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Apple Google e Microsoft chiedono alla corte costituzionale di proteggere i dipendenti gay

Non esiste una legge che difenda dalle discriminazioni sul lavoro per i gay americani

Sono 76 le grandi aziende americane che hanno sottoscritto un appello alla corte costituzionale affinché chiarisca se la legge contro la discriminazione sul lavoro protegga anche i dipendenti LGBT. Tra loro, anche i giganti della tecnologia Apple, Google e Microsoft. In diversi stati americani manca una legge che protegga i lavoratori che vengono molestati o licenziati a causa del proprio orientamento sessuale, e non esiste al riguardo nemmeno una legge federale.

Il caso è scoppiato a seguito del licenziamento di Jameka Evans, una guardia di sicurezza che è stata costretta a licenziarsi a seguito delle molestie subite perché era lesbica. Nonostante la causa intentata dalla Evans, una corte federale ha sentenziato che il suo caso non è protetto dall’articolo della Costituzione che riguarda le discriminazioni perché non è esplicitata la questione dell’orientamento sessuale. La stessa corte si è rifiutata di riascoltare il caso nonostante le numerose proteste. Jameka Evans ha quindi deciso di portare la causa direttamente alla corte suprema, in quanto non è concepibile che sia concesso a una azienda di discriminare le persone sulla base dell’orientamento sessuale. Sotto l’amministrazione Trump ad aziende omofobe è stato dato molto spazio di manovra per permettere la selezione del personale o il loro licenziamento sulla base dell’orientamento sessuale o l’identità di genere, ad esempio eliminando da un anno all’altro dalle regole per l’impiego il divieto alla discriminazione sulla base proprio di quei due fattori.

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