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“Figli dell’arcobaleno” e “Il giorno più felice della mia vita”. Due libri per mettere ko gli omofobi

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Primavera, tempo di grandi discussioni sociopolitiche. In Parlamento si trascina l’ennesima proposta per le unioni omosessuali. Dopo aver passato un’ampia gamma di acronimi, Pacs, Dico, Didore e chi altro sa cosa, siamo approdati infine alle civil partnership, che forse non saranno come il matrimonio etero, ma almeno non sembrano il nome di una merendina anni ’80.

Ostacoli all’avverarsi di un futuro colmo di fiori d’arancio e bambini, sono i sedimentati pregiudizi frutto di sedimentata ignoranza. Chi di noi non ha a che fare prima o poi (le meno fortunate quotidianamente, le più fortunate saltuariamente) col classico «Ok, certo, il matrimonio gay è una cosa giusta, le tasse le pagate pure voi, la costituzione sancisce che siamo tutti uguali davanti alla legge PERO’…» e quel però nasconde una serie di argomentazioni discutibilissime a cui al momento ci sfugge come rispondere. Ebbene d’ora in poi grazie a “Figli dell’arcobaleno” di Samuele Cafasso ed. Donzelli e “Il giorno più felice della mia vita” di Sebastiano Mauri ed. Rizzoli, avrete a disposizione un campionario di risposte da mettere ko il più omofobo dei ciceroni.

Il primo è un reportage sulle famiglie omogenitoriali che si snoda attraverso le storie di coppie gay da sempre desiderose di avere figli. Molti, soprattutto gli uomini, una volta resosi conto della propria omosessualità vedevano la possibilità di avere figli ormai lontana anni luce, per poi riuscire, grazie a paesi più civili del nostro, a formare una famiglia. Il libro, al contrario di altri sul tema, si concentra meno sul come queste famiglie si formano (ovviamente vengono citate madri surrogate e le loro storie, affatto disperate o sfruttate, le famiglie arcobaleno hanno un codice ferreo al riguardo), è più su come vivono queste famiglie dopo che sono nate.

E così scopriamo che a Caravaggio, nella provincia bergamasca, vive tranquillamente circondata da cattolicissimi e comprensivi vicini, una coppia lesbica assieme ai loro figli. Scopriamo come cresce la combattivissima (suo malgrado) famiglia di Francesca Pardi e della sua compagna, fondatrici de Lo Stampatello editore, casa editrice per bambini sotto l’attacco di Forza Nuova in questi giorni. Molto spazio viene data alla storia di Camilla Seibezzi, consigliera comunale in quel di Venezia, anch’essa messa sotto attacco per la famosa introduzione della dicitura “genitore 1” e “genitore 2” e per un’altra questione di libri: fece comprare per le biblioteche scolastiche della città una serie di titoli contro ogni discriminazione e pregiudizio e scatenò l’inferno. Dalle lotte, all’ostracismo comunale, dalle minacce agli insulti sessisti, c’è tutta la battaglia di un singolo messo a rappresentare una minoranza a fare (bella) presenza, come troppo spesso succede, e che invece ha usato la politica per fare ciò per cui era stato scelto: del bene alla polis.

Il secondo libro, quello di Mauri (che ha scritto anche un grazioso romanzo autobiografico “Goditi il problema”) è piccolo, agile e suddiviso in capitoletti, uno per ogni obiezione posta al matrimonio gay. Si ridicolizzano così quelle religiose (se ci atteniamo a un versetto del Deuteronomio allora dobbiamo attenerci a tutti e vi assicuro che ce ne sono di surreali), si pone un accento sul peso dei ruoli di genere (l’episodio di lui che accompagna la nipotina ad una sorta di corso di ballo e canto per bambini ricchi e fricchettoni, circondato da sole madri, vale il libro) ancora imperanti nella società e nell’immaginario.

Mauri tira in ballo persino il Papa, passato da un atteggiamento di pesante osteggiamento durante l’approvazione delle unioni gay in Argentina, quando era ancora cardinale, a uno (pare) più morbido da quando si è imPapito, conscio, persino lui che i tempi sono cambiati. Insomma, c’è davvero tutto per diventare i ninja dell’autodifesa verbale contro gli omofobi censori di libri e i pasionari per la persuasione molesta verso i famosi indecisi, la cui presa di posizione è fondamentale per tutte noi.

Perciò andate, leggete e convinciamoli tutti!

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COMMENTI

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    Queste le parole del papa a Napoli a fine marzo: “la famiglia è in crisi e non è una novità. La famiglia è sotto attacco. C’è un secolarismo attivo, ci sono colonizzazioni ideologiche non solo in Europa.”
    Famiglia sotto attacco, colonizzazioni ideologiche…Sulle unioni omosessuali il papa non si è ammorbidito manco per niente, e le colonizzazioni sarebbero la teoria del GENDER (alias l’invasione degli ultracorpi) paragonato ad una dittatura.
    Provate ad ammorbidirlo con coccolino concentrato, magari funziona.

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      Considerando che in Argentina aveva scomodato direttamente il demonio, si è ammorbito. Mauri poi cita altre dichiarazioni in cui sembra quasi a favore. ‘Sto Papa dall’impressione del vorrei ma non posso. Ossia quando sembra che i teocon sentinellanti siano meno in ascolto dice una cosa, davanti a loro spara idiozie sulle colonizzazioni ideologiche.
      Premettendo che a me personalmente del Papa frega relativamente, è di sicuro più avanti di Ratzinger che citava i gay quali unico male del mondo un giorno sì e l’altro pure.

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        Be’ se il paragone è Ratzinger alzo le mani, ti piace vincere facile ;)
        Quello che intendevo è che l'”entusiasmo” per un ipotetico atteggiamento di apertura di questo papa (se proprio annamo a strigne) non è giustificato da niente di concreto.