso e più erotico? Non credo.
    E non credo che il non plus ultra del racconto erotico risieda nell’usare per forza termini anatomici quali “ano”, né penso che stia in questo la libertà sessuale, o, ancor meno, l’erotismo ( per lo meno letterario ).
    Non credo che pessimi libri come quello abbiano successo perché la gente è ancora repressa sulla sessualità. A me sembra che invece la viva oggi in modo particolarmente superficiale, volgare e consumistico, piuttosto.
    Il successo di libri scadenti è generalizzato: forse ha a che fare con mancanza di cultura, di senso della bellezza, di spirito critico, forse con il potere che il messaggio pubblicitario ha sulle masse.
    Vorrei pacatamente far presente che esiste il diritto di dissentire da qualsiasi visione della sessualità: per esempio io sono perplessa riguardo queste “fluidità” e “liquidità”, mi riservo il diritto di dubitare che una etero che va a letto con le donne sia poi etero, per esempio.
    Ritengo non debba essere tassativo apprezzare e sperimentare in prima persona qualsiasi tipo di pratica sessuale, altrimenti si è sessuofobici o retrogradi o addirittura razzisti. La libertà è la possibilità, non l’obbligo, quand’anche solo culturale, di fare o amare qualcosa.
    P.S: L’amore spirituale non ha a che fare con l’organo genitale, tuttavia l’amore erotico c’entra – anche – con l’organo genitale, nel senso che l’orientamento sessuale ha a che vedere con il tipo di corpo da cui siamo attratti eroticamente, maschile o femminile. Se no a me verrebbe a piacere il pene nel momento in cui trovo che un uomo sia amabile.

  2. è una trovata pubblicitaria, anche dopo il primo film giravano articoli che raccontavano quello che in teoria sarebbe successo in sala, solo che di film spinti ce ne sono ogni tanto e guarda caso succederebbe solo con questo…

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