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Non Una Di Meno, la manifestazione delle donne e il silenzio dei media italiani

da Fou Savant 2.079 visite1

Che bella giornata è stata ieri. Quando ho marciato nella mia città insieme a centinaia di altre donne e di altri uomini per manifestare, per chiedere e pretende l’uguaglianza in tutti i settori della vita sapendo che in tutto il mondo migliaia di altre persone in più di quaranta paesi stavano facendo lo stesso, mi sono sentita come se fossi contemporaneamente in ogni piazza e in ogni città.

E non solo paesi “civili”, ma anche in paesi dove le donne sono ancora per la legge proprietà del marito, dove non posso avere la patente o non possono uscire di casa senza un maschio che le accompagni! Ero lì, gridavo con loro, cantavo con loro, ballavo con loro. E no, non era una puntata di Sense8.

Women United Across Over 40 Countries & It Was Beautiful

Women all over the globe came together to celebrate International Women’s Day

Pubblicato da NowThis Her su Mercoledì 8 marzo 2017

Quanto è stato bello sentirsi parte di un movimento così trasversale, ricco di domande e di risposte e aperto a chiunque voglia solo un mondo un po’ più giusto? Per me è stato così intenso, e non sto minimizzando, che quasi mi sono convinta che potesse esser bastato. Così tanta gente per strada che bom, era scontato che da oggi il mondo sarebbe stato diverso. E invece ho avuto una amara sorpresa quando, spinta dalla curiosità, sono andata alla ricerca di articoli per farmi un’idea dei numeri delle manifestazioni in Italia e nel mondo.

Giusto per sicurezza, ricordiamo che “Non una di meno” è un movimento internazionale che ha coinvolto milioni di persone e un sacco di autorità e personaggi famosi. In America le foto degli uffici vuoti per lo sciopero hanno intasato le bacheche e le manifestazioni hanno avuto la prima pagina.

E lì, l’eco del silenzio di millenni di oppressione è risuonato per tutto l’internet e per tutta l’Italia. Non un giornale ha messo la notizia in prima pagina, non un giornale ha pubblicato una notizia che raccontasse i numeri di questa manifestazione. Quante eravamo? In quante città? Che è successo?

Ieri, per l’Italia è stata una giornata come le altre. Un tranquillo mercoledì di marzo con tonnellate di mimose e buoni sentimenti andati sprecati perché celebrare la donna sì, ma se ha qualche richiesta è meglio che se ne torni in cucina, dove vive tutto il resto dell’anno.

A cosa è servito gridare per pari diritti, per l’uguaglianza, per la fine della violenza, se nessuno ha ascoltato? Se i media italiani fanno di tutto perché nessuno ti senta? Niente. Non per questo ci fermeremo oggi, o domani. Grideremo più forte. Perché se ce ne andassimo tutte, quell’eco di silenzio sarebbe così assordante da far cadere in ginocchio tutti quegli uomini così maschi da averci zitti tutte.

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Commenti (1)

  1. Io non sono una da “manifestazione” e neanche una così grande attivista…cerco di mettere in atto più che posso “lo spirito di sorellanza” nel mio quotidiano… devo dire comunque che stare in mezzo a tutte queste donne di tutti i tipi ed età almeno per qualche ora unite…trasmette sempre una certa energia e speranza… anche se non siamo mai abbastanza… ma soprattutto purtroppo spesso non riusciamo a portare quello spirito nel nostro quotidiano…
    nella mia testa sogno un giorno dove davvero tutte ci fermiamo completamente… dove davvero tutti si accorgano che c’è qualcosa di strano che c’è qualcosa di valore che manca se noi non ci siamo… perché manifestare è giusto ma ahimè non basta… forse da una speranza a chi era presente… forse disturberà un po’ il traffico… ma sono quasi certa che la maggior parte di noi non sia riuscita a non tenere almeno in parte fede al senso del dovere, al ruolo impostoci, alle paure alle sindromi da crocerossine o altro… probabilmente la maggior parte di noi non sapeva neanche che giorno era ieri, o che ci fosse un ritrovo o una manifestazione o la possibilità di scioperare… altre lo sapevano e probabilmente sono andate in piazza… ma solo dopo aver adempito ai propri doveri andando al lavoro o riassettando la casa o lasciando la cena pronta o avvisando i propri capi che sarebbero mancate solo per qualche ora…e allora io sogno che un giorno riusciamo a fare a meno di tutto questo almeno per il tempo necessario perché ci si renda conto di quanto importante sia quello che facciamo è quello che siamo e di quanto valiamo anche e soprattutto per noi stesse e come tutto questo sia ancora più bello e forte e potente in grado di superare qualunque cosa se condiviso con le altre donne di tutti i tipi!consapevolezza e Sorellanza solo questo potrebbe bastare… sembra così semplice e invece da secoli è così faticoso! Ma io sogno!

    Ps. Aggiungo che ritengo che quello delle scuole ma soprattutto dei mezzi non sia stato uno sciopero molto a favore della causa ma piuttosto un po’ boicottante se non l’ennesimo pretesto per stare a casa a fare nulla o spostare l’attenzione dal motivo vero della giornata di ieri! Credo che se i mezzi avessero reso il proprio servizio forse più donne avrebbero potuto raggiungere i luoghi di aggregazione e manifestazione e che le scuole invece che chiudere avrebbero potuto dedicare la giornata a lezioni “speciali” dove si racconta e spiega la storia delle donne, la loro considerazione e importanza sociale storica e politica e il rispetto ecc…

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