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L’amore (lesbo) ai tempi della De Filippi: “dicoNOdiME – a cuore aperto –”

da Vincenza 765 visite15

dicoNOdiME-marina-marchione-romanzoMarina Marchione, ex concorrente di Amici (7a edizione, categoria attori), fra una tournée teatrale e l’altra, sperimenta l’amore, la delusione, l’omosessualità. Il risultato è “dicoNOdiME – a cuore aperto –”, un patchwork di monologhi e confessioni al lettore che risente smaccatamente del modello Carrie Bradshaw; lo stesso battage pubblicitario ha teso a sottolineare questo aspetto, dichiarando il contenuto come “un mix di Sex and the city e L World, e ci sarebbe qui da strapparsi i capelli perché a quasi 10 anni dall’inizio dello show che ci ha donato Bette, Shane, Alice, Dana, ecc., ancora pochi in Italia hanno realizzato che la serie si chiama “The L Word“.

La prefazione al libro è curata dall’ex Ministro per le (Diversamente) Pari Opportunità Mara Carfagna, che qui tende a sottolineare: “Di storie come queste, negli anni scorsi, ne ho ascoltate molte. Storie di persone che spesso soffrono, si sentono messe ai margini, vittime di discriminazione“; sì, la stessa Carfagna che negò nel 2008 il patrocinio al Pride nazionale sostenendo che i gay in Italia non conoscono di questi problemi, e che con la tradizionale sfilata mirano solo al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali. Non sia mai che pretendano pari opportunità!

> > DA NON PERDERE

Altri contributi ‘eccellenti’ vedono una piccola riflessione (senza infamia né lode) di Pamela Prati in quarta di copertina e la postfazione targata Francesca Rettondini, la quale ci lascia un pensiero lodevole:

“Uomini, donne, omosessuali, tutti amiamo amare”.

Sì, insomma, è bello essere considerati una categoria a parte rispetto agli uomini e alle donne!

The_Third_SexLa storia è sospesa in un limbo tra finzione e realtà: dalle interviste all’autrice, dai gossip sulla sua vita e dai riferimenti contenuti nel testo si deduce che si tratti di un memoir, seppur romanzato; nell’ultima pagina del volume però ci sorprende l’avviso: “Questa è un’opera di fantasia, qualsiasi eventuale riferimento a fatti o persone realmente esistiti è da ritenersi puramente casuale“. Ne deduciamo parimenti che i colleghi di Amici di Maria De Filippi e l’amica concorrente del Grande Fratello, quasi tutti dichiarati con nome e cognome e nominati nelle pagine dedicate ai ringraziamenti, siano frammenti della nostra immaginazione.

Nella prima parte del libro seguiamo lo sfogo interminabile di Mari, la protagonista, attrice del Sud trapiantata a Roma ed ex-concorrente di Amici (il riferimento è sempre puramente casuale), mollata dall’uomo della sua vita, tal Mr.X, di cui continua a essere ossessionata ancora per anni. Lei vorrebbe a tutti i costi da lui l’amore e la devozione che è pronta a dargli, senza riuscire a capire (come invece fa il lettore) che non puoi obbligare qualcuno a ricambiare i tuoi sentimenti… come d’altronde non puoi spezzare il ritmo del racconto annotando fra parentesi che corso Francia è la zona ‘bene’ di Roma o che l’Art è una discoteca di Roma tra le più frequentate e in voga del momento. Le note a pie’ di pagina, queste sconosciute!

Da “eterosessuale convinta ma delusa dagli uomini al mille per mille (sic!) accetta l’invito dell’amica Cri, “poco etero anche all’apparenza” (prego farle notare che ‘lesbica’ non è una parolaccia) di uscire con il suo gruppo di amiche omosessuali; tra queste fa capolino Effe, una biondina appena ventenne che le manifesta subito il proprio interesse. Mari si butta a capofitto in una storia segnata fin dall’inizio dallo spettro della ex-ragazza di Effe, da questa nominata millemila volte, a proposito e a sproposito, nel bene e nel male. L’esperienza del primo bacio con una donna ci regala perle di impareggiabile saggezza:

“me lo ricordo come un bacio liberatorio ed estremamente femminile”

Chi l’avrebbe mai detto che un bacio fra due donne potesse rivelarsi un’esperienza molto ‘femminile’!

Katy Perry I Kissed The Girl6

Il vero piatto forte è però rappresentato dall’esposizione della teoria di Mari sull’ontologia della natura omosessuale, un arcano calderone in cui finiscono confusi indistintamente orientamento sessuale e identità di genere:

“mi spiego meglio: chi nasce gay, spesso non si ritrova né nel corpo né nella testa del sesso che vive, quello fisico voglio intendere […]; ma è anche vero che ci sono diversi tipi di gay: quelli appena descritti che optano spesso per dei cambiamenti sessuali definitivi parziali o totali della propria fisicità (o perlomeno sognano di farli, dipende anche dalla disponibilità economica di ognuno) […] “

“Effe […] assolutamente maschile nel suo modo di porsi e nei vestiti indossati; lei credo ci sia nata lesbica”.

Insomma, è anche una questione di espressione di genere: se le tue prime scarpette da neonata non avevano né zeppa né tacco 12, è probabile che tu sia nata lesbica… no?

Portia_de_Rossi_hotPossono una serie di delusioni in amore farti venire la nausea del sesso opposto?: una delle frasi cardine di tutto il libro non ha risposta… e per fortuna. Sarebbe davvero sconfortante pensare all’omosessualità come un ripiego per donne sentimentalmente deluse, così come è poco incoraggiante il ritratto del microcosmo lesbico di Roma, definito da alcuni suoi membri in un paio di passaggi con l’espressione inequivocabile “mondo di mer*a“, senza che la protagonista prenda una posizione chiara in merito.

 “Voglio tornare etero, non guarderò più una donna in vita mia” è il refrain di Mari dopo la chiusura del “circo” con Effe (senza che ciò peraltro le impedisse di continuare a fantasticare su un futuro matrimoniale con un uomo e tenere nascosta la relazione omosessuale ai genitori) e il ritorno di questa con la ex. I suoi piani vanno a monte quando incontra “Tu”, la donna che cambierà la sua vita, una storia che nasce come un tradimento emotivo (Tu è già fidanzata) e diventa sentimento:

“il sentimento con la ‘S’ maiuscola, quello raccontato dai Modà, dagli Zero Assoluto, da Carta, Carone, Amoroso, Marrone, dai Negramaro, Laura Pausini, per non parlare del mio coinquilino Manuel Aspidi”

santanaUn sentimento dalle tinte para-fetish:

“l’odore della saliva che si asciuga sulla parte superiore tra labbra e naso e che ti porti a casa e continui ad annusare”

karen drinksSpezziamo una lancia: il messaggio per cui “non conta nella vita di che sesso è chi ami” è bello e sacrosanto, e non si può non apprezzare la difesa del Pride come evento per la rivendicazione dei diritti… ma va anche sottolineato che argomentazioni che fanno uso di espressioni come “vanno a put*ane o trans” sono inaccettabili: se il senso era ‘trans che si prostituiscono’, bastava lasciare il solo primo termine di paragone, senza che si generalizzasse (anche solo involontariamente) il termine trans come sinonimo di una professione che, ahimé, alcune di loro finiscono per intraprendere perché molte opportunità di lavoro sono loro negate.

poiana1In tutto questo, resta la speranza di trovare una risposta definitiva al quesito: autobiografia o finzione? Perché nella certezza del secondo caso, ci si potrebbe liberare di ogni senso di colpa nel pensare che, dopotutto, la mancanza di poiana non è garanzia di merito o valore.

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Commenti (15)

  1. “me lo ricordo come un bacio liberatorio ed estremamente femminile”

    Ok!
    Che [email protected] significa?!
    XD
    Per non parlare della sua “ontologia della natura omosessuale”.

    Menomale che mi hai fatto ridere dall’inizio alla fine.

    Dio me ne scampi dall’incontrare anche per sbaglio una pseudo-lesbo-confusa di tal fatta.

  2. il “mille per mille” è l’errore su cui cascano tutti.
    mi rode il fegato quando uno ti dice “al 100%? di più! al MILLE PER MILLE!” e vorrei sfasciargli la scatola cranica a mani nude e lasciare più ossigeno a gente che se lo merita

  3. Probabilmente la frase “donne, uomini, omosessuali” è stata scritta senza alcuna coscienza e non è il risultato di una scelta consapevolmente elaborata. Tuttavia il fatto di contemplare la possibilità di porsi al di fuori dei canonici contenitori con l’etichetta “uomo” e “donna” non è un errore dal mio punto di vista. Donna e uomo sono categorie culturali su cui il pensiero post moderno si interroga da tempo. E anche io, nel piccolo della mia esperienza del mondo, credo siano molte le persone che non si sentono rappresentate né dall’una né dall’altra parola, con tutto il portato simbolico che queste hanno! Io stessa noto strane contaminazioni nel mio eterno femminino, per cui cosa sono? Donna, uomo, uoma, Duomo? Lesbica nel corpo etero di un uomo che si crede donna? Marina Marchione non sa perché, ma un po’ ha ragione.

    1. La frase “donne, uomini, omosessuali” non appartiene alla Marchione ma alla post-fazione della Rettondini. Vorrei davvero che l’intero testo della stessa potesse in qualche modo alludere al discorso che introduci, ma non è davvero questo il caso, fidati. Per come l’ho interpretato io, l’intenzione della Rettondini era dire che l’amore è uguale per tutti indipendentemente dal sesso e dall’orientamento sessuale, concetto di per sé lodevole. Per questo, per salvare il senso della frase, sarebbe bastato un “donne, uomini, omosessuali, eterosessuali”, ma dire “donne, uomini, omosessuali” è oggettivamente errato perché appunto va a porre l’omosessualità non come un orientamento sessuale bensì come un’alternativa all’essere donna o uomo.

      Non so se riesco a veicolare bene ciò che intendo, ma ad esempio, se parlassi di grammatica, distinguerei il genere maschile, quello femminile e quello neutro, ma se parlando nello specifico, che so, di articoli, dicessi che esistono articoli maschili, femminili e singolari, darei a intendere una confusione mentale sulle categorie di genere e numero, che possono sì combinarsi fra loro ma non essere confuse.
      Insomma, le varianti dell’identità di genere e l’orientamento sessuale possono combinarsi (senza contare altri fattori quali l’espressione di genere, l’intensità dell’impulso sessuale, ecc.), ma non essere considerati la stessa cosa e il discorso dell’identità di genere non entra proprio nella post-fazione, posso assicurarlo. Si tratta solo di un errore dettato da un’incompetenza in materia che può solo far riflettere sul fatto che per promuovere il libro sono stati usati contributi di starlette televisive che nulla hanno a che fare con il mondo LGBTQI né hanno un’infarinatura basilare sulle teorie della sessualità.

      Magari davvero ci fosse stata traccia in tutto il libro del discorso che fai sull’identità di genere, che sì, meriterebbe un approfondimento, ma nel libro (e, aggiungo in Italia in genere) non esiste traccia nemmeno di un’idea generale di cosa sia l’orientamento sessuale!
      Per tutto il libro la Marchione sembra avere il concetto di lesbica autentica = uomo mancato, lesbica one shot = donna autentica e ultra-femminile, etero e delusa dagli uomini, che si fionda sulle donne continuando a vagheggiare matrimoni etero. La possibilità dell’esistenza della bisessualità o di un continuum di sfumature sul modello della scala Kelsey non è contemplato.
      La foto di Portia DeRossi era appunto un modo per ironizzare su questo: qualcuno può dire in tutta coscienza che sia mascolina o che addirittura sia impossibilitata economicamente ad abbracciare una transizione verso l’identità maschile? Eppure è una lesbica più che convinta :-D

      1. Mi accorgo ora della risposta! Comunque sì, immagino bene che il discorso non alludesse a questo, per questo ho scritto “Marchione (che poi è Rettondini) non sa perché, però un po’ ha ragione”. Ad ogni modo più che altro il mio era un ragionare “a voce alta”, tentando vanamente di chiudere facendo la simpatica. :)
        Come dici tu, meglio non confondere i piani tra identità e orientamento sessuale. Inoltre le sfumature e le varie combinazioni sono talmente tante da rendere inutile l’uso delle categorie in senso letterale, così, diventando vaghe e late, queste categorie risultano utilizzabili senza troppe specificazioni. Ma nel momento in cui si accosta “omosessuali” a “donne e uomini”, mi sembra che le categorie tornino in qualche modo ad assumere una connotazione fissa e allora mi viene da pensare che nei pacchetti “uomo” e “donna” è effettivamente previsto il desiderio orientato verso il sesso opposto. Fa parte del software, anzi direi che ne è la base (ed è forse proprio per questo che l’ingenua Marchione & co. giudica la lesbica autentica un uomo mancato, mentre la lesbica “one shot” è la vera donna, a cui magari – aggiungo io – quel momento di trasgressione ha solo confermato la regola e reso “la soggetta” in questione ancor più interessante per la fantasia erotica degli uomini a cui poi, in quanto “donna autentica”, tornerà).
        Marchione e Rettondini sono sicuramente estranee all’elaborazione consapevole di tutto ciò, stando a quello che ho letto qui, ma la frase ha dato il “la” a una mia elucubrazione personale… cioè che tutto sommato ha effettivamente un senso mettere gli omosessuali come categoria a sé stante, poiché l’eterosessualità è già prevista nell’uomo e nella donna. Certo, bisognerebbe sempre iniziare questi argomenti avendo chiaro se l’interlocutore parla di “uomo” e “donna” riferendosi al dato biologico/genitale, o se si sta parlando di quelle performance del genere che sono l’interpretazione culturale di quel dato. Io scrivevo dando per scontata la seconda interpretazione, per questo ho detto quello che ho detto… Insomma, non so se mi sono spiegata e alla fine su questi argomenti mi inciampo sempre da sola e non capisco più dov’è che volevo andare a parare, quindi ora mi arrendo a me stessa!
        Grazie della risposta! e complimenti per il sito, che ho già votato per i MIA2013 ;)

  4. Sono con le lacrime agli occhi! :’D ahah hai un’ironia incredibile! Anche se, c è da dire, il materiale che hai trattato ti ha dato una grossa mano…. Ma diamine di libro è?? E’ una parodia di uno pseudo-romanzo lesbo?? Avrei dovuto immaginare la pregevole fattura del libro già dalle illustri signore che si sono prestate a scrivere prefazioni e contro-prefazioni. La Carfagna… la Rettondini… ma dove le ha beccate?? Le ha trovate nelle patatine? E’ come se chiamassero Berlusconi per una conferenza contro la prostituzione minorile! Wtf??? E poi diamine, come scrive??? Le parole sono importantiiiiiii!!! [cit. Nanni Moretti]. Cioè. Ma come scrive bene da cani. Un bacio saffico è estremamente femminile. Capitan ovvio! Ma poi no, ti prego, si mette anche a “filosofeggiare”…. a spiegare cosa è l’omosessualità…. una mente così colta, saggia e sapiente ovviamente può! E infatti confonde le idee al lettore. Una confusa che spiega ciò che la confonde. Qui ci sta un altro WTF?! Ma forse, concedetemelo, la Rettondini batte con una sola frase l’intero libro della Marchione. “Uomini, donne, omosessuali, tutti amiamo amare” è epico!!! Ahah marèèèèè… voglio comprare il libro. Lo tengo in bagno nei momenti di difficoltà intestinale e, se proprio si rivela inutile anche a questo, spero che le sue pagine abbiano per lo meno la stessa morbidezza di una cartigienica da discount.

  5. Davvero un bel pezzo, divertente! Su #judgingyou stavo male! La curiosità di leggerlo non si è proprio insinuata però, ma quella già dalle autorevoli prefazioni era andata a farsi benedire.

  6. Finzione al cento percento. “Voglio tornare etero, non guarderò più una donna in vita mia” ?
    Cara mia, questo è un viaggio di sola andata: una volta che la provi, non vuoi più tornare indietro

  7. Cmq, ho maturato l’insano desiderio di leggere il libro!

    1. Ecco, insano è proprio l’aggettivo giusto! :-)

    2. Ma per accendere le stufe a legna c’è roba molto più economica!

    3. Il desiderio è stato “insanamente” esaudito? :D

  8. che ridere…grazie per l’ironia, mi ci voleva proprio! Io reduce da una settimana di troppe cene di etero ignoranti e di una certa etá; condizioni queste che presentandosi contemporaneamente, a volte, rivelano baratri di ignoranza e confusione tra identitá di genere e orientamento sessuale. Normalmente trovo le uscite e i commenti in merito decisamente irritanti nonché allarmanti, negli ultimi 3 giorni sono stata piú sfortunata e ho dovuto fare leva su tutta la mia civiltá e l’autocontrollo possibile per non urlare….ho sentito frasi come: “in non so quale stato…esistono 6 generi: uomini, donne, lesbiche (pausa…non ricorda), uomini gay effemminati…” oppure “ci sono trans che non si operano e quindi rimangono bisessuali” …(.________.)” quindi grazie e ancora grazie per le risate sincere che mi hai strappato!

    1. Grazie, mi sento meno sola!!!!
      L’altro giorno, parlando con una conoscente: lei scioccata “Guarda quello lì, è gay di sicuro, si comporta come una donna!”, e io “Veramente è transgender, sta prendendo gli ormoni e vuole cambiare sesso…”. La risposta? “Appunto, è gay!”
      O.o *senza parole*

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