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Diavoletta87, ovvero Chiara Ferragni 10 anni fa, aveva un’antenata: Khy-ri ovvero…

da Sara Freddini 10.451 visite3

Chiara Ferragni, con 9 milioni di followers su Instagram e 8 milioni di fatturato l’anno con la sua “blonde salad”, è la fashion blogger più pagata del mondo.
Bella, giovane, ricca e prossima alle nozze con Fedez è la più cliccata della rete e la più odiata dagli haters.
Chiara, insomma, incarna il sogno americano della nostra generazione, facendo della sua passione per la moda una vera e propria miniera d’oro.
In pochi però ricordano che, nel 2006, la Ferragni postava i suoi pensieri intrisi di K, foto coi fidanzatini e turpiloqui su Netlog con lo pseudonimo di Diavoletta87.

> > DA NON PERDERE

Bisogna però ricordare che Chiara Ferragni non è l’unica ad avere un fardello virtuale incancellabile perché, si sa, quello che finisce in rete ci resta praticamente per sempre.
Una finestra sul passato dove chiunque può affacciarsi e bearsi della frivolezza di quella che oggi potrebbe essere considerata una personalità di successo.
Sì, perché oltre a Diavoletta87, nel 1997, agli albori di Internet è esistita anche Khy-ri: la Draghetta dell’Undernet.

Khy-ri era una ragazza di 21 anni che potremmo definire “l’ultima dei romantici”… e anche un po’ nerd. Affascinata dalla rete, si dilettava nella costruzione dei primi siti e, nel tempo libero, suonava la chitarra da autodidatta. Con la sua passione per la lettura, tra i suoi autori preferiti, figurano Friedrich Nietzsche, Stephen King e Tolkien. Era amante della musica, ma non tutta.
Ascoltava i Chieftains, Loreena McKennit, Sinead O’Connor e i Cranberries ma non solo: la lirica l’affascina molto ed è facile immaginarsela nella sua stanzetta, in una tiepida sera di un autunno romano degli anni 90, con in sottofondo l’aria della Madama Butterfly “un bel dì vedremo” mentre sogna un futuro felice, dove poter essere un concreto aiuto per il prossimo in una comunità di intenti e di pensiero che, da qualche parte, sa esistere. E lei la troverà. Perché Khy-ri, dalla vita, vuole tutto il possibile.

Mentre aspetta il realizzarsi dei suoi sogni, scrive storie fantasy. Di draghi e di fate. E di amore:

La torre si ergeva nella spianata come un dito puntato verso il cielo e, cosi’ come appariva all’elfa, sembrava il cielo beffeggiare.
In quella terra di draghi e fate, di fiori e albe incantate, la torre restava l’unico elemento misterioso. Una roccaforte chiusa agli sguardi di tutti, dei viandanti cosi’ come degli dei…
L’ultimo baluardo del mistero. E per quella torre l’elfa aveva intrapreso un lungo e periglioso viaggio. Aveva lasciato la sua foresta e la sua casa, i suoi amici e la sua famiglia.
Per quella torre, o meglio, per il suo oscuro occupante, l’elfa era li’.
Sorrise nell’ultima luce del giorno. E i suoi piccoli denti spuntarono tra le labbra rosate.
Come una giovane belva, l’elfa si mosse silenziosa tra la bassa vegetazione della spianata, tra cespugli carichi di frutti in quel tardo inverno che giŕ recava con sé il presagio della primavera.
Le narici di Fly-weyr fremettero cogliendo il profumo della resina. Ceppi di abete bruciavano nella torre, e all’elfa basto’ chiudere gli occhi per cogliere l’immagine dell’oscuro mago che si scaldava davanti al camino, come un comune mortale.
“Ah, mio Shalafy…”, mormorò sogghignando… E poi, solo nel silenzio della sua mente, continuò: “Potresti carbonizzare interi eserciti con le tue sfere di fuoco, e te ne stai lì, a tendere le mani verso il fuoco come un contadino dopo una giornata nei campi…”. E sorrise a se stessa Fly, sentendo che l’amore di lui lo rendeva umano e trepidante, e tenero, proprio come un uomo…
Certo lei, elfa, non avrebbe mai potuto amare un comune mortale, ma le piaceva questo aspetto dell’oscuro mago che lo rendeva vulnerabile alle misteriose forze dell’amore.
Ah, sì, non sarebbe stato facile tenerlo legato a sé. Non sarebbe stato facile contrastare le sue terribili collere, i suoi umori mutevoli, e lo sguardo ipnotizzante dei suoi obliqui e dorati occhi da felino… Era arduo il compito che si era scelta. Ma si sentiva pronta, e baldanzosa come una puledra un momento prima della corsa.
Sorrise ancora Fly tornando a incamminarsi verso la torre. E nemmeno si meraviglio’ quando il pesante portone di pietra si spalancò magicamente davanti a lei. “Shalafy, sono qui…”, mormorò. E la risata selvaggia di lui le rimbombò nella mente…

Scrive anche poesie, una in particolare colpisce per la forza che trasmette. S’intitola “un drago” e recita:

“A volte penso che se fossi un drago, sarei un vento tempestoso.
Sarei un fuoco ardente, la fornace nel centro di un vulcano, il ribollire della lava.
Un’onda di tempesta, che nasce alla fine del mondo, laggiù dove la terra è sconfitta dal mare.
Sarei la terra che trema e tutto travolge, che inghiotte.
Sarei la roccia che scivola, e corre, e rotola giù per l’irto pendio, e canta al cielo col suo clangore.
Ma mi accorgo di essere un drago… E so di essere tutto questo. E di più.”

Parlando di Khy-ri è impossibile non equiparare la sua storia con quella di Maleficent, la strega cattiva della bella addormentata portata sul grande schermo da Angelina Jolie.
Una bellissima, giovane e buona creatura fatata che, dopo una bruciante delusione d’amore, si trasforma in un mostro mosso solo dalla sete di vendetta. Perché Khy-ri, la Draghetta dell’undernet è Giorgia Meloni.

E chissà cosa è successo, dal 1997 ad oggi, che ha fatto sì che la dolce e romantica Khy-ri si trasformasse nel leader di Fratelli d’Italia.
Ma nel mondo che sognava Khy-ri (che è un po’ la realtà di Maleficent) i cattivi non sono cattivi davvero e i nostalgici di quello che era l’ internet 1.0.2 sognano un universo alternativo dove Giorgia è una scrittrice fantasy di medio successo, gioca ancora a Dungeons & Dragons con il suo vecchio gruppo e ha sposato il Dungeon master (arbitro o narratore in altri giochi di ruolo nda). Hanno due gatti.

Link Utili!
http://web.archive.org/web/19981202025127/http://www.khy-ri.queen.it:80/io.htm

http://web.archive.org/web/20020105230808/http://www.geocities.com/Paris/5266/khy.html

http://www.oocities.org/siliconvalley/park/4864/amici.html

http://web.archive.org/web/19981202212137/http://www.khy-ri.queen.it/amore.htm

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Commenti (3)

  1. La Meloni è Dungeon Master mancato

  2. La domanda, ovviamente, è : ma non poteva restare nerd e innocua?

  3. Chi è Sherlock Holmes, in confronto a te? Grandeee!! :))

    Questo racconto (ed altri eventuali) sarebbe da stampare: carta riciclata, formato A5, font “Tolkien”, cornicetta celtica attorno alle pagine, copertina disegnata a mano su cartoncino telato, colorata a pastelli e collage tecnica mista, oppure su quella carta spessa con dentro i fiori secchi, il tutto rilegato a mano, cucito con fili di angora e lurex.

    E regalare alla Meloni. Che, magari non passerà al lato lesbico della forza, ma sicuramente si ricorderebbe di chi gliel’ha regalato! :)

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