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Intervista a Francesca Vecchioni e Alessandra Brogno: «Ci siamo lasciate ma restiamo una famiglia»

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Francesca Vecchioni e Alessandra Brogno e le loro due figlie, Nina e Cloe. Foto: Facebook.

Ho incontrato Francesca Vecchioni e Alessandra Brogno un pomeriggio a Milano, in una delle poche giornate di quest’estate balorda senza pioggia. Non è stato facile rompere il ghiaccio, perché parlare di separazioni non lo è mai, né per chi è coinvolto, né per chi – come me – deve fare le domande. A maggior ragione in un Paese come il nostro, dove i diritti delle coppie omosessuali non vengono tutelati, in nessun modo.

«A noi è successo quello che può succedere a qualunque coppia sposata con figli e convinta da sempre del proprio amore romantico – racconta Francesca -, quello che può succedere malgrado le speranze, i progetti, tutta una vita costruita insieme: ci siamo separate».

In un Paese in cui ci sono pochissime coppie gay visibili a livello mediatico (e ancor a meno con figli), Francesca e Alessandra sono diventate per tutti noi il volto di quello che significa mettere su famiglia. Ma l’amore – a prescindere dal genere di chi si ama – così come può nascere può finire. Questo però non vuol dire smettere di essere una famiglia.

Francesca e Alessandra spiegano che anche loro, come tantissime altre coppie, hanno avuto bisogno di tempo per metabolizzare la fine della loro relazione. «All’inizio è stato difficile. Ci abbiamo riflettuto e ne abbiamo discusso tanto. Non è stato semplice riuscire a trovare un equilibrio, c’è voluto del tempo, però ora siamo convinte di aver fatto la scelta giusta. Per noi, ma soprattutto per le bambine». «Del resto – prosegue Alessandra – il rapporto di stima e di affetto tra me e Francesca non è mutato».

Chiedo ad Alessandra delle bambine, Nina e Cloe, che ormai hanno 2 anni e mezzo, di come hanno reagito alla loro separazione: «È ovvio che hanno notato il cambiamento, ma le loro mamme continuano ad essere presenti nella loro vita, anche se hanno deciso di separarsi. Allo stesso modo, la routine di tutti i giorni non è cambiata. Faccio quello che facevo prima: le pappe, i giochi, accompagnarle al nido, il parco con i nonni, l’altalena da conquistare. E non smetterò mai di leggere la favole della buonanotte se non quando saranno loro a chiedermi di non farlo perché ormai sono diventate grandi».

Le bimbe sanno che Alessandra è la loro madre, anche se per lo Stato italiano l’unica ad essere riconosciuta legalmente è Francesca, in quanto madre biologica. «Purtroppo i diritti nostri e delle nostre figlie ce li dobbiamo garantire da soli – spiega Francesca -. In un momento difficile come quello di una separazione, la mancanza di leggi adeguate assume un peso ancora maggiore per il genitore non biologico, come per le bambine: in queste situazioni solo la buona volontà e l’impegno delle persone possono colmare un vuoto legislativo enorme».

In effetti, le coppie etero sposate con figli si separano e nessuno batte ciglio. Il divorzio, che poteva sembrare un’assurdità fino a quarant’anni fa, ora è giustamente regolato dallo Stato italiano. «L’uguaglianza dei diritti non può passare solo attraverso i momenti gioiosi e positivi della vita – continua Francesca – e saremo davvero tutti uguali solo quando su ogni diritto/dovere potremo considerarci sullo stesso piano, finanche nella volontà di separarci, magari, come abbiamo fatto noi, di comune accordo».

Prima di salutarci chiedo a Francesca, che da tempo è impegnata in prima persona nella lotta per i diritti delle persone LGBT, se ha paura delle critiche che arriveranno dopo quest’intervista. Lei mi sorride e mi risponde col fare deciso che la contraddistingue: «Ci sarà sempre qualcuno che criticherà le nostre scelte, ma tutto quello che abbiamo fatto, e che continueremo a fare, è per le nostre figlie. Per loro è meglio sapere di avere due mamme che le amano anche se separate, anziché avere due mamme che non si amano più ma sono costrette a vivere insieme».

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COMMENTI

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    Ho letto qua e là i commenti e mi sorge spontanea una domanda: avete aperto il recinto degli scemi di guerra in tempo di pace o cosa?

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    ria 2 anni

    se papà è mamma sono la stessa cosa e possono sostituire l’uno l’altra, se un bambino non sente la mancanza della mamma o del papà che sarebbero secondo voi la stessa cosa, vorrebbe dire che donne e uomini sono uguali..quindi mi chiedo il perché dell’eterosessualità ed omosessualità..essendo tutti uguali dovremmo essere tutti bisessuali…giusto ?..perché non crederete seriamente che la differenza tra umo e donna sia solo fisica. Quindi mi chiedo: tutte voi avete un padre e una madre..è la stessa cosa ?..avete lo stesso rapporto ?..ho letto che i bambini capiscono…certo che i bimbi capiscono se sono messi davanti alla realtà di fatto ..vi invito a chiedere ai bambini che conoscete se preferiscono avere mamma e papà o 2 mamme o 2 papà e poi sentite che vi rispondono.

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      sara 2 anni

      Ria, mi scusi se mi incaponisco. Secondo le moderne conoscenze sulla sessualità umana, in effetti gran parte degli esseri umani nasce bisessuale in potenza, per poi riconoscersi maggiormente in un genere piuttosto che nell’altro e trovandosi ad avere pulsioni sessuali per il sesso opposto o per lo stesso sesso. La questione del genere lei la vede come una question di ruolo, ma la informo che è ormai piuttosto assodato che non esistono semplicemente due generi, e che le differenze uomo/donna di cui lei parla, e che sicuramente esistono, non si basano semplicemente sul “concetto sociale” di uomo e di donna che si è costruito nel tempo. Non mi dirà che crede davvero ancora nella figura del padre figura forte e volendo anche autorevole/autoritaria e della madre come figura accudente..perchè orami questi ruoli non esistono (la filosofia moderna sta discutendo da tempo sulla “crisi della figura del padre”, ad esempio). Non esistono due generi, e il riconoscimento della propria identità sessuale (sia come definizione di genere che in rapporto agli altri) è qualcosa che comprende ben più sfaccettature di “maschietto o femminuccia”. Il fatto poi di chiedere ai bambini se preferiscono un papà e una mamma o due mamme o due papà è, mi scusi, un’idiozia: in primis perchè non avrebbero comunque termine di paragone, e in secondo luogo perchè la domanda è pregiudizivole, in quanto sono le persone esterne all’eventuale famiglia omogenitoriale a giudicare tale famiglia inferiore alle famiglie eterogenitoriali. sono famiglie diverse. Ma diverso e peggiore non sono la stessa cosa.

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        Mi sembra di aver appena assistito ad una discussione in cui una delle due parti non ha ancora compiuto 15 anni.

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      Ditemi che è un troll e non è davvero così inatta

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    ria 2 anni

    conosco adulti che hanno perso la mamma o il papà da piccoli e che ancora rimpiangono e sentono la mancanza del genitore che hanno perso e l’altro non l’ha certo sostituito..faccio l’esempio dei figli di Re Cecconi o dei figli della Principessa Caroline di Monaco con la prematura scomparsa di Casiraghi, del dolore che ancora si portano dentro..dire che mamma è papà sono la stessa cosa è assurdo..questa è la mia opinione personale..ma credete davvero che un giorno vostro figlio/a non vi faccia la domanda: chi è mio padre ?..o a 2 uomini : chi è mia madre ?..credete che saranno rose e fiori ?…ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma i figli non sono bambolotti, sono persone e NESSUNO al mondo può decidere della vita degli altri, neppure di quella dei propri figli…
    ci sono madri e padri etero pessimi ?…vero…non avrebbero dovuto fare figli…
    aggiungo che la genitorialità la si può vivere in mille modi, non è necessario mettere al mondo figli, basta occuparsi dei bambini bisognosi e ce ne sono tanti, facendo volontariato e aiutando i piccoli come ho fatto io con il doposcuola o i bambini ospedalizzati…essere genitori significa dare, essere generosi non ha nulla a che fare con l’egoismo…se siamo omosessuali sicuramente non è una scelta, se tra donne non possiamo procreare è un dato di fatto che andrebbe accettato e poi la cosa più bella nell’avere un figlio è che sia “un frutto dell’amore” tra 2 persone, io in mio figlio vorrei vedere qualcosa di me stessa e della persona che amo..sia chiaro che rispetto chi la pensa diversamente questo è solo il mio pensiero..
    p.s.: alla professoressa di grammatica: ho scritto velocemente spero di non venire bacchettata per eventuali errori di grammatica e mi scusa per la prosa.

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      Ria, ti invito a guardare questo video. Questa signora è una lesbica d.o.c.
      https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=3khniSn6eZQ

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        ria 2 anni

        Paola ti do una grande notizia: non tutti gli omosessuali sono uguali…essere omosessuale non è un’omologazione, l’avere lo stesso orientamento sessuale non mi rende vicina, empatica alla signora del video, come non sono tutti uguali gli eterosessuali..anche a me non stanno bene le “sentinelle” dell’omosessualità che ci vorrebbero tutti schierati, tutti di sinistra, tutti “politicamente corretti”…io non sono omosessuale..io sono una PERSONA, con un orientamento omosessuale, o meglio bisessuale, i capelli castani, gli occhi scuri ect. ect..e non ho bisogno di un “branco” che mi protegga, io i miei diritti me li sono conquistando da sola, vivendo alla luce del sole, senza nascondermi in famiglia, con gli amici, al lavoro..non so quante di voi che vengono qui dentro a dare lezioni di vita sono “fuori”…e se mi permetti Paola rivendico questo piccolo diritto di essere me stessa, con le mie idee, la mia personalità e il mio modo di vedere le cose della vita, non ci tengo ad assomigliare ad uno stereotipo e mi fa specie che chi rivendica a gran voce e con la voce grossa i propri diritti dimostra un’intolleranza così
        forte con chi esprime un’idea diversa in questo blog…si predica bene e si razzola male ma ciò che è peggio ed è questa la vera miseria umana proprio non si riesce a guardare oltre il proprio orticello..milioni di persone al mondo sono discriminate per i più svariati motivi, la maggioranza di loro è discriminata perché si lascia discriminare..io non sono mai stata discriminata da nessuno, sarò stata fortunata o forse semplicemente sono centrata su me stessa, salda sulle mie gambe e soprattutto per me essere etero o gay è la stessa cosa non lo vivo né con vergogna né con “pride”..non sono orgogliosa di essere gay, né di essere castana né di avere gli occhi scuri, sono cose che non dipendono da me, non le ho scelte, al massimo posso essere orgogliosa di ciò di buono che eventualmente posso fare…e soprattutto sono LIBERA di pensare e di esporre il mio pensiero, se non coincide con il vostro pazienza, il mondo è bello perché è vario…

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        Ria, va bene tutto ma il nocciolo della questione nel video, non sono le sentinelle ma i 40 anni di lotte per la conquista dei diritti civili, in particolare il diritto al matrimonio e il diritto di poter formare una famiglia come fanno tutti.
        Tu adesso sei libera perchè donne e uomini come questa signora lottano tutti i giorni da tanti anni. Poi libera di fare che? Puoi sposarti in Italia? con una donna intendo. Tu credi di essere libera semplicemente perchè hai scelto di non volere tutto ciò che in Italia non è concesso agli omosessuali, ma questa non è libertà, ti sei autocastrata e poi racconti in giro che tutti sono suprficiali, che la vita è dura, che non si può avere tutto dalla vita, che i sogni prima o poi finiscono.
        Il video voleva dimostrarti che per fortuna un mare di persone non la pensa come te.

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        ria 2 anni

        Paola troppa gente vive di utopie.
        Pensi davvero che una Legge possa servire a cambiare il pensiero della gente ?.
        In Italia le Leggi sull’aborto e sul divorzio sono passate non perché il governo ha legiferato ma perché il popolo era “maturo” per il cambiamento.
        Ora, incredibilmente io appartengo a quella categoria di donne che non hanno il tir parcheggiato sotto casa, non faccio l’autostrada del sole con la foto della Ferilli appesa in cabina..tu dirai che c’entra?…i miei amici, parenti, ect quando vedono il gay pride si fanno l’idea di uomini che vanno in giro con il boa di struzzo e donne in canottiera che bevono birra a canna e ruttano cioè il peggio del maschile e del femminile…sarebbe diverso un gay pride con i i gay dottori in camice, gli avvocati con la 24 ore, le cameriere col grembiule, i muratori con un sacco di cemento in spalla..altra cosa…l’espressione “cambiare il mondo” non vuol dire cambiare il pianeta, vuol dire cambiare il PROPRIO mondo, chi mi conosce vede una persona come le altre, con le sue idee, ect…il mio orientamento sessuale alla fine non interessa a nessuno perché noi siamo esattamente come tutti gli altri, quando lo capirete, quando sarete tutti “fuori” i “diritti” arriveranno naturalmente perché le persone eterosessuali che non hanno amici, parenti, conoscenti gay, ti assicuro che hanno un idea completamente distorta dell’essere omosessuali perché l’immagine che ne hanno è completamente falsata.Mi capita di discutere spesso con una mia amica che cerca di trascinarmi nei locali gay che io non frequento, lei mi dice : non ti accetti !..è proprio il contrario come si fa a vivere sempre con delle persone la cui UNICA cosa in comune è l’orientamento sessuale ? sarebbe come da biondi frequentare solo gente bionda. Io frequento i locali, i ristoranti che mi piacciono, se dovesse piacermi un locale gay e mi è successo anni fa di frequentarne uno davvero carino, lo farei tranquillamente. mi chiederete: come fai a incontrare le ragazze ?..le ho incontrate anche fuori dai locali…destino…
        per quanto riguarda il matrimonio che oltretutto ha
        la radice “mater” madre che poco c’entrerebbe con 2 uomini :-) personalmente è un’istituzione che abolirei completamente, sono solo scartoffie..posso capire chi crede in Dio e vi trova un risvolto diamo..romantico..ma per il resto..la cosa importante è avere il diritto alla reversibilità della pensione, a poter occuparsi del compagno/a in
        caso di malattia ect..che poi lo chiamiamo matrimonio o altro che differenza c’è ?..perché chiedere il matrimonio che è così indigesto come termine e non chiamarlo che ne so “patto” e ottenere le stesse cose ? a volte la gente si perde in un bicchiere d’acqua per dei “principi” inutili che oltretutto ti allontanano dall’obiettivo.

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        “Pensi davvero che una Legge possa servire a cambiare il pensiero della gente ?.
        In Italia le Leggi sull’aborto e sul divorzio sono passate non perché il governo ha legiferato ma perché il popolo era “maturo” per il cambiamento”

        Cosa? Dobbiamo dire grazie ad un manipoli di radicali comunisti e liberali! Le polemiche dei contrari si sprecarono! Erano talmente tanto maturi che dopo l’introduzione del divorzio nel ’70, diedero il via anche al referendum abrogativo proprio per contrastare la legge sul divorzio. Erano tutti talmente tanto maturi che dopo 4 anni(alla faccia della rassegnazione) si fece il referendum abrogativo e il 40% della gente votò si. Quindi dopo 4 anni (e chissà quanta gente -per fortuna- aveva beneficiato del divorzio nel frattempo) “solo” il 60% delle persone si dimostrò favorevole al divorzio, non un plebiscito come vuoi far intendere tu. E’ la legge che cambia le cose. Se dobbiamo aspettare che le pecore che guardano la televisione riescano ad andare oltre lo “scandalo” che suscitano due chiappe al vento ai gay pride, stiamo freschi.

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      “Un/* bambin* é frutto dell’amore” ed ha il diritto di vivere, d’essere amato. Poi crescendo come ogni bambin* farà delle domande e se chiede “chi é mia madre?”/”chi é mio padre?” le/gli si dà delle risposte. Ti potrà sembra difficile spiegare una concetto simile, ma fortunatamente un* bambiné ha molte più capacità di capire di un adulto; la mente di un* bambin* é molto più aperta e portata alla “tolleranza”.

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      bero 2 anni

      ciao ria, scusa ma come puoi paragonare la situazione di un bambino che si trova in una famiglia in cui è avvenuta una grave perdita, un lutto, con un’altra in cui due persone innamorate, con un progetto d’amore e di vita insieme, volgiono condividerlo con delle nuove creature? non ti sembra ci sia una graaaaan bella differenza?

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    Avrei solo una considerazione da fare: al di là della separazione, io credo che quelle due bellissime bimbe avranno sempre dei GENITORI al loro fianco che le sosterranno e che gli daranno tanto amore per il resto della loro vita.

    Per il resto… Immagino un mondo in cui le persone lasciano amare gli altri proprio nel modo in cui essi stessi amano; senza chiedersi cosa sia il giusto e cosa sia il sbagliato, perché, sinceramente, la vita e l’amore sono due grandi doni che non devono esse sprecati col preoccuparsi se un uomo bacia un uomo o una donna bacia una donna.

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    Leggo adesso tutta questa messe di commenti (e sono sconvolta dall’incapacità di aprirsi alle possibilità – tutto il discorso folle del genitore 1 2 3 e 4 che fa Guido mi ha lasciata basita, come se nelle coppie etero non esistessero padri o madri non biologici o ricambi di elementi nella coppia). Plaudo alla Mile per il modo in cui ha risposto, sempre ottimo e puntuale. Ma, visto che Guido insiste sull’assenza di risposta a un punto preciso, mi permetto di inserirmi.
    Guido dice: come puoi tu, donna, pensare di non poter far parte del nucleo familiare?

    Bene, questo per me è la parte nucleica di un pensiero radicalmente maschilista, sessista e patriarcale (SBAM! Ma quando va detto, va detto): alla donna è affidata la dimensione della cura e del concepimento, e non è tollerabile che questa figura manchi; l’uomo è l’emblema della forza e della serietà, e solo in base a questi stereotipi di genere si va in giro affermando che ci vogliono entrambe le figure.
    Come se a due uomini fosse intrinsecamente estranea la dimensione della cura, come se a due donne fosse intrinsecamente estranea la dimensione della “forza”. Non mi allargo, ma non ho difficoltà a pensare che chi afferma queste cose sia ancora convinto che alle donne competa solo la casa e il lavoro “minore” o legato alla cura mentre i ruoli dirigenziali spettino ai maschi, in quanto tali. Per fortuna, lentamente, anche in questo senso le cose stanno cambiando.
    Io sono donna e voglio fare un bambino prima o poi, ma non per la mia condizione di donna mi sento sicura al cento per cento di poter essere una brava figura genitoriale. Magari sarei una pessima madre. O magari sarei l’ottima madre di un bambino non biologicamente mio, se la mia compagna e io decidessimo di averne e volesse lei per qualsiasi ragione essere la madre biologica. Non lo so. Niente è detto.
    I miei organi genitali non sono sufficienti a denotare la mia bravura come genitore, come “Madre”, mi spiace, e questo vale per tutti e tutte noi.

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      Guido 2 anni

      cara signora, queste idiozie sono frutto del suo pensiero, non del mio, e dei suoi steriotipi su chi non si allinea al suo pensiero. lei è la chiara dimostrazione di come la vostra mentalità “aperta” sia in realtà estremamente chiusa, piena di pregiudizzi e luoghi comuni come quelli che lei mi ha appiccicato addosso senza neanche conoscermi e senza sapere nulla di me e della mia famiglia.

      vede, io ho espresso un pensiero, un punto di vista personale, ho semplicemente fatto delle domande, mentre lei, con una presunzione tipica di chi si ritiene depositario dell’unica verità, ha tracciato un mio identikit, mi ha giudicato, mi ha attribuito idee e concetti che non mi appartengono, e soprattutto non è entrata nel merito della questione, ma ha sviato facendo della questione una questione di maschilismo.

      vede signora, io penso che avere un padre è una madre non abbia nulla a che fare con tutte le assurdità che lei vorrebbe attribuire al mio pensiero, ma che in realtà rappresentano il suo di pensiero pieno di luoghi comuni ed incapace di aprirsi alla possibilità che chi la pensa diversamente da lei possa avere anche ragione a volte, io penso che un bambino abbia diritto ad un padre ed una madre, a prescindere da tutto il resto. io penso che uomini e donne sono intrinsecamente diversi, che la diversità non sia soltanto un fatto fisico, ma che mente e corpo siano un tutt’uno che si sviluppa insieme, al contrario di come una certa ideologia che qualcuno dice non esistere vorrebbe far credere… ,un uomo non può essere madre, e una donna non può essere padre. cosa c’è di maschilista nel riconoscere ed esaltare la bellezza della differenza tra un uomo ed una donna? l’essenza dell’essere uomo o donna che cavolo c’entra con il lavoro che si svolge o con chi accudisce i figli? io esalto le differenze tra i sessi, ma questo non significa come lei ha erroneamente presunto che io atribuisca un ruolo inferiore alla donna, semmai al contrario la esalto perchè dico chiaramente che nessun uomo, gay o etero, potrà mai essere uguale a quell’essere meraviglioso che e la donna, senza che questo escluda che un uomo possa dedicarsi alla cura dei figli o alle faccende domestiche o una donna possa lavorare mentre il marito sta a casa con i figli. ma a lei fa comodo far pensare a chi legge queste righe che chi dice che produrre bambini in provetta, utilizzare donne come incubatrici, bombardare altre donne di ormoni come se fossero carne da macello è sbagliato sia uno che pensa che una donna debba stare ai fornelli, ma che cavolo c’entra???? a lei fa comodo cucirmi addosso l’etichetta di maschilista per cercare di sviare il discorso, tutto qui.
      io penso, è la mia esperienza quotidiana me ne da conferma, che è l’unione delle differenze che crea il perfetto equilibrio. la ripartizione dei compiti domestici e del lavoro all’interno di una famiglia sono altre cose che nulla hanno a che fare con l’essere uomini o donne.

      e che dire del modo con cui ha cambiato e distorto il senso della domanda che io ho posto con molta chiarezza? io non ho chiesto se una donna può rinunziare a far parte del nucleo familiare, al centro della questione c’è il bambino non la donna, non ho chiesto se una donna può o meno decidere qualcosa, io ho chiesto ad una donna, di dirmi come un bambino vivrà in una famiglia composta da due uomini che deliberatamente, e non per disgrazia del destino, decidono di privare um bambino della gioia di avere una madre, mi sempbra una cosa molto diversa. non è difficile rispondere, basta anche un si o un no, ma è cosi difficile digitare due lettere sulla tastiera?

      le ripropongo la domanda, faccia copia incolla se crede, ma non “interpreti” a suo piacimento quello che io ho voluto dire.

      lei pensa che un bambino possa fare tranquillamente a meno di una madre, senza la possibilità di sapere a chi apparteneva quell’ovulo da cui ha avuto origine, e diventare adulto senza che questo influenzi in nessun modo il suo sviluppo futuro e la sua felicità ? si o no?

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        Due dosi, prima e dopo i pasti

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        Guido 2 anni

        la grammatica, certo, sentivo nostalgia della solita maestrina che non avendo niente di meglio da dire si mette a discutere di punteggiatura…

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        Marie Claire 2 anni

        Salve signor Guido.

        Mi potrebbe spiegare cosa intende Lei per “essere madre”? Magari lo ha già scritto prima, ma sono tanti i commenti e me lo sono perso.

        Un esempio, pratico, della vita di tutti i giorni, di cosa Lei intende per “essere madre” e del perché un uomo non potrebbe sostituirsi in questo esempio.

        Grazie in anticipo.

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        Guido 2 anni

        alcune considerazioni:
        ho perso il conto di quante volte ho fatto la stessa domanda, ma nessuna di voi vuole rispondere, eppure sprecate tempo a digitare tante lettere, a me ne basterebbero solo due, si o no, cosa pensare? forse che è troppo difficile per voi donne ammettere che una madre possa essere considerata un inutile accessorio di cui un bambino può tranquillamente fare a meno senza che la sua vita cambi di una virgola? forse è troppo difficile per voi donne ammettere lo squallore di essere utilizzate come carne da macello in cliniche senza scrupoli dove non esitano a somministrare farmaci pesantissimi i cui effetti collaterali sono ancora troppo poco conosciuti per affermare che siano assolutamente sicuri, mentre si moltiplicano i casi di donatrici che hanno avuto danni irreparabili al loro apparato riproduttivo o hanno sviluppato tumori? forse è troppo difficile per voi donne ammettere quanto sia squallido in realtà per una donna essere usata per nove mesi come incubatrice? forse si. non chiedo molto, chiedo a voi donne di sapere come la pensate, forse mi sbaglio, ma nessuna di voi mi sta aiutando ha capire, in compenso continuo a non avere risposte, chi si lamenta del mio modo di scrivere, chi mi parla di bambini abusati, chi si lamenta di quanto e stato cattivo suo padre o sua madre, chi mette in mezzo il razzismo e il diritto di voto, chi ancora dice che tutto questo è frutto di una cultura maschilista, e lei in fine che invece di rispondere alla mia domanda me ne fa un’altra.

        lei mi chiede “Un esempio, pratico, della vita di tutti i giorni, di cosa Lei intende per “essere madre” e del perché un uomo non potrebbe sostituirsi in questo esempio”.
        devo confessarle che la sua domanda mi mette a disagio, perchè credo che sia assurdo che una donna chieda ad un uomo in che cosa una madre è diversa da un padre. mi piacerebbe tanto che fossero delle madri a risponderle e non io, ed il fatto che lei mi chieda una cosa simile mi fa capire che lei madre non è.
        prima di risponderle vorrei che lei mi chiarisse il senso della sua domanda. se ho ben capito per lei non c’è nessuna differenza? tante lotte avete fatto voi donne per raggiungere l’uguaglianza, e per cosa? per ammettere che siete talmente uguali agli uomini e di conseguenza che gli umomini sono talmente uguali a voi che gli uomini possono benissimo sostituirvi anche nel vostro meraviglioso ruolo di madri senza che questo faccia nessuna differenza? che un uomo può benissimo essere come e magari meglio di una donna semplicemente perchè può prendersi cura di un figlio come una donna? e tutto qui essere donna ed essere madre? è questo che lei mi vorrebbe far capire? che un uomo sarebbe perfettamente in grado di sostituirla come madre? spero proprio di no, perchè se fossi donna e madre, io mi sentirei ferità e offesa nel sentire un’altra donna fare un’affermazione del genere. ma le ripeto, spero di aver frainteso, e spero anche che lei mi chiarisca questo punto. poi eventualmente le fornisco gli esempi che vuole, anche se le ripeto, è assurdo!!!!

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        Guido, ma si rende conto che sta solo sprecando del tempo? Vede, nessuno le risponderà, perché è la domanda ad essere sbagliata. Perché non è altro che uno stupido – ma davvero stupido – trabocchetto di chi non aspetta altro che un certo tipo di risposta per contestarla. Vede, saremo pure lesbiche, ma non siamo mica sceme (e non dica che sto eludendo la risposta perché l’ha già scritto cinquanta volte e sta diventando petulante). Ma poi, una domanda: perché tutta questa ossessione con la madre? Cosa le hanno fatto di male i padri? Ah, dimenticavo, ha letto il libro di Adinolfi.

        A tal proposito, le chiedo cortesemente di evitare di tirare in ballo parole di cui conosce il significato come uno studentello che fa una ricerca su Wikipedia. Se lei avesse una minima nozione di femminismo, ma mi riferisco al minimo sindacale, si renderebbe conto da solo delle assurdità che ha scritto.

        La cosa che mi chiedo, però, sa qual é? È il perché. Vede, noi gay e lesbiche ci battiamo per un diritto che ci viene negato, un diritto che ci riguarda da vicino. Mi chiedo, a questo punto, quale sia la sua motivazione. Perché tanto livore, perché tanta rabbia, perché tanta ossessione nei confronti delle persone omosessuali, a tal punto di prendersi la briga di venire a commentare su un sito di lesbiche impunite, o addirittura manifestare in piazza.

        Mi tolga una curiosità, ma chi glielo fa fare? Ma noi, dalla vostra tasca cosa le togliamo? Non è che se domani approvassero i matrimoni egualitari a lei verrebbe negato un diritto. Non è che se domani potessi sposare la mia compagna e adottare un bambino lei diventerebbe meno eterosessuale.

        Oppure lei fa parte di quelle associazioni che gestiscono le adozioni e che danno la precedenza a quelle coppie che frequentano le parrocchia? Perché sa, in quel caso lo capirei: si tratta di business e davanti al soldo non c’è scusa che tenga.

        Perché vede, lei si lascia abbagliare (o vuole mostrarci che così sia) da alti ideali, del tipo “proteggiamo i bambini”, quando poi le cose sono molto molto più concrete e banali. Si tratta solo di potere, caro Guido. Lei è una pedina che, come si dice dalle mie parti, si sta facendo il sangue amaro a rispondere ad una serie di persone che la pensano diversamente da lei, per ritrovarsi con cosa? Con la coscienza apposto? Con la soddisfazione di dire a fine giornata: “anche oggi ho salvato un bambino dalle grinfie di quei perfidi omosessuali che vorrebbero farli crescere senza padre o madre”? Ma si rende conto di quanto è ridicolo tutto ciò?

        Insomma Guido, non so perché ma lei mi è simpatico (in un altro commento mi ha anche fatto uno “smile” e mi ha fatto piacere, almeno in tutto questo marasma le ho strappato un sorriso), per cui davvero, si rilassi. Anche se non sembra, è estate. Pensi alle vacanze e alla sua famiglia. Non perda tempo con delle lesbiche brutte e cattive.

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        Marie Claire 2 anni

        Vedo che neanche Lei risponde alla mia domanda, signor Guido.

        Io so benissimo cosa significhi essere madre e non lo sto chiedendo a Lei perché voglio che colmi una mia lacuna.

        Le ho fatto questa domanda perché ho l’impressione che l’unico esempio che potrebbe apportarmi sia quello della nascita, in cui l’uomo per ovvi motivi non può sostituirsi a una donna.

        E se questo è l’unico esempio che riesce a trovare, allora questa è la ragione (che si legge abbastanza bene tra le righe dei suoi commenti) per cui è stato etichettato come fan della famiglia patriarcale in cui la moglie sforna figli e il marito tassella i muri col trapano.

        Ma se riesce a scrivermi un altro esempio (non un poema pieno di discorsi, un semplice esempio), allora cambierò idea sul Suo conto.

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        Dicey 2 anni

        “siete talmente uguali agli uomini e di conseguenza che gli umomini sono talmente uguali a voi che gli uomini possono benissimo sostituirvi anche nel vostro meraviglioso ruolo di madri senza che questo faccia nessuna differenza? che un uomo può benissimo essere come e magari meglio di una donna semplicemente perchè può prendersi cura di un figlio come una donna? e tutto qui essere donna ed essere madre? è questo che lei mi vorrebbe far capire? che un uomo sarebbe perfettamente in grado di sostituirla come madre? spero proprio di no, perchè se fossi donna e madre, io mi sentirei ferità e offesa nel sentire un’altra donna fare un’affermazione del genere”

        Allora, come dire… Personalmente, credo che si, un uomo potrebbe benissimo sostituirmi nel ruolo di madre perchè è proprio qui il punto, si attribuisce al sesso maschile una determinata caratteristica caratteriale, ovvero l’essere forti e alle donne il classico “essere sensibili” e gli si attribuisce un ruolo statico ed insostituibile. Ora, premettendo che nel variegato insieme che sono le persone umane questa netta distinzione non ha il benchè minimo senso per la mia personalissima opinione, perchè per me il nostro ruolo/carattere non deriva dal pisellino o dalla farfallina. Il punto è che io non per il fatto di essere donna sono insostituibile nel ruolo di madre per un bambino. Il bambino ha solo bisogno di due figure, o anche semplicemente una. Il bambino non sente come genitore colui che ha donato lo sperma o colei che lo ha portato nell’utero. Il bambino sente come genitori coloro che lo crescono che sono PERSONE, cazzo PERSONE!!! Non sessi. Per me non sarebbe affatto un problema se un uomo mi sostituisse nel mio ruolo di madre perchè al di là della mia farfallina non noto la differenza fra me ed un uomo, siamo uguali perchè siamo PERSONE tutte differenti da individuo a individuo nelle nostre capacità ma non a causa del sesso. E le altre madri per qual motivo si dovrebbero sentire offese? Mica sto dicendo che sono inutili, loro sono madri dei loro figli ed essenziali per loro, due padri in egual misura sono indispensabili per i loro bambini e così due donne o le mamme single o padri single. Penso anche che, un bambino cresciuto con due padri a sua volta ritenga indispensabile per lui i suoi due genitori e che questo non precluda affatto le sue possibilità di felicità nella vita e realizzazione, sono due uomini che lo crescono, due persone, due IO ineguagliabili. Io mi sento insostituibile nel mio ruolo di IO unico nel mondo ineguagliabile dalle altre persone in genere perché io sono io, non posso essere uguale ad altri né gli altri uguali a me. Io non ritengo di avere il meraviglioso ruolo di madre, io ritengo di avere il meraviglioso ruolo di persona nel mondo. E non ritengo che una coppia di due padri facciano venire meno alle mie possibilità di essere madre, avere il ruolo di madre e avere il ruolo di donna e persona. . Quindi ognuno è insostituibile per il SUO bambino a prescindere dal sesso e il bambino sarà felice di questo.. Detto questo preciso che non sono così acculturata nè tantomeno precisa nello scrivere come voi altre, quindi spero di aver esposto bene il concetto <.< arrivederci e grazie U.U

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        Guido 2 anni

        no signora, io le ho detto che le avrei risposto quando lei avrebbe precisato il senso della sua domanda, ma come volevasi dimostrare anche lei svicola e cambia discorso, sincermanete mi sono stufato.

        lei parla della gravidanza come unico atto in cui un uomo non può essere uguale ad una donna, e le sembra poco? le sembra poco portare per 9 mesi un bimbo nel proprio grembo, stabilire con lui un legame viscerale, profondo, unico che nessun uomo sarà mai in grado di comprendere? sono veramente stupito.
        l’unico atto secondo lei? si sbaglia cara signora, le facio subito un altro esempio, ma poi smetto di scrivere perchè tanto voi non fate altro che rigirare la frittata ed io ho espresso in modo abbastanza chiaro come la penso, e voi, del resto, avete espresso in modo altrettanto chiaro che non avete il coraggio di dare una risposta chiara e netta.

        che ne dice per esempio dell’allattamento al seno materno? ma lei ha mai visto con quanta tenerezza una madre tiene in braccio il suo bambino? ormai è largamente dimostrato che il bambino allattato al seno della madre riceve da questo atto innumerevoli benefici fisici e psciologici. mi dica, può un padre sostituire una madre in questo? no non può. e di esempi ne potrei fare davvero tanti, ma lei a quanto pare non ha bisogno, perchè qualsi cosa io le dica lei rimarra ferma nel sostenere che le madri sono ormai un qualcosa di inutile e che un figlio ne può tranquillamente fare a meno, o no? non ho più voglia di sprecare tempo appreesso a chi non ha il coraggio di ammettere quanto siano assurde certe poszioni, sostenute solo per partito preso, ma non perchè ci si crede veramente. la saluto.

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        Marie Claire 2 anni

        Mi saluta perché non sa che pesci pigliare!

        Ha problemi di comprensione, signor Guido?

        Cito il mio commento precedente:
        Le ho fatto questa domanda perché ho l’impressione che l’unico esempio che potrebbe apportarmi sia quello della nascita, in cui l’uomo per ovvi motivi non può sostituirsi a una donna.

        Non mi sembra difficile capire cosa io le abbia chiesto e il perché.

        Ed eccolo che tira fuori un altro esempio che sottolinea come per Lei donna sia sinonimo di oggetto con attaccato due dette e una vagina sfornatrice di figli!

        Perché tutte le mamme allattano al seno, vero? Se una madre è capace di prendere in braccio un figlio e dargli il biberon (perché ad esempio non ha abbastanza latte), è capace di farlo anche un padre.

        E allora cosa mi dice dei figli adottati dalle coppie etero? Dove sono i 9 mesi nella pancia? Dov’è l’allattamento al seno? Sono tutti sociopatici i figli di genitori adottivi? Sono tutti sociopatici i figli orfani di madre? Sono tutti sociopatici i figli la cui madre ha abbandonato la famiglia?

        Ma basta con tutta questa ipocrisia! Il problema è che siamo gay. Le stesse cose fatte dagli etero vanno bene, dai gay no. Chissà come mai?

        Va bene, vogliamo giungere alla conclusione che la madre è insostituibile, è importantissima, tutti i ragazzi che crescono senza una madre sono dei sociopatici?

        Allora dovrebbe sostenere le coppie lesbiche. I loro figli ne hanno addirittura due di mamme… doppia libidine!

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        Guido 2 anni

        la domanda è sbagliata? la domanda è scomoda, non è sbagliato, e grazie per aver ammesso che non risponde di proposito. anche questa in fondo è una risposta.

        e per inciso, io non ho nulla contro gli omosessuali, non mi faccia dire cose che non ho detto, io contesto un determinato modo di fare figli, a prescindere da chi li faccia in questo modo. l’ho scritto chiaramente.

        ed infine, qui siete in maggioranza donne quindi parlo della madre, ma discorsi anologhi si potrebbero fare per il padre. ma ha ragione, non vale la pena sprecare tempo con chi ha l’apertura mentale di un muro di cemento armato. saluti.

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        “io non ho nulla contro gli omosessuali”

        Iniziavo a preoccuparmi, di solito è la prima frase che viene tirata fuori.

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        sara 2 anni

        Mi permetto di entrare in questo dibattito portando un punto di vista “scientifico”: poichè sono stati tirati in ballo -da ambo le “fazioni”- studi vari che dimostrano ora come i figli di coppie omosessuali stiano benissimo e ora il perfetto contrario.
        Cercare di dare una valenza scientifica al problema delle genitorailità (e parlo di genitorialià in generale) è talmente complicato da essere, alla fine, fuorviante ed inutile.
        Gli studi scientifici infatti – come gli studi di porcesso o quantaltro- che studiano l’influenza di una o più variabili su un determinato processo, diventano tantopiù poco significativi quantepiù variabili “non controllabili” ci sono in ballo.
        Facciamo un esempio: un’azienda dolciaria che intenda studiare il modo di avere dei biscotti più croccanti, potrà impostare lo studio prima individuando le variabili interessate (quantitativi dei vari ingradienti, rapporto tra gli stessi, ordine di inserimento degli ingredienti nella miscela, durata della miscelazione, tipo di miscelazione, tipologia di cottura, temperatura del forno, tempo di cottura ecc. ecc.). Tra queste individuerà quelle che influenzano maggiormente la corccantezza del biscotto (ci sono dei modelli matematici appositi che integrano i dati sperimentali), dopodichè modificherà la variabile (variabile isolata) fino ad ottenere il risultato voluto (croccantezza, in questo caso).
        In uno studio invece che voglia valutare cosa fa sì che un bambino cresca sereno o meno, le problematiche sono innumerevoli.
        Uno: bisogna scegliere la “risposta”, ossia quando si considera che un bambino sia cresciuto bene e abbia avuto una buona infanzia/adolescenza (cosa si sceglie come indice di buona infanzia? il posto di lavoro? le malattie? la socialità? andare bene a scuola? i tassi di suicidio?)
        Ammesso che si riesca in questo compito, bisognerebbe essere poi in grado di “isolare la variabile”, ossia di poter studiare l’influenza di una determinata variabile (genitori dello stesso, in questo post) TENENDO FISSE tutte le altre. Questo è, di fatto, impossibile. Ed è il motivo per cui il discorso sulle famiglie omogenitoriali sì, famiglie omogenitoriali no, è un discorso falsato, perchè pretende di vedere una variabile della coppia come l’unica dominante sul benessere del figlio. Secondo tale ragionamento, ma con più dati alla mano, si dovrebbe vietare alle rock star di fare figli, alle persone esageratemente ricche, a chi soffre di obesità o disturbi alimentari, a chi lavora troppo ecc. Questo perchè statisticamente (che è purtroppo l’unico metodo vagamente valido per fare dei ragionamenti sulla crescita dei pargoli) si è visto che i figli di queste categorie crescono non male, ma disturbati fortemente (percentulai di tossicodipendenza, suicidi o tentati suicidi ecc., che possono volendo essere presi come “risposte negative”).
        Per cui qualsiasi discorso sul fatto che un bambino abbia bisogno di un padre e una madre si basa su convinzioni personali e culturali, non certo su qualsivoglia base scientifica.
        Gli elementi infatti che contribuiscono alla crescita e allo sviluppo di un individuo sono molteplici, e di sicuro il sesso e la sessualità dei genitori è solo una delle mille variabili. Da qui a dire che è LA variabile, ci passa un oceano. Di ignoranza (nel senso letterale del termine, ma che purtroppo poi finisce per esprimersi nel senso peggiore)

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        sara 2 anni

        Egregio Signor Guido, facendo seguito a quanto da me postato più sotto, in merito alla sua domanda
        “lei pensa che un bambino possa fare tranquillamente a meno di una madre, senza la possibilità di sapere a chi apparteneva quell’ovulo da cui ha avuto origine, e diventare adulto senza che questo influenzi in nessun modo il suo sviluppo futuro e la sua felicità ? si o no?”, le rispondo io: sì, lo penso. E non per presa di posizione o per chieramento, ma proprio per il discorso di approccio “scientifico” propost da me alcuni commenti più sotto.
        Il mio sì vale tanto quanto il suo no, perchè la domanda, in effetti, è errata, partendo da un presupposto culturale e non scientifico. Non si può dimostrare a priori che il fatto di avere due padri o due madri sia un bene o un male per un bambino, per cui io le dico: sì, penso che un bambino possa tranquillamente fare a meno di una madre, o di un padre, o se vuole estremizzare può financo fare a meno dei genitori come li intende lei (ossia uomo-donna genitori biologici), poichè vi sono un sacco di persone cresciute in orfanatrofio che hanno condotto vite serene e felici. Ripeto: le variabili sono molte e la genitorialità non è un caratteristica automatica di chi fa figli, e non è neppure una risposta biologica dei genitori biologici.
        Che poi le sue convinzioni e i suoi valori personali la portino a pensare che le famiglie omosessuali siano foriere di devastazione per la società presente e futura e che mai un bambino dovrebbe essere lasciato in loro balia, è un altro discorso. Personale, appunto. Ma privo di qualsiasi altro fondamento.

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        Guido 2 anni

        “Ed eccolo che tira fuori un altro esempio che sottolinea come per Lei donna sia sinonimo di oggetto con attaccato due dette e una vagina sfornatrice di figli!”

        veramente le sfornatrici di figli sono quelle che vengono affittade da papà danarosi che in nessun altro modo potrebbero fare figli. donne che sfornano bambini, le ripeto, io se fossi una madre, mi sentirei fortemente offesa dalla volgarità con cui si riferisce alla capacità di una donna di donare la vita ad un figlio, mi vengono i brividi solo a pensarci.
        le madri non sono donne che sfornano figli sono donne con la D maiuscola e niente potrà mai sostituirle. saluti.

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        sara 2 anni

        Scusatemi molto per gli errori di battitura!

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        Jo 2 anni

        Mi sono persa a metà…Guido. Ma io sono donna e un tantinello ignorante. Ho letto un solo libro, di un tale Oscar … pare fosse gay, dicevano così… Lui praticamente amava parlare di niente poiché era l’unico argomento di cui sapeva tutto! Ce ne fossero ancora di uomini così….PS Dopo il punto, mi hanno insegnato, ci va sempre la maiuscola, ma sempre sempre, eh….

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        Guido 2 anni

        e dopo un commento inutile come il suo che cosa ci andrebbe?

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        Jo 2 anni

        Beh, considerare l’inutilità del tuo argomentare? Questo è blog di LESBICHE, piccolo, inutile presuntuoso! Se non condividi, al diavolo la democrazie, ma gira o tacchi e rompi le palle altrove! Ah…che liberazione!!!!

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        Caro Guido, copio e incollo:
        “io non ho chiesto se una donna può rinunziare a far parte del nucleo familiare, al centro della questione c’è il bambino non la donna”

        “non è possibile sapere da lei che è una donna accetta e condivide l’idea che un bambino possa benissimo fare a meno di una madre, e crescere perfettamente anche con due padri senza che questo faccia nessuna differenza”

        “lei è una donna, non mi interessa se lesbica, per me non ha importanza, ma è una donna. mi spieghi come può una donna affermare in tutta onesta che un bambino può crescere tranquillamnete con due papà e che non ha bisogno di una madre? come può una donna arrivare a mortificarsi e svilirsi fino a questo punto?”

        O le sue argomentazioni sono confuse, o sono capziose. Per me qui si fa leva sullo stereotipo di cui sopra per far finta di dire che i bambini vengono prima.
        Che, per carità, è verissimo ma, ripeto, se tutte le famiglie felici fossero sempre composte da madre e padre… E i separati? E le madri single? Ed è così importante sapere chi ha messo lo spermino/l’utero (DI SUA VOLONTÀ E SAPENDO COSA FACEVA?).
        Sì, sto tagliando con l’accetta, ma francamente non ho voglia di argomentare di più un discorso dalle sfumature così complesse, perché a me pare che lei veda tutto o bianco o nero, e qui ci piace l’arcobaleno.
        Per risponderle (boh, ci riprovo), SÌ!, penso che due padri possano far bene senza una madre e SÌ!, penso che due madri possano far bene senza un padre.
        Amen.

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        Ahhh! non ho chiuso bene un tag! Volevo evidenziare solo “lei che è una donna” e “come può una donna arrivare a mortificarsi e svilirsi fino a questo punto?”
        Potete sistemarlo? Pardon XD

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    Jo 2 anni

    Off topic, sorry. Ma che fine hanno fatto il pollice verso ed il like/pollice su? Ora solo il like numerico…mi spiace, ora come farò ad esprimere dissenso? Mica condannavo a morte il gladiatore o la gladiatrice! :-(

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      Marisa 2 anni

      Mi togli le parole di bocca.

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        In realtà sono stati temporaneamente rimossi per motivi tecnici, non per altro ;)

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        Jo 2 anni

        Meno male….stavo già affogando il dispiacere nel Martini!!!

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    ria 2 anni

    Guido,
    quando si parla di bimbi bisogna andare coi piedi di piombo.
    il 95% degli abusi, vessazioni, violenze subiti dai bambini avvengono nell’ambito della così detta “famiglia normale”, questo è un dato di fatto.
    Poi sono d’accordo con Lei, i bambini non sono giocattoli e prima di metterli al mondo bisognerebbe pensarci bene perché allevare un figlio, educarlo, aiutarlo a diventare un adulto è una responsabilità grandissima, troppe volte sottovalutata
    oggi tutto viene sottovalutato, troppe situazioni vengono vissute con superficialità…le cotte, le infatuazioni, l’attrazione fisica vengono chiamate “Amore”, al primo problema le coppie si sfaldano, è troppo faticoso costruire un rapporto, impegnarsi, proteggerlo…si fa come i bambini, ci si stufa di un giocattolo e si passa all’altro..proprio perché le cose si chiamano in un modo sbagliato, lo stesso vale per i bambini, metterli al mondo il più delle volte è solo una grande forma di egoismo, non si pensa alla felicità dei bambini, ma solo alla propria, all’esigenza di avere un figlio.
    Personalmente, avendo adorato mio padre che purtroppo non c’è più, non riesco neppure a concepire la mia vita senza di lui, il papà, quello che ti indica la via, che ti fa camminare dritta, il papà autorevole ma anche quello che con la sua forza ti sostiene nei momenti difficili, che ti protegge, che ti fa sentire al sicuro.
    Personalmente non farei un figlio privandolo del padre, non lo trovo giusto, questa è la mia opinione personale e rispetto chi la pensa diversamente, ma non sono neppure d’accordo nel santificare questo “totem” che è la famiglia nella quale succedono anche tante, troppe nefandezze.
    Viviamo in un’epoca troppo superficiale, troppo abbagliati dalle apparenze, dal sesso facile, dalle relazioni facili, dalla genitorialità facile..ma tutto ciò che è facile si sa che alla fine è inutile, vuoto..per questo preferisco stare da sola,
    vorrei qualcosa di vero, di reale, di solido e percui ho rinunciato a quel figlio che tanto avrei voluto, il figlio maschietto di cui mi sarebbe tanto piaciuto occuparmi..ma cosa avrei potuto dargli ?..in che mondo l’avrei fatto vivere ? così ho rinunciato e credo che a volte la rinuncia non sia sbagliata anzi, a volte è magnifica e piena di luce perché non si può avere tutto dalla vita ed è giusto così.

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      Personalmente, avendo adorato mio padre che purtroppo non c’è più, non riesco neppure a concepire la mia vita senza di lui, il papà, quello che ti indica la via, che ti fa camminare dritta, il papà autorevole ma anche quello che con la sua forza ti sostiene nei momenti difficili, che ti protegge, che ti fa sentire al sicuro.
      ria, secondo me tu hai solo tanta paura di amare, ma se incontrerai una donna capace di prenderti per mano e farti sentire al sicuro, anche la paura svanirà.
      La vita è bella, i bimbi sono belli e crescerli è meraviglioso, però occorre coraggio e fiducia . Rinunciare all’amore, autocastrarsi è solo egoismo allo stato puro. Questo lo sa anche Guido.

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      Jo 2 anni

      Ria!!! TUO padre sarà stato così, ma ci sono anche degli emeriti “bastardi” in giro! Basta con questi buonismi…Scusa se sono brusca, ma il non volere un figlio, il preferisco stare da sola, per me sono solo un modo di non affrontare la vita! E, perdonami ancora, i “vittimismi” del non si può avere tutto dalla vita…Mah… Come quelli che attribuiscono le disgrazie al volere di Dio. Tra bigotti e repressi, due palle ultimamente!!!!

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        ria 2 anni

        ci sono anche madri terribili se è per questo e ti dirò di più…i padri sono più aderenti alla realtà e tendono a non soffocare i figli come le madri.
        Io la vita l’ho affrontata, ho avuto i miei momenti belli e brutti, come tutti, non sono mai scappata, semplicemente non confondo più le favole con la realtà e da sola sto benissimo, non mi sto infliggendo nessuna autopunizione è semplicemente ciò che è meglio per me..

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      Cris 2 anni

      “il papà, quello che ti indica la via, che ti fa camminare dritta, il papà autorevole ma anche quello che con la sua forza ti sostiene nei momenti difficili, che ti protegge, che ti fa sentire al sicuro.”
      E dove sta scritto che una madre, una donna, non possa fare lo stesso? il problema è che si distingue ancora il binomio madre dolce e apprensiva-padre autorevole, si da a queste caratteristiche comportamentali un organo genitale. Si può essere cresciuti benissimo da due madri/due padri perchè non sono i genitali che ti rendono un buon genitore, ma è il proprio carattere. Esistono madri più o meno affettuose, più o meno autorevoli, più o meno severe così come in alcune famiglie i padri sono più morbidi e permissivi rispetto alle madri. Il ruolo genitoriale ed educativo non lo fanno i genitali. E soprattutto non ci si può relazionare alla realtà basandosi solo sulla propria esperienza empirica.

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        ria 2 anni

        l’amore di un padre è diverso da quello di una madre e non sono sostituibili..

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        Anche l’amore di un fratello è diverso da quello di un amico, ed io sono figlia unica. E non mi pare di avere traumi insormontabili. Per cui, lasciamo stare i luoghi comuni e parliamo di cose serie.

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      Al di là della questione di tuo padre, che trovo anche commovente perché anch’io ho avuto un papà splendido che è mancato giovane, trovo il tuo discorso sulle relazioni assolutamente condivisibile.
      C’è troppa superficialità. Si mettono al mondo bambini manco fossero giocattoli.
      Nn è che la coppia e la monogamia siano un fuffa borghese o cristiana, io ci credo nell’amore, anche eterno. Però è faticoso. Bisogna sbattersi, impegnarsi ogni giorno. Va educato, plasmato, curato. certo, è faticoso, e di conseguenza spesso è meglio lasciarsi

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        ria 2 anni

        l’amore vero, ammesso che esista, una volta forse ci sono andata vicino..abitavamo in 2 città diverse e quando io andavo da lei, non ci chiudevamo in camera da letto ma andavamo al parco, ci sdraiavamo vicine e stavamo delle ore senza neppure parlare..sapevo che c’era..siamo andate avanti per mesi così e ci siamo scambiate un unico bacio..ma vivevamo troppo lontane…sono passati anni ma ci sentiamo ancora..le voglio davvero bene.

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        Rebecca 2 anni

        L’amore che si riceve è diverso da persona a persona, non c’entra se è donna o uomo, l’amore che un genitore ti regala dipende dal suo cuore non dal suo genere o altro.

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        Jo 2 anni

        Amore vero…Un unico bacio??????? RIA, ci sei andata vicina??? Per me andarci vicina vuol dire altro! Insomma, non ti giudico assolutamente, ma l’amore platonico, ci sentiamo ancora ecc ecc…Bah….
        Altra cosa, non trovo assolutamente condivisibile la risposta in un altro tuo post: l’amore di un padre e di una madre non sono sostituibili. Lo sono benissimo! PS siamo nel 2014 eh….

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        ria 2 anni

        a) non è stata la mia unica ragazza, le altre storie non sono state platoniche
        b) mamma è papà sono figure completamente diverse..una donna non potrà mai essere padre e un uomo non potrà mai essere madre..questo mi sembra talmente lampante..poi se per sfiga o altre ragioni viene a mancare un genitore è un altro paio di maniche, poi se diciamo che per i bimbi in orfanatrofio anche un solo genitore è preferibile è un altro conto, ma privare un figlio deliberatamente della figura materna o paterna è una RESPONSABILITA’ con la quale fare i conti..TUTTI bambini che non hanno avuto il padre o la madre da adulti continuano a rimpiangerlo e non mi pare che l’altro genitore sia riuscito a sostituirlo/a

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    adriana 2 anni

    mi dispiace veramente tanto… :(

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    Jo 2 anni

    Trovo molto interessante, educata, a volte contraddittoria ma mai fuori dalle righe, la diatriba che si è “accesa” tra La Mile, Piero e Guido. I commenti sono lunghi, argomentati, più da discussione davanti ad un Martini che all’interno di un blog, ma, alla fine, la conclusione è: LA FAMIGLIA DEL MULINO BIANCO NON ESISTE! Pura invenzione di chi, etero o gay, vuol farci credere all’eternità dell’amore e alla stabilità dello stesso. L’amore è instabile per il solo motivo che cambia, come cambiamo noi, e solo evolvendosi si può “durare” come coppia. Etero gay. L’elemento culturale conta, ovvio, ed è quello che traspare anche dai commenti. Ma lo stesso va superato per non essere schiavi di un rapporto, né rendere schiavo/a il/la partner. Per la coppia in questione, immaginate di rincorrere insieme un traguardo e poi scoprire che all’arrivo si è soli. E questo accade in tutte le coppie, etero e gay. Finiamola con le differenze di genere, per me non sono queste. E il “trofeo” del traguardo che appartiene solo ad una persona! Condividere non vuol dire partecipare.

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    Myoko 2 anni

    La notizia e soprattutto i commenti ad essa mi lasciano davvero un po’ perplessa… Innanzitutto vorrei dire che mi spiace che si siano lasciate, come però mi spiacerebbe per chiunque. Non credo infatti che sia sorprendente che una coppia dopo anni possa smettere di amarsi o semplicemente decida di separarsi. Questo rientra fortunatamente nei diritti di tutti. Se l’Italia fosse un paese più civile questo non farebbe certo scalpore. Il problema, secondo me è che invece in Italia fa ancora troppo notizia la semplice unione omosessuale, figuriamoci la separazione. D’altro canto, per una giusta causa, la coppia in questione si è concessa molta, forse troppa, visibilità e questo la renderà facile bersaglio di critiche (come d’altronde lo diverrebbe una famiglia etero che difende strenuamente il concetto di famiglia tradizionale se decidesse di divorziare). Mi spiace davvero doverlo dire, ma a mio avviso si è davvero cercato di far credere che questo fosse un amore inattaccabile (io ci avevo creduto) e questo è stato lo sbaglio: si trattava di un amore bellissimo, ma NORMALE. Peccato, davvero, provo una certa amarezza.

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    Guido 2 anni

    insomma, con questa intervista si cerca di mettere una pezza sul fatto che queste due signore si sono lasciate, cosa che conferma l’instabilità delle unioni omosessuali, e non ricevere troppe critiche sul fatto che il mettere al mondo in piena consapevolezza due orfane di padre è stata probabilmente una scelta sbagliata. imbarazzo perchè queste due non hanno diritti? non credo, ed anzi sono sicuro che la sig.ra Vecchioni sia contenta di non dover dividere legalmente la maternità con la sua ex, e quando i riflettori si saranno spenti, troncherà definitivamente ogni rapporto e tanti saluti.

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      Eleins 2 anni

      Commento piccolo piccolo.

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      Caro Guido, l’instabilità delle coppie omosessuali è pura invenzione. Quanto meno, non mi sembra che siano meno stabili di quelle eterosessuali, dato che la durata media di un matrimonio in Italia è di otto anni (e si sa, i matrimoni nel nostro paese possono contrarlo solo le persone eterosessuali). E permettimi, Francesca Vecchioni e Alessandra Brogno sono state insieme più di dieci anni, superando la media delle coppie eterosessuali. Ma non mi piace fare le gare a chi è più stabile e meno stabile, dato che le persone sono tutte uguali, a prescindere dall’orientamento sessuale o dal genere. Infine, prevedere cosa succederà nella vita degli altri in base ad un preconcetto… beh, si commenta da sé.

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        Guido 2 anni

        che le coppie lesbiche siano più durature della media nel mondo omosessuale è certamente vero, ma nei paesi in cui il matrimonio omosessuale è una realta da diverso tempo, primo non c’è stato il boom di matrimoni che si aspettava, e secondo i tassi di divorzio sono più alti che per gli eterosessuali. In Italia non ci sono dati, ma secondo l’ultimo rapporto istat i divorzi sono in calo. comunque non è questo il centro della questione, il centro della questione, cosa che non riuscirò mai a comprendere, e come si possa privare deliberatamente un bambino di un genitore. lei è una donna, non mi interessa se lesbica, per me non ha importanza, ma è una donna. mi spieghi come può una donna affermare in tutta onesta che un bambino può crescere tranquillamnete con due papà e che non ha bisogno di una madre? come può una donna arrivare a mortificarsi e svilirsi fino a questo punto? che conquista è quella di una civiltà che in nessun modo tiene in considerazione i bisogni e i diritti del bambino? ho visto madri scrivere parole d’amore ai loro figli, dire loro che sperano di essere la madre che “hanno sempre desiderato” e poi affermare che ad un figlio non serve una madre, basta l’amore. non è ipocrisia allo stato puro? e mi scusi ma francamente fanno ridere quelle richerche che dicono che i figli delle coppie omogenitoriali stanno addirittura meglio di quelle etero, condotte chiedendo direttamente ai genitori se i propri figli stanno bene…, non è amore questo, non è amore privare un figlio di un genitore, un conto è che questo avvenga per disgrazia, un altro che sia una libera scelta dei genitori. e le dirò di più cosa accadrà a quelle due bambine quando nella vita della loro mamma arriverà un’altra donna? che fine farà il genitore numero 2 che non ha nessun legame biologico con le bambine? continuerà a fare il terzo incomodo o verrà messa alla porta? e se la nuova compagna della signora Vecchioni ad un certo punto pretendesse di essere lei il genitore numero 2? e se nel frattempo anche in Italia la legge consentisse di farlo? le bambine si ritroverebbero con tre mamme, una vera e due acquisite? e se poi anche la storia con la mamma numero 3 si concludesse e arrivasse la mamma numero 4? insomma che confusione dovranno affrontare quelle bambine. lei potrebbe dirmi che sarebbe lo stesso in una coppia etero. no. no sarebbe affatto lo stesso. perchè se la signora vecchioni avesse avuto quelle bambine da un compagno, questi sarebbe sempre il padre biologico e nessun nuovo compagno potrebbe accampare nessuna pretesa. se invece non fosse il padre biologico verrebbe messo alla porta e problema risolto. ma lei sicuramente dirà che mi sbaglio. lo so, non mi interessa. rimane il fatto che quelle due bambine non meritano tutto questo.

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        Se non le interessa il mio parere, mi chiedo perché è venuto ad esprimere il suo qui. Vede Guido, a differenza di lei, a me piace dialogare, e sono convinta che il web sia un’opportunità di scambio, non uno strumento per dar voce ai nostri onanismi intellettuali (se così avessi voluto fare, mi bastava chiudere i commenti all’articolo e avevo risolto).

        Per cui le chiedo solo una cosa: sociologi e psicologi con chi dovrebbero fare le indagini se non con le famiglie omogenitoriali? I ricercatori dovrebbero chiedere il parere sullo sviluppo emotivo e il benessere dei figli nati in coppie omosessuali a persone come lei?

        Detto questo, vorrei ricordarle che il più grande studio sulle famiglie omogenitoriali svolto finora è australiano, l’Australian Study of Child Health in Same-Sex Families. I ricercatori hanno preso in esame 500 figli di coppie omosessuali, dal 2012 al 2014, ai quali è stato sottoposto il Child Health Questionnaire – questionario riconosciuto dalla comunità scientifica. Siccome si tratta di uno studio serio ed esaustivo sono stati presi in esame anche i risultati scolastici e il parere degli educatori e insegnanti rispetto ai soggetti studiati. I risultati non sto nemmeno a riportarli perché lei sarà pronto a contestarli.

        Infine, vorrei farle notare che senza nemmeno rendersene conto ha appena perorato la causa delle famiglie omogenitoriali. Perché vede, proprio come dice lei, se la madre biologica decidesse di negare alla madre non biologica la possibilità di vedere i bambini quest’ultima non avrebbe nessun appiglio legale per far valere i propri diritti. Allo stesso modo, se la madre non biologica si dovesse disinteressare dei propri figli, pur avendo deciso di comune accordo con la madre biologica di metter su famiglia, quest’ultima non avrebbe nessun diritto da far valere. E se, per caso, la madre non biologica avesse una disponibilità economica maggiore della madre biologica? quest’ultima e i bambini si ritroverebbero in una situazione di indigenza.

        A questo servono le leggi a regolare i conflitti e tutelare le persone. Lei può non essere d’accordo con le coppie omosessuali che decidono di fare figli. Ci mancherebbe, è più che lecito. Però non può impedire alle coppie omosessuali di farli. Sarebbe come dire: siccome ci sono delle famiglie disfunzionali allora facciamo fare i figli solo a quelli che sono in grado di essere dei bravi genitori e che rimarranno insieme per tutta la vita. Per cui, e su questo spero davvero lei possa concordare con me, anche se non ci piace, dobbiamo rispettare le volontà altrui e fare in modo che lo Stato garantisca l’uguaglianza di tutti i cittadini.

        Le faccio un ultimo esempio molto semplice: se mi fosse capitato non avrei mai abortito, ma con questo non vorrei mai che alle donne venisse negata la possibilità di farlo in maniera sicura e protetta. E non mi riferisco a questioni di femminista reminiscenza, ma a questioni meramente pratiche: da che mondo è mondo le donne hanno sempre abortito, solo che lo facevano in maniera illegale, rischiando la vita.

        Ecco a cosa servono le leggi, a tutelare le persone. Anche se non siamo d’accordo con le loro scelte.

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        piero 2 anni

        viene citata una ricerca completata da 315 genitori di bambini 0-17 anni. A me viene in mente altra ricerca, su figli più grandi, e con un campione leggermente diverso. http://www.tempi.it/uno-studio-sui-figli-dei-gay-mette-in-crisi-lamerica-della-dellindifferenza-sessuale#.U86UBx-K8nQ

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        Credo in Tempi come fonte come crederei a Fox News.

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        Guido 2 anni

        no, mi ha frainteso, mi scusi, non è che non mi interessa la sua risposta, mi interessa molto, mi sono espresso male, volevo dire che la sua risposta sarebbe stata ovviamente opposta alla mia, ma naturalmente non avrebbe spostato di una virgola le mie convinzioni, ne le mie convinzioni, del resto, sposteranno di una virgola le sue, ne sono pienamente cosciente, ma siccome noi non siamo certo i soli a leggere questi post, almeno chi finisce su questa pagina avrà modo di vedere che c’è anche chi la pensa diversamente. spero di essermi spiegato meglio. per il resto, lei non ha risposto affatto. infatti non mi ha detto se secondo lei, che è una donna, un bambino può fare benissimo a meno di una madre come se fosse un accessorio inutile pur di rendere padri due uomini. mi piacerebbe che lei rispondesse per se stessa, e che dandomi questa risposta facesse i conti con la sua coscienza di donna. a me potrà anche dire una bugia, poco importa, l’importante e che non menta a se stessa. io sono padre, e vedo tutti i giorni quanto è diverso per i miei figli relazionarsi con me o con la madre, i ruoli sono diversi, gli approcci sono diversi, le necessità espresse dai figli nei nostri confronti sono diverse. dire che di una madre si può anche fare a meno (ma anche di un padre) è stare benissimo, anzi addirittura meglio degli altri sfortunati bambini che hanno una mamma ed un papà, è una colossale menzogna.
        per il resto, lei mi tira fuori dal cilindro proprio la ricerca australiana, fatta con questionari on line compilati dai genitori, e cosa dovrebbe dimostrare il fatto che tali questionari sarebbero addirittura riconosciuti dalla comunità scientifica? forse che le domande sono appropriate? forse che le domande sono scritte in modo corretto? ma basta questo a confermare che le risposte date siano anche veritiere? no di certo! e se si va a leggere bene quello che i ricercatori australiani hanno scritto si renderà da sola conto che hanno messo bene le mani avanti nel dare questi risultati non generalizzabili e che, invece, la comuntità gay ha trionfalmente sbandierato ai quattro venti come se fosse una prova certa e inconfutabile di ciò che in realtà non è dimostrabile se non a posteriori. questo tipo di ricerche lascia il tempo che trova perchè i danni, se ce ne saranno (e ci saranno purtroppo) e la loro entità si potranno valutare solo quando questi bambini saranno cresciuti. che i loro genitori dicano che sono felici è un conto, che lo siano realmente da adulti è un altro.
        poi io non ho perorato proprio nessuna causa, semmai tutto il contrario, ho affermato che secondo me la signora Vecchioni è felicissima di non essere sposata alla sua ex, e soprattutto di non dover ricorrere ad un tribunale per affermare il suo diritto ad essere l’unica madre di quelle due bambine perchè questo costituirebbe semplicemente un’assurdità, e basta andare poco lontano per trovare un caso molto simile, in cui una madre biologica ed una legale si stanno contendendo due gemelline a suon di avvocati. vedremo come andrà a finire.
        in Italia non ci sono tutele? e verò, infatti per quelle bambine non ci sarà modo di sapere chi è il loro vero padre, ma a questo diritto negato non ci pensa nessuno? vi interessano solo le tutele dei vostri diritti, un po’ egoistico come ragionamento non trova?
        e se le due signore fossero sposate a che titolo la madre non biologica dovrebbe pretendere l’affidamento? solo perchè per un paio d’anni è stata la compagna della vera madre? al di la’ del miele che cola da queste foto patinate in cui sembrano una famiglia felice, la realtà secondo me è ben diversa, e vedrà che il tempo mi darà ragione perchè ben presto il genitore 2 verrà messo alla porta non appena i riflettori si saranno spenti e dopo questa intervista dubito che sentiremo ancora parlare della signora Vecchioni, con buona pace del genitore n. 2 che probabilmente dovrà lasciare spazio a quello n. 3… se una cosa del genere succedesse a me col cavolo che lascerei che la mia compagna accampi pretese sui miei figli, se ci si separa ci sarà un motivo, e come si possono crescere dei figli in questo modo? certamente male, come dimostrano i danni che i divorzi stanno già facendo su molti babimini, in pratica invece di riparare un danno se ne fa uno peggiore.
        per il resto gli esempi da lei citati non fanno altro che mettere ancora più in evidenza l’assurdità insità in questa smania di essere genitori a tutti i costi.
        perchè una “madre” (che non è madre) non biologica dovrebbe prima acconsentire a che la sua compagna abbia dei figli e poi disenteressarsi di questi figli non suoi? forse perchè si renderebbe conto ben presto che i figli non si fanno per dimostrare qualcosa a qualcuno? forse perchè si renderebbe ben presto conto del fatto che un figlio non è un cagnolino da accudire ma un essere umano che assorbe tutte tantissime energie ed ha bisogno di qualcosa che lei non può dargli? ad esempio un padre nel caso delle due gemelline? mi sembra una grossa contraddizione.
        e se la madre non biologica avesse una disponibilità economica maggiore? guardi, nessuno è fesso, e le assicuro che una pesona in questo caso ci penserebbe molto bene prima di imbarcarsi in un matrimonio in cui rischierebbe con molta probabilità di lasciarci le penne e ritrovarsi a mantenere dei figli non suoi e che non ha voluto, e forse questo è anche il motivo per cui i matrimoni omosessuali sono stati molti meno di quelli che ci si aspettava negli stati in cui ciò è diventato legge.
        l’uguaglianza di tutti i cittadini è tutelata dalla nostra Costituzione che dice chiaramente che situazioni uguali meritano una tutela uguale e situazioni diverse meritano tutela diversa, se si va a leggere la sentenza n. 138 del 2010 della Corte costituzionale troverà queste parole che le cito togliendo alcune parti che renderebbero la citazione troppo lunga:
        “…, con riferimento all’art. 3 Cost., la censurata normativa del codice civile che … contempla esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna, … non da luogo ad una irragionevole discriminazione, in quanto le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio”.
        non sono parole mie. la sentenza la troverà facilmente in rete.
        quindi non si può continuare ad insistere sull’uguaglianza di due realtà che uguali non sono. se lei mi dice che una coppia omosessuale ha il diritto di venire riconosciuta come coppia dalla legge, le dico che ha ragione, e le do ragione pure se mi dice che una coppia omosessuale ha diritto ad avere riconosciuti determinati diritti di tipo economico-patrimoniale che oggi sono negati. ma ad un figlio servono una madre ed un padre, questa verità può anche essere negata per legge, ma sarebbe solo una menzogna legalizzata.
        e le famiglie arcobaleno? guardi, le assicuro che non vorrei essere al posto di questi genitori quando si troveranno ad affrontare la necessità dei loro figli di avere anche un padre o una madre, o quando si troveranno a dovergli spiegare perchè gli hanno negato per libera scelta la possibilità di avere anche un padre o una madre.
        far fare i figli solo a chi sa essere un buon genitore? che assurdità, ho forse detto che quelle signore sono delle cattive madri? non mi permetterei mai! la questione non è dimostrare di essere buoni o cattivi genitori, sia chiaro, io non metto in discussione che la signora Vecchioni sia un’ottima madre, potrà anche essere la madre migliore del mondo, ma non sarà mai un padre. non può esserlo. un conto è che si resti senza padre per disgrazia, un conto e scegliere deliberatamente che le tue figlie ne possano benissimo fare a meno.

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        Guido, capisco benissimo la sua posizione. Ma le ho portato un esempio concreto: l’aborto. Le ho detto che io non lo farei mai, ma sono convinta che debba esistere una legge che lo regoli. Per cui, lei e nessun altro potrà vietare alle coppie omosessuali di fare figli – che siano genitori migliori o peggiori questo lo dirà solo il tempo -. Per cui, le piaccia oppure no, l’unica soluzione è regolare qualcosa che già esiste (e se proprio vogliamo dirla tutta, è sempre esistito: gay e lesbiche hanno sempre fatto figli).

        Mi dirà che sono egoisti, bene le dirò: anche le famiglie indigenti che fanno 4,5,6 figli (e vengo da un posto dove questo accade) lo sono, e allora cosa facciamo? stacchiamo le tube alle donne? oppure adottiamo le politiche del figlio unico come ci sono in Cina? Perdoni la brutalità, ma così ci capiamo.

        Detto questo, il suo concetto di uguaglianza è un concetto che non condivido, così come non condivido il concetto di genitorialità. Lei confonde il genere con la funzione genitoriale, che sono due cose ben distinte, come dimostrano pagine e pagine di letteratura scientifica.

        Per finire: figli di famiglie rainbow ne conosco, così come conosco figli di coppie omosessuali e non mi sembrano pagare lo scotto dell’orientamento sessuale dei loro genitori, ma di sicuro pagano lo scotto di un ambiente ostile. Ora, cosa vogliamo fare con questi bambini? continuare con frasi paternaliste del tipo “poverini” “mi dispiace per loro”, oppure vogliamo cercare di creare un ambiente accogliente dove ci sia spazio per tutti? Lei mi sembra una persona intelligente, quindi le chiedo di rispondere con coscienza.

        A proposito di coscienza, fino qualche anno fa ero la prima ad essere scettica sul fatto che ci fossero coppie omosessuali con figli, poi le ho conosciute, ho conosciuto i bambini e i genitori, ho ascoltato le loro storie. E ho cambiato idea. Magari aprirsi non fa male. E questo lo dico non per cambiare le sue convinzioni (che anche se le non condivido, almeno ha argomentato), ma perché a volte l’unico limite per le persone, anche quando sono intelligenti, è quello di non voler vedere, ma di lasciarsi annebbiare dall’ideologia.

        La mia risposta infatti non è dettata dall’ideologia (tanto meno quella di gender che non esiste ma è una mera invenzione propagandistica), ma è la risposta di una persona che vorrebbe solo una società più giusta (sa i diritti o sono di tutti, oppure si chiamano privilegi, e lei caro Guido, non si offenda, ma è un privilegiato, io no, così come è privilegiato suo figlio e non lo sono i tanti figli di coppie omosessuali).

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        Guido 2 anni

        vedo che continua a non rispondere, non è possibile sapere da lei che è una donna accetta e condivide l’idea che un bambino possa benissimo fare a meno di una madre, e crescere perfettamente anche con due padri senza che questo faccia nessuna differenza. questo suo silenzio in realtà è molto eloquente e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

        le risposte che invece continua a darmi seguono sempre lo stesso solito schema riscontrabile in tutte le discussioni di questo tipo. in pratica si dice:
        se A è messo male, allora cosa dovremmo dire di B che sta messo peggio? quindi? se B sta peggio di A questo non giustifica la sofferenza di A! è come se io dicessi che un bambino orfano costretto a lavorare in una cantina per produrre palloni in fondo sta certo meglio di uno che in Africa muore di fame, il che non toglie che il bambino orfano vive una condizione di sofferenza anche se c’è chi probabilmente sta peggio. non si giustifica una situazione tirandone in ballo una peggiore.
        io non ci casco, mi dispiace, e non ho intenzione di incartarmi in discussioni infinite con lei che continua a non rispondere a girare la frittata.
        qui non stiamo parlando dei problemi economici delle famiglie numerose, ne dei problemi dei figli dei divorziati, ne dei bambini che sono rimasti orfani di un genitore, niente di tutto questo. stiamo parlando di coppie omosessuali, stiamo parlando di bambini a cui viene per libera scelta dei genitori negato un diritto fondamentale, quello di avere un padre o una madre a seconda dei casi. rimaniamo in tema per favore.

        il concetto di uguaglianza che le ho sottolineato non è mio, quindi non lo sminuisca perchè è il concetto di uguaglianza espresso dalla Costituzione, e mi pare di aver sottolineato che quelle parole che ho citato sono della Corte costituzionale, e chiariscono bene che non è necessario che perchè ci sia una regolamentazione delle unioni omosessuali questa debba per forza essere la stessa del matrimonio, ed il fatto cheo che questo sia riservato per legge alle coppie etero, non costituisce una discriminazione verso le coppie omosessuali che sono diverse dalle coppie eterosessuali. lo dice la sentenza, non io, anche se io penso che questa interpretazione sia corretta.

        confondo il genere con la funzione? no cara signora, non confondo proprio niente perchè le due cose sono strettamente correlate ed inscindibili, se lei vuol far credere a chi legge che non è cosi, faccia pure, ma non è cosi, capisco che vi fa comodo farlo credere perchè potete continuare a diffondere l’idea falsa, che in fondo ad un figlio serve solo qualcuno che lo mantenga, e gli insegni qualcosa, se questi sia uomo o donna non ha nessuna importanza. no cara signora, non è cosi. lei e libera di credere il contrario. ci sono già troppi figli della provetta che vanno in cerca del loro vero padre e della loro vera madre, nonostante tutto l’amore che hanno ricevuto dai loro genitori adottivi, e questo basta e avanza per dimostrare che non basta l’amore, come voi continuate a dire, e questo naturalmente non lo dico solo in riferimento alle coppie gay, ma anche per le coppie etero. la pretesa di essere genitori a tutti i costi è sbagliata sempre, per le coppie gay però è sbagliata due volte, perchè non solo si mette al mondo un idividuo che non smetterà mai di cercare il suo vero genitore, ma anche un individuo a cui manca un genitore.

        lei dice di conoscere famiglie arcobaleno e i loro bambini e dice che va tutto bene, ma se rilegge quello che io le ho scritto, io non ho mai detto che i bambini delle coppie omosessuali siano “bambini” infelici, ma il punto è proprio questo, non si può misurare l’influsso di un’unione omosessuale sul corretto sviluppo della persona se non quando questa è cresciuta! mi pare di averlo detto in modo chiaro; lei ha conosciuto bambini, io invece ho conosciuto adulti che sono nati e cresciuti in questa situazione, e proprio per questo oggi sono qui a scrivere che i danni si vedranno da grandi, non da bambini, e che tutto questo e profondamente sbagliato. ed in quanto alla storiella dell’ambiente ostile, guardi, ormai non ci crede più nessuno, perchè non è cosi. dicevo,

        io non voglio vietare niente a nessuno, ognuno e libero di fare quello che vuole della propria vita, ma sempre nel rispetto della legge che ha come fine quello della pacifica convivenza tra gli individui e la continuazione della società, ma questo rispetto deve essere a 360°, lei presenta solo una parte del problema, e cioè il fatto che le coppie omosessuali hanno già dei figli che vanno tutelati, ma vede cara signora, bisogna spostare lo sguardo più in la’, e chiedersi in che modo sono stati ottenuti questi babini.
        allora viene fuori un mondo fatto di cliniche, utero in affitto, cure ormonali per le quali non ci sono sufficienti ricerche riguardo ai rischi per le donne che vi si sottopongono, milioni di embrioni prodotti ed usati come cavie, e molto altro ancora, ed il tutto affinchè due uomini possano finalmente colmare il loro desiderio di avere un orfano da crescere? e poi dopo due anni buttare tutto all’aria? tutto questo è follia, e lei fa finta di non vedere? come può tollerare che delle donne vengano sfruttate e mercificate in questo modo?
        i diritti devono essere per tutti? certo, ha ragione, allora diamo alle donne indiane sfruttate per fare figli agli occidentali etero e omo quei diritti che gli vengono negati. perchè i diritti devono essere per tutti giusto? le femmiste indiane lottano perchè si ponga un freno all’industria dell’utero in affitto e allo sfruttamento delle donne e qui in occidente al contrario le donne come lei lottano perchè due uomini possano avere bambini impossibili da avere in altro modo, e poco importa se quelle donne continuino ad essere sfruttate, occhio che non vede… che bella civiltà!

        le posto un video che magari troverà utile a chiarirsi le idee.
        se cerca in rete troverà altro materiale di questa regista.

        http://www.youtube.com/watch?v=dRHsQDcYRE8

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        Guido, ritiro tutto quello che ho detto. Pensavo fosse una persona ragionevole ma evidentemente mi sbagliavo. Io la risposta gliel’ho data. E non ho nessuna voglia di ripetermi, se lei continua a pensare che la stia eludendo, non è un problema mio.

        La saluto con quanto scriveva Hannah Arendt nel 1959 a proposito del divieto, negli Stati Uniti, di matrimonio tra persone bianche e persone di colore:

        «Il diritto di sposare chiunque si desidera è un diritto umano basilare, rispetto al quale persino il diritto di andare nella stessa scuola, il diritto sedersi dove si preferisce in un autobus, il diritto di andare in qualsiasi albergo o luogo di divertimento, a prescindere dal colore della pelle, sono minori. Persino i diritti politici, come quello di voto, e quasi tutti gli altri diritti enumerati dalla Costituzione, sono secondari rispetto ai diritti inalienabili di ‘vita, libertà e raggiungimento della felicità’ proclamati dalla Dichiarazione di Indipendenza; ed è a queste categorie che appartiene il diritto di sposarsi e fare una famiglia».

        Ricordi bene queste parole. Perché così come sessant’anni fa in America i bianchi non potevano sposare i neri, così come fino al ’48 le donne in Italia non potevano votare, così come fino al 1956 non potevano diventare magistrati, ora in Italia le persone omosessuali non posso sposarsi, ma le cose, caro Guido, cambiano. Eccome se cambiano.

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        Kista 2 anni

        dieci minuti di applausi per “onanismi intelletuali”

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        Guido 2 anni

        no signora, lei non ha risposto, sarebbe bastato un si o un no ad una domanda diretta che io le ho fatto, lei ci gira intorno e non risponde, e poi usa parole di altri con la stessa strategia che le ho descritto prima, accomuna problemi diversi, e tira in ballo questioni che spostano l’attenzione dall’oggetto della discussione. il diritto di voto, il razzismo verso altre etnie, ecc, continui pure a cambiare discorso e non rispondere, il suo silenzio vale più di mille parole! la saluto.

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        Guido, se legge le pagine di questo sito (cosa che la invito a fare, magari le scappa anche un sorriso), capirà che tutto faccio fuorché rimanere in silenzio. Per cui la discussione finisce qui.

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        Piero, per favore informati prima di parlare: la ricerca che ho citato è completa: qui la trovi tutta http://mccaugheycentre.unimelb.edu.au/__data/assets/pdf_file/0008/786806/simon_report_.pdf

        Poi quella a cui ti riferisci è quella di Mark Regnerus, prima screditata dalla comunità scientifica di tutto il mondo (perché nel campione da lui scelto ha messo insieme famiglie omogenitoriali, genitori single o divorziati, e genitori sposati con una persona del sesso opposto, che avevano ammesso di aver avuto relazioni omosessuali) http://www.slate.com/blogs/outward/2014/03/04/mark_regnerus_testifies_in_michigan_same_sex_marriage_case_his_study_is.html
        In seguito lo stesso Regnerus ha chiesto scusa per la sua ricerca: «this is not about saying gay or lesbian parents are inherently bad»
        http://thinkprogress.org/lgbt/2012/10/30/1110591/regnerus-admits-gay-parenting/

        Per favore, prima di venire a commentare su questo sito, studiate!

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        piero 2 anni

        non capisco… dal primo link che ‘gentilmente’ mi fornisci leggo esattamente quello che ho scritto io: ‘the ACHESS (lo studio) collected data on 500 children aged 0-17 years from 315 index parents’. Non ho forse studiato? E poi, punto secondo, nulla da dire sulla ricerca citata nell’articolo che ho postato?

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        Piero, ti ho risposto, nel link che hai postato si parla della ricerca di Mark Regnerus, e la risposta è qui sopra: è una ricerca sbagliata e lo stesso Regnerus ha chiesto scusa. Sopra ci sono i link e le dichiarazioni dello studioso (sono in inglese, perdonami, ma se te li devo pure tradurre non ce la faccio!).

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        Piero 2 anni

        sulla presunta ‘completezza’ del tuo primo link… una paginetta, senza citare neppure fasce d’età dei bambini (quanti si avvicinano ai 17 anni, quanti di età preadolescenziale? Non è dato sapere), con risposte date – lo ribadisco – dai genitori…
        sulla risposta di Regnerus non mi pare che abbia rinnegato il suo studio, ma ha precisato alcune cose, certo rilevanti, ribadendone comunque alla fine i risultati. Detto questo siete bravi a far passare pur comprensibili desideri (essere genitore) per diritti, tralasciando completamente quello dei figli di avere un padre ed una madre. Nessuno mette in dubbio l’amore, che potete avere tra di voi o verso i bambini, ma non è sufficiente a parlare di ‘famiglia’ (io non dichiaro allo Stato di amare mia moglie, ma di avere un determinato progetto con lei, con determinati diritti e doveri), e l’amore non è sufficiente per lo sviluppo psicologico del bambino.

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        Piero, io e te siamo uguali. Questa cosa ficcatela bene in testa, ora e per sempre. E così come tu puoi avere un progetto di vita con la tua compagna, così posso averlo io con la mia. Non sei migliore di me, non sei più sano, più intelligente, più bello, più simpatico o più fertile. Sei solo privilegiato. E questo dipende solo e soltanto dal fatto che viviamo entrambi in uno Stato retrogrado. Da altre parti del mondo civilizzato tutta questa discussione non avrebbe senso di esistere. E ricordati una cosa: prima o poi le cose cambieranno anche in Italia. Che vi piaccia oppure no. Perché i vostri figli, sì Piero, forse anche i tuoi, le nuove generazioni non sono più così stupide, non sono più così ottuse e chiuse, ma vivono in un mondo dove i loro amici omosessuali in America, in Francia, in Inghilterra, in Svezia, in Portogallo, in Olanda, Danimarca, Spagna, Argentina, Norvegia, Germania, (giusto per citarne alcuni) si possono sposare, possono avere figli ed essere tutelati. E un giorno ti chiederanno: ma perché in Italia non è possibile? E allora cosa gli racconterai? Che tutti gli altri sbagliano e che abbiamo ragione solo noi. Oppure gli dirai che l’esempio da seguire sono i regimi in Iran, in Russia, in Arabia Saudita, in Uganda? Dove le persone come me vengono perseguitate, imprigionate e rischiano la pena di morte? Oppure gli dirai che l’Italia è un paese meraviglioso, dove le persone come me stanno pagando la tua pensione di reversibilità, i tuoi assegni familiari, il tuo congedo matrimoniale, e in cambio non ricevono nulla? Se questi sono i tuoi valori, valori che si basano sulla diseguaglianza e il pregiudizio, valori che vanno in contrasto con la fede che tanti come te si dicono di professare, sappi che non sono i miei. E ne vado fiera.

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        Piero 2 anni

        Su certe tutele posso anche dirmi d’accordo con te; ma il matrimonio è un’altra cosa.
        Io e te, è vero, siamo uguali, mai messo in dubbio; quello che è diverso è quanto possiamo offrire a dei bambini. Lo dice la Natura. Lo dice il fatto che una donna di per sé è fertile, ma per concepire ha bisogno di un seme maschile. Quanta violenza sulle donne nell’utilizzo dell’utero in affitto! E poi scusa, se in tutti i paesi fosse legale la pedofilia dovrebbe anche l’Italia adeguarsi? Forse che in Italia un omosessuale non può diventare, che so, presidente di Regione? Eh si, siamo retrogradi e razzisti. Da parte mia son contento di essere ‘così stupido, ottuso e chiuso’ da dire che un bambino nasce dall’incontro di un maschio e di una femmina, e che il suo sviluppo è agevolato in un determinato contesto.

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        “E poi scusa, se in tutti i paesi fosse legale la pedofilia dovrebbe anche l’Italia adeguarsi?”. Eh già, perché mettere sullo stesso piano la tutela delle relazioni fra adulti consenzienti e quelle fra un adulto predatore e una persona non in grado di dare un valido consenso, è proprio la stessa identica cosa.

        Presidente di Regione? Vendola intendi? Che fra un po’ per realizzarsi nel privato emigrerà in Canada?

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        Silvia 2 anni

        “se in tutti i paesi fosse legale la pedofilia dovrebbe anche l’Italia adeguarsi?”. Ma secondo lei che paragone é?
        “se in tutti i paesi si potesse andare ad ammazzare la gente per strada o a violentare le donne per sfizio anche l’Italia dovrebbe adeguarsi?” Credo si renda conto da solo di scadere nel ridicolo.

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        Piero 2 anni

        dimenticavo di precisare, La Mile: anche tu, è chiaro, hai il tuo progetto; il fatto è che ciò che interessa allo Stato, e cioè di garantirsi il proprio futuro grazie ai figli, alle nuove generazioni, non viene garantito in un rapporto omosessuale, se non a fronte di violenza alla Natura (ed ai bambini stessi). E’ per questo che allo Stato non interessa riconoscere, formalizzare e tutelare questo progetto . Nessun privilegio, nessuno Stato retrogrado. Cosa dice la ‘Costituzione più bella del mondo’? La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio(art. 29). Perché? Perché: È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio (art. 30). Ancora art. 30 (nota bene): La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. Ancora, art. 31: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
        Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
        Questo per confermare che il matrimonio c’è come istituto riconosciuto e tutelato dallo Stato in quanto cellula fondamentale dello Stato, non in quanto dichiarazione di amore di due persone, ma in quanto luogo deputato a ‘mantenere, istruire ed educare i figli’.

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        Il cemento è una violenza alla Natura… che dovrebbe fare lo Stato, radere al suolo i centri abitati?

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        piero 2 anni

        e qui, visto che non è chiara la gravità della violenza alla Natura, mi ritrovo a copiare la domanda di Guido: ‘un bambino può fare benissimo a meno di una madre come se fosse un accessorio inutile pur di rendere padri due uomini?’. E con questa domanda, certo che, come lui, neanch’io non avrò risposta in questo forum, chiudo i miei interventi.

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        Marie Claire 2 anni

        Proprio per quegli articoli 29/30/31 della costituzione, citati dal signor Piero, anche un figlio di un genitore che si scopre gay dopo il matrimono ha diritto di essere tutelato. E per tutelare lui devi “legalizzare” anche le famiglie gay, dato che non ho mai sentito nessuna sentenza di divorzio, neanche tra quelle non consensuali, in cui il giudice concedesse l’affidamento disgiunto solo a uno dei due ex coniugi perché l’altro gay.

        Io mi sono sposata pur sapendo di essere lesbica per il quieto vivere del mondo intero. E poi ho divorziato dopo 5 anni quando la pantomima quotidiana iniziava a non essere più sopportabile per me. Abbiamo un figlio. Che vive con me perché il padre si è trasferito in un’altra città dopo il divorzio. Ci siamo separati di comune accordo e andiamo d’accordo. A distanza di 3 anni dalla separazione ho conosciuto la mia attuale compagna con cui convivo.

        Ho dovuto fare un’autorizzazione scritta perché la mia compagna potesse andare a prendere mio figlio a scuola. Se un giorno si scordasse a casa quel foglio da mostrare alla maestra, mio figlio rimarrebbe a scuola finché non esco dall’ufficio. Perché dovrebbe vivere questo disagio?

        Se mio figlio si sfracellasse per terra in bicicletta e venisse portato al pronto soccorso mentre io sono in viaggio d’affari, sarebbe praticamente abbandonato da solo in ospedale fino al mio ritorno perché la mia compagna non risulta sullo stato di famiglia. Perché dovrebbe vivere questo disagio?

        Eppure la mia compagna cucina tutti i giorni per lui, lo aiuta a fare i compiti, lo porta al parco… ma non è niente per la legge. Il padre c’è solo nelle occasioni di rito per assurdo ha più diritti di lei.

        È sacrosanto che tutelando i figli di coppie gay che arrivano da precedenti matrimoni si metta anche il primo mattone per l’omogenitorialità. Ma magari nel frattempo riusciremo a dimostrare che non siamo dei mostri e che i nostri figli crescono bene lo stesso e magari la parola omogenitorialità non suonerà più così assurda.

        Mio figlio i problemi non ce li ha in casa, dove si sente amato da tutti. Ce li ha fuori dove si sente giudicato da tutti.

        Capite chi è che fa il danno

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        cristina 2 anni

        se io vado contromano in autostrada ed i miei figli si fanno male è colpa di tutti gli altri che non capiscono la mia necessità di andare contromano. Tuteliamo quelli che vanno contromano! Io mio marito non lo amo più. Provo per lui simpatia, ma non mi suscita più quello che mi faceva provare, non è più come prima. Ma non mi sogno di lasciarlo. Perchè mi rendo conto che la mia gioia è quella dei nostri figli, che gli vogliono bene, lo stimano, stanno bene col loro papà. E lui non mi ha mai fatto del male, mi rispetta e a modo suo mi ama ancora. Egoisticamente dovrei dire me ne vado a vivere da sola, con i bambini, magari succederà qualcosa. 41 anni, ma ancora posso offrire tanto. Non è il coraggio a mancarmi, o i soldi. Mi trattiene il male che farei ai miei figli.

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        Vittoria 2 anni

        Sono d’accordo con Guido al 100/100, mi complimento anche per la delicatezza e il rispetto con cui ha espresso il proprio dissenso. Anche per me il primo pensiero va alle bambine, private ( in modo del tutto innaturale) della figura paterna, costrette a misurarsi con una situazione già di per sè non equilibrata, ulteriormente scompaginata dalla separazione. Contesto inoltre un’ affermazione dell’articolo: di fronte ai divorzi nessuno batte ciglio. Non è vero, per chi si occupa di educazione, di adolescenti, di relazione, affrontare ogni giorno il dolore che deriva da un amore che finisce è non solo un impegno professionale, ma anche motivo di tristezza e com- passione.

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        Nessuno dice che il divorzio sia indolore, o che sia una passeggiata. Anzi. Ma ormai è universalmente accettato come un dato di fatto – tanto da avere anche la benedizione dei cattolici italiani. Allora, perché tanto scalpore per la separazione di una coppia omosessuale? Oppure mi sbaglio e in Parlamento c’è una proposta di legge per abrogare i divorzi?

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        Oh mio dio, ma davvero la grande cricca di Tempi e dittatura di gender è venuta a commentare qui? Ma pascolate là dove le pecore vi seguono e non rompete a chi ha un minimo di apertura mentale e agape davvero cristiana. Non capisco questo vostro bisogno di segnare il territorio coi vostri infiniti monologhi sostenuti dal niente, soprattutto se non volete neanche discutere, ma solo dire il vostro inappellabile ineluttabile parere. LaMile è anche troppo gentile, io con persone come voi mi rifiuto categoricamente di parlarci. Non discuto con chi mi disprezza e visto che io disprezzo voi, farebbe bene anche a voi non discutere con con me, vi prego perciò di evitare di commentare altre omofobe oscenità in risposta. Tornate dalle vostre pecore va.

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        sara 2 anni

        Ho lavorato a lungo con babmibi ed adolescenti, provenienti da famiglie considerate “bene” e da famiglie “problematiche”.
        Certamente il divorzio è un trauma per la stragrande maggioranza di loro: si riflette in vari modi, ma ne ho visti pochi passare indenni attraverso quella fase. Che è un passaggio che riguarda motivazioni personali e di coppia dei genitori, ma ricade pesantemente sui figli. Ciò non toglie che il divorzio è un diritto, un sacrosanto diritto. Che poi se ne abusi è un altro discorso. Ho conosciuto bambini che vivevano in famiglie talmente allargate da fare difficoltà a capire la differenza fra il loro padre biologico (considerato socialmente “il vero padre”) e il nuovo compagno della madre; madri che hanno letteralmente abbandonato i figli pechè “Grazie a Osho ho ritrovato me stessa”; coppie decidere di fare un figlio “perchè ci manca solo quello!” per poi sballottarlo tra nonni e baby sitter ecc. ecc.
        La genitorialità è complessa e difficile, il concetto di coppia sta venendo pesantemente rivisitato, fare figli può essere vissuto in maniera molto diversa a seconda delle condizioni economiche e culturali (vedi cosa scritto da La Mile sulle famiglie con 5 figli che poi non possono mantenere). Posizionarsi all’interno di questo mondo con una serie di gerarchie predefinite è rischioso, e la statistica secondo me non sempre è lo strumento migliore per “leggere” le situazioni sociali.

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        Guido 2 anni

        certo finisce qui ma continua da un’altra parte, non si preoccupi, anche io sono molto loquace come ha potuto vedere. :-)
        per il resto, la discussione finisce perchè lei non fa alro che cambiare discorso perchè è troppo scomodo affrontare l’argomento in modo diretto.
        l’unica cosa che sapete fare è tirare in ballo situazioni peggiori per tentare di giustificare la vostra situazione. ma è una tattica che ormai ha stancato. l’ultimo esempio? le violenze sui bambini avvengono per lo più nelle famiglie etero. è che cavolo c’entra con il fatto che due due uomini decidano di privare un figlio della loro madre? nulla. come al solito, se B sta peggio di A, allora va bene che A stia con due papà e senza una madre, non importa come A sia stato ottenuto. saluti.

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      Sono estasiata da tanta pochezza intellettuale (e umana).
      Detto sinceramente, senza diplomazia (perché tanto non serve quando ci si confronta con persone come lei).

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    Elisa 2 anni

    Spesso la nascita di un figlio, per quanto sia una cosa bellissima, va a toccare alcuni equilibri di coppia mettendola a rischio. Anche coppie longeve e salde, come nel loro caso, con la nascita dei figli devono ritrovarsi! Loro hanno pagato secondo me proprio questo, come accade nella maggior parte delle coppie etero, non è un caso che ci si separi quando i bimbi sono ancora molto piccoli. Faccio loro un grande in bocca al lupo.

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    Barbara 2 anni

    Noooo, che peccato!!! Dimostrano ancor più di essere due grandissime donne, da ammirare e stimare! Ce ne fossero di persone così belle! Bell’intervista!

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    Jo 2 anni

    Non vorrei attirare ire funeste di “camioniste” armate di cric, né di lipstick armate di tacco 12, ma oltre al dispiacere che sempre accompagna ogni separazione, vorrei fare una considerazione. Il fatto di avere due figlie insieme, ma delle cui figlie solo una è la madre biologica, potrebbe, e sottolineo potrebbe, innescare meccanismi di “inferiorità” nel genitore non biologico, cosa che potrebbe non accadere, o accadere in modo minore, quando la coppia è composta da due uomini (seme VS mesi mesi in grembo/parto). Non parlo ovviamente del caso in questione, non conoscendolo, ma credo possa accadere in maggior percentuale nelle coppie lesbiche. Dipende da molti fattori: culturali, intesi come società, legali, d’identità. Alla base sta il riconoscimento dei diritti, ma anche la consapevolezza che potrebbe (lo ribadisco ancora al condizionale) innescarsi quel meccanismo inconscio e dire: “ma chi sono io per loro?”. E questo, ahimè, prescinde dal giusto riconoscimento della genitorialità di entrambe le componenti di una coppia. Con questo non intendo dire che non si dovrebbero avere dei figli con la propria compagna, che non si è certo esenti da crisi e separazioni, ma che il desiderio di “famiglia” è maggiormente esposto ad implicazioni forse diverse dalla classica fine di un amore.

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    Provo grande stima e ammirazione per queste due donne e queste dichiarazioni non fanno che confermarlo. L’uguaglianza dei diritti non entra in gioco solo quando si parla dei momenti felici ma anche – e soprattutto – quando è in corso una separazione. In tal senso Francesca e Alessandra sono un esempio di correttezza e di amore per la famiglia che trascende la loro stessa relazione affettiva.

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    Eleins 2 anni

    Lungi da me il voler criticare una scelta personalissima e più che legittima, sento però il dispiacere per la separazione di due donne che hanno sposato insieme una battaglia importante, che proseguiranno singolarmente, lasciandoci un po’ “orfane” .

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      E però secondo me mica è vero che la proseguiranno singolarmente, questa battaglia: l’amore finisce, ma l’affetto (e soprattutto la *famiglia*) no. Anzi, è una battaglia in più da combattere, che ci riguarda tutt*! E non sarà la stessa cosa, ma credo sia altrettanto importante – Francesca e Alessandra continuano a essere mamme, per cui non siamo orfane, no :)
      (E bravissima Mile, sì!)

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      Neanche io voglio criticare, ci mancherebbe che una coppia non abbia il diritto di separarsi, ma prevedo strumentalizzazioni. Verranno usate eccome per screditare la genitorialità delle coppie omosessuali. “Politicamente” è un boomerang che ci prenderà in piena faccia. Non credo che rivedremo la Vecchioni alla Leopolda, giusto per dirne una. Non siamo (non sono) pronti per affrontare i matrimoni, figuriamoci se hanno la maturità di accettare separazioni e figli. Chiaramente quando mi lancio in queste previsioni da menagramo, sono sempre felice di sbagliarmi.

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        Penso che in questo momento tutt* abbiamo paura delle strumentalizzazioni (che stanno già arrivando, vedasi Adinolfi, per fare un nome). E però. Un paio di anni fa non avremmo proprio neanche pensato di vederla, la Vecchioni, alla Leopolda. E invece. E chi ci dice che non riesca a ripetere il miracolo? Anche solo il modo in cui lei e Alessandra hanno scelto di comunicare la loro separazione mi sembra il migliore dei modi possibili, viste le circostanze, e chi le attacca ora le attaccava prima e le attaccherebbe comunque: ma quello che stanno dimostrando – di stare vivendo quello che possono vivere tutte le coppie, a prescindere dall’orientamento sessuale – e come lo stanno (di)mostrando – con una maturità incredibile, sia come individui che come genitori – magari servirà a cambiare le cose. Sono un’inguaribile ottimista, e però sono sicura sicura sicura che le cose cambieranno: stanno già cambiando! :)

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        Veramente Chiara pensi che la maturità con cui una coppia si lascia possa servirci a cambiare le cose? Ma anche se così fosse dobbiamo pregare affinché gli omosessuali abbiano il sale in zucca per non essere criticati, non possiamo avere i nostri diritti a prescindere di quanto siamo deficienti? E’ inutile raccontarci le cose tra di noi, ci dobbiamo confrontare con i commenti come quelli di Guido.

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        Sì, lo penso veramente. Perché di “Guido” non ce ne sono poi così tanti – fanno solo tanto casino. Tantissimo. Spesso siamo noi i primi a fargli da amplificatore, poi, ma va be’, questo è un altro discorso. Tante sono invece le persone che sono dalla nostra parte – sono una maggioranza silenziosa, certo: ma sono le educatrici negli asili dei nostri figli, sono le insegnanti che ci fanno entrare nelle scuole a parlare di omofobia, sono le studentesse e gli studenti che quando Francesca racconta delle sue figlie non fanno più differenza tra lesbiche, etero o altro. Persone che non vanno su Facebook (o non vengono su LezPop) a dire la loro – perché non pensano ce ne sia bisogno (e allora quello che dovremmo fare, secondo me, è fargli capire che ce n’è bisogno, invece, di alzare la voce).
        (E no, non dobbiamo pregare, in generale: però se si tratta di coppie con figli -e di coppie “pubbliche”, per di più – un po’ di sale in zucca è d’obbligo, no? Gay o non gay).

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        La prima cosa che mi chiedo è: ma dove vivo io? Ma le conoscono solo gli altri queste bellissime persone di mentalità aperta? Di Guido non ce ne sono tanti? E allora come mai si sentono solo loro? Dove sono tutti quelli che chiami maggioranza silenziosa? Sono gli stessi che andarono al mare quando si votò nel 2005 per il referendum sulla fecondazione assistita? Ah be’ allora siamo a posto. E come mai non capitano mai neanche per sbaglio qua sopra a dire qualcosa, mentre ci ritroviamo sempre i soliti commenti? Te lo ricordi questo post? http://lezpop.it/ho-partecipato-ad-un-incontro-della-manif-pour-tous/.
        Per quanto riguarda il senno da parte dei genitori che si stanno separando: sarebbe d’obbligo, ma troppo spesso non lo è. Si trovano situazioni in quelle normalissime famiglie eterosessuali che sono atroci per i bambini, ma a queste persone che vengono a rompere i coglioni qua sopra non interessa niente dei bambini. A loro interessa solo strumentalizzare le varie situazioni (come questa) solo per contrastare quello che fa comodo, che poi era quello che volevo dire col mio primo commento.

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        7 chili, ci sono credimi. Anzi, a dirla tutta, in Italia esistono tantissime persone del tutto indifferenti a quest’argomento. Il discrimine è solo uno: il potere. Chi ha posizioni omofobe in questo paese ha più potere politico di chi è progressista. E chi ha potere, o chi ambisce al potere, cavalca l’onda dell’omofobia – nascondendola come difesa della famiglia – per mantenere il proprio status quo o raggiungerne uno più elevato. Ma le cose stanno cambiando, come diceva Chiara: entrare nelle scuole, nelle università, parlare con gli educatori e i formatori, come fa lei con Le cose cambiano ne è la prova tangente. Sono stata un po’ di tempo fa ad un incontro proprio con LCC in un liceo in Piemonte e vedere una sala (peraltro della parrocchia) gremita, con 400 ragazzi che ridevano e applaudivano per il video di Gabardini o quello delle Badhole, è la prova che le nuove generazioni sono molto più avanti di quanto crediamo. Andare al Giffoni e vedere 4000 adolescenti impazziti per Naya Rivera, oppure come quest’anno per Matt Bomer – che è arrivato al festival col marito – è l’ennesima dimostrazione.

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        Mile, so che voi grazie alle vostre iniziative e al vostro impegno siete a contatto con situazioni che infondono un ottimismo che io non ho. Che ti devo dire, speriamo che ‘sti ragazzi crescano in fretta e che soprattutto non diventino indifferenti come la maggior parte delle persone, o peggio non diventino quell’elettorato che garantirà ancora il culo sulla sedia a quel potere politico conservatore e omofobo a cui ti riferisci (che poi se sta li, vuol dire che rappresenta la maggior parte dei votanti). Non so in quale data astrale succederà ‘sto benedetto cambiamento, in fondo qui stiamo parlando di figli quando in realtà non abbiamo niente, neanche il minimo sindacale, e cioè il matrimonio. Io sono stufa (mi sto trattenendo) di sorbirmi i commenti illuminati di gente che siccome ha la palla di vetro, sa già che le separazioni tra omosessuali saranno tutte terribili, che i figli degli omosessuali sicuramente saranno infelici. Su che basi fondano queste certezze non si sa, tant’è che quando proponi loro degli studi ti rispondono che non possono essere presi in considerazione, mentre le loro supposizioni basate sul niente si. I’ m’agg abbuffat’ tu sai cosa.

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        Senti Mile un’ultima cosa: io vorrei sapere se tu puoi “vedere” chi mette i pollici versi perché io avrei qualche gomma da bucare.

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        Guido 2 anni

        cara Chiara, sapesse quante mamme convinte di manifestare per i diritti conosco che vanno ai gay pride e poi quando cominci a parlare di procrezione assistita, utero in affitto e omogenitorialità, cominciano a vacillare nelle loro certezze e sotto sotto fanno capire di non essere d’accordo con tutto questo. voi pensate che i “Guido” siano pochi. io penso inveche che voi siate pochi, e che molti di quelli che apparentemente vi sostengono, se correttamente informati, cambiano facilmente idea. poi siamo in democrazia. decide la maggioranza, ed io mi adeguerò a ciò che verrà deciso in futuro dai nostri parlamentari.

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        Guido 2 anni

        7chili di sale, queste certezze come dice lei sono fondate su 70 anni di studi di pedagogia che parlano del ruolo fondamentale delle due figure maschile e femminile per il corretto sviulppo del bambino e che oggi pochi “illuminati” psicologi sfacciatamente di parte vorrebbero buttare nella spazzatura, per fortuna quel gruppetto di facinorosi, ancorchè dotato di potere, non rappresenta la maggioranza degli psicologi, e nonostante gli atteggiamenti arroganti e le minacce a chi non si piega al loro volere, ci sono professionisti coraggiosi che hanno il coraggio di mettere il luce quanto siano false le tesi che oggi si vogliono spacciare per verità. ma soprattutto, cara signora, queste certezze, come dice lei, sono fondate su quello che i ragazzi della provetta, figli di gay e figli di etero, ormai cresciuti, stanno cominciando a raccontare, e se proprio questi sono i primi a dire che fare figli in questo modo è sbagliato, allora vuol dire che lo è veramente. io credo alle persone, non alle ricerche fatte in maniera faziosa, con campioni studiati ad arte, o conclusioni vaghe e scentificamente infondate. se lei non ha gli strumenti per valutare correttamente la bontà di queste ricerche, mi dispiace, io non posso farci nulla. ed ancora, non credo che un bambino che subisce una separazione in una coppia gay soffra di più o di meno di uno che subisce una separazione in una coppia etero. le separazioni fanno sempre male. ma il problema non è mica soltanto questo? il fatto è che voi vi ostinate a mettere in evidenza solo alcune questioni, lasciando in disparte le alte. l’importante per voi è fare i figli. come questi figli vengono ottenuti non importa vero? l’imortante per voi è che questi figli vengano accuditi e mantenuti amorevolmente, se poi passeranno tutta la vita a chiedersi che faccia abbia il loro vero padre o la loro vera madre non importa? l’importante e che anche in Italia si possa ricorrere liberamente alle tecniche che permettono di produrre questi bambini, se poi i cicli di terapie cui sono sottoposte le donatrici di ovuli e le madri finiscono per distruggere il loro apparato riproduttivo o peggio farle ammalare di tumore non importa? guardi che sono donne come lei. ci ha mai pensato?

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        Guido non ho intenzione di discutere con lei perché non è per questo che lei è venuto qui. Lei vuole solo continuare a sciorinare le sue verità basate su studi fatti da quei buffoni come Regnerus. Non è bastato il buon senso e le argomentazioni che le hanno proposto le altre perché lei di fatto non è aperto al dialogo. Quindi mi prendo la briga di abbassare il livello di questa conversazione dicendole che per me lei può continuare a rosicare quanto cavolo le pare, tanto i nostri figli saranno sempre di più.

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    Miki 2 anni

    Delicatissima e pulitissima intervista. Dispiace, naturalmente, ma è naturale che succeda anche a noi. Complimenti Mile per la grazia, davvero, ed in bocca al lupo a loro ed alle bimbe.