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Famiglia lesbica straniera a Torino: nessuno dà loro una casa!

Essere straniere ed essere lesbiche in un paese che non accoglie nessuna delle due categorie. Questa la storia di Greta e Bijou che da mesi sono alla ricerca, a Torino, di una casa che accolga la coppia e i figli.

Bijou è arrivata nel 2005 a Torino dalla Costa d’Avorio, ma quando ha dichiarato l’omosessualità alla sua famiglia è stata rispedita nel suo paese dai genitori per un matrimonio forzato, costringendola tra l’altro a interrompere la scuola. Nel 2015, incinta del marito, è riuscita a tornare dall’Africa ma ha dovuto nascondersi dalla comunità ivoriana per paura del padre, arrivando a partorire in Austria, da dove è stata cacciata e rispedita a Bologna. Lì ha conosciuto la sua compagna Greta, emiliana di origine slava, che ha avuto un figlio dal marito violento: ha avuto la custodia esclusiva del bambino ma non riceve gli alimenti, ed è dovuta entrare in una comunità.

Gli operatori hanno cercato di osteggiare la relazione fino a che a febbraio Greta non ha deciso di lasciare il centro in cui era stata accolta perché la controllavano e continuavano a dirle di lasciare Bijou. Raggiunta la compagna a Torino, hanno cercato una struttura che le accogliesse ma da allora hanno ricevuto solo rifiuti, e tutti a causa del fatto che non vogliono essere separate.

Al momento vivono nelle case dei militanti del comitato “Popolare Vallette-Lucento” che si occupa della lotta per la casa nella zona delle Vallette, e hanno ottenuto un soggiorno di cinque giorni pagato dall’assessore alle Pari Opportunità Marco Giusta, ma per ora nessun intervento è stato risolutivo, nonostante le chiamate a tutte le associazioni, almeno ovviamente di smettere di considerarsi una famiglia e dividersi.

Ma come si fa a dividere l’amore?

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2 commenti per “Famiglia lesbica straniera a Torino: nessuno dà loro una casa!”

  1. Sono un misto fra incazzata e scioccata per dover sentire e leggere che accadano queste cose,spero che si risolva al meglio per questa bellissima famiglia.Ho letto che a Roma hanno creato un nuovo centro Lgbt Refugé.

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