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La Weinstein Company si ritira dalla premiazione ad un festival di cinema LGBTI

A causa dello scandalo generato dalle accuse di molestie ad uno dei suoi fondatori, Harvey Weinstein

State seguendo come noi con orrore la bufera scoppiata ad Hollywood sulla Weinstein Company ed in particolare uno dei suoi fondatori, Harvey Weinstein, accusato da decine di donne di aver abusato di loro.

Lo sgomento si amplifica se pensiamo che la suddetta compagnia ha contribuito a portare sul grande schermo opere innovative e importantissime per la comunità LGBT come Carol, The Imitation Game, Philomena, Bully, A Single Man, 3 Generations e Transamerica.

Proprio per queste pellicole, la Weinstein Company era stata selezionata dall’Outfest – un festival che celebra il cinema LGBT – per ricevere il Corporate Trailblazer Award ma, un giorno dopo l’uscita dell’inchiesta su Harvey Weinstein sul New York Times, la compagnia annuncia che si sarebbe ritirata dalla premiazione – prevista per il 22 Ottobre a Los Angeles – dichiarando in un comunicato stampa che: “supportiamo l’Outfest e la sua missione con tutto il cuore, per questo motivo abbiamo deciso di ritirarci dalla rosa dei premiati per questo momento. Non vogliamo adombrare gli straordinari traguardi raggiunti dagli altri vincitori“.

Certo.

In tutta risposta, l’Outfest continuerà così come era stato programmato, solo senza la Weinstein Company: “La comunità LGBT affronta giornalmente tantissima discriminazione e abusi.” commenta Christopher Racster, direttore esecutivo, “Sin dai suoi esordi, l’Outfest è stato dalla parte della dignità di ogni essere umano. I nostri piani – sia sullo schermo che dietro di esso – sono di creare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, dove ognuno viene trattato giustamente, equamente e con rispetto sotto la legge“.

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Durante la cerimonia di fine Ottobre verranno premiate anche Laverne Cox e Rita Moreno: “Entrambe queste donne hanno lottato per i diritti basilari di tutte le persone e il loro trattamento egualitario, specialmente in cultura come quella Hollywoodiana che, ai tempi, le ha sempre discriminate”, aggiunge Racster.

E pensare che nemmeno un mese prima, quando avevano annunciato i premiati, lo stesso Racster aveva parlato così di Harvey Weinstein: “Nessuno più di lui ha sottolineato come la televisione sia importante, grazie al potere di riportare vite e storie che permettono all’umanità di sovrastare paure e pregiudizi”.

 

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Ahlen

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