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“Equality” di Nike. Ennesima dichiarazione a favore dei diritti LGBT. VIDEO

da ila. 3.438 visite3

C’è anche la bionda calciatrice lesbica Megan Rapinoe, centrocampista della nazionale Usa, fra i volti in bianco e nero protagonisti del nuovissimo spot della Nike. E il cui titolo, “Equality”, già di per sé dice molto. Il suggestivo video, diffuso proprio qualche giorno fa, promuove il potere dell’inclusione, combinando un uso sapiente delle immagini ad un messaggio di grande impatto emotivo.

Un grande classico del marchio statunitense. Non bastasse, i protagonisti sono alcune fra le più brillanti stelle dello sport americano, come LeBron James, Serena Williams e, appunto, la calciatrice Megan Rapinoe. A loro il compito di mostrare, in parole e soprattutto in opere e medaglie, l’importanza di garantire che ogni campo e superficie (non solo sportiva) sia praticabile da chiunque. Senza distinzioni. E mentre scorrono le immagini in bianco e nero una voce fuoricampo recita:

È questa la terra che ci è stata promessa dalla Storia? Questo campo da gioco, dove ognuno viene definito dalle sua azioni, non da ciò che appare o da ciò in cui crede… Per troppo tempo questi ideali hanno trovato rifugio dentro queste linee. Ma l’eguaglianza non dovrebbe avere confini. I legami che ci sono fra i giocatori e gli atleti dovrebbero esistere anche fra le persone. La palla dovrebbe rimbalzare allo stesso modo per tutti. Se possiamo essere uguali qui, possiamo essere uguali ovunque.

“Equality” è solo l’ultima dichiarazione a favore dei diritti del popolo Lgbt. Nike, lo sappiamo bene noi e il carrello degli acquisti Amazon, si prende spesso il vezzo di colorare orgogliosamente d’arcobaleno scarpe, maglie e felpe. E quando c’entrano i diritti, non è mai solo questione di marketing.

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Commenti (3)

  1. Attenzione a celebrare multinazionali che giocano il gettone LGB(poco T) per lavarsi le mani da altre violzioni: http://abcnews.go.com/Business/story?id=5503956&page=1 Pinkwashing non è sano

    1. @marina: Sono perfettamente d’accordo. Sembra che non riusciamo a trovare altri referenti che le multinazionali, orribili organizzazioni con la coscienza sporca, responsabili di atrocità. E pensiamo forse che, davvero, ci amino? Suvvia! Un po’ di pensiero critico.

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