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Vladimir Luxuria e Giorgia Meloni, scoppia la pace su Facebook

Ma Vladimir non ce la racconta giusta su Giorgia...

Luxuria e Meloni se non coppia di fatto, perlomeno ufficialmente ex-nemiche. L’ex-parlamentare di Rifondazione Comunista con un lungo post su Facebook ha informato i propri follower di un incontro dal parrucchiere con la leader di Fratelli d’Italia. Dopo le scuse dovute ad Asia Argento sul caso Weinstein, il Redemption Tour di Luxuria prosegue con la vecchia querelle che la vide rispondere maldestramente alle frasi inaccettabili della Meloni sulla genitorialità omosessuale ricordando all’avversaria che papà Meloni – eterosessuale – non fu buon genitore perché l’abbandonò.

Qui potete leggere il post in tutto il suo splendore da libro Cuore:

Scuse private ribadite in pubblico. La Meloni su Facebook concede il perdono ufficiale all’antica rivale su quel colpo basso. Manca poco e il parrucchiere finisce candidato al premio Nobel per la Pace.

Luxuria e Meloni: qualcosa non quadra…

Luxuria e Meloni, pace fatta

Basta questa rara dimostrazione di sportività in un clima politico in fermento per far gridare al miracolo? No, perché c’è qualcosa che non torna per nulla nelle parole di Vladimir. Dalle nebbie del passato riemerge la deplorevole diatriba che la vide contrapposta alla deputata Elisabetta Gardini (Casa delle Libertà) sull’uso della toilette femminile della Camera. La Gardini incrociando in bagno Luxuria (anno domini 2006) aveva chiesto invano alle addette alla pulizia di cacciarla:

Non potete permettere a Guadagno di usare il bagno delle donne […]  Qui si tratta di una cosa fisiologica, non è una questione psicologica.

Non trovando appoggio dalle addette, la Gardini si rivolse ai questori, ma nulla di fatto anche lì.

Trovare Guadagno mi ha provocato un trauma. Mi vergogno che si dia una immagine così di basso profilo del Parlamento.

L’allora Presidente della Camera Fausto Bertinotti appoggiò Luxuria, idem la Ministra delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini. Vladimir ci dice ora che Giorgia Meloni l’aveva difesa nel 2006 contro la Gardini sulla questione bagni. Sarà, ma andando a ripescare nelle dichiarazioni ufficiali post-incidente pubblicate ai tempi da testate quali La Repubblica e La Stampa (e finora mai smentite da nessuno), leggiamo l’esatto contrario. Fra gli esponenti del centrodestra solo in pochi (La Russa, Santanché) si schierarono con Luxuria. Giorgia Meloni rivendicò “il rispetto dell’etichetta istituzionale e delle elementari regole di educazione” chiedendo che “Guadagno venga richiamato per iscritto”.

Dove finisce la messa in piega ed inizia la messa in scena?

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