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Io e le mie sentinelle. Gli auguri per il 2016: Quando vi dicono che siete sbagliati: ridete e baciatevi!

“Passo alle dieci. Hai portato le mutande rosse?”
“Non metto mutande rosse. Mai. Solo solo nere”
“Ma… Ila! A Capodanno devi metterle rosse! Portano fortuna, portano sesso!”

La sera del ventinove dicembre Ila aveva liquidato la conversazione di cui sopra con uno sbrigativo “Tanto a mezzanotte e cinque starai già dormendo”. Io, ferita nell’orgoglio ma col vago presentimento che potesse avere ragione, le avevo promesso fuoco e fiamme e una notte indimenticabile.

Quest’anno, per il nostro primo Capodanno insieme, io e Ila abbiamo deciso di andarcene in vacanza a casa sua, a Padova. Noi e quello schizoide demoniaco essere che ci ostiniamo a chiamare “Ash, il nostro adorabile gattino di quattro mesi”. Le premesse per una serata da ricordare c’erano tutte. Mercoledì sera a scatenarci con le Strulle, smezzando qualche birra e io che incenerisco con lo sguardo almeno tre o quattro aspiranti suicide che le guardano il sedere, e casa verso le tre. A quel punto il gatto in piena sindrome dell’abbandono decide che è ora di giocare, fare fusa, arrampicarsi sulla libreria, mangiare i miei capelli e chiedere cibo, tutto quanto insieme. Alla fine siamo così sfinite che ci addormentiamo senza nemmeno toglierci il trucco.

La mattina del trentuno ci rendiamo conto che dobbiamo ancora fare la spesa per la cena. Probabilmente già in sintonia con il tempismo di Rai 1 che sbaglia il countdown, usciamo alle quattro del pomeriggio. “Se mangiamo prima delle dieci tu a mezzanotte già dormi” mi dice Ila, e a me tocca ammettere che forse non ha tutti i torti. Ammazziamo il tempo giocando a Crash Bandicot e finalmente, all’ora X, ci sediamo a tavola. I miei tovaglioli artistici decorati con finti fiocchi di neve fanno pietà, ma Ila gli fa lo stesso una foto ricordo. Attacchiamo i gamberoni crudi come se non mangiassimo da giorni. Ci abbuffiamo di insalata di mare mentre guardiamo “Capodanno a NY”, indecise se sbavare su Halle Berry, Lea Michele o Zac Efron (siamo lesbiche, mica cieche!).

A mezzanotte baciamo Ash e poi finalmente tocca a noi. Al nostro bacio, al nostro brindisi. A un nuovo anno insieme. Ma, per la prima volta, senza mandare a quel paese quello vecchio, perchè quello vecchio è l’anno che mi ha portato Ila. E Ila mi ha portato talmente tante cose che non saprei nemmeno da dove cominciare. Decine di titoli di nuove serie tv, per esempio, perchè probabilmente quelle che seguivo prima non erano sufficienti. E calzini sparsi per tutta la casa. Siti internet da cui acquistare magliette nerd che mi hanno resa la poveretta in canna che sono. La consapevolezza che scuotere il computer o spegnerlo malamente quando non va, sperando che si auto-ripari, non è una buona idea. La voglia di mangiare schifezze fregandomene della dieta.

Ila mi ha portato i baci in pubblico. E prima di quelli, la meraviglia di tenersi la mano camminando per strada. Quel giorno in cui mi ha detto “Ti guardano? Lascia che guardino! Che ne sai, magari di dieci persone che ci guardano nove lo fanno con disprezzo, ma una sta pensando a quanto siamo belle”. Ecco, quel giorno io ho capito che ogni momento sprecato a controllare se qualcuno mi stava guardando era un bacio in meno che mi godevo.

Piano piano, Ila mi ha insegnato che l’omosessualità non è un fatto privato, ma neanche qualcosa da annunciare in maniera plateale, o da rivelare come un segreto. Ho imparato a smettere di fare coming out, ho imparato che dire “la mia ragazza” o “il mio ragazzo” è esattamente la stessa cosa, e che se tu per primo ti comporti come se fosse esattamente la stessa cosa, anche chi è attorno a te sarà più propenso a farlo. Ho imparato che vivere apertamente e senza nascondersi spesso cambia le persone attorno a te molto più delle battaglie mediatiche.

Ila mi ha portato i litigi. Tanti. Forse troppi per me che sono sempre scappata quando le cose si facevano complicate, eppure con lei sono sempre rimasta. E i litigi hanno portato la consapevolezza che l’amore richiede impegno. Che richiede dedizione. E litigando, discutendo e infine facendo pace, mi ha raccontato ogni giorno una realtà che prima di lei non avevo mai creduto possibile, facendomi capire, senza mai dovermelo spiegare, che siamo la coppia più normale del mondo.

E questo ha portato nella mia vita il coraggio, la forza, l’orgoglio. Una parrucca blu da indossare alle manifestazioni, non una maschera per nascondermi, ma una parrucca per mostrarmi, per dire che ci sono, per dire a chi mi vuol male di guardarmi, di imprimersi nella mente il mio viso, il mio sorriso mentre una donna vestita da Ash Ketchum mi abbraccia, mi bacia e mi dice che mi ama. Ma soprattutto per dire loro di guardarmi mentre sono io che la abbraccio, la bacio e le dico che la amo.

E il mio augurio a tutt* per il 2016 non può che essere questo: di avere la forza, di avere il coraggio, di alzare la testa con orgoglio, e soprattutto di avere gioia, gioia in ogni secondo, anche quando sembra che vada tutto male. Quando i vostri genitori vi dicono che siete sbagliati, quando qualcuno per strada vi guarda male. Quando un manipolo di frustrati e (posso dirlo?) stronzi pretendono di decidere delle vostre vite. Abbiate la gioia. Baciatevi. Ridete. Fate progetti, scegliete il materasso, comprate piatti, programmate vacanze, immaginate un futuro di bollette e tapparelle che si rompono, ma immaginatevelo normale, perchè ce lo meritiamo e perchè non dobbiamo perdere la speranza di riuscire ad averlo.

E, se la vostra ragazza alla fine si addormenta davvero a mezzanotte e trenta del primo gennaio, amatela lo stesso.

Buon anno!

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Rob

L’acqua è vita. Perchè senza acqua non si può fare il caffè. E senza caffè ammazzo tutti.

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12 thoughts on “Io e le mie sentinelle. Gli auguri per il 2016: Quando vi dicono che siete sbagliati: ridete e baciatevi!”

  1. Farò leggere alla mia ragazza, convivente e spaventata da 6 anni, le tue parole e spero che le siano di ispirazione! La tua rubrica è la migliore in questo periodo, scrivi sorprendentemente bene e non manchi di dire le cose giuste. Un abbraccio a te ed Ila :)

    1. Mi rende così felice leggere queste cose! Sapevo di non essere l’unica ma mi sentivo così sola prima di iniziare a uscire dal nido… Scrivere questa rubrica mi fa sentire parte di un mondo e mi ha restituito il sogno di poter scrivere, che avevo accantonato ormai da anni.
      Grazie :)

  2. Quando ho aperto gli occhi l’uno ho pensato ad una grande frase di un grande film, “Tutto su mia madre”: ad un certo punto un personaggio importante dice:”Si è tanto più autentiche quanto più si somiglia all’idea che si ha di se stesse”. Così aspetto con desiderio che la mia idea – così simile a quanto descrivi tu – possa finalmente diventare realtà. Chissà cosa porterà questo 2016! Buon anno a tutte.

    1. L’importante è non forzare mai il destino e dare sempre alle cose e alle persone la possibilità di stupirci :) Ho iniziato il 2015 ubriaca e piangente nel parcheggio di un supermercato ad aspettare una persona che stava già con un’altra, ho perso un lavoro, e ho perso mia nonna, e l’ho salutato come l’anno più bello della mia vita. Per quanto mi riguarda, spero che il 2016 mi porti una convivenza più stabile e meno “giramondo”, e qualche riconoscimento in più (sticavoli, li voglio TUTTI). Le premesse, almeno per il primo proposito, ci sono… Per il secondo meno, ma certo non mi manca la grinta :)
      Sono sicura che il 2016 sarà un anno di svolta per tutt*.

  3. Ila è un mito!! Ragazze del genere non ne capitano tutti i giorni!!! No, non la conosco, ma da quello che scrivi dev’essere una grandissima, con tutta la mia stima e ammirazione. E anche tu hai tutta la mia stima e ammirazione. Vi adoro, entrambe (e anche Ash!), e vi auguro un magnifico, amorosissimo, felicissimo 2016! (E non vedo l’ora di leggere la prossima “puntata”! ;))

    1. Beh, io sono sicuramente di parte perché dopo quasi un anno mi imbambolo ancora a guardarla come un ebete (sul genere “Amore che ne pensi se ti faccio le pennette al salmone?” “…Quanto sei bella…! Scusa, dicevi?”), ma penso davvero che sia la persona migliore del mondo :) Non so, sinceramente, se senza di lei sarei così come sono oggi.
      PS: Dopo questa, amore, mi devi una pizza!

    2. Mmmmmh pizza!!! :Q_____
      Grazie del complimento. Penso sempre che Rob sopravvaluti la persona che sono, ma finché riesco a renderla felice, posso passare sopra alla mia poca autostima :)

  4. Non puoi andare avanti così. Io non piango quando leggo; lo sanno tutti. Non puoi farmi piangere!
    Scherzi a parte complimenti davvero per la tua storia e per il tuo stile :)

    1. Figurati che invece io piango sempre. Quando leggo, quando ascolto musica, quando guardo film… Sono appena tornata da Il piccolo principe e tra me e Ila mi domando come nessuno degli altri presenti abbia pensato che ci fossero delle tubature che perdevano. A volte mi vergogno di me stessa :)

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