Questo sito contribuisce alla audience di
IntervisteNewsTop

Intervista a Bianca Pitzorno, la profeta degli studi di genere: «La società è ossessionata dal definire le persone»

«Le gabbie culturali che costruiamo intorno alle persone sono una forma di violenza». Così parla Bianca Pitzorno, “profeta” degli studi di genere quando Adinolfi si allacciava appena le stringhe delle scarpe. La più famosa scrittrice italiana di libri per ragazzi, la donna che ci ha regalato una delle più belle lettere d’amore lesbico della letteratura italiana, è intervenuta nei giorni scorsi a Brescia in un convegno promosso dal comitato Brescia Pride.

Al centro dell’incontro le protagoniste dei suoi romanzi, ma pure una sfida (per la verità involontaria) a Putin, il gender, l’intersessualità e i diritti delle donne. «Già a metà degli anni Settanta – ha raccontato Bianca – ho cominciato ad interrogarmi sull’influenza dei genitori nella costruzione dell’identità dei piccoli. Si comincia fin dai neonati ad esercitare una pressione culturale: il rosa per le bimbe e l’azzurro per i maschi; la bambola contro la macchinina; le lettere contro la matematica; la danza invece del pallone. Spesso si tratta di stereotipi molto molto stupidi. Tanto che nemmeno gli stessi genitori se ne rendono conto».

Da quelle riflessioni è nato, nel 1979, “Extraterrestre alla pari”, romanzo nel quale la Pitzorno scelse di utilizzare l’asterisco per identificare il genere neutro. «Ho pensato che molti genitori, anche i più aperti, esercitano una forzatura sui loro figli, in modo del tutto involontario. Ho riflettuto su come poter evitare che questo accadesse. E così mi sono inventata questa storia».

Nel libro una coppia apparentemente qualunque adotta un piccolo extraterrestre, proveniente da un pianeta in cui il sesso viene definito solo in tarda adolescenza. «Non è che il sesso non c’è – ha specificato Bianca -, solo si evidenzia più tardi. Perciò l’educazione non viene per nulla influenzata da questo fattore. Una cosa che fa letteralmente impazzire i terrestri, che cercano ogni escamotage per dare una definizione a questa piccola persona. È pazzesco, se ci si pensa. Quando una donna aspetta un bambino, una delle prime domande che le vengono rivolte è quale sia il sesso del piccolo e non il suo stato di salute».

Il lavoro della Pitzorno su questi temi l’ha avvicinata anche a Mariela Castro, psicologa e figlia del presidente cubano Raul, nonché attivista del movimento LGBT, con la quale si è confrontata sulle tematiche dell’intersessualità. «Questa società è ossessionata dall’idea di definire le persone. Ma la verità è che non è fondamentale sapere se un bambino è maschio o femmina. La percentuale degli intersessuali è più del 2% dichiarato ufficialmente, ma moltissimi genitori si vergognano e i numeri reali rimangono un mistero. Le pressioni sono davvero forti ed è altissimo il numero di suicidi. Le gabbie culturali sono una forma di violenza e spesso non ce ne rendiamo conto».

E Putin? Il gerarca russo ha messo al bando i libri di Bianca perché – secondo legge vigente – non dipingono l’omosessualità in maniera negativa. A restare indigesta a Vladimir, in particolare, quella “Bambola dell’Alchimista” costruita insieme da due scienziati (maschi) e poi adottata da un bambino (maschio). Una sfida evidente alla famiglia tradizionale, nonché un palese invito alla conversione per tutti gli eterosessuali. «L’unico malato – ha tagliato corto la scrittrice – è proprio lui».

Share Button
Tags

4 commenti per “Intervista a Bianca Pitzorno, la profeta degli studi di genere: «La società è ossessionata dal definire le persone»”

  1. sono donne e uomini che definiscono se stessi e le proprie passioni che si tratti di danza o calcio. I due sessi, maschile o femminile esistono e sono quelli della maggioranza di noi (i casi di intersessualità sono comunque una minoranza che ha dei diritti che vanno riconosciuti), va riconosciuto. Uomini e donne, maschi e femmine esistono, non sono etichette ma è sbagliato appiccicare doti morali e preferenze rigide in base al genere. Ci sono infiniti modi di essere uomo o donna quanti sono gli uomini e le donne nel mondo, modi più frequenti e meno frequenti statisticamente ma tutti modi genuini e legittimi

    1. Sono molto d’accordo con te. Il maschilismo ha voluto classificare i due generi in maniera netta, attribuendo all’uno e all’altro caratteri, gusti, inclinazioni rigidamente codificati. Negare i generi è però sbagliato, e anche controproducente secondo me. Rifiutare di definirsi donne o uomini perché non ci si riconoscere in determinati stereotipi, non fa che avvalorare questa impostazione/imposizione mentale. Si è donna, o uomo, in infiniti modi diversi, tutti legittimi, come scrivevi tu. Negare il genere significa negare questa legittimità, quindi fare il gioco subdolo del maschilismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Close

Abbiamo notato che usi un AdBlock

Lo sappiamo che può dar fastidio, ma la pubblicità ci permette di continuare il nostro lavoro. Per favore, disabilita il tuo ad blocker!