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GPA. Arcilesbica Nazionale contro la RAI e su Facebook LezPop diventa un sito di “lesbiche finte”

Arcilesbica Nazionale è ossessionata dalla GPA a tal punto che su Facebook chiunque la pensi diversamente viene insultato. Compreso LezPop

A quanto pare ArciLesbica Nazionale ha una fissa: la gestazione per altri – che in maniera offensiva continua a chiamare “utero in affitto”. Pomo della discordia questa volta è la trasmissione Chakra condotta da Michela Murgia su Rai3.

Nel programma, andato in onda sabato 7 ottobre, si è parlato di GPA. Protagonisti Nichi Vendola e Daniela Danna. Il primo non ha bisogno di presentazioni, la seconda è una professoressa dell’Università di Milano, profondamente contraria alla gestazione per altri.

Secondo Arcilesbica la trasmissione ha presentato la questione in maniera partigiana, con una netta preferenza per le tesi pro GPA, riservando peraltro alla Danna troppo poco spazio. Per questo, l’associazione che dovrebbe (il condizionale è assolutamente dovuto) rappresentare le lesbiche italiane ha chiesto a Monica Maggioni, Presidentessa Rai, «una trasmissione che riequilibri l’informazione sul tema».

Al di là del singolo episodio, per Arcilesbica Nazionale la GPA è una vera e propria ossessione. Non una parola su questioni fondamentali per tutta la comunità LGBT come il bus della vergogna, gli episodi di omofobia, la giornata mondiale della bisessualità o quella del coming out. Argomenti che invece,  ogni giorno, trovano spazio su LezPop. Nonostante si tratti di un sito di “finte” lesbiche.

Tra i commenti al post di Arcilesbica, infatti, ne è spuntato uno che ci ha chiamate direttamente in causa. 

È vero, Arcilesbica non deve chiedere scusa a nessuno, men che meno a noi. Quella di combattere contro la GPA è una scelta politica più che legittima. Personalmente la considero scellerata, ma è la democrazia baby. E va benissimo così. Semmai chi dovrebbe chiedere scusa è l’utente che ci definisce “finte”.

Certo, venir definita “finta” da un’iscritta di Arcilesbica non dovrebbe stupirmi, visto che qualche tempo fa Cristina Gramolini presidentessa del circolo di Milano mi apostrofò come “lesbofoba”. Evidentemente per certi soggetti esiste un modo e uno soltanto di essere lesbiche: indossare la divisa (possibilmente viola) e condividere le idee di Cristina Gramolini, di Daniela Danna, di Roberta Vannucci e delle altre attiviste lesbiche che si professano contrarie alla GPA. Chiunque non sia d’accordo – compresi i circoli ribelli – sono “finti”, oppure “lesbofobi”. Un’idea vagamente stalinista di democrazia, non trovate?

In tal senso, mi piacerebbe sapere cosa accade a una ragazzina che ha appena scoperto di provare attrazione per il suo stesso sesso quando bussa alla porta di Arcilesbica Nazionale. Avete un test per scoprire se è una “vera” lesbica, se è una lesbica “lesbofoba” oppure se è una povera vittima del “progetto omosessuale” che – come ricorda Marina Terragni – gode nel vedere le donne violentate? Insomma, care attiviste di A.L. non stupitevi se le nuove generazioni a stento sanno chi siete.

Un’associazione LGBT, oltre alle battaglie politiche, dovrebbe fare accoglienza, aiutare i più giovani a costruire la propria identità, a trovare la forza necessaria per camminare a testa alta nonostante l’omofobia e il maschilismo che in questo paese non accennano a diminuire.

Strano a dirsi, nel nostro piccolo proviamo a farlo. Ogni giorno da quasi 6 anni. Non siamo un’associazione e mai lo saremo, ma abbiamo una missione: rendere le persone orgogliose del proprio orientamento sessuale, della propria identità di genere, qualunque essi siano. Senza pregiudizi e soprattutto senza la pretesa di avere la “verità in tasca”, ma rispettando le differenza di cui ognuno è portatore.

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La Mile

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12 thoughts on “GPA. Arcilesbica Nazionale contro la RAI e su Facebook LezPop diventa un sito di “lesbiche finte””

  1. Mi piace ascoltare. Mi è sempre piaciuto. Grazie a questa mia propensione, un giorno, ho scoperto il valore del tempo. Durante una conferenza ascoltai: “Noi andiamo a letto con le donne non perché ci piacciono, ma come atto politico”. Mi alzai dal mio posto con la lentezza e la fermezza di chi incontra l’ineluttabile, misi sottobraccio la mia copia di Le Deuxième Sexe (edizione del ’49, perché altrimenti non sei nessuna) ed andai ad impiegare il mio tempo in modo migliore. Fu una delle migliori coca-cola della mia vita. Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno. #UnaltrArcilesbica

    1. E con questo (a cui io credo poco, o meglio, per niente) Pangea, cosa vorresti dire? Io non faccio parte di arcilesbica ma le ho conosciute, e ti assicuro che “lesbiche per natura” lo sono tutte.

  2. Cara Gjnkvj,
    credo che la farse “Certi “ragionamenti” non sono semplici opinioni su cui essere d’accordo o meno” sintetizzi perfettamente le posizioni non democratiche di Arcilesbica et similia.
    Ps: grazie per la lezione di italiano. Di quella ne avevo davvero bisogno. Per il resto, no grazie. Resto ignorante, ma libera di pensare con la mia testolina.

    1. La “lezione di italiano” sul femminile delle figure professionali da sempre appannaggio dei soli uomini dovrebbe essere scontata per tutte le donne, soprattutto per chi parla di attivismo, dignità e diritti. Per pensare con la propria testolina bisognerebbe prima prendere in considerazione TUTTI i punti di vista, valutare TUTTI i pro e contro, DOPO farsi un’opinione (consapevole). Altrimenti è un parlare a vanvera. Cercare di capire fino in fondo e in modo sincero chi fa discorsi di ampio respiro culturale e di vera informazione, anche se la tesi non conferma la propria, non toglie la capacità di pensare con la propria testolina, anzi. Sempre se sta più a cuore il discorso rispetto al voler andare a tutti i costi contro il bau bau (di nome arcilesbica). Fossi in te cercherei di capire come mai Arcilesbica non è l’unica a essere contro la gpa nel mondo gay, ma su Lezpop mi pare ci sia un’ossessione anti-arcilesbica.

  3. in quella trasmissione si è parlato di “diritto alla paternità” diritto che non esiste perchè se una donna decide di non far nascere i bambino come è suo diritto tu padre non diventi ed è giusto così a prescindee dalla questione Gpa

  4. Che pena questo articolo. Finto ora è un insulto? Tra l’altro campionare un commento singolo per far guerra nuovamente ad ArciLesbica è decisamente fazioso e disonesto. LezPop nel corso di sei anni si è dimostrato un sito a suo modo interessante perchè ha dato visibilità e rappresentazione al soggetto lesbico, in salsa pop ovviamente, ma quello era lo scopo. Negli ultimi anni invece avete avuto la supponenza di essere politiche (giusto) ma senza strumenti. Quando si abbracciano posizioni dogmatiche senza analizzare e riflettere sulle premesse e i dati oggettivi che spingono a determinate posizioni non si fa del bene a nessun*. Continuare a parlare di ‘ossessione’ per quanto riguarda tematiche molto serie che interessano anche voi come donne è decisamente misogino. Lo squadrismo omo-normativo e queer che state abbracciando non ha fondamenta che tutelino le donne e dimostra non solo una grande mancanza di studio, ma una profonda incoerenza. Essere lesbica è un orientamento sessuale che avete negato quando avete attaccato ArciLesbica per la sua posizione riguardo le donne trans che sono biologicamente maschi e dunque se attratti da donne biologiche, eterosessuali. Non c’è nulla di male ad essere trans e/o etero, ma le definizioni esistono proprio per escludere ciò che non si è. Diversamente dirsi lesbica perderebbe completamente di significato, sessuale e politico. Se foste state inoltre interessate ad approfondire la questione GPA senza la presunzione e ignoranza di chi sostiene una posizione perchè ‘la comunità LGBT dice che è giusta’ vi sareste rese conto che è una pratica capitalista che mercifica il corpo della donna sotto le mentite spoglie di un’autodeterminazione che non esiste. Quando sfrutti il tuo corpo per soldi (o rimborso spese) non è autodeterminazione, è saccheggio della propria persona, è sottomissione in/cosciente al sistema patriarcale, misogino e sessista che opprime e sfrutta le donne da 6000 anni. Studiare, analizzare e riflettere sono però compiti faticosi, schierarsi in una fazione con occhi bendati e voce grossa è più semplice e meno stressante intellettualmente. Non è un caso che l’ideologia fascista e populista (che non è di destra o sinistra) sia presenza costante nella nostra società, cambia forma ma non sostanza.

    1. Una domanda: ma se non sono f’accordo con te vuol dire che non ho “studiato” e quindi sono ignorante e populista? Oppure c’e una remota possibilità che abbia studiato ma abbia tratto conclusioni diverse? Purtroppo questa idea di delegittimare chi ha idee diverse è il primo passo verso la demolizione della democrazia. Rispetto le posizioni di AL, e pur non condividendole non mi permetto di delegittimarla. Anche perché a furia di insistere sulla GPA si sta delegittimando da sola: non una parola su argomenti molto più importanti per le donne lesbiche. È questo il dramma!

      1. Certi “ragionamenti” non sono semplici opinioni su cui essere d’accordo o meno. Le prese di posizione riguardo temi così importanti hanno determinate conseguenze. Oltretutto il “problema” non è nato con “i ghei” o “le lesbike”, dato che ricorrono alla gpa quasi ed esclusivamente, e da decenni, coppie eterosessuali, ricorrendo a “donatrici” di paesi poveri a cui di fatto viene dato un “rimborso” che fa loro (soprattutto ai loro mariti) molto comodo.
        Io sulla questione paternità, gpa, terragni, arcilesbica o arcilezpopa sono totalmente d’accordo con ogni singola virgola che scrive giovanni dall’orto. Mi piacerebbe vedere, in assenza di commenti facebook a caso o di generalizzazioni facili, che articoli anti-giovannidallortiani partorireste (già che siamo in tema).

        Ps: presidentessa è (anzi, ERA) la moglie del presidente, rigorosamente maschio. In italiano presidente rimane presidente anche al femminile, in quanto participio presente. Ma dato che l’utero fra un po’ non sarà più mio e non si capisce chi me lo dovrà gestire, iniziamo a ri-abituarci…

        “A conferma di questa sorta di dipendenza si può notare che fino a pochi decenni fa proprio i femminili in -essa indicavano la “moglie di” piuttosto che una forma di femminile professionale (nel 1938 Migliorini annotava presidentessa come ‘moglie del presidente’).
        Tradizionalmente attribuiti a uomini (erano rari i casi di presidenti e dirigenti donna), ma linguisticamente ambigenere, sono i nomi di professione uscenti in -ente che derivano dal participio presente dei verbi”
        Fonte:
        http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/presidente-dellaccademia-crusca-ancora-femmi

        pps: forse le “arcilesbiche” in questo sarebbero state più attente. Saran mica misandre???

    2. Parliamo di mercificazione del corpo della donna solo per la gpa? E la prostituzione non è mercificazione? Tutte quelle modelle seminude che si vedono sulle riviste? E tutte quelle tette di fuori pure nelle pubblicità del dentifricio? Quella non è mercificazione?
      La vostra paura è che gli uteri delle donne vengano “affittati” contro la loro volontà, solo perchè i mariti devono avere in cambio il compenso in denaro? Basta fare in modo che non ci sia alcun compenso, ma al massimo rimborsi spese ed et voilà il problema non si pone più. Così chi lo vuole fare lo fa realmente solo per propria scelta.

      1. “Et voilà”, la zucca si trasformò in carrozza! Sì, bello, peccato che la realtà non sia così semplice.
        (In effetti, chi avesse minimamente seguito il discorso fatto da arcilesbica e company, la gpa viene considerata parte del filone mercificazione della donna).

        Anche nel caso in cui, ufficialmente, vi è solo un rimborso spese, rimane il fatto che c’è sempre un CONTRATTO, firmato da entrambe le parti, che prevede OBBLIGHI ben precisi. Tra cui il rimborso nel caso in cui la donatrice cambi idea…ovviamente a proprie spese. D’altronde si sa, quando vuoi fare un dono devi sentirti obbligata, altrimenti che dono è?
        E l’ammontare del rimborso poi in base a cosa è calcolato? Nei paesi in cui è previsto un semplice rimborso, come dici tu, la somma va ben oltre al vero rimborso, quindi non raccontiamoci cazzate. Per non parlare della decisione sull’aborto, totalmente in mano a chi riceve il “dono”!!!
        Ci fossero clausole precise, che prevengano realmente (e non solo nei casi finiti rosa e fiori che piace tanto pubblicizzare) vere e proprie mercificazioni con tanto di diritti umani negati, se ne potrebbe parlare.
        Se le donne fossero sempre totalmente coscienti sui rischi alla propria salute a cui vanno incontro, se ne potrebbe parlare. Se non fossero così tante le donne povere a essere così “generose”, se ne potrebbe parlare. Ma negare tutti i problemi che stanno realmente dietro alla gpa è deleterio. E puntare il dito contro chi denuncia uno sfruttamento così infame lo trovo stupido, oltre che superficiale.
        Poi se ci sono donne emancipate, senza problemi economici e così generose da essere disposte ad avere una gravidanza che devono vivere in base a decisioni altrui, senza poter decidere di un eventuale aborto (che magari non vogliono fare), a sperimentare tutte le gioie del parto (con tutti i rischi annessi e connessi) e a non avere diritto a cambiare idea sulle clausole restrittive che hanno dovuto firmare per forza (altrimenti niente dono)…bene! Ma che questo non giustifichi tutti i casi in cui la gpa è palesemente sfruttamento. Per Lezpop e per chi critica tanto Arcilesbica il problema sfruttamento pare non esista, che quelle che evidenzia daniela danna siano quisquilie, roba che non ci interessa, quasi quasi cazzate…in che bel mondo che viviamo!

      2. Un rimborso spese è un rimborso spese, lo calcoli come si fa con tutti gli altri. Esempio: devi fare la visita ginecologica legata alla gravidanza? La paga il genitore del bambino. Devi prendere i vestiti premaman? Uguale a sopra. Vuoi il nuovo iPhone x al modico prezzo di 1000 euro? Te lo paghi. Non mi pare difficile…

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