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Io e le mie sentinelle. La battaglia più grande l’abbiamo già vinta, il giorno in cui abbiamo scelto di vivere

da Rob 85 visite6

Il 29 gennaio, io e Ila abbiamo festeggiato il nostro anniversario. E il 30 c’è stato il Family Day. Fa quasi ridere che un giorno per noi così bello cada tra l’inizio della discussione del Ddl Cirinnà e la più grande manifestazione di odio nei confronti delle cose che più contano per me. Mi ero ripromessa di non scrivere niente in merito a questo 30 gennaio, di non dargli importanza, ma alla fine non ci sono riuscita. Perché sabato sera qualcuno ha toccato la cosa più bella della mia vita. Sabato sera, la donna che amo ha pianto, abbracciata a me, per una buona mezz’ora. Lei, proprio lei, che è la mia inesauribile fonte di coraggio, proprio lei senza la quale non sarei in grado di andare avanti, era lì a dirmi che aveva paura.

Io ho letto la Bibbia. Tutta. E la considero uno dei più grandi capolavori del pensiero umano. E amo la figura di Gesù. Dalla Bibbia ho tratto alcuni dei più grandi insegnamenti della mia vita, anche se poi molti non riesco a rispettarli. Amare il mio prossimo come me stessa, ad esempio, è una cosa che faccio fatica a fare. Ci sono prossimi che ignoro con tutte le mie forze, prossimi che amo più di me stessa (Ila, per dirne una a caso) e prossimi che odio con ogni cellula del mio corpo.

E questi ultimi sono loro. Sabato, li ho odiati ancora di più. Ma non tanto perché ho seguito la diretta del Family Day e sono stata disgustata dalle loro parole, mentre tentavo di vedere in quel Circo Massimo semideserto i due milioni di presenze che tanto millantavano. Non tanto perché non posso fare a meno, ogni volta, di provare orrore quando queste persone violentano i simboli della nostra cultura (monumenti, luoghi storici, libri) per i loro fini. No. Io li ho odiati perché la donna che amo, sabato sera sera, ha pianto per colpa loro. Perdonatemi, ma quando qualcuno si permette di toccare la mia famiglia divento una leonessa. E quindi, anche se ho giurato e spergiurato che non avrei detto niente, beh, non sono una donna di parola, perché qualcosa da dire ce l’ho eccome.

Ci dite che siamo contro natura, parlate di tendenze omosessuali, chiamate il nostro amore libidine e i nostri figli “sintetici”. Dite di non essere omofobi, ma sapete solo riempirvi la bocca di parole di odio mascherate da finto amore per dei bambini dei quali non vi importerà mai nulla.

Bene, se parliamo di natura, mi dispiace ma ho brutte notizie per voi: vi informo che l’essere umano va contro natura dall’esatto momento in cui ha imparato a sfregare due pietre tra loro per produrre il fuoco. Noi siamo dei violentatori della natura, ogni giorno della nostra vita, con le nostre semplici esistenze. Ed è stato il nostro violentare la natura a permettere ai difensori della famiglia naturale di essere al Circo Massimo.

In natura, la femmina sceglie il compagno più forte, più imponente, più agile, più sano, quello insomma che può, meglio degli altri, contribuire alla continuazione della specie. Va da sé che in natura, una persona come Adinolfi non avrebbe mai potuto procreare, perché non sarebbe stato ritenuto idoneo alla procreazione. In natura, alle origini dell’uomo, probabilmente neanche Costanza Miriano sarebbe stata in grado di procreare: troppo magra e inadatta a generare figli. E così è per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Ne conosco molto poche di persone che in natura sarebbero ancora in questo mondo. Io, certamente, lo avrei già lasciato da anni. La natura non ha creato un decimo di tutto ciò che abitualmente ci circonda, ma una cosa di cui possiamo essere assolutamente certi: la natura ha creato l’omosessualità, che esiste in ogni specie animale fin da quando esiste la vita.

Una volta mio padre mi disse che non sarei mai stata felice a causa delle mie scelte. Beh, le mie scelte sono ciò che mi rende felice nonostante le scelte degli altri. Che mi vorrebbero a testa china a subire una vita che non è quella che voglio per me. Ma io la testa mi sono stancata di chinarla, mi sono stancata di guardarmi i piedi e perdermi tutto il bello che ho attorno. E quindi l’ho alzata, la mia testa, e ho iniziato a guardare. E a capire. Da quando mi sono innamorata di Ila non mi sono persa una manifestazione, ho iniziato a frequentare Arcigay, ho letto libri, assistito a conferenze, intrapreso la splendida avventura di LezPop e conosciuto tante di voi che mi scrivono nei commenti. Sono entrata a contatto con vite, famiglie, storie, realtà che non avevo mai visto e che non immaginavo nemmeno esistessero. La mia vita è diventata degna, io sono diventata degna. E non ho più paura.

Non ho più paura perché ho capito che noi siamo più forti, e che loro lo sanno. Niente, niente di quello che possono dirci, farci, raccontare di noi potrà mai farci arretrare di un passo: abbiamo già visto il peggio. L’abbiamo capito quando abbiamo dovuto racimolare le forze dalla disperazione. Perché tutti noi abbiamo vissuto quel bivio tra il mollare e il decidere che ce l’avremmo fatta. Quel momento in cui diventiamo consapevoli che mollare significa non esserci più. Qualcuno non ce la fa per davvero: quelli sono i nostri martiri. E ognuno di noi ne porta uno nel cuore. E tutti gli altri diventano guerrieri, diventano reduci.

Questa è una guerra di civiltà, e possiamo essere finti moderati quanto vogliamo, lo sappiamo tutti, e non può essere diversamente. Ma ricordiamoci, in ogni momento, che noi siamo più forti. E quando la strada sembra impervia, impraticabile, infinita, guardiamoci un attimo indietro e ricordiamoci che la battaglia più grande l’abbiamo già vinta, il giorno in cui abbiamo scelto di vivere.

Buon Family, Everyday Day.

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Commenti (6)

  1. Devi scrivere un libro ;), fa venire nostalgia anche per cose che non hai mai fatto, tanto è scritto bene. Si vede che sei stata male per quegli stronzi che ci sputano addosso senza sapere di cosa stiamo parlando e cosa proviamo. Non sanno che siamo felici. Una persona (penso bella adulta visto che vivete insieme) non può piangere per colpa loro. C’hai ragione tu: abbiamo già vinto.

    1. In realtà, io un libro ce l’ho da tempo, chiuso in un cassetto… Non credo ne uscirà mai perché parla di un tempo che non esiste più, di un’altra vita e di una persona che non riconosco neanche come me stessa… Ma c’è. Un giorno, chissà, ci riproverò :)

  2. Ciao ragazze, vi assicuro che queste cattiverie hanno urtato anche me che faccio parte del mondo etero (se così vogliamo metterla)…cioè da quando sento queste persone di m***a blaterare di cose che non capiscono senza essersi nemmeno degnati di informarsi, da quando li vedo voler appiccicare etichette a tutti, voler dogmare qualunque cosa ed esultare al grido del “se non piace a me non si può fare (o peggio nemmeno esiste 0.0)”, insomma ogni volta che li sento aprir bocca mi vergogno, ho paura che qualcuno possa minimamente associarmi a loro e sono triste al pensiero di tutte quelle persone gay, lesbiche, trans ecc. che ancora una volta penseranno che siamo tutti uguali o che le cose non cambieranno mai a causa nostra.

    1. Questo è uno di quei commenti che aspettavo da tempo… Le parole di una persona che potrebbe fregarsene e invece si indigna e si arrabbia e si sente parte di questa battaglia. Mi hai riempito il cuore, te lo dico con un sorriso enorme che non riesco a mandare via.

  3. Ciao Rob! Anke se sono da poco in questo mondo, ho sempre ripudiato la gente come quella che ha frequentato il family day… ovvero di un’ottusitá e di un’arroganza uniche. .. nn avrei mai creduto però che tutto ciò potesse influire piu di tanto sulla mia sfera emotiva, nel senso che pensavo che sarei rimasta impassibile alle loro corbellerie.. ma purtroppo tutta questa cattiveria e chiusura hanno urtato anche me! In ogni caso grazie del bel pensiero condiviso con noi che mi ha dato forza in generale! :)

    1. Parto sempre a scrivere con l’idea di far forza a me stessa, e mi stupisco sempre quando vedo che questo può far bene anche a qualcun altro. È la parte migliore di questa avventura:)

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