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Il matrimonio di Gianna Nannini e la moglie fantasma

da La Mile 19.089 visite9

Faccio i bagagli e cerco una casa in affitto a Londra per viverci. Mi ci trasferisco con Carla e Penelope. Non ci sono leggi, in Italia, che mi garantiscano cosa succederebbe a Penelope se me ne andassi in cielo. Quindi me ne vado in questo Paese, l’Inghilterra, dove sono rispettata nei miei diritti umani di mamma, e dove registro anche i miei dischi da trent’anni. Faccio l’unione civile con Carla e la stepchild adoption, perché adesso è questo l’unico vero nucleo familiare di cui posso fidarmi.

Con queste parole Gianna Nannini ha raccontato del suo matrimonio a Londra. Nel suo libro, Cazzi miei, recensito dal Corriere della Sera ecco che finalmente si parla della compagna, Carla, la donna con la quale ha avuto una bambina, Penelope. 

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Ora, non per fare polemica a tutti i costi, ma c’è qualcosa di stridente in queste dichiarazioni. Stando a quanto ci raccontano i media e le foto – in primis la copertina dell’album Io e te – è stata Gianna che ha portato avanti la gravidanza e partorito la bimba. Ergo, i suoi diritti di mamma sono pienamente tutelati anche in Italia. Semmai sono quelli della compagna ad essere calpestati – in quanto madre sociale.

Eppure Carla, l’attuale moglie, non è mai stata presentata in pubblico, di lei solo abbiamo qualche scatto rubato in compagnia di Gianna e di Penelope. È una specie fantasma, un’ombra che cammina accanto alla rocker più famosa d’Italia. Va benissimo, ci mancherebbe, si chiama rispetto della privacy. Ma non posso fare a meno di provare un’infinita tristezza per questa donna, messa in un angolo, che anche in occasione di un avvenimento importante come il matrimonio continua ad essere lo spettro della sua compagna ricca e famosa.

Possibile che abbia una visione un po’ troppo romantica del matrimonio, ma quando due persone si sposano, si uniscono civilmente, mettono su famiglia, dovrebbe esserci di mezzo l’amore – o qualcosa di simile. Dalle parole della Nannini traspare, invece, solo l’aspetto contrattuale del matrimonio – ed un ego spropositato, perché è tutto riferito a sé e alla sua figliola. Carla resta sullo sfondo, come una donnina di altri tempi. 

Certo, non è mio compito entrare a gamba tesa nella vita privata delle persone, anche quando sono famose, ma nel marasma mediatico scatenato dalle dichiarazioni della Nannini emerge un’idea di matrimonio che non è la mia. Perché tanto il matrimonio quanto l’unione civile non sono un contratto qualsiasi, non “servono” soltanto a garantire diritti e doveri. Sono anche un rito, una celebrazione. Che poi ognuno declina come meglio crede, in pubblico o in privato. 

Insomma, Carla palesati, vorrai mica diventare l’angelo del focolare in salsa lesbica?

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Commenti (9)

  1. E’ comprensibile e giusto mantenere la propria privacy , ma una cosa che non ho mai ritenuta giusta e poco coraggiosa da parte di Gianna Nannini e’. che si sa da sempre dellà sua omosessualità’ ma ha sempre evitato di dichiararlo.
    Giusto .,.,direte voi certo…ma e’ proprio questo il punto… e’ proprio un personaggio pubblico che ha la possibilità’ di essere utile socialmente….. Proprio perche pubblico
    Come Tiziano Ferro…,gli e’ costato molto….tre anni di silenzio. A anche professionale.,…ma lo ha fatto…lo ha dichiarato…, con coraggio.
    Gianna solo tanta ipocrisia.

  2. Articolo di merda…
    Di parte ( politicaaaaaaaaa )
    Avete stancato e mi sorprendo che la gente se ne vada dietro alle cazzate.

  3. Vabbeh a parte l’articolo giudicante che anche no. Vendola si trasferisce in Canada la Gianna si trasferisce in Inghilterra, ci rimangono coppie omo note con figli in Italia? :(

  4. Gianna Nannini non ha una compagna ma “un’amica di lunga data” che ha deciso di sposare per il bene di Penelope. Sarò strana ma io non sposerei un’amica nè di breve nè di lunga data.

  5. Non potrebbe essere che sia Carla a non voler finire sui giornali troppo spesso e a preferire vovere la propria vita e a non essere portata in giro come la mogliettina si quella ricca e famosa piuttosto?
    Poi, l’unione civile è un contratto. Se si amano si amavano anche senza, come tutte le coppie non sposate o che non possono sposarsi. E se hanno deciso di farlo perché se Gianna muore Carla possa continuare a crescere la figlia, mi sembra un ottimo motivo è niente affatto egoista o simile.

  6. Poche volte in vita mia mi è capitato di leggere un commento così superficiale e parziale: me è possibile che sia necessario a tutti i costi giudicare le scelte di vita altrui? a prescindere dall’essere o meno omosessuali, due coniugi avranno pure il diritto di gestire la propria relazione come ritengono opportuno?A quanto leggo, un matrimonio non esibito sarebbe “freddo”, con buona pace dell’affetto domestico e privato, la parte più importante di una relazione, che nessuno giustamente conosce. Tanto per approfondire e farmi del male…un matrimonio “caldo” è uno alla Clooney in cui ci si sposa navigando sul Canal Grande su un motoscafo chiamato LOVE?

    Io butto via la testa. Non potrebbe essere che la compagna della Nannini, magari come Gianna stessa, sia una donna estremamente riservata, restia alla ribalta e determinata nel (legittimo) intento di mantenere la propria vita privata tale?

    Mi pare che l’intento di attaccare e criticare Gianna Nannini con ogni pretesto sia un po’ sfuggito di mano…

    1. Sono pienamente d’accordo infatti.
      Loro non fanno Stewart di cognome….o Clooney…o Rodriguez, etc…e se non hanno mai voluto dire niente, se non hanno mai voluto farsi fotografare (lo sappiamo, no, che le foto “paparazzate” sono di solito “concordate” coi paparazzi, certa gente vive solo di queste pubblicità), avranno i loro buoni motivi. In privato saranno appassionatissime, vero Amore con la A maiuscola, etc, ma a noi non vogliono farlo trapelare, giusto poche parole, un leggero accenno all’unione civile, perché “vogliamo farvi sapere solo il minimo indispensabile e il nostro privato è privato e non dovete saperne niente”.
      Massima stima da parte mia su questo!

  7. Fondamentalmente sono d’accordo con la visione spesso esplicitata su Lezpop del rapporto tra la Nannini, il suo privato e i media. Devo ammettere però che più assisto ad affermazioni degli italiani sull’omosessualita’ e più capisco la Nannini. È inutile buttarsi in pasto alle fauci aperte degli omofobi che ci circondano (in Italia sono tanti, certo la regola è non l’eccezione). Lei ha deciso di difendere il suo privato e le persone che ama, tenendoli nascosti lontano dai riflettori tanto chi ha orecchie (e la giusta sensibilità) per intendere. intende. Gli altri aspettano solo di sbranarti con giudizi sommari alla prima occasione. Il fatto che non parli della sua compagna è il suo modo di difenderla perché evidentemente è importante per lei. In fondo, mi chiedo chi di noi, nel suo privato, parli con disinvoltura della propria vita, della propria compagna, etc. Sinceramente anch’io evito perché preferisco la mia serenità personale alla morbosa curiosità della gente.

  8. Faccio l’avvocato del diavolo…
    non è che vogliono tenere un basso profilo di proposito? Che hanno alzato una fortezza attorno alla loro privacy per motivi che sanno loro? Se avessero voluto far sapere tutto a tutti, l’avrebbero già fatto…ma a loro va bene così, hanno voluto così. Vero che ci piacerebbe saperne di più, ma loro non vogliono. La Nannini vuole rendere pubblico solo l’aspetto “freddo” del matrimonio. Il resto non vuole dirlo….
    Potrebbe essere così…
    (Magari mi sbaglio!;))

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