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Becoming Lipstick. Fare coming out con un vecchio amico

L'aperitivo della domenica

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Ma salve a tutte! A differenza di quello che temevo sembra che quello che ho da scrivere a qualcuno piace pure leggerlo (ma pensa te Leila!) Per cui eccomi qui a snocciolare consigli, o meglio a mettere nero su bianco qualcun’altro dei miei pensieri. Non sapevo esattamente di cosa parlare, o meglio su cosa scegliere di parlare fino a che qualche giorno fa non ho visto un mio caro e vecchio amico dei tempi dell’università e la conversazione è stata cosi assurda che non posso esimermi dal condividerla con tutte voi. Soprattutto perché scolarmi due sprizt non mi ha aiutata a districarmi o capire realmente cosa stava accadendo, né tantomeno ho avuto la prontezza di riflessi necessaria a dribblare la strana piega che quell’aperitivo stava prendendo. Ma andiamo per gradi.

C’era una volta, tanto tempo fa, in un regno non proprio incantato, una non proprio dolce principessa che un giorno decide di prendere un aperitivo post lavoro con un vecchio amico dell’università, uno di quelli con cui all’università ha condiviso notti insonni sui libri e film di Cronenberg per l’esame di Antropologia (che ovviamente non è servito a niente come buona parte dei 3.567 esami dati con la riforma del 3+2). Indi per cui ecco che ad un certo punto WhatsApp trilla e l’amico in questione, dopo i soliti convenevoli sul dove sei finita gli ultimi sei mesi, chiede di vedersi. E fin qui tutto ok.

Appuntamento al centro, che almeno ci sono i mezzi e localino carino per il solito aperitivo che poi diventa cena e che in quel caso è diventato pure un dopocena. Perché? Beh, perché durante quell’aperitivo ho raccontato al mio amico gli ultimi fantastici avvenimenti della mia vita. Ora, io non so quale possa essere la reazione politicamente corretta quando si dice a un vecchio amico che si è mollato il proprio ragazzo del liceo per una donna, so solo che la reazione del mio amico giuro non so classificarla.

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Superata la fase iniziale del “vabbè bella questa mo’ dimmi con chi stai realmente”, lui ha avuto un attimo di riflessione mentale propria e poi mi fa “ma scusa ma tu preferisci una donna ad un uomo?” ed io in quel momento non è che abbia riflettuto poi troppo sul concetto del non ferire il cromosoma y, mi sono limitata molto candidamente a dire, “beh caro mio per me non c’è paragone, molto meglio con una donna!”

Non l’avessi mai fatto! E se non tornassi indietro non lo farei (bugia!), ho letto dolore nei suoi occhi, misto a stupore, non poteva crederci, ed io li a dirgli che ovviamente la mia è una considerazione del tutto personale eh, mica vale per tutte cosi, che deve comunque esserci attrazione e bla bla bla. Mi sono messa nei guai da sola, perché dopo quella maledettissima frase mi sono ritrovata davanti un uomo dapprima stupito, poi distrutto e poi curioso di sapere perché. Ma cosa posso saperne io del perché? Uscire con un vecchio amico e ritrovarsi nell’imbarazzante situazione di sentirsi fare richieste del tipo “dai dai dammi qualche consiglio tecnico!” Dio benedica chi ha inventato i cocktails o non avrei saputo come uscirne.

Alzi la mano chi non fa mai paragoni in vita sua. Tutti lo facciamo, sempre, ogni giorno, nella nostra mente paragoniamo ex, amici, lavoro, colleghi e ovviamente le persone con cui siamo state. Questo accade indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, ma chi nella propria vita ha avuto modi di vivere un rapporto con un uomo e con una donna, si ritrova inevitabilmente a pensare e se vuole, a condividere, i propri personalissimi pro e contro delle situazioni. Certo magari non a voce alta, con un sacco di gente intorno. Ma a parte questo, credo che per chi sta vivendo una storia simile alla mia questi episodi possano essere messi in conto, per cui preparatevi le risposte, qualunque esse siano e ricordate che se la curiosità è donna, io sono la Duchessa di Cambridge. Ovvero non potete mai sapere cosa accade quando raccontate a qualcuno di vostra conoscenza della nuova fidanzata (e non fidanzato), ma non crediate che gli uomini siano immuni dalle domande assurde, anzi. E nel caso in cui decidiate di raccontarlo a un vostro conoscente maschio alfa se proprio dovete farlo, assicuratevi almeno di avere una via di fuga!

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E la reazione delle amiche? Mmm come dire, avete presente i cori da stadio? Bene, metteteci qualche bandierina festante e direi che ci siamo! Di tutte le donne etero a cui ho raccontato la mia storia, il 90% ha reagito con frasi tipo “brava fai bene!” “se potessi anche io innamorarmi di una donna!”. Ora è ovvio che non si può parlare per tutte e che magari conosco un nutrito gruppo di donne che la pensa allo stesso modo, ma devo dire che la reazione è degna di qualche riflessione. Anche perché io di sta storia che con una donna si sta meglio non ci casco, mica dipende dal sesso di una persona?

Il carattere è carattere, poi non so voi, ma la mia ragazza nota cose che un uomo manco se gli facevi un disegno a fumetti. Non voglio scadere nei soliti cliché, ma in anni e anni di relazioni con gli uomini, solo una volta mi sono beccata un’occhiataccia dal tipo con cui uscivo perché per strada ho guardato un altro! Con lei? …faccio prima a non pensarle le cose che è meglio, non ho mai preso tante “fulminate” come nell’ultimo anno! E posso garantire che l’80% erano immotivate!

Ma non è solo questo, una donna pensa più o meno come un’altra donna. Questa cosa secondo me, a noi frega alla stragrandissima, diciamocelo ragazze non ci siamo abituate! Per un motivo o per un altro dopo anni di rapporti con gli uomini, abbiamo bisogno di capire come funzionano le cose nel fantastico mondo only pink, chi più chi meno. Io molto più. Non è certo tutto sempre facile, le paure e le domande sono normali, prima o poi arrivano, nessuna è immune. Le mie sono arrivate ed erano tante, il punto è che, almeno per me, la risposta era sempre una sola: lei. E non ho altro da aggiungere.

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12 Commenti

  • Wow quante cose in comune:amici scioccati, amiche “fai bene” e tante domande sul mondo “only pink” come scrivi tu…é davvero complicato capire una ragazza e la mia é di quelle che dicono no e pensano si, ma per quello ci innamorano no?!Penso sempre che le storie che ho avuto con uomini erano molto piu noiose di questa, é difficile, ma le cose migliori sono quelle che ti costa avere!!!

  • Appurato che voi lipstick siete l’anello di congiunzione tra le lesbiche e le etero. Ho una curiosità, chi e dove rimorchiate, uomini esclusi?

  • A me gli uomini che mi chiedono consigli sulle donne mi imbarazzano molto. Come glielo spiego che sono tutte diverse e tutte potenzialmente folli?

  • A parte che mi sono sbellicata dalle risate nel leggere “un uomo distrutto”, proprio perchè molte volte, solo perchè a primo impatto, vuoi per via del look o degli atteggiamenti molto femminili, molti uomini non crederebbero alla tua omosessualità neanche davanti al fatto compiuto. Detto questo, mi sono un pò riconosciuta nel tuo racconto, perchè ho un amico a cui voglio molto bene, che dice di volermi addirittura sposare (pur sapendo benissimo del mio orientamento) e che se intraprende altre relazioni è solo colpa mia che “mi rifiuto di essere felice con lui”.

    Riguardo ai vari elementi che ci importunano con la solita, prevedibile domanda: “Ma forse è perchè non hai trovato l’uomo giusto?”, io direi di girare la frittata con la domanda: “Hai mai provato attrazione sessuale per un elefante?” se risponde di no, possiamo sempre dirgli che non ha ancora trovato l’elefante giusto!

  • Avere a che fare con il milionesimo lumacone in discoteca che ci prova e poi ti dice
    “ma scusa ma tu preferisci una donna ad un uomo?”.
    Rispondere per la milionesima volta con la domanda
    “e tu?”.
    Storia antica.

  • Carissima, mi ritrovo animatamente in una situazione simile alla tua, quindi, tante cose belle e tanti auguri a te (e me)! Ma dico : perche’ dovrebbe essere meglio una che ti fulmina di occhiatacce ogni cinque minuti? La gelosia non ha a che fare con la capacita’ di percezione.. o no?

    • Perchè alla fine quelle occhiatacce sono più un modo di farmi notare che mi osserva :) alle occhiatacce segue sempre una risata sopra. La capacità di percezione per me è la capacità di capire cosa provo, sia quando sono triste e cerco di nasconderlo sia quando noto una in divisa e cerco di nasconderlo uguale ^^

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