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Becoming Lipstick. Il coming out col mio ex fidanzato

da Leila 280 visite3

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Ho fatto coming out con il mio ex! E direi che già solo questo potrebbe bastare, poi lascerei ai postumi l’ardua sentenza. Ma dato che probabilmente ai postumi non importa poi molto, mi sembra corretto raccontarlo qui. Le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono ovvie, la voglia e la necessità di essere sincera, con lui e con me stessa, che detta così sembra facile e infondo, almeno nel mio caso, lo è stato.

Cosa ci spinge a fare una scelta non possiamo saperlo ma sappiamo quale scelta è giusta e non sempre la scelta giusta è quella più facile. Anzi, il più delle volte è proprio la complessità a farci capire che siamo sulla strada giusta. Ma non sono qui per fare filosofia o snocciolare perle di saggezza. Sono qui a raccontare come ci si sente, perché già il solo fatto di uscire a cena con il mio ex e raccontargli della mia attuale ragazza è di per sé un bel po’ complicato e sinceramente quei due bicchieri di vino hanno semplificato le cose, soprattutto quando lui ha cominciato a fare domande. Vi basta sapere che abbiamo finito la serata al Pigneto a bere come due vecchi amici.

Pensare che non era nemmeno in programma. Lui era di passaggio a Roma e mi aveva chiesto se mi andava un giapponese, io avevo voglia di fare due chiacchere con lui perché gli voglio un mondo di bene. Durante la cena parlavamo di tutto: del lavoro, delle prossime vacanze, di come stavano le rispettive famiglie e quando mi ha chiesto “che mi racconti di nuovo?” sbam, le parole sono uscite dalla mia bocca, ho cominciato a parlare (forse sarebbe meglio dire a balbettare) ma la sua calma ha placato la mia ansia.

Sinceramente era più sconvolta la mia coinquilina quando ho annunciato che per un bel po’ non avrei bevuto. Ma a parte questo, devo dire che la sua reazione è state neutrale e pragmatica, quasi fraterna, a parte il ghigno malefico con cui mi ha detto “Bene! Adesso potrai capire come ci si sente a stare con una donna!”. Devo ammettere che negli ultimi mesi ho rivalutato un po’ la pazienza degli uomini, perché stare con una donna non è una passeggiata soprattutto quando lei ha il ciclo.

Ma soprattutto ho realizzato nel suo viso un messaggio, cavolo lui è stato con me gli ultimi anni per cui lo sfinimento glielo provocavo io! Azz che rompiscatole che devo esser stata! Il giorno dopo, nella grigia luce del mattino romano, meditando davanti ad una tazza di caffè bollente, ho ripercorso come un fiume tutti gli avvenimenti degli ultimi due anni, e alla fine mi sono resa conto che dopo questo coming out era un po’ come se sentissi alle mie spalle gli ultimi echi di un temporale che si allontana e davanti a me un timido raggio di sole all’orizzonte. Poi mi sono accorta che la mia coinquilina aveva alzato la tapparella ed in effetti fuori aveva piovuto.

Ho preso il telefono ed ho chiamato Lei, le ho raccontato la serata tutto d’un fiato, ero felice nel sentirla felice, ero felice nel sentire che Lei mi era vicina, ero felice nel sapere che Lei era lì con me, che mi ascoltava che annuiva che chiedeva e rideva con me. Questo vale più di tutti i coming out del mondo.

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Commenti (3)

  1. Quando ho letto ‘postumi’…. ho pensato che dopo aver parlato con lui ti fossi ubriacata e mi sono messa a sorridere, poi ho letto fino alla fine. Ai posteri l’ardua sentenza sui limiti del t9……

  2. Molto molto bella l’immagine della tapparella ecc, ma che palle continuare a leggere Lei con la L maiuscola! stiamo parlando di una ragazza, non di una divinità! Per il resto, ben dai:)

    1. La L maiuscole è per via di una vecchia abitudine, quando con la mia amica iniziavo a parlare di questa storia ci ridevamo su chiamandola Lei :) da li l’abitudine di usare Lei come nome ^^

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