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Il Tribunale di Roma riconosce la stepchild adoption per una coppia lesbica

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A quanto pare la stepchild adoption esce dalla porta ed entra dalla finestra. Per la prima volta, un Tribunale per minori ha accordato a una coppia di donne l’adozione reciproca delle figlie. Si tratta della sentenza del Tribunale di Roma che ha accolto due ricorsi proposti dall’avvocata Francesca Quarato, socia di Rete Lenford e componente del gruppo legale di Famiglie Arcobaleno. I giudici hanno riconosciuto alle due mamme le adozioni “in casi particolari”.

«Questo nuovo ulteriore provvedimento, che resta nella scia delle già note sentenze, ha una peculiarità rispetto alle precedenti – ha spiegato Francesca Quarato – le minori in favore delle quali è stata riconosciuta l’adozione sono, infatti, nate ciascuna da una delle due donne della coppia. In questo modo ognuna ha un genitore biologico ed un genitore sociale, entrambi con piena e pari capacità e responsabilità genitoriale». Inoltre, il Tribunale ha stabilito che «le bambine abbiano lo stesso cognome comune».

La sentenza di oggi, però, mette in luce due punti oscuri, uno politico, e uno strettamente giuridico. Per prima cosa è l’ennesima dimostrazione di come la politica abbia deciso di abdicare alla magistratura: in assenza di una legge che tuteli i minori nati nelle famiglie arcobaleno sono i giudici a dover interpretare una legge che esiste già da tempo, quella delle adozioni i casi particolari. Da un punto di vista strettamente giuridico, invece, «le minori non acquisteranno la parentela con le famiglie delle adottanti e non saranno sorelle tra di loro», come spiega Maria Grazia Sangalli, presidente di Rete Lenford. Stessa sorte sarebbe accaduta se fosse stata introdotta la tanto discussa stepchild adoption, che di fatto non prevedeva l’adozione legittimante.

Alla luce di quanto accaduto in Senato nei giorni scorsi, si tratta comunque di una piccola, ma importantissima, vittoria per tutte le famiglie arcobaleno e per l’uguaglianza di tutti i cittadini. La strada da percorrere è ancora lunga,  anche se, come commenta Marilena Grassadonia presidente di Famiglie Arcobaleno, «bisognerebbe semplicemente guardare il mondo con gli occhi dei bambini per capire che tutelarli nei loro affetti è l’unica strada da percorrere per garantire loro una vita più serena».

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