Questo sito contribuisce alla audience di
Femminismo e dintorniPersonaggiPrimo piano

Ellen Page: l’outing sul set quando aveva 18 anni

Con un lungo post su Facebook Ellen ha denunciato gli episodi di molestia che ha subito nella sua carriera. E un terribile outing

Anche Ellen Page è scesa in campo per denunciare i comportamenti sessisti ed omofobi di Hollywood. Con un lungo post su Facebook, Ellen ha raccontato dell’outing che Brett Ratner le ha fatto quando aveva appena diciotto anni.

Brett Ratner l’aveva scelta per comparire nel film X-Men: Conflitto finale, la prima vera grande produzione di Ellen. Durante un incontro tra il cast e membri della produzione, Ratner ha detto a una donna dello staff di scoparsi Ellen, così avrebbe capito di essere gay. Non è stato un comportamento isolato dato che Ratner ha continuato a fare numerosi commenti sessisti verso le donne che lavoravano al film.

“Ero giovane e non ancora dichiarata a me stessa. Sapevo di essere gay, ma allo stesso tempo non lo sapevo. Mi sono sentita violata quando è successo. Mi sono guardata i piedi, e non ho detto una parola e guardato come nessun altro lo facesse. Quest’uomo, che mi aveva ingaggiata per il film, aveva inaugurato i nostri futuri mesi di lavoro assieme con un commento terrificante a cui nessuno si è opposto.

 

Nel post che Ellen ha pubblicato, le azioni di Ratner sono solo una parte dei numerosi episodi sessisti di cui Ellen è stata vittima o testimone. Se in molti casi ha potuto lavorare con persone oneste e rispettabili, non sono mancati incontri in cui invece il rispetto è venuto a mancare. A sedici anni un direttore l’ha portata fuori a cena e le ha chiesto di “fare lei la prima mossa” mettendole una mano sulla coscia perché lui, essendo più vecchio, non poteva. Sempre a sedici anni, le è stato chiesto da un altro direttore di andare a letto con un quasi trentenne e poi di dirli come era stato.

È stata dura realizzare che la mia sicurezza a lavoro non era garantita

Ellen sa di essere più fortunata di tante altre donne perché bianca, ricca e famosa. Può assumere qualcuno per la sua sicurezza, se lo desidera. Ma tante altre donne vivono ogni giorno molestie e aggressioni in virtù di un ricatto morale ed economico a cui non possono sottrarsi. Principalmente donne che fanno parte delle minoranze come le donne di colore, o le donne queer.
Per questo vuole usare la sua voce per rilanciare un messaggio di supporto a tutte le donne che sono diventate vittime di una società che collude con chi commette questi crimini. Ellen dichiara di essersi pentita di fare un film con Woody Allen.

“Dovevo ancora trovare la mia voce e non ero chi sono adesso, e sentivo molta pressione perché ovviamente devi per forza dire sì al fare un film con Woody Allen”

Woody Allen è solo uno tra i tanti del mondo dello spettacolo di cui tutti sapevano, dice Ellen, e di cui tutti tacevano. Bill Cosby e Weinstein, tutti sapevano. “Lui è il colpevole, ma molti sono stati i complici” scrive ancora su Facebook. Quello che serve non è soltanto che le donne denuncino, ma che nessuno taccia più quando vede un comportamento inadatto, o è direttamente testimone di un crimine come lo sono le molestie e le violenze.

Share Button
Tags

Fou Savant

Wearing a bow tie is a statement. Almost an act of defiance.
Wearing a bow tie is a way of broadcasting an aggressive lack of concern for what other people think.

Articoli correlati

3 thoughts on “Ellen Page: l’outing sul set quando aveva 18 anni”

  1. Mettetevi d’accordo! Ma non si dice coming out? L’outing è diverso dal coming out. Quando si dichiara apertamente il proprio orientamento sessuale è coming out, mentre l’outing si riferisce a chi dichiara l’orientamento sessuale di terzi. Ancora a sto punto state?

    1. Infatti l’articolo è corretto, ho sbagliato io a scrivere…scusatemi sono stata precipitosa, il titolo mi ha fuorviata ma avrei dovuto leggere attentamente prima di commentare.

  2. più il personaggio è famoso, più è un pervertito
    purtroppo si è sempre saputo che il mondo dello spettacolo era pregno di questo genere di atteggiamenti,
    e se non sono loro stessi -attrici/cantanti/modelle- a denunciare, chi lo farà mai.
    Lasciatemi anche dire però che tutte quante queste persone hanno scelto il successo e la notorietà invece che mandarli a quel paese e quindi avere poi una vita “normale”.
    È stata una loro scelta…è brutto da dire, ma la penso così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close