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Lez Come Together – Lolite e rockstar. Parte 2

da Ingrid 21 visite91

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Lez come together  è una rubrica che si può leggere come un’unica storia o anche un pezzetto per volta, saltando avanti e tornando indietro. Un ipertesto di esperienze che hanno formato ed educato il sentimento di una giovane donna.

La vita del Pitone insieme alla mia di presunta road wife, fu brevissima e si divise tra il mio piccolo letto in tripla e le camere singole che lei abitava. A.. detta il Pitone, traslocò un paio di volte nel periodo in cui ci frequentammo e sempre in case abitate da coppie con figli, assecondando un desiderio di astinenza e pulizia, che l’aveva condotta anche a smettere di bere, poco prima di incontrarmi. La mia A. non era affatto una rockstar e se per un tempo supponiamo pure fosse stata debosciata e in rovina, come giurava il suo pigmalione, adesso mostrava tutt’altra inclinazione.

Ero arrivata nella vita del Pitone per saziarci in fretta e vivere pericolosamente. Ma dei mesi che passai insieme ad A. l’unica cosa eccitante fu farsi trovare nude nel letto dai suoi coinquilini. Gli stessi che qualche ora dopo ritrovai in cucina a chiedermi se avessi raggiunto la maggiore età. Nemmeno fossero stati i miei genitori. Quando non ci fu ombra di dubbio che A. non avrebbe fatto sesso con me fino al collasso, né bevuto a garganella da una bottiglia a girare di Jack Daniels, né staccato a morsi la testa ad un pipistrello, cominciai a pretendere almeno un memorabile finale. Avrei voluto una morte a Venezia, ma mi accontentavo anche di dissipare i nostri pochi averi nella città che ogni anno muore sott’acqua e rinasce.

Architettai per noi una fuga. Meglio ancora un rapimento con fuga, dove io sarei stata l’oggetto del rapimento in questione e allo stesso tempo ne avrei costruito le condizioni. Avevo lavorato tutto il giorno sulle resitenze di A. apparecchiando una serie di proposte irrinunciabili: la casa dietro il Rialto, prestata da amici facoltosi, il viaggio in treno a scomparto separato solo per noi, fossimo state colte da un bisogno improvviso di spogliarci completamente. Lei, la mia star, doveva solo arrivare in tempo alla stazione, i bagagli non sarebbero stati necessari. Perché quando si sceglie di andare in un posto a morire non si ha bisogno di portarsi dietro proprio niente, fatta eccezione per i soldi.

Ritirai le mancie e la paga di un mese che mi spettavano e andai in stazione. Avrei dovuto passare da casa, ma era tardi e se partire senza cappotto non incontrava i reclami della schiena increspata da piccoli brividi, una camminata di buon passo ci sarebbe riuscita. Per me era ancora il primo autunno e un golf di lana doveva essere sufficiente a coprirmi, pensavo che il corpo doveva solo farsene una ragione. Sognavo di esser già là ostaggio del Pitone, costretta a letto per l’acqua alta o per lo sciopero dei vaporetti e, in ogni momento di libertà concessomi da lei, persa nel bicchiere troppo pieno di un bacaro.

Nella corsa verso il treno, i biglietti da diecimila Lire che avrebbero foraggiato la mia condizione di lolita prigioniera si sfilarono dalla tasca di lana, uno dopo l’altro. Arrivai in stazione senza più un soldo, con le tasche completamente rovesciate. Non mi rimaneva che confessare l’accaduto a A. e pregarla di chiedere in prestito una macchina e partire comunque. Una volta a Venezia avrei pensato al da farsi e trovato dei soldi per tutte e due. Ne ero certa. La macchina in prestito non riservò le gioie di uno scomparto riservato, nessuna carezza sotto il vestito, né coni gelato al bar. Mentre A. imprecava alla guida, lamentandosi che non avrebbe avuto abbastanza soldi per tutte e due, tenni stretta un sacchetto di carta facendo finta che quella fosse la mia valigia. Pensai che non fosse il momento di dirle che avrei cambiato il mio guardaroba a Venezia.

Parcheggiammo a Marghera lungo un binario di servizio, in laguna, tra silos di petrolio e sterratino, un parcheggio abusivo per non pagare il Tronchetto – perché, piuttosto che al Tronchetto, mi disse, avrebbe preferito un salasso. Tra lo sterrato e il binario, pensai che potesse essere una bella cosa sollevarmi la maglietta, ma lei mi guardò con uno sguardo accigliato per farmi ricomporre, il solito sguardo con cui si era resa proverbiale tra le sue fan. La seguii di buon passo, a quel punto potevo essere la sua bambina, ma molto facilmente anche il suo cane.

Arrivate in laguna sperai solo che la casa fosse bella come me l’avevano descritta, per sollevare un po’ di decenza nel viaggio fino a lì. La casa era fin troppo bella e la nostra camera affacciava su un canale attraversato da una processione di gondole stracolme di turisti rubicondi. In quel momento potevo essere ancora la sua bambina, se solo mi avesse cinto il fianco mentre mi affacciavo alla finestra, sfiorandomi l’orecchio con le labbra, guardando i miei piccoli seni dentro lo scollo della maglietta invece di continuare a sistemare le sue cose nell’armadio.

Invece uscimmo e non tornammo che a sera, sfinite dal camminare, A. con lo spettro dei soldi che non sarebbero bastati. Stanche e per niente strafatte, temevo che saremmo finite dritte a letto a dormire. Così le scivolai in mezzo alle gambe, prima che potesse cambiare idea. Ma per quanto agissi su quel triangolo bruno, non ci fu risultato alcuno. Mi disse che era colpa della camera accanto. C’era una coppia che sembrava darsi da fare, anche loro ospiti degli stessi amici che ci avevano lasciato casa. Il fatto che io fossi fradicia per la stessa ragione che congelava lei, non le piacque granché e finimmo per discutere e io a gridare più forte sperando che mi tappasse la bocca. Ma niente. Dormimmo poco e al mattino presto uscii in cucina a preparare un caffè. Ci trovai M. la bella ragazza della camera accanto appena sveglia e con un biscotto in bocca. Presto la raggiunse, con mia sorpresa, B. l’uomo che l’aveva appagata tutta la notte e che millenni prima era stato anche il mio fidanzatino.

Si scusarono per il baccano sorridendo, pensavano di esser soli. Che coincidenza dissero, davvero unica pensai. Tornai veloce in camera e provai a baciare A., che protestò perché era troppo presto e voleva dormire. Quando finalmente ebbi la sua attenzione e le sue mani addosso, cominciai a pensare ai baci di B., il mio fidanzatino e a tutte le volte che mi accompagnava a casa in macchina. Mi passava la mano sotto la maglietta proprio come A. in questa mattina veneziana. Mi girava i seni come si fa con un pomello, poi quando già le parole si perdevano in un fiume di saliva, mi infilava la lingua in bocca e girava a mulinello. Poi scattava come una molla, portando la mia mano alla cerniera dei pantaloni. Anche A. cercava adesso la mia mano.

Io la ritraevo e la mettevo sulla sua spalla, lui la riportava lì e sganciava un bottone sperando che io facessi il resto. Avevo la mano fredda e rigida, nessuna voglia di accarezzarlo, come adesso in questa camera umida sopra il canale, dove A. sembrava essersi mutata in quel che attendevo da sempre, il Pitone.

In quel momento desiderai solo mollarla, gonfia, sul letto e scappare in bagno a pulirmi la bocca e le guancie gronde della sua saliva. Ma rimasi lì e tutto quello che accadde, fu il ripetersi di un’azione nel solco circolare del tempo, fino al suo esaudimento o meglio esaurimento.

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Commenti (91)

  1. Ora basta. Ho letto tutti i commenti e onestamente basta. Bene commentare, ma insultare no. Un altro commento fuori posto e li chiudo e cancello tutto. Perché siamo anche un sito cazzaro, ma gli insulti (di qualsiasi tipo) non ci piacciono (e io sono una donnina di altri tempi). Thanks :)

    1. Mile, io ti chiedo se puoi cancellare i miei di messaggi. Comunque non capisco come si faccia a tollerare chi sta qui solo per mancare di rispetto ad una tua collaboratrice.

      1. 7chili, lo sai che ti stimo (un giorno andremo a prenderci una birra assieme, promesso!) e capisco anche che certe cose diano fastidio, ma ormai mi rifiuto di rispondere a certi commenti: penso che siano sterili e dimostrino solo il lato peggiore del web – come giustamente ha scritto Vault, forse vis a vis queste persone ci penserebbero due volte prima di dare certe risposte.

        Detto questo, non intervengo (più) semplicemente perché non ce n’è bisogno. La rubrica di Ingrid è la risposta. Dopo la sfilza di commenti al post precedente, abbiamo deciso di continuare (a questo punto parlo anche a nome suo). Del resto, se sono qui è perché considero i suoi post molto belli, e trovo – come fa notare HBIC – che sia davvero di cattivo gusto mettere a confronto i racconti di Ingrid con quelli di Chiara, come se scrivere su LezPop dovesse essere una competizione o un concorso a premi. No, questo sito è uno spazio dove chi ha idee e vuole scrivere può farlo. E se tutte queste donne che hanno così tanta cultura volessero contribuire a rendere il sito “migliore” possono sempre mandare un articolo di prova. Sono pronta a pubblicare anche loro ;)

      2. Grazie Mile’, sarà un piacere offrirti una birra anche perché ancora una volta sei stata gentile a non sottolineare che potremmo anche trattenerci ed evitare di alimentare determinati commenti.

      3. Ciao LaMIle, senti ma quando mai hai avuto tanto traffico? se non ci fossimo noi SNOB nessuno leggerebbe queste stronzate. Senti ma almeno il peluche dell’ape Maya lo vinco?
        Cordialmente.

      4. Qualche post polemico e pensi di generare più traffico di un articolo su Orange is the new black o Ellen Degeneres?
        Poco esaltata mi dicono…

      5. Mizzy, un giorno ci vediamo a cena e ti do i dati del traffico di LezPop e poi mi dici quanto contano i vostri commenti. Diciamo che da una scala da uno a dieci è pressoché pari a zero. Ad ogni modo, se pensi che siano strozzate sei liberissima di andare altrove, cordialmente. Ah, cordialmente ho anche deciso di chiudere i commenti a questo post. Giusto così per farti capire l’importanza che avete.

      6. Ps: se vuoi, poi, puoi scrivere a lezpop@lezpop.it, se davvero ci tieni così tanto a darci dei consigli su cosa dobbiamo o non dobbiamo pubblicare.

      7. va bene: non compariamo con Sfregola(era un esempio, il punto è un altro). sarò sintetica semplice chiara e comprensibile: a) non sono io quella che”l’altravoltah” ha scritto critiche allo scritto di ingrid b) Mizzy ed io non siamo la stessa persona c) lo ridirei senza problemi a chiunque, autrice compresa, a 4 occhi o a 80, che questo scritto è veramente ORRENDO d) non lo dico perché rosico e potrei anche essere belfagor, la BRUTTEZZA oggettiva di questo scrivere è dato indipendente dalle mie qualità personali, letterarie(ahahahah), antropometriche, economiche o vaginalih. se mettete in mezzo qquesti “argomenti” e non parlate del perché vi piaccia questa roba, argomentando lo “scambio” si esaurisce qui, ahimé. buone letture

      8. il lato peggiore del web è una certa povertà di concetti o argomentazioni e una certa maleducazione diffusa. personalmente non ho offeso nessuno, autrice compresa. parlavo di uno scritto qui sopra e ribadisco, è una vera CHIAVICA. devo mandare un articolo di prova(grazie sei gentile, a me piace leggere!) per poter essere libera di esprimere un concetto? no perché si parla di tutto, dalle diadora al mio cattivo gusto comparando con la sfregola, però nel merito delle qualità letterarie di ingrid ad esempio chi è entrato? procedere dicendo: sei una cogliona perché hai le diadora o perché scrivi come una bimbo minchia non cambia la realt delle cose. neanche dire, gne gne gne in faccia nun gne lo diresti mai, anche perché ripeto lo direi eccome. bah…. :) ciao

      9. Se dici, ro, che non ti piace il racconto, è un tuo inalienabile diritto, ma se dici che è una “chiavica” tu stai semplicemente offendendo. E poi dovresti dare modo agli altri di esprimere il loro parere, la tua opinione non è una legge universale. Se non piace a te non significa che non possa piacere ad altre persone.

      10. @Ro, non ti hanno mai detto da piccola (no, perché a me l’hanno fatto) che se dici che una cosa non ti piace sei una persona educata, se dici “mi fa schifo” sei cafona? Ecco, dire che un articolo (o qualsiasi altra cosa) è una CHIAVICA (e scriverlo anche a lettere maiuscole) è come dire “mi fa schifo” – sono napoletana e ‘na chiavica quello vuol dire, cara ro.

        Non contesto il fatto che i post di Ingrid non vi piacciano – ci mancherebbe -, ma il modo in cui esprimete il vostro disappunto (e poi, chissà perché, siete sempre qui a commentarli, da circa tre mesi a questa parte). Cosa vuoi, che smetta di pubblicarli? E perché dovrei? Perché me l’hai chiesto tu o qualche altra persona? E come l’avete fatto? Argomentando, oppure offendendo? E comunque, resta il fatto che così come a te i suoi racconti non piacciono, ci sono una valanga di altre persone che li apprezzano. E allora? Sarò pur sempre libera di decidere la linea editoriale del sito? Così come tu sarai libera di non leggerli. È un rischio che mi assumo io (pensaci), ma va benissimo così. Forse perché, come tu e altre persone lasciate intuire dai commenti, sono scarsamente erudita? Pazienza, me ne farò una ragione.

        Ripeto, se volete contribuire al miglioramento del sito, sono qui, a vostra completa disposizione, potete scrivermi a lezpop@lezpop.it, e fare tutte le critiche che volete, dire cosa vi piace e cosa no, potete suggerire rubriche, articoli, segnalare notizie. Questa è la filosofia di LezPop. Il sito è il frutto della partecipazione dei suoi utenti.

        Ad ogni modo, mi spiace chiudere i commenti: il web dovrebbe essere un luogo di scambio, non un posto dove le persone si insultano. Evidentemente sono una povera illusa.

    2. Pardon, ho letto dopo aver scritto.
      Rimuovi pure tutto, lo so che son una persona volgare

      1. Per questo fingi di essere toscana, vero? ;)

      2. Rimuovi anche me, che sono la figlia della Serva?
        Cordialmente.

      3. No quello mi è uscito oggi per due motivi:

        A) Ho passato due ore al telefono con un cliente toscano che mi parlava di cibo invece che di lavoro.

        B) Ho una gran voglia di uno scodellone di ribollita da qualche settimana.

      4. che Suggestivo Spaccato autobiografico! Tu dovresti comporre, non scherzo!
        Cordialmente.

    3. ehi, mi fa piacere che il traffico sia OK! certo si paga di più la banda ma le soddisfazioni che dà questo lavoro sono IMPAGABILI! Grazie per l’invito a cena, devo declinare per impegni presi successivamente (cit) ma apprezzo molto.
      Ciao a tutte le raghe!
      Cordialmente.

  2. Allora, io sinceramente non capisco. Fate il nome di Faletti e Baricco per dare delle “ignoranti” a chi vi contraddice. Poi parlate della Yourcenar e di Eco per dimostrare la vostra sopraffina cultura. Infine affiancate i suddetti alla Sfregola in modo da sottolineare il livello a vostra detta “scadente” della rubrica qui sopra. Io un consiglio me lo sento di darvelo, nonostante sia una povera liceale senza arte né parte. Andate a leggere tutti i nomi di cui vi riempite la bocca, non aprite più alcun link che vi porti a “Lez come together” (penso che riusciate a resistere alla tentazione, no?) e convogliate il vostro tempo in occupazioni che ritenete più adatte alla vostra “sensibilità culturale”. Anche perché chi ve lo fa fare di star qui a elencare tutti i premi letterari che vi vengono in mente? Suvvia, che dopo vi prende l’esaurimento nervoso e andate a ingrossare le fila di Brenda e Disagio. Non ne abbiamo bisogno :)

    1. Tutte queste parole per dire: sietesoloinvidiose? Quanta inutile acredine leggo in queste righe…
      Raghe (cit) così vengono le rughe e Dyo non voglia! Ah protestate con gli admin del pregiato blog, che non consentono troppa nidificazione dei commenti. Non l’ho sviluppato io sia BEN chiaro.
      Ale, non capire è umano, non lasciare che il tuo animo sia contaminato da istanze superomistiche.
      Io per esempio non ho mai capito le equazioni di Maxwell però ho dovuto impararle a memoria, altrimenti l’esame non lo passavo.
      Vedi?
      Sono sempre qui a divertirmi e fare del sano gineceo, non è meraviglioso?
      Cordialmente.

    2. noi i testi degli autori menzionati li abbiamo letti (una donna spezzata e’ della de beauvoir, non della yourcenar) tu ale? lo spazio per i commenti cosa ci sta fare? se le critiche trovano come risposta i “curati”, “fatti vedere da uno bravo” invece di ‘commenti’ titolate lo spazio ‘applausi sperticati’

      1. ciao Vic, sei dei nostri? Adesso le raghe diranno che siamo la stessa persona (zzzZZZZzzzZzzZzzz….) senza notare le evidenti differenze nel linguaggio.
        Ah, la sana miniera! Volevo dirvi che ho cambiato idea: il racconto è stupendo!
        Cordialmente.

      2. non so lei, ma alla quinta rilettura trovo delle affinita’ con le memorie di adriano (celentano)

      3. ahahahahahahahahahah (cit.)

      4. “lo spazio per i commenti cosa ci sta fare? se le critiche trovano come risposta i “curati”, “fatti vedere da uno bravo” invece di ‘commenti’ titolate lo spazio ‘applausi sperticati”
        Prima di sbroccare e rispondere come si dovrebbe, prendo in considerazione il fatto che tu non abbia letto i commenti (tutti), scritti sotto i precedenti racconti di Ingrid.
        Se non vi piacciono (e ormai lo avete capito, ci siete arrivate, non c’è bisogno che continuiate a metterli alla prova) NON LI LEGGETE! MA SOPRATTUTTO NON SENTITEVI IN DOVERE DI SPACCARCI I COGLIONI RIPETENDO SEMPRE LE STESSE BANALITA’.
        Scrivere “la scrittura è trash ti prego abbastah” come dice ro (o ventolin o mizzy, ovvero uno e trino) non è st’illuminazione de commento eh? Che poi lo potrei tollerare se si pagasse il canone per leggere qua sopra, e invece è pure gratis! Quindi cara vic consigliare a questi troll al culo (così faccio contenta mizzy affezionata alla mitologia norrena) di andare in analisi è il miglior consiglio che io possa dare.

      5. Siamo persone diverse, stai attenta agli aneurismi, sono pericolosissimi!

      6. ne sei stata colpita è ti sei salvata?

      7. per leggere i commenti ai racconti precedenti di ingrid, ne dovrei leggere prima di tutto i racconti, ad un’impresa di tale masochismo preferisco l’ascolto de l’ulisse di joyce musicato dalla nannini.

      8. Giusto Cielo cara Vic, già la prode Gianna è quel che è, se si cimenta con il Maestro, altro che asteroide!

      9. Che villana…

      10. una vera butch d’antan, con tanto di cazzo e coglioni

      11. Ti stimo.

      12. E ti sei salvata. sono le basi.

      13. Sono sanissima, sei gentile a interessarti della mia salute (dato sensibile protetto dalle leggi dello Stato). Grazie!

    3. dire che parlare di yourcenar o eco sia un tentativo di dimostrare sopraffina cultura è un dato preoccupante: eco dovrebbe essere una lettura normale in un mondo Sano, specialmente per te che ti definisci Ale, la liceale! no? comunque dove hai letto che ho citato questi due nomi per dare dell’ignorante a qualcuno? su su…

      1. Cara Ro, non starò a rileggermi tutti i commenti scritti, ma ci tengo a dire che il tono utilizzato in generale non posso considerarlo né “umile” né tantomeno “pronto al confronto”. Se poi io in quanto Ale abbia recepito male il tuo modo di porti o meno me ne rammarico, ma è la pecca dello stare a leggere davanti a uno schermo (se poi mi dici che non intendevi dare dell’ignorante ad alcuno beh, meglio) . Anche la concezione di mondo “sano” risulta abbastanza confusa, almeno a mio parere. Se io ho avuto la possibilità di leggere, studiare e amare la scrittura della Yourcenar e di Eco, non vuol dire necessariamente che sia una lettura normale (e da esperienza personale mi duole dire che non lo è, anche nel mio mondo da liceale). Detto ciò, auguro a te e a tutte le altre che in futuro non dobbiate più perdere tempo a commentare sul web rubriche che considerate “chiaviche” o “trash”. Io intanto vado a ripassare le equazioni di Maxwell, che Mizzy mi ha fatto tornare in mente che ho la simulazione la settimana prossima e non mi va di studiarmele a memoria all’ultimo momento (ah, visto che ci sono mi rivedo anche l’oltreuomo di Nietzsche) :)

      2. Ale la liceale, buono studio! Ps ho scritto ‘dovrebbe’. Continui a travisare! Eppure l italiano non è una opinione. Adesso parli di toni poco umili(prima di me che davo dell ignorante citando due nomi), ti vedo confusa…non è possibile comprendersi, con questo atteggiamento.

  3. Io sono in lacrime, voglio una rubrica della Vault

  4. ha ragione hbic, perche’ essere ‘invidiose’ (la critica letteraria non e’ contemplato nell’olimpo dell’accademia della crusca) della prosa di una donna spezzata della de beauvoir, quando esistono gli arguti, ironicizzzzzzz racconti di ingrid su quali rosicare?

    1. Ma io vi amo! tutta questa fatica e tutta queste parole sprecate per commentare Ingrid. Quanto vorrei sapere cosa fate nella vita, a parte leggere (sia ben chiaro). Perché, onestamente, ci vuole una bella dose di “non ho un cazzo da fare e vado a sfogare le mie frustrazioni sotto i post di Ingrid così faccio bella mostra della mia infinita cultura”. Sono così felice di non appartenere al vostro giro, che per la prima volta in vita mia sono arrivata a considerare l’ignoranza un valore!

      1. Ti piacerebbe saperlo eh? E che bel commento maschilista (non che la cosa mi sorprenda, anzi) sul “frustrate”.
        Ma il Patriarcato non era il Nemico?
        Quanta miniera…
        cordialmente.

      2. Patriarcato? Maschilismo? ehhhhhhhh!
        Ma spari parole a caso come un pallottoliere oppure ci pensi prima di scrivere, ti prego dimmi! Perché i miei capelli si stanno drizzando e sembro la Cristoforetti nel bel mezzo dello spazio. #AIUTO

      3. non badarci hbic, coltiva la tua ignoranza

      4. Grazie, con immenso piacere.

      5. il capitano Cristoforetti è laureato in ingegneria a Monaco (in tedesco). PROVA a imitarla (già rido)

      6. senti Mizzy, perché hibc a te ha risposto e a me no? sei la solita STRONZAH, ma lo sai che ti amo uguale… dove sono i cornetti alla crema? muoviti donna!!!

      7. ma allora ha ragione marisa, c’e’ del teneroh fra voi due!

  5. Intuisco in Ro un animo sensibile ed accorto… (puntini di sospensione apposti a guisa di creare aspettativa nel lettore) di certo è una raga Artista, come in fondo sono tutte le Donne che corrono con i Lupi…. (de novo) o che fanno il cerchio della Luna o, voglio essere originale, il bagno di gong, Premesso questo, il racconto non l’ho neanche finito perché anche il trash dovrebbe avere dignità e questo Scritto non ne ha. Pazienza! Una laurea in architettura potrebbe essere sfruttata in altro modo, cito l’illustre caso di Filippo Fiora, hedonist, influencer e fashion blogger.
    Cordialità!

    1. come sei bella, ma sei bionda naturale?

      1. sono gialla naturale, certamente!

      2. Nascerà forse l’amore sotto un post di Ingrid?
        Ro, sei molesta come la candida. <3

      3. tu Marisa, sei simpatica come un herpes prima del Garden party della Regina.

      4. Ahimè, vero! Ma del tutto non pertinente in questo caso.
        Io, a differenza di Ro, non passo il mio tempo a lamentarmi dei post che non mi garbano: non li leggo e basta.

      5. mizzy ma che te sei scordata de cambiatte ‘r nick? Dovevi rispondere come ro, era a lei che si è rivolta Marisa.

      6. Marisa, tesoro, come faccio a capire se un post non mi garba se non lo leggo? Siete strane.

      7. Noi semo strane…ma tu devi anna’ in analisi.

      8. 7kgMassadiSale, ci sono già stata, vuoi un consiglio? Non fare complimenti!

        Fai così: apri le pagine gialle, cerchi: neurologi, psichiatri, terapeuti, li chiami tutti, fai fare un preventivo e scegli.

        Ovviamente scherzo: sono cose che non si augurano a NESSUNO, siamo tra persone c i v i l i.

      9. E’ piuttosto semplice in realtà. Avete letto i capitoli precedenti, giusto? Se non ho capito male quello che vi disturba non è il contenuto, ma il modo in cui viene espresso, quindi, visto che l’autrice è sempre la stessa, sicuramente tra un capitolo e l’altro il suo modo di scrivere non sarà cambiato. Oppure avete avuto la necessità di acquistare tutte le opere di Faletti e della Santacroce prima di capire che non erano testi di grande levatura? Potete mettervi l’anima in pace etornare a leggere Eco.

      10. Ciao Liquid! Sì, hai capito male.

        Riformula o presentati la prossima sessione.
        Cordialmente.

      11. Ci sei già stata? T’hanno inculato i soldi, non ha funzionato. Ritenta.

      12. Che villana (bis)

  6. Questi racconti sono come i quadri esposti alle mostre delle parrocchie.

    1. Beh dipende. A Piazza del Popolo la parrocchia espone due Caravaggio eh!

  7. Certo che delusione questo Pitone!
    Raramente commento, ma leggo sempre volentieri i tuoi racconti, quindi personalmente ti dico:”non smettere!”
    grazie.

  8. per me sempre un dispiacere. ci credi… c’hai ‘sta scrittura compiaciuta…e questa icasticità trash… la sfregola(graziosa penna) rispetto a te pare umberto eco o la yourcenar. ti prego, abbastah

    1. Io non lo capisco e non lo capirò mai: perché ogni volta tirare in ballo la Sfregola. Ma non è possibile che su questo sito coesistano due tipi di scrittura diversi? Lo trovo così di cattivo gusto e maleducato. E soprattutto, car* ro, nel frattempo, non credi sia il caso di imparare a scrivere in italiano corretto?

      1. Comparazione o assoluto, ciò non toglie che costei scriva in maniera oggettivamente raccapricciante. Già che ci siamo, dove rinvieni italiano poco corretto? Per l’ abbastah, scherzavo, per il resto: attendo lumi. Il fatto che usi l’argomento del mio italiano poco corretto, è indicativo(anche della tua poca conoscenza della…lingua!)

      2. Beh, una persona che utilizza i puntini di sospensione al posto delle virgole non deve aver di certo studiato all’Accademia della Crusca. Non so se il tuo è voler trasferire nel linguaggio scritto le pause di riflessione del linguaggio parlato, ma in italiano è scorretto. E il fatto che sul web siano in tanti a fare lo stesso errore non è una buona scusa.
        Detto questo, il tuo modo di argomentare resta estremamente cafone e arrogante.

      3. Neanche tu pare abbia studiato all’accademia della crusca(che tra l’altro, mi risulta non essere un ente didattico tout-court, ma, tendenzialmente, una istituzione finalizzata ad altro: solo che le anime semplici(o quelle dedite alla mistura di tinture per capelli per professione, ai miei tempi le cd sciampiste) si fanno fuorviare dal nome accademia e pensano che essa dispensi attività didattiche(ecco una argomentazione arrogante e cafona, amica cara, visto che in quello che ho scritto prima non ve ne erano, te ne fornisco una volutamente, almeno ti “soddisfo” un po’) ). mi chiedo perché tu ignori l’uso di una figura retorica vecchia come Dante: la reticenza… prevede l’uso di puntini di sospensione. eppure non sono qui per insegnare l’italiano a te(che più in là di una corretta grafia dimostri di non andare), anzi, puoi anche dire che sono analfabeta: i fatti non cambiano e oggettivamente ingrid, scrive una chiavica(ed il mio presunto o effettivo analfabetismo, è variabile indipendente da questo Dato). Se non lo comprendi o sei sua amica, oppure hai letto ben pochi Libri nella tua vita(melissa p, non ti muovere faletti o la santacroce non contano come Letture ndr). vuoi leggere qualcosa di Bello, scritto da una Donna, che parla di una Donna? ti consiglio “una donna spezzata”. ho finito con le pillole di saggezza a titolo gratuito. saluti ps qualora ingrid fosse una tua amica, mi spiace, niente di personale. anzi, capisco benissimo: è brutto leggere critiche mosse agli amici. ma un po’ di onestà intellettuale, suvvia: perché difendere a spada tratta qualcosa di Brutto, solamente per motivi affettivi? se poi all’accademia della crusca, augusto consesso che, presumo, possa fregiarsi della Tua partecipazione di eminente studiosa della Lingua(oppure hai prestato i tuoi servigi intellettuali per il gabinetto viesseux?), girano i racconti di ingrid, vuol dire che gira anche roba buona. detto questo, sei molto simpatica e sicuramente erudita assai: scrivimi in privato. ti aspetto, ciao

    2. Chissà se questa protervia è causata dal mezzo che crea una sorta di barriera di impersonalità protettiva (figura retorica di riferimento: paraculìasi) o se è proprio perché sei un dito ar culo fatto e finito a prescindere (figura retorica di riferimento: ditoarculiasmo).

      PS: se io fossi una che scrive “Donna” con la D maiuscola per sottolineare una presunta superiorità dell’oggetto, manco fossimo nella sezione “sentimenti e attualità” di AlFemminile, ci penserei un pelino di più prima di sparare così a zero sul prossimo. Per dire eh.
      Poi alle serate lesbiche “Vagina venerdì” ci andate con le Diadora ai piedi quattro dita di ricrescita e io tiro giù due bestemmie.

      1. Santo Iddyo se qualcuno ha più Cultura di te e riesce a prenderti per il Culo senza che ti te ne accorga, cosa può farci?
        PS: io alle “serate lesbiche” non ci andrei manco sotto la minaccia delle Armi, preferisco vivere (vecchia ma sempre valida).
        Cordialità

      2. leggasi TU te ne accorga, errore di battitura.

      3. Perdonami, ma dacché nessuno si stava rivolgendo a me ma bensì son stata io a intervenire, mi sfugge la cronologia di come qualcuno mi abbia preso per il culo aprioristicamente.

        A meno che non siate semplici troll, in quel caso tanto di cappello.

      4. Scusa il puntiglio ma la definizione di TROLL è diversa. So che nella rete voi ggiovani o Donne che corrono con i lupi lo usate, ma tecnicamente e storicamente è sbagliato. Perdonami, ma in queste cose sono puntigliosa.
        Cordialmente.

      5. Addirittura giovane, non mi adulare: io ho un piede nella fossa ormai, già stavo qua ai tempi di Usenet.

        Indi per cui ritengo giustissimo ipotizzare tu sia un troll, oppure temo tu abbia qualche difficoltà nel comprendere le dinamiche comunicative sia sul piano temporale che logico.
        Ma non voglio pensarlo, non darmi questo dispiacere.

      6. Ribadisco: la definizione è sbagliata. Se sei VECCHIA beh, lo saremo tutti, prima o poi.
        Cordialmente.

      7. ditoarculo etc…è una espressione che lascia intravedere la tua educazione e la tua levatura: inutile che parli di diadora o di ricrescita(che stile potrai mai avere? di certo, se ti esprimi così, dubito che tu giri in tubino nero perle e chanel 2.55…e anche se fosse: i modi lasciano a desiderare!), perché sicuramente sei una dallo spirito poco elevato per usare certe espressioni. perché ti crucci fija mia se dico che la tipa scrive Male? su beviti una camomilla(oppure leggiti un libro vero. anzi Libro, co’la majuscola). il medium con il quale stiamo “comunicando” poco conta: non avrei problemi ad affermare quanto sopra. non sparo a zero su ingrid(anche nel tuo caso: per difendere questo scritto raccapricciante, presumo tu sia sua amica oppure una che non ha mai letto oltre la santacroce baricco o faletti in vita sua), personalmente non la conosco. se leggi bene, vedrai che dico semplicemente che il suo scritto è una Chiavica(altra majuscola!). cosa c’ entra la persona?

      8. ps poi non capisco una cosa: se una persona è un dito ar culo(sul serio bambina, come ti esprimi? vuoi un corso di galateo gratis? io ti voglio bene, son qui pronta ad aiutarti: scrivimi in privato! se mamma tua non t’ha mai insegnato che è poco consono definire gli esseri umani così, proverò a farlo io) o c’ha la ricrescita le diadora, è rosi bindi o magari assomiglia alla tua ex o allo jeti delle nevi, cosa c’entra? non sai attenerti alla fattispecie? non è che sminuendo le presunte qualità personali di un soggetto(appunto poi, su questo medium), migliori la qualità del ciarpame scritto in questo racconto. quindi? cosa mi stai a dimostrare? hai degli argomenti? perché nessuno mi dice: ma no cosa dici, guarda che bel ppassaggio qui ha scritto ingrid, che bel chiasmo, che bell’anacoluto…che allitterazione ardita o che immagine poetica! ah già, tu sai parlare però di diadora e di ricrescita :)

      9. Ma come siete brave nel mostrare tutta la vostra erudizione. Complimenti. Peccato che la vostra infinita cultura non vi abbia portato da nessuna parte, se non a pavoneggiarvi su un sito così “economico e popolare”. Oppure sto rispondendo ad un premio Pulitzer e non lo sapevo?
        Senza troppa erudizione, l’unica parola che mi viene in mente è invidia. Vi prego, continuate a fare sfoggio del vostro italiano aulico e nel frattempo rodere, perché il libro che avete scritto è stato rimbalzato da quindici case editrici. Brave, brave.

        Ps: ro, dei tuoi consigli non so nemmeno cosa farmene. Preferisco i post di Ingrid, le letture terra terra e le donne con la “d” minuscola.

      10. io invece preferisco i vecchi post di Yourcenar, nickname “saffo68”.
        Cordialità

      11. ingrid ha pubblicato dei libri?

      12. anche il Pulitzer, cosa c’entra? sai che l’ha vinto Art Spiegelman per MAUS e Garry Trudeau per Doonesbury: DUE FUMETTI. Come la tua collega, fai confusione. Il premio Montale è più attinente, forse: l’ha vinto Pierluigi Cappello, cui ti rimando volentieri. Il premio Morante invece l’ha beccato quella tamarra di Tamaro. Forse intendevi il Nobel? Ragazze, ragazze, non lasciamoci distrarre da titoli. Ah dimenticavo (non è vero): il signor Montale ha scritto dei “poeti laureati” perché si sentiva sminuito. Forse perché non aveva un blog?

      13. Vedi, hai colto: io sono ignorantella, son della scuola “se uno è stronzo non je devi dì che è stupidino, je devi dì che è stronzo”, ma proprio per questo non capisco – dopo che avete già fatto presente la volta scorsa che non vi piace – l’utilità di tornare a battere lo stesso pezzo; sarà che non sono acculturata come te che puoi permetterti di scrivere come una tredicenne bocciata ma sparare qualche lemma più ricercato per sentirti intellighente, sarà che anche le tue argomentazioni da asilo Mariuccia (“sarete amiche”) son troppo in là per una sempliciotta come me, ma non ci arrivo a capire perché insistere.

        Vorrei sapere se quando vai a mangiare una pizza scegli ripetutamente un posto che non ti garba per poter dire ogni volta al cameriere che ti fa schifo la cucina del posto.

        A meno che non sia tu ad avere motivi personali per insistere, ovviamente.

        Ps: essendo io un ciuco, nulla mi toglie dalla testa che vis a vis ti guarderesti bene dal rompere così i maroni al prossimo aggratis.

      14. VaultWayne, non si fanno minacce on line: il maresciallo non gradisce! Però ti perdono: la tua Vulgata è indiscutibilmente Toscana e quindi mi sei simpatica.

        PS: doveroso, io vis (sic) a vis sono anche peggio, poiché vivo in uno Stato di diritto almeno sulla Carta, ho diritto di critica di Opere Pubblicate e altre cose difficili giuresprudenziali, che di certo altre Amiche sapranno spiegare meglio.
        Lo Stato di Diritto è una grande invenzione, non trovi? chi minaccia commette reato anche sull’internet!

      15. Eccallà, ma come! Mi cadi su banalità come lo stato di diritto e la libertà di critica ad opere pubblicate?

        Seguimi Mizzy, follow my voice come direbbe Oprah: se te vai in un locale e ordini una bella zuppa di ceci (a noi contadinotte ignorantelle piace molto la zuppa di ceci), ma poi non ti piace, che fai la volta successiva, la ordini ancora e poi chiami il cuoco per dirgli “senti bello, la tua zuppa mi fa schifo”?
        Al suo “Mio scricciolo del cuore che ti posi sulla mia fava impiombandomela, dato che già l’avevi assaggiata e non ti era piaciuta, perché l’hai ordinata ancora e me lo stai ripetendo?”, potresti mai sbattergli in faccia la tua libertà di scelta, lo stato di diritto e quattro altre cazzate che ti sei letta su IlMioAvvocato.it senza che legittimamente lui pensi che da piccola tu abbia fatto lo yoyo di testa dal seggiolone a terra, e che tu stia solo cercando pretesti per giustificare il tuo personale piacere nel rompergli la fava in otto parti uguali perché non hai le balle di dirgli “sì, voglio coscientemente romperti la minchia in otto”?

        PS: Mizzy, hai tu forse esagerato col lambruschetto a metà pomeriggio? Di che minacce parli? Non farmi preooccupare.
        Se poi la tua è un velato “chiamo i miei avvocati”, lasciami almeno docciare dopo la dura giornata a zappare prima di solleticarmi i piedi per riderne.

        PPS: no, non sono Toscana, ma mi pareva rendesse meglio la mia natura di sprovveduta campagnola che ti piace tanto.

      16. Vault, la prima regola della dialettica è porre le IPOTESI corrette. Se insisti a fare metafore sbilenche o ipotesi parimenti, capisci che così interrompi il flusso comunicativo? Sono le prime leggi della Semiotica, per non dire della cara Vecchia Dialettica. La pizza, il lambrusco, la zuppa di ceci… il calo della glicemia, io capisco, sono MOLTO comprensiva, ma si dovrebbe avere la decenza di non esporre al Pubblico il proprio stato mentale precario.
        Cordialmente.

      17. Mizzy, ma secondo te Vault c’ha preso per la stessa persona?

        da una altra parte ci danno di une e trine…wow! ammazza che bestemmione.

      18. Mizzy, ma dov’è la minaccia di Vault? Non è che tra un libro e un altro ti sei confusa? No, perché tutto questa elevata cultura a volte può nuocere alla salute -.-“

      19. Puoi riferirti al Maresciallo (omaggi!) che ci legge.

      20. Che paura.

  9. Per me è sempre un piacere leggerti.

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