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Scoperto il gene che “causa” l’omosessualità

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Secondo uno studio realizzato alla Northwestern University di Chicago, l’omosessualità sarebbe causata da un gene. I risultati sono stati presentati a febbraio durante il convegno Science of Sex and Attraction event di Chicago dai responsabili della ricerca, i professori Michael Bailey, Gregor Cochran e Steve Sailer.

Gli scienziati hanno analizzato il corredo genetico di 400 uomini gay, evidenziandone un’alterazione nella regione del cromosoma X, ovvero il cromosoma Xq28. Tale alterazione sarebbe dovuto ad una risposta autoimmune della madre a dei particolari virus contratti durante la gravidanza.

In questo modo, affermano i ricercatori, sarebbe possibile scoprire in anticipo l’orientamento sessuale del feto, con l’eventuale possibilità di intervenire geneticamente. «Certo, ai genitori non sarà permesso di torturare o di uccidere i propri figli – ha detto il professor Bailey – ma così come ora possono scegliere se portare a termine oppure no la gravidanza, è giusto che abbiano quante più informazioni possibili sull’orientamento sessuale del nascituro».

I ricercatori hanno anche precisato che il cosiddetto gene dell’omosessualità è responsabile solo per il 30-40 percento dell’orientamento sessuale delle persone. «Se anche dovessimo avere un giorno un test prenatale sull’orientamento sessuale del feto non sarebbe mai del tutto accurato – ha aggiunto il dottor Bailey – Ci sono altri fattori che influenzano la sessualità». Fattori come l’ambiente sociale e le esperienze personali.

Ora, capisco le buone intenzioni dei ricercatori – che fanno niente più niente meno che il loro lavoro – ma c’è qualcosa che non torna. Per esempio: il campione preso in esame è bello cospicuo – 400 casi non sono pochi – ma perché sono tutti uomini? Forse perché, come diceva Freud, l’omosessualità femminile è un mistero, e persino i genetisti hanno paura di indagarla?

Infine, nonostante le parole concilianti di Bailey, «le persone gay vanno rispettate e devono avere gli stessi diritti», continuo a credere che alla base di una ricerca come questa ci sia un fondo di pregiudizio nei confronti dell’omosessualità: se il “gene” gay è responsabile del 30-40 percento dell’orientamento sessuale di un individuo, perché suggerire un test prenatale? Perché i genitori dovrebbero essere interessanti alle scelte sessuali del proprio figlio se essere gay o etero è la stessa cosa? Sarebbe come fare un test per scoprire se tuo figlio avrà gli occhi azzurri oppure verdi: è così importante saperlo? 

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COMMENTI

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    Jane 2 anni

    Quando leggo queste stupidaggini sull’abortire per evitare di avere figli gay mi sento malissimo.
    Poi se ho interpretato male tutto, chiedo scusa in anticipo.

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    Jean 2 anni

    Ammetto che i miei studi di genetica non sono così freschi, e quindi potrei sbagliare, ma sono d’accordo con con S e Ste: se davvero fosse una mutazione significativa sul coromosoma x, allora dovrebbero esserci molti più gay maschi che lesbiche (e nonostante quello che sembrano pensare i ricercatori non è così), un po’come capita per il daltonismo…
    Senza considerare il fatto che le mutazioni genetiche sono quanto di più comune ci possa essere -anche se poi molti vengono corretti si calcola circa 1 errore su 10000 basi ogni volta che il DNA viene copiato (su 6 miliardi di basi totali).
    Una ricerca di questo genere, che utilizza un campione molto basso e omogeneo (dove sono le donne o gli uomini etero? E come hanno fatto a scegliere i gay?) non è affatto significativa.
    O meglio, ancora meno significativa di quanto i ridicoli risultati ottenuti farebbero pensare.

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    Antonio 2 anni

    E i bisessuali hanno solo mezzo gene? E poi come li hanno selezionati gli omosessuali: in base ad autocertificazioni? sulla base di come sculettavano bene o ballavano sulle musiche di lady gaga? La verità è che dietro l’etichetta gay ci stanno tante realtà, dal bisessuale che smeplicemente preferisce gli uomini perché si trova più a suo agio coi caratteri maschili, al transgender che fatica a riconoscersi come tale, senza contare poi i finti etero, quelli castrati psicologicamente ecc. Insomma selezioni delle persone omosessuali, ma come fai a sapere che sono realmente tali?

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    chimney 2 anni

    E questo titolo acchiappa click? Mah

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    Scommettiamo che in questo caso tutti i parrucconi tipo movimento per la vita e simili non avrebbero niente in contrario all’aborto che ora tanto combattono? Uhssignur che nervoso…

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    Da oggi anche il test per scoprire se il feto preferisce l’arrosto o le zucchine! Così, se siete vegetariani, lo ammazzate subito e non ci si pensa più

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    Emme 2 anni

    quando pubblicano questi studi non riesco a fare a meno di pensare a un buffo signore in camice con capelli eletrizzati che alza un vetrino al cielo gridando -l’ho trovaaatooooooooo!- in una stanza con 400 uomini gay. poi qualcuno entra e lo informa che esistono anche le lesbiche…

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    Con calma lunedì, da lavoro, scarico il paper dello studio e i vari comment al paper. Quando si parla di articoli scientifici, alla base, non mi fido di quello che riportano articoli di giornale (con tutto il rispetto), soprattuto se neanche riportano il link del paper (vedi l’articolo su Indipendent).
    Detto questo e parlando in senso generale (aka non nello specifico dell’articolo e non nello specifico di alcun gene e/o regione cromosomica) non mi stupirei se l’orientamento sessuale abbia delle connessioni genetiche ed epigenetiche. Prendendola veramente larga, tutto quello che siano è espressione di quello che è nel nostra genoma e dell’interazione di esso con l’ambiente. Avere un set di geni e/o un set di modificazioni nel genoma correlato ad un aspetto della persona non ha niente a che fare con la definizione di patologia. E non mi stupirei se esistono, a livello biologico, delle differenze tra me e una ragazza eterosessuale. Il mio essere attratta dalle donne non è in un etere distaccato dal mio corpo, ma è una risposta del mio sistema nervoso a degli stimoli.

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      Ma infatti la parte inquietante dell’articolo è quella relativa ad un intervento genetico per modificare un qualcosa che evidentemente si ritiene sbagliato non il risultato della ricerca in se

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        Proprio questa (a parere mio lontana) possibilità voglio verificare. Qui si parla di un locus cromosmico, non di un gene, e il termine alterazione in biologia ha un significato nullo se non specifichi di che alterazione è. Veramente, non diamo peso a cose che al momento hanno la consistenza di un po’ di fumo o poco più :)

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        Il peso sei costretta a darglielo solo perché siamo consapevoli che c’è chi si attaccherà a tutto pur di far passare il messaggio che siamo da correggere. E queste “ricerche” si prestano a chi cerca polpa per i propri argomenti. Comunque locus cromosomico lo dici a tua sorella (scherzo ste, sono una cialtrona ;) !

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    Remo 2 anni

    1) come fanno a dire che un genere causa per il 30-40% un comportamento sessuale? cioè vada pur bene che tu riesca a ricondurlo, ma come fai a determinarne percentualmente l’influenza
    2) hanno studiato, per ora, solo l’omosessualità maschile, perché diverse ricerche dicono che le ragioni alla base dell’omosessualità maschile e femminile sono diverse
    3) scommettiamo che adesso i cattotalebani non saranno più contrari a questa diagnosi pre impianto?.

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    ezz 2 anni

    Ecco, appunto, come dice Fou Savant.
    Anche l’eterosessualità ha una base genetica (oltre che sociale, culturale ecc), perché non cercarla? Perché non questi geniacci non si chiedono mai le ragioni dell’eterosessualità? La riproduzione eterosessuale si studia, l’attrazione eterosessuale no.

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    E qual è il genere che causa l’eterosessualità, scusate?

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    mary 2 anni

    Se posso dire la mia….ho affrontato la questione del marcatore Xq28 tempo fa per la mia tesi di laurea in psicologia, beh… questi illustri ricercatori, a dire il vero, non hanno scoperto nulla di nuovo, anzi. Il primo studio in merito risale al 1993 (Hamer ne fu autore) ed ebbe più o meno lo stesso risultato (nullo in senso di significatività statistica/scientifica). Nel primo studio il campione di soggetti (ancora una volta tutti uomini) era di circa 140 (se non ricordo male) e la percentuale della presenza del marcatore xq28 era ancora dell’ordine del 30-40. Risultato, ribadisco, irrisorio. L’omosessualità ha cause multifattoriali e interagenti, ancora da approfondire.

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    Che paura…ma ci dobbiamo credere? Chi ha finanziato la ricerca si sa? Voglio dire l’università riceve fondi da qualcuno?

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    Forse la reputano ancora una malattia e quindi cercano anche una medicina per la cura?! La frase sul decidere di portare a termine la gravidanza o meno è assurda!!

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    S 2 anni

    Sto cercando lo studio per intero, ma intanto mi sorge un dubbio: perché non hanno paragonato il campione maschile con uno femminile? Mi spiego meglio, se l’omosessualità fosse causata da un’alterazione sul cromosoma X, teoricamente studiare la stessa alterazione su uno dei cromosomi X femminili avrebbe potuto aiutare a capire meglio come e in che entità si manifesta questa modificazione e vedere che effetti ha sulle donne per poterli paragonare a quelli sugli uomini.
    Ora, non so in cosa sia implicata quella regione del cromosoma X, ma solitamente quando ci sono alterazioni cromosomiche sull’X si fanno paragoni con le donne, perché avendo noi due cromosomi X, gli effetti vengono attenuati, ma essendo comunque presenti in forma più lieve si può fare una sorta di “prova del nove” (esempio: la sindrome dell’X-fragile, causata da una strozzatura sul cromosoma X, causa danni molto gravi negli uomini e danni più attenuati nelle donne, perchè avendo noi due cromosomi X, la presenza di un X normale compensa l’altro alterata).

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      ezz 2 anni

      Forse la loro tesi è così labile che preferiscono analizzare solo la parte maschile (che finora sembra più promettente geneticamente) per avere dei numeri più presentabili. Ho l’impressione che rendendo il campione più omogeneo, soprattutto su una questione cruciale come il sesso biologico, sia più facile evidenziare i punti in comune. Se li scelgono anche tutti etnicamente simili, con storie familiari paragonabili, ecco che è ancora meglio, ed è più semplice per loro avere abbastanza ciccia da uscire con una pubblicazione, per quanto controversa (meglio, se ne parla di più). Tanto sanno di avere successo non per la robustezza dei loro risultati, ma per il tema che hanno deciso di affrontare. Non sono una scienziata, quindi non so se ho interpretato correttamente.