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Casa delle Donne di Roma. La sindaca Virginia Raggi chiede lo sfratto

Da 30 anni la Casa delle Donne di Roma è un luogo storico del femminismo. Rischia di chiudere per volontà di una donna

Succede che in una città come Roma per la prima volta, lo scorso anno, sia stata eletta un sindaco donna. Al di là delle questioni politiche, Virginia Raggi ha rotto un tabù: nessuna donna era riuscire a salire sul gradino più alto del Campidoglio.

Poi succede che a distanza di un anno e mezzo, la stessa sindaca spedisca una raccomandata con ricevuta di ritorno alle responsabili di uno dei luoghi storici per il femminismo (e non sono quello della capitale): la Casa delle Donne. Nella missiva si fa esplicita richiesta di saldare, entro un mese, i debiti. O pagate i 833mila euro di debiti, oppure vi sfrattiamo. Per dirla in parole povere.

La Casa delle Donne di Roma, che ha sede nel palazzo storico del Buon Pastore a Trastevere, da trent’anni è il luogo dove le donne hanno costruito la propria identità, politica e sociale. La questione dei debiti – che sono tanti – va avanti da tempo. La giunta Marino aveva cercato di trovare una soluzione per rateizzare l’importo dovuto e permettere alla Casa delle Donne di proseguire nelle proprie attività. Peccato che il tutto sia finito con le dimissioni forzate dell’ex sindaco PD.

Perché accanirsi contro la Casa delle Donne e lasciare agire indisturbati gli occupanti di Casapound?

Viene da chiedersi, perché la giunta Raggi non bussi alla porta di Casapound che da anni occupa il palazzo al numero 8 di via Napoleone III. Viene anche da chiedersi come sia possibile che una donna, una donna che fa politica, non mostri un minimo di rispetto (non voglio parlare di comprensione, che forse sarebbe troppo) nei confronti di un luogo così importante per le donne.

Come giustamente commenta Monica Cirinnà sulle pagine di Repubblica «Il Comune non può trattare la Casa delle Donne come fa con gli occupanti abusivi. A Trastevere si fa politica bella, che aiuta le persone». E a proposito di commenti, non potevamo non citare una delle nostre più care “amiche“, capace di far polemica anche sulla Casa delle Donne. Ovviamente mi riferisco alla sempiterna Marina Terragni.

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La Mile

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