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Il coming out della giocatrice azzurra Nicole Bonamino: «Se non siamo noi a cambiare le cose, non cambieranno mai»

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Nicole Bonamino è il portiere della Nazionale Italiana di hockey in-line – uno sport molto simile all’hockey sul ghiaccio, ma praticato sui pattini in linea. Nicole ha 22 anni ed è lesbica: ha accettato di parlarci della sua omosessualità «perché se non siamo noi a cambiare le cose, le cose potrebbero non cambiare mai».

Con la Nazionale femminile ha già partecipato a due campionati del mondo, attualmente gioca nelle Gatte Nere di Piacenza, è stata miglior portiere femminile italiano degli ultimi due anni, e adesso è il primo sportivo in Italia – maschio o femmina – a dire pubblicamente di essere gay. Considerato che l’hockey in-line potrebbe diventare sport olimpico ai prossimi giochi di Rio de Janeiro del 2016, noi di LezPop siamo pronte a fare il tifo per lei alle prossimi olimpiadi.

Sei la prima sportiva italiana che fa coming out, secondo te perché in Italia è così difficile?
Penso sia per paura. Certo, alcuni rischi ci sono ad essere dichiarati. Perché finché giochi con la tua squadra non ci sono problemi, ma quando arrivi in Nazionale è un po’ diverso. Ad un mondiale rappresenti l’Italia e se a qualcuno non piace il tuo orientamento sessuale potresti essere fuori dalla squadra.

E tu non hai paura?
Se andiamo avanti così le cose non cambieranno mai. La paura alimenta altra paura, invece bisogna mandare un segnale forte soprattutto per le ragazzine più giovani. Tra l’altro, non credo che alla mia allenatrice, Teresa Turillo, interessi troppo il mio orientamento sessuale. E poi, come potrebbero escludermi dalla Nazionale perché sono lesbica? Ci sono dei test fisici che provano le mie capacità atletiche.

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A livello mondiale, ci sono più atlete lesbiche dichiarate che gay. Secondo te perché?
In certi ambienti è più facile essere lesbiche che gay. Ed è solo una questione di stereotipi. Per esempio dai giocatori di hockey ci si aspetta che siano virili. Mentre le donne che praticano alcuni sport sono già fuori da un certo stereotipo: anche se non sono lesbiche, spesso vengono percepite così.

L’Italia è stato l’unico paese europeo ad aver mandato a Sochi un’alta carica dello Stato. Cosa ne pensi?
Penso che Letta non sarebbe dovuto andare all’apertura dei giochi. Ma non credo abbia avuto tutto quest’impatto in Italia. In generale gli italiani non amano troppo informarsi, per di più non sono molto interessati all’argomento e non sanno come schierarsi rispetto all’omofobia.

In tanti avrebbero voluto che le Nazioni occidentali boicottassero i giochi, così com’era successo nel 1980 a Mosca, dopo che l’Unione Sovietica aveva invaso l’Afganistan. Tu saresti andata a Sochi?
Certo che ci sarei andata. Noi siamo atleti, giochiamo non facciamo politica. E poi è bello vedere che anche le lesbiche vincono, basta pensare alla pattinatrice olandese Irene Wust.

Parlaci un po’ di te, quando hai capito di essere lesbica?
Fino a 18 anni sono stata con un ragazzo, poi mi sono detta: ma perché devo mentire a me stessa e fare del male a lui? Così l’ho detto in famiglia.

E loro come l’hanno presa?
Quando ho detto a mia madre di essere lesbica, si è messa a ridere. Mi ha dato un’immagine di Padre Pio e mi ha risposto: “tienila, ti servirà”. Dopo un po’, però, ha realizzato che non si trattava di una fase adolescenziale e da allora ha capito e non c’è stato nessun problema. Anzi, so di essere fortunata perché la mia è una famiglia aperta.

E in squadra?
Alla squadra non mi sono mai dichiarata apertamente. Non hanno avuto mai la conferma ufficiale, ma è una cosa che si sapeva.

Quindi questa è la conferma ufficiale?
Sì (ride).

Sei mai stata vittima di omofobia?
Omofobia aperta non l’ho mai subita, ma velata sì. Anche perché in Italia le lesbiche non sono discriminate, sono ignorate.

L’hockey in-line potrebbe diventare disciplina olimpica ai prossimi giochi di Rio de Janeiro. Ti vedremo gareggiare lì?
Lo spero! Tra i nuovi sport olimpici sono entrati il golf e il rugby a sette, bisogna aspettare la conferma anche per l’hockey in-line.

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Intanto nella prima settimana di luglio a Tolosa, in Francia, si terrà il campionato mondiale di hockey in-line. L’Italia sarà nel girone con Canada, Namibia e Australia. Noi, ovviamente faremo il tifo per Nicole Bonamino e per tutta la squadra.

Se volete seguire Nicole Bonamino, potete andare sulla sua fan page Facebook.

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COMMENTI

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    kle 2 anni

    Brava Nicole! Anche per me ha fatto bene! Sono sicuro che adesso ci sarà una gran fila di donne che vorrebbero mettersi con lei, infatti è una bellissima ragazza!

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    prevedo impennata delle giocatrici di hockey in line

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    Visto che in Italia noi lesbiche sembriamo invisibili, penso che questo CO sia un bel passo avanti e anche una prova di coraggio.
    Bravissima Nicole… comunque anche io sono di Piacenza, non sapevo che si giocasse l’hockey in line!
    Devo aggiornarmi.

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    Paola 3 anni

    Brava Nicole, dici bene, se uno non cerca nel proprio piccolo di cambiare le cose, le cose non cambieranno mai!
    Complimenti per il coraggio di essere te stessa, poche persone ce l’hanno.

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    poisk 3 anni

    BENE!
    devo andare a fare visita più spesso al mio coinquilino piacentino.

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    Non sapevo che a Piacenza si giocasse l’hockey in-line eppure ci vivo :/ .. dovrò imparare a pattinare :)

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      E’ la stessa mia reazione…Piacenza? QUESTA Piacenza?! No words, incredibile.
      Comunque, brava Nicole, ce ne fossero di atleti con la tua serenità e il tuo coraggio.
      Grazie :)

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        Anche voi di Piacenza?
        Pure io sono di Piacenza, ma giuro che non sapevo niente dell’hockey in line… incredibile!
        E ribadisco ancora, brava Nicole!

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        ma quante ragazze di piacenza :) mi fa piacere!!

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        Anche a me, pensavo di essere sola soletta :-)

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        e invece no.. siamo già in 3 :)

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    Mooolto carina :P

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    AlessiaC 3 anni

    Confermo, il rugby a 7 diventerà una disciplina olimpionica!! Finalmente!!
    Io da giocatrice di rugby a 7 non posso che dirmi felicissima di questa cosa.
    Ad ogni modo, Grande stima per Nicole, lo sport come sempre da il buon esempio! :D

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    Francesca 3 anni

    “in Italia le lesbiche non sono discriminate, sono ignorate” verità assoluta, talvolta ho l’impressione che siano le stesse lesbiche ad ignorarsi.

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    pennika 3 anni

    brava coraggiosa e caruccia. giovane, tanto giovane. letta non doveva andare ma lei sarebbe andata perchè gli atleti giocano e non fanno politica. questa dichiarazione è una meraviglia di gioventù e spensieratezza.

    (io da lesbica vecchia, seria, veterocomunista, impopolare e che si informa so che eon e solgenia stanno ridimensionando e sono in crisi nera. magari letta c’è andato anche per quello all’apertura dei giochi, eh )

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      pennika 3 anni

      maledetta fretta. soRgenia.

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      Io la dichiarazione da te riportata la trovo invece degna di una persona matura e con le idee chiare. Ogni volta che si chiede agli atleti di boicottare i giochi io impazzisco: non si può pretendere da chi dedica una vita ad una disciplina sportiva di rinunciare alle olimpiadi, che sono l’obiettivo per il quale si fanno di sacrifici. Questo non vuol dire che gli atleti non debbano dire la loro, e infatti questa ragazza non si tira certo indietro. Quando dice che Letta non sarebbe dovuto andare credo che si riferisca al fatto che per una volta avrebbe voluto vedere il suo paese e i suoi rappresentanti sulla stessa linea degli altri paesi europei. Non è detto che Nicole non sappia che Letta alla fine non poteva fare altrimenti, perché siamo talmente dipendenti dalle risorse energetiche degli altri, che possiamo tranquillamente evitare ancora oggi di parlare di un piano energetico (che doveva essere fatto 30 anni fa). Senza parlare del blocco di Putin delle adozioni nei paesi che hanno leggi a favore delle unioni omosessuali. E comunque in questo paese i diritti dai gay non hanno sull’opinione pubblica lo stesso impatto che c’è altrove. Voglio dire: anche io so che Letta non poteva evitare di andare, ma quanto ci sarebbe piaciuto vedergli fare la cosa giusta per una volta? . Anche perché come si dice da queste parti chi s’inchina troppo mostra er culo.

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        pennika 3 anni

        non ho parlato di maturità ma di giovinezza. poi mi trovi totalmente d’accordo sull’importanza di lavorare sull’opinione pubblica, o meglio ancora sulla cultura.
        perché la cultura è talmente tanto intrisa di omofobia che aivoglia a parlare di letta delegando il tutto a responsabilità altrui. e te lo dico visto che poi mi trovo a leggere un commento (anche giustamente) duro e rivendicativo ma che poi ahimè si conclude con “chi s’inchina troppo mostra er culo” (che non credo sia esattamente un detto popolare tarato sul rispetto GLBT).
        simona

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        Avevo interpretato il “giovane, tanto giovane” con una mancanza di maturità. Se ho sbagliato mi scuso. Il detto che ho riportato non è da intendersi come insulto alla comunità lgbt, volevo solo dire che come paese non ci facciamo una bella figura se ci prostriamo con tutti (a trovarlo un detto popolare pro-lgbt…

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    Che brava, tanta stima e tanta invidia! :)

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    F 3 anni

    è giunta l’ora di imparare a pattinare :D

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    “In genere gli italiani non amano troppo informarsi”
    Ma io già ti amo!!!
    Applause.

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    Ok, da adesso seguirò pure l’hokey in-line!