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Obama, i diritti GLBT e le donne

da La Mile 221 visite6

Jane Linch per Barack Obama

Jane Linch per Barack ObamaIn America oggi si vota. Barack Obama vs Mitt Romney. Forse, qualcuna di voi, come la sottoscritta, rimarrà sveglia tutta la notte ad aspettare i risultati finali. Con una certa dose di ansia. Perché, diciamocelo pure, ad Obama gli vogliamo un po’ di bene anche noi. Lo ricordate con l’aureola arcobaleno sulla copertina di Newsweek? Oppure il New Yorker che metteva in prima pagina la Casa Bianca tinta di arcobaleno? Come dire, Obama è un presidente gay (sarà che nella lunga lista dei presidenti USA tutti bianchi, essere nero non deve essere tanto diverso dall’essere gay, o forse è “peggio”, perché non lo puoi nascondere).

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E così la comunità GLBT americana si è mobilitata per Obama. Ecco un video realizzato da un po’ di personaggi famosi. Comincia Jane Lynch (Sue Sylvester di Glee) che racconta com’era un tempo, quando scoprii di essere lesbica. Quando essere omosessuali era una vergogna e dovevi farti forza per levarti di dosso il senso di vergogna. Poi arrivano le storie di Jesse Tyler Ferguson (Modern Family) Billie Jean King (un delle più famose tenniste americane), George Takei (chi di voi lo ricorda in Star Trek?) poi Wanda Sykes (comica e autrice televisiva), Zachary Quinto (dal cattivo di Heroes ad American Horror Story) e Chaz Bono (il figlio transessuale di Cher). Man mano elencano tutto quello che Obama ha fatto per la comunità GLBT, dall’abrogazione del Don’t Ask Don’t Tell, all’estensione dei benefit dei dipendenti governativi anche per le coppie omosessuali, a quando si disse a favore dei matrimoni gay.

Ma non sono solo gli attori GLBT a sostenere Obama. Lena Dunham, enfant terrible della televisione americana, 26 anni, autrice, regista e attrice di Girls, il telefilm che mi ricorda quanto sono diventata vecchia, ha realizzato questo: La prima volta che l’ho fatto era con Obama. Perché devi scegliere un uomo che sa come trattare una donna.

Geniale, ma si è anche attirata un sacco di critiche. Non si può “sessualizzare” un presidente. E allora, la risposta (anche questa geniale) è arrivata via Twitter.

(insomma, Obama c’ha anche un bel culo).

Ma oggi non si vota solo per eleggere il presidente. In 4 stati, Maine, Maryland, Minnesota e Washington, si vota il referendum per estendere il matrimonio anche alle coppie omosessuali. Ecco uno spot che mi ha fatto piangere, dalla prima scena all’ultima (scusare, ma ci sono cose che mi commuovono peggio degli spot Barilla anni ’80).

Di tutti i messaggi lanciati “sono tua figlia, sono lesbica e ci sono 4 probabilità in più che mi suicidi” non brilla per simpatia (almeno nelle campagne, lasciamo da parte il lesbodrama). Ma quello che mi ha colpito di più è il ballerino: “sei mio cugino e mi hai accetto quando mi sono dichiarato ma sostieni candidati che negano i miei diritti”. Eh sì, perché in America, come in Italia, la battaglia per i diritti delle persone omosessuali è una battaglia di civiltà e riguarda tutti, etero e gay.

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Commenti (6)

  1. Ho amato la commozione di Jesse Tyler Ferguson quando ricorda il momento in cui è stato fatto l’annuncio da parte del presidente. L’ho guardato e ho pensato: voglio anch’io commuovermi per avere ottenuto il diritto di sposare chi amo. So che sarebbe stato più giusto non aver mai dovuto nemmeno avere il bisogno di lottare ma poi mi rendo conto che gli etero non proveranno mai questa gioia. Loro non si commuoveranno mai, non capiranno mai quanto sarà bello potersi voltare verso la propria compagna e dire: ora possiamo sposarci anche noi, vuoi diventare mia moglie?
    PS: chiedo scusa per il finale melenso, ma lo spot alla Mulino Bianco anni ’80 mi fa diventare sdolcinata!

    1. Sapessi quanto ha commosso me (inguaribile romantica, ormai)

      1. Cosa c’è di meglio di star LGBT, matrimonio gay e buonismo disneyano?

  2. interessante e ben scritto come sempre :)

    1. Grazie :)

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