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“Cupido ha perso la testa” di Jennie Dorny. Lesbiche, amore e niente poiana

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In questi giorni di inenarrabile pesantezza nel vivere, mi è fortunatamente capitato di leggere un libro che ci renderà tutte più leggere e festanti. Appartiene infatti a quella categoria, purtroppo così poco esplorata nei libri a tematica lesbica, delle storie romantiche, senza impegno e ben scritte. Sembra infatti che per noi non ci siano vie di mezzo: o si trovano libri non proprio scritti benissimo o direttamente alta letteratura, generalmente abbastanza tragica, o al massimo fumetti (grazie al cielo almeno quelli).

Ebbene, grazie alle edizioni Clichy che hanno tradotto e portato in Italia “Cupido ha perso la testa” di Jennie Dorny,  abbiamo finalmente anche noi una romanticheria senza impegno, con riferimenti vari al cibo, meglio se indiano, una cornice parigina (una grande hit delle storie d’amore assieme a New York e Notting Hill) e nessuna poiana!

La storia è una graziosa commedia degli equivoci che prende le mosse dalla decisione di Lilian, ceramista di talento che subisce la concorrenza e il senso di inferiorità nei confronti del gemello pittore più talentuoso, di prendersi un anno sabbatico dalla sua splendida villa sull’oceano nel New England, per trasferirsi a Parigi. Fin qui tutto regolare, ma quest’artista, bellissima e con poca fiducia nelle sue capacità, che non si innamora da tempo immemore (lei pensa per colpa sua, noi sappiamo che è colpa del suo Cupido personale che la vorrebbe più dedita all’arte che all’amore), decide di provare a vivere una vita completamente diversa e di trasferirsi sotto mentite spoglie: quelle di un uomo, James Allen.

Si taglia così i capelli, si fascia il seno e via sotto la Torre Eiffel, nonostante gli strali del gemello che, per qualche motivo, la detesta, e col sostegno del suo migliore amico, stavolta un personaggio gay di supporto, Justin. A Parigi James Allen/Lilian, che in tutto ciò, è bisex dichiarata (e vivaddio senza problemi nel dichiararlo), si lascia aperte tutte le possibilità e fa letteralmente strage di cuori, tra uomini e donne.

In particolare colpisce il cuore di due fratelli di origine indiana: Mirna, giovane lesbica che non ha mai dimenticato la sua ex svedese, e Hanif che ha lasciato il cuore ad un bel rugbista irlandese sull’isola di smeraldo. Il tutto inizia a prendere le dimensioni di una commedia degli equivoci alla Shakespeare quando si scopre che Hanif, attore e cabarettista, per suo diletto, di tanto in tanto prende le sembianze dell’avvenente Carlotta. Cosa succederà? Quale Cupido colpirà il cuore di James Allen aka Lilian? Che cos’è il lassi che tutti bevono di continuo? E davvero a Parigi tutti possono trovare l’amore eterno?

È una storia d’amore molto pulita, graziosa, tenera e ha il grande pregio di essere una lettura leggera e divertente. Non ci sono lezioni da imparare, non ci sono tragedie, non ci sono dubbi amletici sulla natura umana (a parte qualche interrogativo della funzione culturale dei vestiti nei ruoli di genere), solo tanto amore e molto romanticismo.

Straconsigliato a tutte (tranne che alle sentinelle in piedi che potrebbero avere un colpo già alla quarta pagina), uscito da poco e facilmente reperibile in libreria!

Forza cuoriamo tutte insieme e rinchiudiamo la poiana in una gabbia per questa volta!

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