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Arcilesbica. Vince la mozione estremista. Sarà ancora parte del movimento LGBT?

Il Congresso ha nominato Cristina Gramolini come nuova presidenta. Le sue sono le posizioni più estremiste e lontane dal movimento LGBT

E alla fine il Congresso di Arcilesbica arrivò. Dopo le discussioni, dopo la rivolta di dieci circoli su un totale di quattordici, la nuova presidenta è Cristina Gramolini, ovvero la principale esponente della mozione Mali estremi, lesbiche estreme – un’elezione che somiglia tanto a quella di Trump, sotto col voto popolare, ma vincitore nel numero dei delegati.

Si tratta di quella parte di Arcilesbica vicina alle posizione di Marina Terragni, contraria ad ogni forma di surrogacy, nemica delle famiglie arcobaleno (per meglio dire, dei papà arcobaleno) che al Pride di Milano del 2016 esponeva striscioni offensivi contro le coppie che avevano fatto ricorso alla GPA (implicitamente offendendo anche i bambini).

Le lesbiche preferite da Adinolfi?

E a discapito da quanto dichiara proprio la loro amica, Arcilesbica la scorsa estate si è inimicata il MIT di Bologna per aver condiviso e sostenuto le tesi delle femministe TERF – femminismo radicale trans-escludente. Non a caso Arcilesbica piace tanto ad Adinolfi – per intenderci, nel bel mezzo della bagarre con l’associazione sopracitata, ha avuto il sostegno delle Sentinelle in Piedi.

Appena diffusa la notizia dei risultati del Congresso, siamo in tanti a chiederci quale sarà il ruolo di Arcilesbica Nazionale all’interno del movimento LGBT+. Parere personale, ma fino a quando le posizioni su surrogata, diritti delle persone trans, papà arcobaleno (e i loro figli) non cambieranno, AL non ha alcun titolo per far parte della galassia, seppur variegata e a volte fin troppo multiforme, del movimento LGBT+.

A più riprese, Arcilesbica Nazionale ha definito il termine “queer” un pericoloso indifferenziato, frutto dello sfruttamento capitalistico, tagliando fuori dal discorso politico tutte quelle persone che non si riconoscono nel binarismo di genere, poi ci sono le posizioni sulla GPA, sugli adolescenti transgender, e la costante rivendicazione delle differenze tra donne transessuali e cisgender.

In poche parole, le posizioni espresse negli ultimi due anni da Arcilesbica Nazionale – e riconfermate dall’ultimo Congresso – sono del tutto incompatibili con le istanze delle persone LGBT+.

In questo momento, Arcilesbica rappresenta solo se stessa

Ringraziamo l’associazione per la sua importanza storica, per tutto quello che è stato fatto in passato. Ma è tempo che le nostre strade si dividano.

Ultima cosa: ribadisco il mio invito ad Arcilesbica, che sia la presidenta Cristina Gramolini, che sia il direttivo o una semplice tesserata, a rendere pubblici i numeri delle iscritte. In democrazia (e mi piace pensare che viviamo ancora in un sistema democratico, non in un regime arcilesbocratico) il principio della rappresentatività è fondamentale. Non basta essere associate ARCI, men che avere nel proprio statuto la parola “lesbica”, per rappresentare le donne che amano altre donne.

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La Mile

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12 thoughts on “Arcilesbica. Vince la mozione estremista. Sarà ancora parte del movimento LGBT?”

  1. Io non mi riconosco nel queer. Posso continuare a commentare su Lez Pop? Sì? Almeno finché non cambierà nome in Queer Pop o in Genderfluid Pop o in No Identity Pop.
    Sulla GAP non sono d’accordo con le posizioni di Arcilesbica, ma penso non andrebbero additate come eresia, forse persino rispettate. Sulle teorie “fluid” eccetera, che io rispetto, penso che Arcilesbica abbia piuttosto ragione. Bisognerebbe ragionarci su senza partire dall’idea di possedere la verità. Io scorgo molto estremismo nella visione queer, molto diktat. Non sono solo “gli altri” gli estremisti… guardiamoci anche allo specchio.

    1. Ottimo commento perchè offre tanti spunti di riflessione. I modi in cui le teorie queer indagano e interrogano la questione dell’ identità sono al centro di un ampio dibattito filosofico in cui l’approccio post-strutturalista ortodosso ha già evidenziato ampi margini di critica. Il dialogo tra Butler e Foucault , Derrida e Lacan è un pò troppo articolato per poter essere sintetizzato nelle parolina magica genderfluid. Però per questo chiedi alle arcilesbiche , depositarie uniche di studio e intelligenza!;)

      1. Sono sincera: non ho compreso se il commento sia sarcastico nei confronti di ciò che ho scritto oppure serio.
        In ogni caso: non sono una tesserata di Arcilesbica, non riuscirò mai a riconoscermi in nessuna “scuola”, compresa quella del queer-pensiero, in quanto non posso fare a meno di pensare da sola senza andar dietro a questa o quella dottrina.
        Non è comunque forse vero che le posizioni all’interno del pensiero queer sono altrettanto estremistiche di quelle di Arcilesbica. Si sta facendo una vera campagna denigratoria molto molto aggressiva per far sì che loro si uniformino a un pensiero unico. Non mi piace.

      2. Ho dimenticato un punto di domanda su “non è comunque forse vero che…”. Chiedo scusa.

  2. Quando si compie un percorso elettivo, la legittimazione del risultato e gli auguri di buon lavoro sono la premessa a qualsiasi considerazione. Tantopiù se la delega non ha preso la strada sperata. Perchè “non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita affinché tu possa dirlo”. Una mozione congressuale che è un ibrido pasticciato a metà strada tra “La cosa” del buon Nanni e un verbale d’assemblea liceale annata ’68 ha ottenuto la maggioranza dei voti. Per quanto bizzarro e anacronistico possa sembrare, anche queste posizioni così dichiaratamente e orgogliosamente estreme hanno diritto ad una agibilità politica. Come bizzarri e anacronistici sono dibattiti sulla rappresentatività di uno sparuto gruppo di donne omosessuali politicamente radicalizzate , il cui ego sprezzante del ridicolo si illude di parlare in nome di qualche milione di donne omosessuali italiane. A tal proposito, fiduciosa nella vostra autoironia e nel buon umore successivo al trionfo , consiglio i seguenti esercizi spirituali:
    1. Parlare per un minuto davanti allo specchio senza utilizzare le parole patriarcato, anticapitalistico, neoliberale e borghese. Vabè, facciamo 30 secondi. Incrementare di 30 secondi alla settimana fino al raggiungimento dei 5 minuti.
    2. Come “pratica corrente di soggettività interconnesse” (ma quanto siete fighe! ) trascorrere 2 ore da sephora ed interconnettersi con almeno 5 soggettività che spendono soldi per la cosmesi. Sono donne, tante, magari anche lelle. Non c’è scritto nel Capitale di Marx, ma un tocco di mascara di quando in quando non vi starebbe affatto male, sa.
    3. Lo so , è durissima. Lo so,rischiate di sembrare meno intelligenti. Lo so, la rabbia è la vostra migliore amica. Ma cacchio!Avete vinto! Sorrideteeeeee!!!! Se non ora quando? ;)

    1. Ti sbagli proprio in partenza, secondo alcune lesbiche e gay che conoscono numeri e regolamento , la mozione di minoranza ha preso i voti della minoranza delle delegate , 13 contro 28 si legge in alcuni siti o 13 su 28 , cioè il 30% o il 40% dei voti massimo, impedendo di fatto la votazione dell’altra mozione. Poco importa, ha vinto la prepotenza di un regolamento tutt’altro che democratico e quindi auguri niente .

    2. Specifico meglio i numeri della votazione , secondo gaypost le delegate dei circoli hanno così votato: 7 a favore , 16 contro e 4 astenute , a questi vanno sommati i voti della dirigenza , ben 13 (uno a persona!) a favore … E’ come se Trump si fosse votato da solo…

      1. Beh… regolamento insensato, posizioni politiche insensate :). Adesso si arcispiega tutto! ;)

  3. però certi estremismi queer sono discutibili. Esistono donne e uomini cis e trans ma sempre uomini e donne. E il fatto che solo una donna cis possa rimanere incinta e quindi decidere se portare avanti una gravidanza, abortire, tenere il bambino o darlo ad altri è fondamentale.
    è fondamentale per esempio quando si stabilisce se portare avanti una gravidanza o no: è la persona incinta (di solito una donna cis) che deve decidere anche contro il parere del padre biologico, e nei casi di gpa credo che la donna “portatrice” debba decidere sempre se vuole interrompere la gravidanza o tenere il bambino anche contro il parere dei richiedenti. Quindi la differenza sessuale esiste e non si può far scomparire in un neutro il fatto che il corpo di una donna non è quello di un uomo. Una donna trans è donna, una donna cis è donna. Una donna coi capelli rapati a zero è donna, una donna dai lunghi capelli è donna. Una donna è donna a prescindere da look e ruoli di genere, stesso discorso per gli uomini

    1. E le persone intersessuali dove le mette in questo ridicolo discorso binario?
      L’essere donna, come l’essere uomo, non lo decide lei come devono essere definiti, e i ruoli di genere fondano la realtà perchè ‘donna’ e ‘uomo’ sono parole, slegate da quello che lei ritiene naturale. Sono parole storiche e culturali, legate ai tempi e luoghi dove sono utilizzate.
      Una persona con il seno e i capelli lunghi può benissimo essere un uomo se in quel modo la persona si felicemente identifica.
      Questa non è teoria queer ma ciò che sostiene la comunità scientifica internazionale.
      Stop ai reali estremismi che vogliono soffocare la libertà di essere ciò che si è.

  4. Penso che tante lesbiche come me siano sdegnate dalla piega che ha preso Arcilesbica. Associamoci con un’altra veste. Se Arcilesbica è finita in quelle mani è a causa di una gestione sempre più estremista ed esclusiva che ha fatto allontanare le tesserate.
    Fatevi promotrici di un nuovo movimento che sia inclusivo, aperto, forte e che lotti al fianco di Gay, Trans e tutt* come ci ha insegnato la storia del movimento LGBTIQ…
    Io e la mia compagna ci siamo. E come noi, ce ne sono tantissime.

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