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Australia. “Ecco perché il matrimonio gay è pericoloso per le lesbiche”

Gli omofobi sostengono che il "matrimonio transgender" farà infiltrare gli uomini nelle vite delle lesbiche

Succede che in questi giorni in Australia c’è un gran fermento per l’approvazione dei matrimoni egualitari . La storia dei diritti LGBT nel paese è abbastanza tormentata. Nel 2012 il Governo estese il matrimonio per le persone dello stesso sesso. Ma nemmeno il tempo di festeggiare che il tutto fu cancellato nel giro di pochissimi mesi. Attualmente in Australia le coppie gay e lesbiche possono accedere alle unioni civili. Come succede in Italia. 

Nella lunga battaglia che si spera porti all’approvazione dei matrimoni egualitari, il dibattito è accesissimo, sia da parte della comunità LGBT – che finalmente ha ottenuto il sostegno del primo ministro, Malcom Turnbull – sia da parte dei gruppi più conservatori.

Ultima è arrivata la campagna sostenuta dalla Australian Family Association – l’equivalente del nostro MOIGE – che in maniera piuttosto fantasiosa sta cercando di convincere le lesbiche a votare contro i matrimoni egualitari. Secondo questi signori, infatti, introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso vorrebbe dire introdurre un matrimonio in cui i confini di genere non sono più definibili, quindi lo identificano come matrimonio transgender. Ed il matrimonio transgender è pericolosissimo per le lesbiche.

Sul sito dell’ Australian Family Association è possibile leggere robe di questo tipo: «What does transgender marriage mean for women and lesbians? Two men identifying as women and in a relationship can be legally married and be recognised as being in a lesbian marriage for the purposes of accessing lesbian only organisations, events and lesbian exclusive spaces. Is this the sort of ‘equality’ Australians want to impose on women and lesbians?»

Cosa comporta il matrimonio transgender per le lesbiche e le donne? Due uomini che si identificano come donne e sono in una relazione potrebbero sposarsi legalmente ed essere riconosciuti come in un matrimonio lesbico col solo fine di accedere alle organizzazioni per lesbiche, agli eventi lesbici e agli spazi dedicati solo alle lesbiche. È questa il tipo di “uguaglianza” che gli Australiani vogliono imporre alle donne e alle lesbiche?

Ovviamente si tratta di pura follia. Ma, per quanto assurde, argomentazioni di questo tipo mi sembrano vagamente familiari. Ad agosto, se non ricordo male, circolava un articolo di una donna lesbica, una femminista, che rivendicava la necessità di avere spazi separati, fisici e non solo, per donne cisgender e donne transgender – il tutto nasceva da un episodio increscioso accaduto in palestra: negli spogliatoi aveva visto il pisello di una donna trans. Orrore!

Sempre se non ricordo male, nonostante la notizia fosse stata fatta girare sotto un sole rovente ne era venuto fuori un dibattito accesissimo, nel quale il MIT (Movimento Identità Transessuale) di Bologna aveva puntato il dito contro una nota associazione lesbica. Ora, al di là delle posizioni politiche, possibile che esista un pregiudizio così forte nei confronti delle persone transgender e che questo pregiudizio nasca in seno ad una parte dell’universo lesbico e femminista? 

Mentre cerchiamo la risposta, incrociamo le dita per l’approvazione dei matrimoni egualitari in Australia. E anche un po’ per Italia!

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