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Le Iene tornano sul caso Anddos. La TV attacca le contraddizioni del mondo gay. VIDEO

da La Mile 2.416 visite3

Dopo il servizio de Le Iene sui finanziamenti pubblici assegnati all’associazione LGBT Anddos è scoppiato il putiferio: dimissioni per il presidente dell’Unar, Francesco Spano, ed eliminazione di Anddos dalla lista delle associazioni dell’Ufficio anti discriminazioni. Un putiferio che, inevitabilmente, ha travolto tutta la comunità LGBT. 

La risposta di Anddos è stata una querela per diffamazione contro il programma Mediaset che ha prontamente replicato con un altro servizio in cui l’associazione LGBT non ci fa proprio una bella figura. Anzi, viene letteralmente massacrata. Le accuse sono tante: prostituzione, orge, spaccio di droga e, ciliegina sulla torta, tentata violenza ai danni di un ragazzo ventenne con un ritardo mentale avvenuta proprio in uno dei circoli Anddos.

A guardare il video realizzato dalle Iene è difficile confutare le loro posizioni. Ma, come avevo scritto quando la bufera era appena scoppiata, c’è un vizio di fondo: i soldi che l’Unar avrebbe stanziato per Anddos servivano a finanziare un progetto specifico con l’Università di Roma Tor Vergata, non saune, locali e orge party. Questa è una delle contraddizioni del mondo gay. È giusto che emergano, ma è sbagliato puntare il dito sul lavoro di anni e anni di attivismo per il modo in cui ci piace divertirci.

Prendiamo ad esempio un locale etero qualsiasi. Droga, prostituzione e situazioni tutt’altro che limpide ce ne sono a bizzeffe. Piaccia o meno, è il mondo che va così. La gente esce e ha giusto un paio di cose in mente: sesso e sballo. Non tutti, ma una buona parte sì. Nel mondo gay, quello maschile, tutto questo si amplifica (avete mai sentito parlare di cruising o dark room per lesbiche?). Sarà cultura oppure ormoni, ma gli uomini vengono cresciuti al motto di “soddisfa i tuoi bisogni sessuali”, “più fai sesso, più sei figo”, e allora due o più uomini insieme diventano quella cosa là: sesso, sesso e ancora sesso. 

Cosa c’è di male? È un aspetto della nostra comunità che, se raccontato con morbosità e dovizia di particolari – che nei servizi delle Iene non mancano mai -, si trasforma automaticamente in una condanna senza appello. Ma anni e anni trascorsi a contatto con gay che frequentano cruising, battuage, naked party, che si prostituiscono, che pagano e amano i glory hole, mi ha insegnato una cosa molto semplice: come ti piace fare sesso è una cosa, l’impegno politico e la coscienza civile, la persona che sei sono un’altra.

Certo, le critiche mosse ad Anddos sono pesanti. E forse la responsabilità dell’associazione è non suddividere in maniera netta la parte ludica da quella impegnata. Un errore è stato non difendere il povero Lorenzo, il ragazzo ventenne vittima di un tentativo di violenza proprio in un circolo dell’associazione. Un episodio questo che dovrebbe far riflettere non poco il modo in cui Addond gestisce i propri luoghi d’incontro. Ma succede sempre così all’interno di un circolo LGBT?

L’anima orgiastica (passatemi il termine) della nostra comunità non può convivere con l’impegno e la lotta contro le discriminazioni? Non siamo liberi di vivere come vogliamo il nostro privato? Del resto, ricordiamo che una delle saune in questione è di proprietà del Vaticano. E forse un paio di conti Le Iene non dovrebbero farli solo con l’associazionismo LGBT, ma con l’ipocrisia di chi in pubblico ci insulta e ci impedisce di avere pari diritti, e in privato non si fa troppi scrupoli nel battere cassa grazie alle voglie sessuali dei gay.

Noi, forse, dovremmo imparare ad essere più furbi. Bello il sesso, bello il divertimento e anche lo sballo – non cediamo alla morale ipocrita per cui i ditti ce li meritiamo solo se siamo bravi, fedeli e casti -. Ma l’impegno deve andare da tutt’altra parte. Magari iniziando a distribuire preservativi gratis anche in qui locali che amorevolmente chiamo scopifici.

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Commenti (3)

  1. Guardate che gli etero non son mica così scandalizzati dai gay che fanno sesso anzi è l’unica cosa che sanno, se c’è un immagine di gay che diciamo è socialmente accettata è il gay che parla in continuazione di quanti c**zi prende che ci prova con tutti i maschi che respirano, che si vantano di quanto son più bravi delle donne a fare po***ni e non sto giudicando anzi a volte li invidio anche per come si sentono liberi ma mi chiedo perché hanno tutta questa ossessione è non ditemi che non è vero perché i gay che conosco io son tutti così quindi penso riguardi molti uomini, è davvero una questione culturale, il maschio scopa in giro ed è libero di parlarne e la femmina non scopa in giro ed è prevalentemente monogama , mi immagino la reazione delle persone se una lesbica raccontasse a tutti quante fighe lecca magari nel posto di lavoro ( i miei colleghi gay lo fanno) per non parlare della prostituzione già mi immagino le altre lesbiche del giro che cercano di salvare la sua anima oppure la escludono dal gruppo

  2. Il problema è un altro da una parte deve stare l’impegno civile e l’attivismo, dall’altro l’aspetto commerciale dei club dove sostanzialmente si va a fare sesso (, non nascondiamocelo, in maniera diametralmente opposta a quelle norme di prevenzione che dall’altra parte vanno predicando).
    Purtroppo tutto associazionismo gay italiano in realtà non è altro che la maschera per nascondere un business e non per creare un vero movimento civile.

  3. uomini e donne hanno lo stesso livello di desiderio sessuale, ci sono uomini di ogni orientamento sessuale che hanno una libido più alta di altri; idem per le donne, non centra l’educazione. Sul resto concordo

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