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Arcilesbica: la polemica con il MIT segna un punto di non ritorno!

Questi mesi estivi stanno mettendo a dura prova la pazienza di molte donne lesbiche, sia quelle che militano o hanno militato in Arcilesbica, sia quelle che non han mai preso parte al movimento ma usano i neuroni per ragionare e non per dare aria alla bocca. Dopo le polemiche sulla GPA, sulla paternità gay, ora è il momento dell’attacco alle donne transessuali in quanto non biologicamente donne. Una di quelle posizioni vetuste, arcaiche, patriarcali che fanno rabbrividire solo ad immaginarle nel 2017.

Arcilesbica Nazionale e la transfobia social: le transgender non sono donne.

Eppure una frangia di Arcilesbica nazionale, che si permette di parlare a nome di tutta Arcilesbica (i cui circoli sono in rivolta) non solo pensa davvero che ci sia bisogno di trovare spazi, dialoghi e diritti per le donne cis-gender rispetto alle donne transgender, ma si sente in diritto di “fare la vittima” in nome dei diritti delle donne che ora vengono schiacciati dalla prepotenza del movimento lgbt.

Queste esponenti di Arcilesbica hanno ben pensato di rispondere allareazione comprensibile del MIT, Movimento Identità Trans, con una serie di argomentazioni a dir poco imbarazzanti (ancora una volta).

La teoria di Arcilesbica è la seguente: non dobbiamo rendere conto della nostra posizione, siamo libere di rivendicare diritti per le donne, differenti da quelli delle donne trans – nonostante facciano parte del movimento lgbT – in quanto le vittime ora siamo noi. Siamo donne che cercano di difendere la posizione delle donne e in quanto tali stiamo subendo ingiusti attacchi, perché le donne cisgender che rivendicano i proprio spazi fanno paura.

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No cara Arcilesbia, non siete donne che stanno cercando di difendere le donne. Non siete “coerenti con il movimento femminista” siete coerenti con il movimento separatista. Non state facendo gli interessi di tutte le donne, state facendo i vostri interessi, delle poche che ancora hanno bisogno di frazionare e sentirsi ghettizzate per dirsi libere. Vi trincerate dietro alla mancanza di rispetto e dialogo sulla violenza riservata alle donne, come se la violenza avesse pesi differenti a seconda di chi sia la vittima. 

Vi arrogate il diritto di dire che il femminismo è alla base del movimento lgbt, quando sicuramente le lotte degli anni 70′ hanno permesso di aprire occhi e coscienze, ma erano all’interno di un grido generazionale trasversale, in cui i diritti delle donne hanno trovato terreno per radicare e farsi forza, ma nel 2017 le basi del movimento sono e devono essere altre. Nessuno nega il ruolo del femminismo e l’importanza dei diritti delle donne, ma non a scapito di altre minoranze.

Non capiamo come mai le donne di Ariclesbica abbiano così tanta paura di una società che sta cambiando. Non capiamo come mai sembrino più maschiliste loro, del maschilismo che tanto attaccano. Quello che è certo è che così si sono date definitivamente la zappa sui piedi.

Arcilesbica, pensate che ci sia davvero bisogno di sottolineare la situazione dei diritti delle donne cis-gender? Bene, iniziate a chiedere la comprensione e la collaborazione di chi da anni lotta al vostro fianco. Avete sempre voluto proteggervi tra le mura del femminismo, ma quel periodo è passato. Volete essere ascoltate? Fatevi capire dagli uomini omosessuali, dalle persone transgender, dalle famiglie eterosessuali, dai giovani, da chi la pensa in maniera diversa da voi. La legge del pugno di ferro ha fatto il suo tempo. O dialogate e vi aprite, portando le vostre istanze sul tavolo del BENE COMUNE per tutte le donne, qualsiasi sia il loro percorso identitario, per tutte le persone affinché ci sia inclusione, oppure potete uscire dal movimento e fare le separatiste a casa vostra. 

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Aspirante yogi e non sto parlando dell'orso :)

1 Commento

  • non so di cosa ha paura arcilesbica, le persone, uomini e donne, cis saranno sempre numericamente di più delle persone trans uomini e donne o nonbinary, e le donne cis incinte saranno sempre numericamente di più degli uomini trans incinti, in concreto non cambierà nulla. Ci saranno sempre padri e madri ma non saranno solamente uomini e donne eterosessuali o solamente cis (maggioranza numerica non è totalità). non credo che la maggioranza delle donne lesbiche, bisex o etero condivida le posizioni di arcilesbica. Comunque per quel che vale questa è la mia posizione: Quel c’è in mezzo alle cosce non esaurisce la nostra identità ma ne fa parte come ne fa parte tutto il nostro corpo che sia quello con cui siamo nati o quello che abbiamo ottenuto col bisturi e gli ormoni, non possiamo ignorarlo e vale per le persone cis come per la minoranza trans. Detto questo, non comprendo perchè donne cis e donne trans operate o no, non possano condividere gli stessi spazi, mica sono obbligate a far sesso se non vogliono. Sullo stupro (dato che hanno tirato in ballo pure questo): detto col massimo rispetto, non mi sembra che ci siano molti casi di donne cis stuprate da donne trans, oltretutto se una donna vittima di stupro continua a vivere nel terrore di chiunque abbia o sembri avere un pene vivrà malissimo, bisogna aiutarla a superare gradualmente il suo comprensibile trauma

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