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Bufala sul web: coppia lesbica uccide il figlio. Ma usano la foto di un’attivista LGBT italiana

da La Mile 2.450 visite0

A quanto pare, l’epoca dell’informazione è ormai defunta. Se possono girare indisturbate sul web notizie come questa: Coppia Lesbica Picchia A Morte Bambino Di 4 Anni: “Non Diceva Papà” vuol dire che chiunque può manipolare le notizie a proprio piacimento e screditare avversari politici o fomentare l’odio nei contri di qualsiasi minoranza.

In questi giorni una pagina Facebook (che non stiamo nemmeno a menzionare) ha ripreso una notizia pubblicata la scorsa estate da Il Giornale News – sito alquanto opinabile in materia di attendibilità. L’immagine di apertura è la foto di una coppia lesbica italiana. Coppia lesbica che conosciamo bene, perché una delle due donne è Francesca Brancati, attivista che, dopo l’infelice dichiarazione di Barilla nel 2013 chiese alla multinazionale alimentare di sponsorizzare il suo matrimonio.

Ma cerchiamo di fare un  po’ di chiarezza. La storia della coppia lesbica rea di aver picchiato un bambino di 4 anni, purtroppo, è vera. Si tratta di un orribile caso di cronaca isolato, avvenuto in Sudafrica nel lontano 2001. Nel giugno del 2012 Affaritaliani riprese la notizia, più o meno dal nulla. La storia della coppia lesbica che uccide il bambino, però, girava già da tempo su NoCensura. Sito famoso per infestare il web di bufale. [Per una ricostruzione più accurata, vi invito a leggere quanto scrive Butac].

Non stiamo nemmeno a sottolineare come il moltiplicarsi incontrollato di queste notizie alimenti pregiudizi nei confronti delle persone gay e lesbiche. Un po’ come se, prendendo a paradigma Anna Maria Franzoni, decidessimo che tutte le madri della Valtellina sono potenziali infanticide. E viene da chiedersi: certe bufale circolano solo per racimolare qualche click in più oppure c’è una volontà apertamente omofoba?

Certo, una cosa non esclude l’altra. Ma in questo caso c’è l’aggravante di aver preso dal web (e molto probabilmente proprio da LezPop) la foto di Francesca e della sua compagna Angelica e, senza autorizzazione alcuna, averla spacciata per una coppia di assassine sudafricane che probabilmente tra un po’ finiranno di scontare la loro pena. Visto che il delitto risale a 16 anni fa. Forse bisognerebbe ridiscutere in maniera sensata il concetto di libertà di espressione.

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