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Militari gay: UNO su DIECI è gay, ma non può fare coming out!

Nel mondo delle forze dell’ordine e dell’esercito, un militare su dieci è gay ma non può dirlo. La stima rispetta quella che è più o meno la percentuale delle persone LGBT di una popolazione, ma se nel mondo civile è diventato più facile e semplice fare coming out, il mondo della divisa ha un’altra velocità e altri ostacoli. A dirlo è Simonetta Moro, presidente di Polis Aperta, associazione nata nel 2005 e che fa parte dell’European Gay Police Association. Polis Aperta si occupa di promuovere campagne per l’inclusione delle persone LGBT e per fornire sostegno (anche legale) nei casi di discriminazione.

Le paure principali rispetto al coming out riguardano la possibilità di essere isolati dai propri colleghi o venire ostacolati nella carriera. Negli ambienti militari la cultura machista si lega a doppio nodo con sessismo e omofobia. La percentuale indicata mostra quindi un gran numero di persone che si nascondono, rispetto ai “soli” 100 iscritti a Polis Aperta, che probabilmente non esisterebbero nemmeno senza il loro lavoro sul campo a braccetto con tante altre associazioni. Purtroppo dati come questi parlano chiaro: il nostro Paese sta facendo dei passi avanti, ma non sono sufficienti per tutelare tutte le persone che avrebbe davvero il diritto di potersi vivere e lavorare a “viso scoperto” e non dietro ad un velo di omertà.
 

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