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Il Carlino pensa. Canoni di bellezza e mostruosità a portata di bisturi

da La Mile 1.477 visite3

Per chi si fosse persa la puntata precedente, questa è la mia nuova rubrica su LezPop: il mondo visto attraverso gli occhi di un cane (insomma, un po’ Dylan Thomas dei poveri). Nella fattispecie, come spiegavo la settimana scorsa, si tratta di un Carlino, col muso schiacciato e gli occhi grandi (a palla, per essere precisi) e molto divergenti.

Da brava secchiona quale sono, prima di aver preso la piccola Ripley ho letto tutti gli articoli possibili e immaginabili sui carlini, le loro origini, i problemi di salute, il carattere, il modo per addestrarli, etc etc. Ebbene, il Carlino è una delle razze canine più antiche che si conoscano. L’origine non è chiarissima, o meglio, il Carlino è un cane cinese: amatissimo dagli imperatori della dinastia Song (siamo attorno al 900 d.C.), ma il cane dal muso schiacciato e piccolo come lo conosciamo noi ha origine in Inghilterra. La leggenda vuole che fosse un Carlino a salvare la vita a Guglielmo d’Orange, futuro re britannico, il quale lo glorificò a tal punto da farlo diventare il quadrupede più amato dalla nobiltà europea. Siamo sul finire del 1600.

Col passare degli anni, arrivò anche la “mutazione”: il muso sempre più schiacciato, il naso che praticamente spariva (in termini tecnici si dice brachicefalo) e il corpo sempre più piccolo: era il cane “portatile”, col viso così “brutto”  da far sembrare bellissima qualsiasi nobildonna del Vecchio Continente – beh, la regina Vittoria ne aveva ben 18.

Il Carlino non potrebbe sopravvivere “in natura”. O per meglio dire: è stato modificato dall’uomo per seguire dei canoni estetici, accentuando delle caratteristiche proprie della razza a tal punto da renderli “pupazzi” con dei grossi problemi di respirazione (attenzione: stessa sorte è capitata ai bulldog francesi, ai pechinesi, ai Boston terrier e allo stesso bulldog inglese, ma anche ai persiani, agli sphynx – i gatti senza pelo – e a tanti altri quadrupedi domestici).

A pensarci bene, non c’è tanta differenza tra le manipolazioni operate ai danni dei poveri Carlini e le mostruosità che emergono dalla chirurgia estetica. Del resto, anche per i cani esistono le mode, per cui una razza è in voga e un’altra no – in base alla moda cambiano i prezzi, ovviamente. Un mercato che, per una che come me ha sempre avuto meticci, fa abbastanza inorridire, e che rispecchia a pieno il modo in cui noi umani ci rapportiamo al concetto di bellezza.

Ricordate il tempo in cui andavano di moda le modelle “perfette” come Cindy Crawford o le anoressiche tipo Kate Moss? Giustamente il mondo si è indignato: le donne non sono così, non devono essere così. Le donne sono belle anche se formose. Anzi. Ora siamo nella fase: belle, formose, dai fianchi larghi e il sedere bello tosto, tipo Kim Kardashian, Beyoncé o Serena Williams. Ma se non avete la fortuna di essere la giocatrice di tennis più brava di tutti i tempi, o la cantante più figa da Madonna in poi (per la Kardashian, sorry ma se non siete come lei è solo un bene), cosa fate? La chirurgia estetica risolve ogni problema.

Dalle donne tutte tette che arrivano fino a toccare il mento, siamo passati alle donne tutte culo che twerkano col solo respiro. E anche qui, la sostanza non cambia: è un business ad uso e consumo maschile. Spulciando su Instagram ho scoperto “cose che voi umani” (come direbbe qualcuno). Un’esplosione di account di donne plus size, modelle hip-hop (tipo Abmer Rose e Coco Austin), col sedere imbottito di silicone fino a scoppiare il cui unico scopo è intrattenere il pubblico maschile, e magari rivendicare da femministe del terzo millennio il diritto ad essere “in carne”. Diritto che, perdonatemi, non si conquista col bisturi.

Mi chiedo: non è anche questa una manipolazione del corpo che porta alla mostruosità? Come sarà la vita per queste donne che quando si siedono hanno un set di airbag che le fa rimbalzare come se fossero sulle montagne russe? Un po’ come il mio Carlino che, per “colpa” delle mode del passato, corre, si scatena, passano dieci secondi e ha il fiatone. L’unica, grande, differenza è che Ripley non ha scelto di essere così. Possiamo dire lo stesso di certe donne?

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Commenti (3)

  1. Beyoncè è formosa, bella e naturale come tante curvy model, comunque a me i culi o i seni palesemente sproporzionati rispetto al resto del corpo non piacciono esteticamente ma se una li vuole affari suoi, non è una schiava.

  2. Sinceramente più che Beyonce che è formosa ma comunque normale avrei citato Nicky Minaj, è da lei che queste psicopatiche secondo me prendono spunto.

  3. ….Yep. -.-‘ Questo non é dimostrare al mondo un nuovo modo di pensare rivendicando “il femminismo” a dire il vero non c’entra proprio nulla,anzi,tutto il contrario dell’essere out&proud di come si é,come mamma le ha fatte,senza alcun bisturi o trucco.Questo é seguire un nuovo tipo di stereotipo, l’ennesimo malato,a mio parere.Povero mondo! XD

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