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Over60 Women. Racconti lesbici sulla terza età. Perché “non è mai troppo tardi”

da Cyrilla 253 visite4

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Un argomento poco esplorato nell’epoca dell’eterna giovinezza è la vecchiaia. I pochi anziani che si vedono rappresentati in tv, film, pubblicità et simili, hanno solo due possibilità: essere una sorta di giovani coi capelli bianchi flessuosi come giunchi, o rassicuranti istituzioni di un tempo che fu che scodellano tortellini e coccolano nipoti. La terza età non ha più una sua vera rappresentazione.

Esiste, lo sappiamo, ma sembra che non ci interessi più dargli un vero posto nel mondo, tutto proteso verso una corsa in cui chi rimane indietro è un relitto del passato che deve arrendersi al passare del tempo e lasciare il posto agli altri. È un’operazione perciò molto interessante quella della casa editrice valdostana Elmi’s World che ha dedicato ben due volumi di racconti agli Over60 per giunta omosessuali.

Perché sì, anche se molti (pur con la fastidiosa presenza degli studi classici che rende difficile la negazione) ritengono l’omosessualità una recente invenzione perché insomma negli anni ’50 tutti ‘sti gay non si vedevano (meno che mai le lesbiche), in realtà le persone LGBT di una certa età esistono eccome.

La raccolta “Over60 Women”, che esce dopo il suo corrispettivo maschile, presenta una vasta gamma di sfaccettature proprie della terza età e non per forza drammatiche. Certo, ci sono i racconti dell’assenza. Gli amici, le compagne che ci abbandonano lasciandoci sole in un mondo dove ricominciare a settanta o ottanta anni sembra una follia priva di senso.

Ci sono i genitori che ci lasciano orfani ad un’età in cui avremmo ormai dovuto imparare a fare i conti con loro (ma non l’abbiamo fatto rimandando ad libitum come convinte di un’inesistente eternità). Ma c’è anche la vita che rivendica il suo tributo. Non ha senso morire anzitempo o rinunciare a nuove avventure perché “ormai è troppo tardi”: si possono ancora mandare a monte amori che non esistono più, si può ancora trovare l’amore e trasferirsi dall’altro capo d’Europa, si può essere ancora vittime delle eterocuriose (una categoria che non conosce età).

E non è mai troppo tardi, come suggerisce il racconto di Margherita Giacobino, per deludere le aspettative altrui. Non bisogna continuare a vivere come hanno sempre preteso gli altri solo perché fino a sessant’anni non abbiamo trovato la forza di ribellarci. La vita che rimane da vivere è sempre vita e dieci, venti anche trent’anni non sono pochi, e non lo sarebbero neanche uno o due, se pure fossero solo quelli.

L’importante è non perdere mai la voglia di vivere, il desiderio di scoprire, la curiosità. Come si dice “Avremo tempo nella tomba per dormire” e questo, in realtà, vale per ogni età.

Come reperirlo. La raccolta è appena uscita, se non riuscite a trovarla in libreria è di sicuro ordinabile, “Over60 Women”, AA. VV., Elmi’s World edizioni, Isbn 9788897192916, euro 15.

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Commenti (4)

  1. Grazie Michonne! Quindi o abbiamo a che fare con un vecchio sporcaccione, o con un ragazzetto di primo pelo. Ad ogni modo, con manie di protagonismo, ergo: finisce di diritto nella mia “ignore list” personale! ;) (“Don’t feed the trolls”, si diceva in rete 15 anni fa…)

  2. anche una persona anziana può essere flessuosa come un giunco per natura

    1. Buon anno, Paolo. Chissà che questo 2017 non ti porti un po’ di spirito critico, così finalmente la pianti di scrivere sempre e solo banalità sconcertanti e risposte inutili.

      1. Lo fa come hobby, sono anni che scrive le stesse banalità su siti femministi qualcuno lo ha anche bannato, vuole diventare famoso

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