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Londra. La Tate Gallery dedica una mostra all’arte queer

da ila. 7.850 visite0

Londra è sempre il “place to be”. Ma lo sarà ancor di più questa primavera, quando la Tate Britain luciderà i marmi e aprirà i portoni per il popolo queer. Non esaltatevi troppo. Non si tratta di un super party popular-esclusivo, ma della prima mostra dedicata all’arte inglese dedicava ai precursori del movimento Lgbt.

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Dal sensuale bacio lesbo fra Saffo ed Erinna di Simon Solomon (Sappho and Erinna in a Garden at Mytilene, 1864), all’acclamatissimo “Going to be a Queen for Tonight”, manifesto queer della generazione Sixites. Passando per capolavori di Francis Bacon, Keith Vaughan, Evelyn de Morgan, Gluck, Glyn Philpot, Claude Cahun e Cecil Beaton.

La collettiva, visitabile dal 5 aprile al 1 ottobre 2017, si compone di opere che spaziano fra il 1861 e il 1967. Un limite temporale che i due curatori, Clare Barlow e Amy Concannon, non hanno scelto per caso. Il 1861, in Inghilterra, è l’anno di abolizione della pena di morte per il reato di sodomia; cinquant’anni fa, invece, veniva definitivamente depenalizzata l’omosessualità.

Una sorta di anniversario, quindi, che la Tate ha scelto di celebrare proprio con “QUEER BRITISH ART 1861–1967”. Che vuole essere anche l’occasione per indagare (e mostrare al pubblico) come gli artisti hanno reso nelle opere una fase storica di grande trasformazione e mutamento, soprattutto per ciò che riguarda la sessualità e il genere.

Nella mostra il complesso mondo Lgbt viene raccontato con molteplici tecniche, e diversi punti di vista e finalità: a tratti con pudore o, in alternativa, per scopi politici; in modo giocoso oppure con l’intento malcelato di provocare. Attraverso quadri, riviste, video, foto e addirittura oggetti personali. Un secolo di orgoglio queer in uno dei templi dell’arte classica della Regina.

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