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Imma Battaglia, Eva Grimaldi, il coming out, l’amore e gli stereotipi che non vogliamo sentire!

In Italia c’è bisogno di personaggi, gay e lesbiche, famosi che si dichiarino. Lo andiamo ripetendo da anni: la visibilità per la comunità LGBT è tutto. Il coming out di Tiziano Ferro è stato uno dei momenti più importanti e belli della nostra “storia”. Nonostante le critiche e i soliti commenti da strapazzo (quello che si fa a letto non ci interessa), il cantante di Latina ha rotto il più grande dei tabù sull’omosessualità dei personaggi famosi: i detrattori pensavano che fosse finito come cantante, e invece.

Per questo ho gioito al coming out di Eva Grimaldi (di Imma Battaglia lo sapevamo già). Rendere pubblica la loro storia d’amore, che a quanto pare, va avanti da anni, è stato un gesto coraggioso (odio questo termine, ma in Italia le cose vanno ancora così). Che fa ben sperare. Grazie a loro, da oggi la ragazzina di periferia, cresciuta in un paesino sperduto della provincia, sa che il suo orientamento sessuale non sarà da ostacolo alla sua carriera. Per questo abbiamo bisogno di coming out, di vivere allo scoperto, di raccontare al mondo chi siamo.

Quello che meno mi è piaciuto è il contorno. Un po’ come avere sul piatto del caviale e doverlo spalmare sul pane della Mulino Bianco. Mi riferisco alle dichiarazioni post coming out televisivo. Su Chi, per esempio, Imma Battaglia racconta di come è nata la storia con Eva Grimaldi. Tanto romanticismo e tanta tenerezza. Spiega le difficoltà nel decidere di dichiararsi, i rapporti dell’attrice con la famiglia e il suo passato complicato. E fin qui niente di male. Peccato per una frase: 

Eva ridendo mi dice sempre: “Tu sei meglio di Gabriel Garko, tu sei molto meglio, tu sei più maschio‘.

Cosa voglia dire davvero non lo so. E sinceramente non mi interessa. Sono dinamiche all’interno della coppia. Ma fra le tante cose da rendere pubbliche, questa era davvero necessaria? Mi spiego: Gabriel Garko è il fidanzato storico di Eva Grimaldi, su di lui girano voci del tipo #vedogayovunque. Ai tempi di Sanremo, in più occasioni, la sua virilità è stata oggetto di derisione (come se poi essere gay volesse dire non essere virili). E vabbè, sono discorsi da bar dello sport e chi se ne frega. Da una parte è così. Dall’altra, beh, un po’ ce ne frega.

Tralasciando il gusto opinabile nel tirare in ballo un ex, mettendo da parte la facile ilarità che una frase del genere scatena, ma davvero vogliamo fare a gara a chi è meglio, e che poi ad essere meglio vuol dire essere più maschio?

Allora, cara Imma Battaglia e cara Eva Grimaldi, non finiremo mai di ringraziarvi per il coraggio di aver mostrato a tutti gli italiani il vostro amore (coraggio che sappiamo benissimo hanno ancora troppe poche persone dello spettacolo), però vi do un consiglio non richiesto: stop alle telefonate.

Lasciate il contorno, il gossip da bar dello sport, o da parrucchiere di periferia, fuori da questa storia. Altrimenti diventa davvero una storia come tutte le altre. Triste. E invece noi vorremmo solo potervi dire grazie e abbracciarvi virtualmente per il gesto (anche) politico che avete fatto.

Con affetto, le lesbiche italiane che aspettano in gloria la versione nostrana di Ellen DeGeneres. Libera da basse insinuazioni e dalla competizione lesbica vs. maschio a chi “ce l’ha più duro”. Amen.

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9 commenti per “Imma Battaglia, Eva Grimaldi, il coming out, l’amore e gli stereotipi che non vogliamo sentire!”

  1. imma battaglia ha tutto il diritto di essere attratta dal tipo di donna che vuole, certo quella frase resta infelice

  2. è stata una frase infelice: una donna etero o gay è sempre femmina, e un uomo eto o gay è sempre maschio

  3. In tutta onestà mi è piaciuto poco il loro coming out…
    Innanzitutto decidere di farlo all’isola dei famosi è a mio avviso una scelta discutibile. Si tratta pur sempre di un reality a cui partecipano pseudo vip in ri-cerca di visibilità. Avrei preferito un semplice essere una coppia alla luce del sole, come molte altre persone fanno. Secondo poi ho trovato di un livello inqualificabile le affermazioni riguardo la virilità/ non virilità di Garko. Fuori luogo, irrispettose ed offensive anche per le lesbiche che, come me, non hanno nessun interesse per la propria virilità , figuriamoci per quella degli altri! Cadere poi nello squallido confronto rappresenta una vera sconfitta.
    Scusate quindi il mio disappunto, ma io non mi sento di ringraziarle, in nessun modo.

    1. Mi unisco in pieno alla tua risposta. L’immagine della coppia lesbica “maschile attiva/ femminile passiva” è orribile, stereotipata e tristemente scimmiottante verso il modello della coppia etero. Capisco che Imma abbia una certa età e appartenga a una generazione di lesbiche diciamo emm …”macho” che vuole la compagna bella e femminile in cerca di soddisfazioni sessuali che gli uomini non hanno saputo darle, ma certe sparate del dopoguerra se le può tenere per sè. Visto che si è sempre occupata di attivismo, sarebbe piacevole evitasse di farci accollare ancora, all’infinito e in maniera pesantissima, questo stereotipo del “chi fa l’uomo” e “chi fa la donna”, cosa che alla maggior parte delle lesbiche in pace con sè stesse e risolte, non appartiene assolutamente.

      1. Diciamo che poteva risparmiarsi questa sparata poi se si sentono marito e moglie e son felici buon per loro, mi fa impressione leggere parole come orribile riferito a due persone che si amano

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