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Al British Museum la LGBTQ per i 50 anni della depenalizzazione dell’omosessualità

Ogni paese ha la sua storia per quanto riguarda l’accettazione dell’omosessualità. Per quanto riguarda l’Inghilterra questa è fatta di persone famose che hanno subito incarcerazioni e torture per il fatto di essere gay come Oscar Wilde e Alan Turing, solo per citare i più conosciuti. Perché come in molti altri paesi, l’omosessualità era un reato. Per esattezza, in Inghilterra, lo è stato fino al 1967 con l’approvazione del Sexual Offences Act, che depenalizzava finalmente l’amore tra persone dello stesso sesso.

Per celebrare questo cinquantesimo anniversario il British Museum a Londra ha deciso di dedicare una speciale mostra dal titolo “Desire, love, identity: exploring LGBTQ histories” in cui pezzi di arte proveniente da tutto il mondo e da tutte le epoche storie mostrano l’amore tra persone dello stesso sesso. Un modo per ricordare che l’omosessualità è sempre esistita e che in molte società, a differenza della nostra, era accettata tranquillamente, e che la famiglia eterosessuale mononucleare non è una costante della Storia. E anche se non è sempre possibile comprendere come l’omosessualità si integrasse nelle società antiche è facile supporre che non fosse sempre nella forma dell'”amore greco” a cui ci hanno abituato gli studi classici.

Il particolare di questa mostra non è solo il tema, ma anche come è stata organizzata. Invece che raggruppare tutti gli oggetti in un’unica sala, i manufatti sono stati lasciati all’interno delle loro collezioni, insieme alle opere dello stesso periodo ma segnalati con un’etichetta in più che catturi l’attenzione del pubblico. “Riunirli e rinchiuderli in un unico luogo avrebbe significato ghettizzarli. E con loro il messaggio di cui sono portatori” spiega uno dei curatori della mostra Stuart Frost.

Tra le opere, oltre alle classiche rappresentazioni di Saffo, San Sebastiano e dell’imperatore Adriano con Antinoo anche opere che solo recentemente sono state riconosciute come raffiguranti l’amore omosessuale. Il pezzo forte della collezione? Una piccola scultura datata 9000 avanti Cristo ritrovata in una grotta a Ain Sakhri, vicino a Betlemme che è anche la più antica raffigurazione di due persone che si accoppiano. Per anni considerati un maschio e una femmina, recenti analisi suggeriscono l’amore tra due uomini.

Tutti questi oggetti servono a far interrogare il pubblico su come ciò che è considerato giusto e sbagliato nella società cambi in continuazione e di come la diversità sia sempre stata parte dell’uomo. Per cui se avete in programma di andare a Londra nei prossimi mesi, non fatevi scappare l’occasione di andare a vedere questa incredibile mostra.

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