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Gran Bretagna. Sotto investigazione la dottoressa che aiuta i ragazzini trans

Helen Webberley ha aiutato un paziente di 12 anni a fare la transizione e al governo questa cosa non è piaciuta

Si chiama Helen Webberley e ha istituito in Gran Bretagna un centro online per le persone transessuali. O meglio, attraverso la reste, aiuta le persone transgender nel percorso per la riassegnazione del sesso. Il suo lavoro, però, è sotto osservazione dal Sistema Nazionale Sanitario britannico che ha mandato degli ispettore a monitorare la clinica. Stando a quanto raccontano i giornali d’oltremanica, avrebbe seguito dei ragazzini troppo giovani.

In Gran Bretagna, chi vuole rivolgersi al Sistema Nazionale Sanitario per la rassegnazione di sesso può farlo solo al compimento dei 16 anni di età. «Troppo tardi» secondo la dottoressa Helen Webberley «Ci vogliono mesi per prendere un appuntamento (col sistema nazionale). E a quel punto l’appuntamento potrebbe arrivare quando i pazienti hanno già 17 anni e sono già adulti».

Già nel 2016 la dottoressa era balzata agli onori della cronaca per aver seguito la riassegnazione di sesso in un paziente di 12 anni. «Il caso di questo paziente di 12 anni fu molto inusuale. La famiglia era molto stressata e l’associazione Mermaids suggerì di rivolgersi a me. Chiesi quale fosse l’età e mi dissero 12 anni. Nel caso una persona possa cambiare idea, il Sistema Nazionale Sanitario non permette ai ragazzi di iniziare il trattamento prima dei 16 anni, ma è pericoloso. Devono essere in grado di poter iniziare prima».

Intanto, la dottoressa Webberley ha dalla sua il sostegno della comunità trans inglese. Anche se nei primi anni del suo operato si era dimostrata scettica. «I dottori nei telegiornali dicono che non dovrei continuare, ma la comunità risponde: “lasciatela stare perché quel che sta facendo è fantastico”». 

Resta il fatto che l’età in cui intraprendere la riassegnazione di sesso è una questione piuttosto delicata, alla quale non è facile dare una risposta. Perché, se da un lato a 12 anni si è davvero troppo giovani per comprendere fino in fondo quale sia la propria identità di genere – soprattutto se si è in una fase di confusione -, è anche vero che in alcuni casi la consapevolezza arriva nei primi anni di vita, e iniziare la transizione molto presto fa sì  possa risultare traumatica.

Forse, la soluzione sarebbe valutare caso per caso, e soprattutto discutere di certi temi senza preconcetti, pensando solo al benessere delle persone.

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5 commenti per “Gran Bretagna. Sotto investigazione la dottoressa che aiuta i ragazzini trans”

  1. Stef, mi pare che tu non abbia afferrato il significato delle mie parole. Trovo tra l’altro sgradevole la diretta associazione che hai fatto tra ‘la transizione non è così eticamente accettabile in quanto porta a rimuovere letteralmente parti di sè e riempire il proprio corpo di ormoni’ e ‘non rispetti le persone trans’. Cosa diavolo c’entra il rispetto? Ogni persona merita diritti umani, rispetto e dignità, questo non significa che non si possa dialogare e mettere in discussione determinate ideologie. Il sesso biologico definisce e dovrebbe definire solo il nostro corpo, non il modo in cui esprimiamo noi stess* nella società. Le uniche persone non binarie sessualmente sono le persone intersessuali che tra l’altro non sono tutelate e lottano in tutto il mondo affinchè i medici non possano mutilarli alla nascita per renderli ‘binari’. Intervenire invece sul tuo corpo con ormoni e chirurgia è ri-costruzione di sè, è artificio, non è accettazione del proprio corpo così come è. Michael Jackson non ha sfidato il concetto di razza schiarendo la sua pelle ai limiti dell’assurdo perchè ‘sentiva’ di non essere ‘nero’, Perdio, sfidi la nefasta associazione tra sesso biologico e genere (costruzione sociale dei ruoli) esprimendo te stess* senza dover per questo ricorrere alla transizione. Tra l’altro non ho detto che una persona adulta non dovrebbe assolutamente avere la possibilità di sottoporsi a transizione. Se sei adult* e ritieni che la transizione possa combattere alcuni sintomi della disforia e farti trovare più stabilità e serenità mentale è cosa a suo modo ragionevole. Non lo è quando si decide di etichettare un bambino, maschio o femmina che sia, come trans e far lui/lei iniziare una transizione perchè non conforme alle aspettative dei ruoli di genere. Siamo corpi sessuati, mentire su questo e affermare che il sesso biologico sia una costruzione sociale come il genere, è sbagliato e nocivo. Non mi venire a dire che il discorso ‘sento di essere uomo o donna o entrambi’ se sei biologicamente maschio o femmina, sia progressista. Puoi essere maschio e amare ciò che è socialmente associato al femminile, e viceversa, questa è sfida al conformismo. Non la normalizzazione normativa che il corpo con cui nasci non ti appartenga e debba essere modificato ‘per essere davvero te stess*’, Sei già te stess*.

    1. Ho tirato in ballo il rispetto perché dire a qualcuno (e per me, un qualcuno si concretizza in vari individui, persone, per l’appunto, concrete) che la loro decisione di proseguire con la transizione non é eticamente accettabile, significa mancare loro di rispetto. Secondo me, é come dire ad una persona gay che andare a letto con persone dello stesso sesso è eticamente inaccettabile. Penso che molte persone lo prenderebbero come una mancanza di rispetto. Poi, se ho sbagliato a interpretare, ti chiederei di spiegarmi cosa intendi per “non eticamente accettabile”. Soprattutto non mi è molto chiaro come sia compatibile con il fatto che, poco piú avanti nel commento, parli della transizione come “cosa a suo modo ragionevole”. Piú che altro perché mi sembra che una definizione presupponga un giudizio morale e assoluto e l’altra no. Se non è cosí, fammi sapere. Inoltre, da quel che dici, mi sembra ci sia la possibilitá di trovare un punto di incontro, ma prima di arrivarci, penso sia necessario livellare il terreno di gioco a livello di linguaggio e passare da parole con connotazioni negative (tipo “mutilare”, che sará pure tecnicamente corretto, ma non è una parola neutra) ad un linguaggio condiviso. Quindi, mi puoi spiegare anche perché stai usando la parola ideologia? Cosa intendi? E per finire, come definisci l’esperienza di essere una persona transgender?

  2. Non ho parole voi applaudite a una donna che dovrebbe andare in galera. Riassegnazione a 12 anni?! non stiamo parlando di cambiare nome, stiamo parlando di sottoporsi ad un intervento invasivo, radicale e irreversibile.

    1. E’ paradossale quanto sia labile la linea tra fascismo reazionario e progressista. Questa dottoressa merita di essere radiata. I bambini non vanno fatti transizionare. Mutilare il proprio corpo perchè si soffre di disforia di genere e si percepisce una forte dissociazione e odio dello stesso corpo è già traumatico e non eticamente accettabile per persone adulte. Figuriamoci per i bambini. Il genere è una costruzione sociale, un maschio a cui piace indossare vestiti o giocare con le bambole rimane maschio maledizione. Così una femmina a cui piacciono abiti o giochi tradizionalmente ‘maschili’ rimane femmina. Questa ideologia è ciò che di più reazionario e fascista ci possa essere: non ti adegui al ruolo di genere imposto dalla società? Riempiti di ormoni e fatti a pezzi così da poter giustificare il tuo non essere maschio o femmina conforme. Andatevi a leggere o vedere i video di tanti ragazzi/e che hanno iniziato la transizione da ragazzini e si sono poi resi conto di voler tornare indietro. Perdio, era alla base del movimento gay e lesbico l’abbracciare le differenze e accettarsi per come si è senza pensare di essere nati nel corpo sbagliato! E’ demoralizzante la totale mancanza di critica e autocritica in buona parte dell”attuale movimento lgbt.

      1. Ci sono tante persone che non ricadono nei consueti ruoli di genere e non sono transgender. Cosí come ci sono persone che dopo la transizione ancora non hanno alcun interesse a conformarsi alle convenzioni sociali del genere elettivo. Esistono persone non binarie. Poi, oh, ci sono anche persone transgender e reazionarie, ma non l’intera categoria. Certo, la transizione é una scelta difficile e va ponderata enormemente, ma definirla “non eticamente accettabile” mi sembra una posizione forte e, curiosamente, anche un po’ reazionaria. Nel caso di minori, ci vuole ancora piú attenzione e servirebbe una discussione seria e aperta da entrambe le parti (qualunque sia l’esito, eh, ma non si riduce tutto a giusto o sbagliato). Sfidare il concetto stesso di “genere = genitali = ruoli di genere” (sfida che viene porata avanti dalle persone transgender in tutte le sue sfumature) é quanto di meno reazionario ci possa essere. Poi mi chiedo perché “abbracciare le differenze” in questo caso non si traduce in rispetto per le persone transgender.

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