Questo sito contribuisce alla audience di
HighlightsLez Come TogetherRubriche

Lez Come Together – Quel che accade dietro le porte dei bagni

lez-come-together

Lez come together  è una rubrica che si può leggere come un’unica storia o anche un pezzetto per volta, saltando avanti e tornando indietro. Un ipertesto di esperienze che hanno formato ed educato il sentimento di una giovane donna.

Finiva spesso che mi alzassi per andare al bagno lasciando C. dietro ad una parete, sottile come lo spazio tra una muta e il corpo, lei con il sonno generoso del postcoito e io insoddisfatta in cerca dell’amante più brava che era sempre la mia mano. Appoggiavo la bocca al muro, beton brut da leccare, con la sabbiolina che rimane in bocca. Abbassavo gli slip e accordavo il respiro al battito. Pochi secondi dopo in un’esplosione di cellule, finivo in apnea per ricacciare i gemiti in fondo alla gola. Accadeva perché non avevo le parole per chiederle di farmi godere, accadeva perché non permettevo a nessuno di toccare il mio corpo come lo toccavo io.

Da piccola ci ho messo poco a capire che il cuscino in mezzo alle gambe o lo struscìo carponi sul tappeto erano avvenimenti collegati al mio “vedere le stelle”, per niente accidentali. Allora inquieta nel mio letto mi toccavo piano e mi trovavo fradicia, senza fiato col corpo rigido che avevo teso per evitare ogni minimo movimento.

La prima volta fuori dal confine del letto è stato nel bagno del convitto femminile, alla scuola di teologia. Avevo dodici anni e stavo scappando dal prenderle di sicuro. Io e altri ragazzi del Tempio condannati dalle ristrettezze delle nostre famiglie a passare l’estate in città, scacciavamo il tempo a rincorrerci con le pompe dell’acqua. Una volta allagato l’ingresso della scuola, con le scarpe di tela bagnate che gracidavano sul pavimento, eccitati come piccoli terrier che saltano il doppio della loro altezza, siamo corsi ai ripari.

Nascosta ai piani superiori, negli orinatoi a scomparti dei bagni delle ragazze, ho aspettato a lungo in piedi mentre uno ad uno i miei compagni venivano messi in punizione. Nella bufera che avevamo scatenato, temevo che avrebbero preso anche me, così costellavo di micro orgasmi la nube feromonica in cui mi ero cacciata. Mi sono masturbata fino a che le gambe non mi hanno abbandonato. Quando mi sono trascinata fuori di lì ero esausta e felice di essere salva.

Per anni nei miei sogni ricorrenti dietro la porta di un bagno, c’era sempre il modo di salvarsi, di sospendere il tempo, di tenere a bada le paure, di aggiustare il sesso con la principessa di turno che non era proprio come lo si immaginava, di rimandare tutto quello che era più grande di me.

Illustrazione Funky Fresh Fäctory.

Share Button
Tags

7 thoughts on “Lez Come Together – Quel che accade dietro le porte dei bagni”

  1. Anche a me sembra il post finora scritto meglio, forse perché più corto, compatto e concentrato su poche idee.
    Visto che purtroppo o – seppur con maggior dolore, a volte soprattutto per fortuna – non abbiamo molta letteratura “di cliché” che dica alle adolescenti attuali e passate “sì!! non preoccuparti/darti arie, sei o sei stata una assolutamente normale adolescente L” forse siamo particolarmente affamate di racconti, riferimenti, telefilm, bildungsroman e banali romanzi rosa che ci parlino di questa normalità; se ognuno di noi facesse questa operazione distillando pseudoricordi più o meno romanzati quali questi qui descritti mi sembrano sempre, a metterli insieme verrebbe qualcosa di bellissimo e magari illuminante per altre generazioni :)

    1. A me questo sembra molto poco un racconto per adolescenti, non per la masturbazione, ma per il modo – molto profondo – in cui parla di relazioni umane: con uno sguardo assolutamente adulto, disincantato e autentico. E’ molto più che un ricordo romanzato, e non credo che ci sia tanta gente che sappia scrivere così

      1. era una considerazione generale, non mi sembra di aver detto che questi post sono “racconti per adolescenti”..dico che il patrimonio di ricordi che ognuna di noi ha potrebbe essere materiale per romanzo e penso proprio che tante persone sarebbero in grado di scriverne bene, quindi mio amato lezpop perché non ci organizzi un concorso letterario?

      2. No, no! W gli adolescenti! L’adolescenza è un’età che richiede grande coraggio…

  2. Non credo affatto sia sensato mettesi in competizione con l’autoerotismo delle partner, si perderebbe sempre, ma spero comunque che la tua ex non si riconosca perché se fossi io rimarrei di merda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Abbiamo notato che usi un AdBlock

Lo sappiamo che può dar fastidio, ma la pubblicità ci permette di continuare il nostro lavoro. Per favore, disabilita il tuo ad blocker!