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Pride2017. Arcilesbica come Adinolfi? «Stop propaganda per l’utero in affitto»

Domani si apre la stagione che porterà in ben 20 città italiane, grandi e piccole, le sfilate dell’orgoglio LGBT. Insomma, da domani iniziano i Pride. Ad un anno dall’approvazione delle unioni civili, per la prima volta il movimento LGBT e i suoi alleati hanno molto più da festeggiare che da recriminare.

Certo, abbiamo ancora tanta strada da fare – per esempio, stepchild adoption, adozioni ai single e coppie gay, legge contro l’omofobia, tutela delle persone transgender e intersex, e non ultimo matrimoni egualitari. Ma se guardiamo alla nostra storia, anche quella recente, possiamo dire che sì, le cose sono cambiate.

Ai Pride del 2016, hanno partecipato un milione e passa di persone. Tantissime istituzioni sono dalla nostra parte, sindaci e politici che sfilano in testa al corteo, personaggi pubblici che sostengono le iniziative dell’orgoglio LGBT. Città che si aprono alla folla colorata e festante delle sfilate, e poi dibattiti, incontri, bandierine arcobaleno che, un po’ alla volta, stanno facendo capolino anche nelle province. 

E se in qualche modo abbiamo messo a zittire anche il mondo degli omofobi di professione – nessuno parla più di Family Day, e alle elezioni amministrative del 2016 il caro Adinolfi ha racimolato una manciata di voti – ora le questioni da affrontare sembrano altre. E sono tutte interne alla comunità LGBT. Del resto, siamo italiani, e senza polemiche non sappiamo proprio vivere.

Ieri Arcilesbica Nazionale ha diramato un comunicato stampa – tra i firmatari anche Marina Terragni col suo movimento Resistenza Utero in Affitto – accusando i comitati organizzatori dei pride che avevano fatto esplicita richiesta di sostenere la Gestazione per altri di voler spaccare il movimento.

Abbiamo letto che sulla Gestazione per Altri in alcuni documenti approvati dai Comitati organizzatori dei Pride si esprime una forte critica nei confronti di chi è contrario/a all’utero in affitto, mettendo in dubbio la coerenza di chi ha difeso negli anni passati la autodeterminazione delle donne.

L’invito da parte di Arcilesbica è quello di aprire un confronto, serio e costruttivo, sui temi legati alla surrogacy:

Nel dichiararci parte integrante della comunità lgbtiqa e/o del movimento delle donne e coerentemente avversari/e dell’assoggettamento, sia tradizionale sia neoliberale, della vita umana, ribadiamo che la maternità non può essere mercificata, né un figlio può essere donato, se non ledendo il diritto preminente delle bambine e dei bambini di mantenere, là dove c’è, una relazione stabile con la madre.

Siamo come sempre disponibili a confronti pubblici aperti e approfonditi sul tema.

Ora, al mio paese la parola confronto implica un dialogo fra le parti, dal quale sia possibile trovare una sintesi – Tesi, antitesi, sintesi avrebbe detto il buon Hegel -. Ma le posizioni di personaggi come Marina Terragni, o come Se non ora quando – Libera, sono inconciliabili con qualsivoglia forma di “sintesi”.

E non solo. Lo scorso anno, al Pride di Milano, i vari gruppi che ruotano attorno ad Arcilesbica e ad un certo femminismo distribuivano materiale informativo contro la GPA. A pochi passi, il trenino di Famiglie Arcobaleno con i bimbi che grazie alla GPA sono venuti al mondo. Ho trovato l’iniziativa vagamente offensiva e fuori luogo. Un po’ come se al corteo del 1° maggio tra partigiani e cittadini si infilassero quelli di Forza Nuova a distribuire volantini sulla repubblica di Salò.

Allora, vorrei fare un piccolo appello alle amiche di Arcilesbica, con le quali ho condiviso tantissime battaglie: se volete far parte a pieno titolo della comunità LGBT – come è giusto che sia – smarcatevi da certi personaggi (e sapete bene a chi mi riferisco) che non solo attaccano in maniera violenta e offensiva le coppie gay (e i maschi in generale), ma tutte le persone che si definiscono queer o non binarie, considerandole “nuove forme di patriarcato” – eppure voi la Q dell’acronimo la usate.

Se invece condividete certe posizioni, così simili a quelle di Adinolfi & Co, care amiche di Arcilesbica, è stato bello camminare insieme, ma il Pride e la comunità LGBT non sono più “cosa per voi”: non si può sostenere chi predica odio, in qualunque forma esso sia, e poi metterci una pezza facendo appello al “confronto aperto” (come dicono dalle mie parti, non si può pisciare e andare in carrozza).  

Nella vita, care amiche di Arcilesbica, dovreste saperlo, si fanno delle scelte. E se la vostra sarà quella dell’intolleranza, temo che la comunità LGBT non rimpiangerà la vostra assenza. O forse, nemmeno se ne renderà conto.

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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15 thoughts on “Pride2017. Arcilesbica come Adinolfi? «Stop propaganda per l’utero in affitto»”

  1. Dopo molto tempo sono capitato su questo sito mentre cercavo notizie sul telefilm “Xena”, e come in passato, quando alcune utenti, commentando la notizia di un marito tradito che voleva alzare le mani sulla moglie (trovata a far sesso sesso con un’altra donna donna) scrivevano: “Giusto, quando ci vuole ci vuole” (naturalmente le suddette utenti, prima e dopo quei commenti, non avranno risparmiato accuse di omofobia a gente con la mentalità di quel marito ma applicata all’orientamento sessuale), e continuo a leggere altre “perle”.

    Arcilesbica secondo voi avrebbe torto perchè è contro una bestialità come l’utero in affitto? Compravendita di bambini? Accattatavillo? Ma se escono dal movimento LGBT, potentemente contro le donne, fanno benissimo, anzi, sarebbe una cosa auspicabile, e dovrebbero prendere le distanze anche da certe femministe favorevoli all’utero in affitto. Anzi, quelle di Arcilesbica sono troppo blande, altro che estremiste.

    Il movimento LGBT sfrutta le donne a convenienza, per ben altri scopi. Violenza sulle donne? Ecco qualcuno di questo becero movimento che dice la sua… e subito dopo inizia la propaganda, sfruttando l’ “occasione”… sulla pelle di chi subisce violenza.
    Allattamento in pubblico? Anche in questo caso un/a rappresentante del LGBT non manca mai, e vai di propaganda.
    Sui blog femministi e contro la violenza sulle donne non ho mai visto un commento da parte di esponenti LGBT che non avesse lo scopo di portare acqua al proprio mulino.
    Ricordo bene certi commenti LGBT (sul web in genere) in favore di una coppia gay che si era comprata il figlio, con l’utero in affitto, in Thailandia o zone limitrofe (guarda caso), poi la donna questione ci ha ripensato, non gli ha dato il bambino, e i commenti erano del tipo: “Lei ha firmato un contratto ed ora è solo un numero, non conta niente”.
    Contratto che peraltro da quelle parti non vale niente. Ovviamente la cosa vale anche per le coppie etero, ma sono le coppie gay ad essere iperattive in questo campo.

    Non si capisce neanche il riferimento a “L’utero è mio e lo gestisco io”.
    Peraltro la cosa più assurda in assoluto è che a essere favorevoli all’utero in affitto siano anche le donne/lesbiche. Potrei capire i gay, ma le lesbiche? Per quale motivo vorrebbero affittare il proprio utero o spingere altre donne a farlo?
    Come dire che libertà è poter fare assolutamente qualunque cosa, ma proprio tutto quel che passa per la testa. Ho ammazzato uno? Embè, ecco il contratto, me l’aveva chiesto lui e ci eravamo accordati nero su bianco. Che problema avete bigotti anomali che non siete altro?
    Tornando a “certe” femministe: anche nel caso di utero prestato gratis, quale sarebbe il motivo? Accudimento? Perché fare 9 mesi di gravidanza per dare il bambino ad altri?

    Altra “perla” degna dei peggiori democristiani: Arcilesbica la pensa come Adinolfi quindi è uguale ad Adinolfi… ma collegare il cervello prima di parlare no?
    Come dire che Hitler era vegetariano, quindi il vegetarianesimo per forza di cose è una pratica/stile di vita da biasimare.
    Se Trump è contro la pedofilia chiunque è contro la pedofilia è amico di Trump e condivide tutte le sue atre idee. Il “ragionamento” non fa una piega, ovvio.
    Peraltro non siete minimamente sfiorate dall’idea che si può tranquillamente essere contro l’utero in affitto e contro le altre “idee” di Adinolfi et similia. E che la si può pensare allo stesso modo su un argomento ma con scopi diametralmente opposti.
    Democristiani: quando volevano far passare qualche legge indegna e trovavano una forte opposizione sia a destra che a sinistra, che facevano? Accusavano comunisti e fascisti di pensarla allo tesso modo. Qualunque persona dotata di normale intelletto può pensare che fascismo e comunismo siano la stessa cosa, anche se occasionalmente vota(va)no allo stesso modo?

    Un’altra cosa “strana” è pensare che chi è contro la bestiale pratica dell’utero in affitto è un troglodita retrogrado cattolico/religioso estremista, quando è evidente che è proprio il contrario (io per es. non sono cattolico).
    Non sto qui a scriverlo in dettaglio, ma dietro il movimento LGBT ci sono idee veramente… “strane” (ed io non ho niente contro le lesbiche/gay in sé).
    Non per niente il termine “estremista” è usato (e su questo sito ripetuto a pappagallo) contro Arcilesbica, ma non si capisce quale sia la posizione estremista. Se loro sono estremiste come potremmo definire chi pensa e vuole convincere gli altri che comprare e vendere bambini usando l’utero altrui (anche se in modo +- consenziente) sia una cosa normalissima, anzi, bella, buona e progressista?

  2. Un tempo le femministe gridavano per le strade “l’utero è mio e lo gestisco io”, adesso queste associazioni di pseudofemministe vorrebbero cambiare lo slogan in “l’utero è tuo ma lo gestiamo noi”. Che trsitezza infinita vedere dove sono finiti anni di lotta per i diritti delle donne.

  3. Grazie per i tuoi articoli La Mile, che riportano un po’ di equilibrio in questo dibattito incancrenìto.
    Solo una precisazione per Mari: ti risulta che in Italia sia possibile accedere all’istituto dell’adozione da parte di una coppia gay o lesbica? O anche di un single? Già questo dimostra quanta confusione ci sia nelle tue argomentazioni…
    Vi segnalo un altro articolo chiarificatore ed equilibrato di Beatrice da Vela e Benedetta Pintus:
    http://pasionaria.it/maternita-surrogata-gpa-arcilesbica-pride/

    1. Dov’è la confusione? Rileggi con attenzione. Chi dall’Italia se ne è andato all’estero per diventare “genitore” attraverso la gpa, avrebbe, all’estero, potuto adottare: perchè nei paesi dove è possibile la gpa e anche possibile, da parte di una coppia gay, lesbica o da parte di un single, adottare … a te non risulta?

  4. Trovo questo articolo superficiale e allo stesso tempo esagerato nei toni (su tutto il paragone con Adinolfi già nel titolo la dice lunga).
    Singolare che l’intolleranza verso la diversità di opinioni sia ospite di luoghi hanno fatto della diversità un punto di forza e di mille battaglie antidiscriminatorie.
    Entro anch’io di tanto in tanto in questo sito. Ho trovato news interessanti e divertenti. Soprattutto su gossip, serie tv, attrici, modelle e… dintorni. (carino il parallelo tra spritz e vino di cantina fatto da Claudia poco fa). Dove devo dire che in questo il sito dà il suo meglio. Forse un tantinello a ricasco dei format web americani, ma suvvia, non possiamo pretendere troppo.
    Quando si tratta di opinioni sul “movimento” invece trovo che sia un po’ superficilale e… quindi, consiglierei la Mile di tenersi su quell’altro versante ed evitare incursioni su argomenti “tosti” se non precedute da adeguata preparazione. Il sito ha una veste frivola e va bene così. Ma quando si vogliono affrontare altri argomenti sarebbe il caso di non scadere nelle chiacchiere da ‘bar dello sport lgbtq’. (si può dire?)
    Se ci si tiene su quel tono, parafrasando le parole finali, beh… chi legge questo blog “non rimpiangerà l’assenza” di articoli come questo. Anzi. Ci entrerà con più gusto. Poi forse ci sarà chi… nemmeno se ne renderà conto.
    Intendo sempre la mancanza di questo genere di articolo, di cui veramente, cara Mile omonima, col cuore in mano ti dico che…. potevi fare a meno.

  5. Non pensi di essere tacciata come saccente nel distribuire e togliere patentini di appartenenza al movimento?
    Il paragone con Adinolfi mi sembra una battuta troppo facile come se, considerando Hitler vegetariano, accomunassi vegetariani e nazisti.
    Penso che si possa essere gay, lesbica, trans ecc.. e avere posizioni molto diverse, mi spiace ma dando dei “talebani” alle posizioni di altri, siete proprio voi che talebani diventate:” Se non la pensi cosi sei fuori dal movimento”,

  6. A me piacerebbe capire dalle singole segreterie sul territorio di Arcilesbica, specie quelle che collaborano con Arcigay, prima di tutto se sono state consultate prima di pubblicare una cosa del genere a nome di tutte loro e poi cosa ne pensano.

  7. Cara Mile,
    non capito spesso in questo sito, lo trovo simpatico e leggero come uno spritz fatto talvolta bene e talvolta un pò meno, ma nel poco tempo che ho a disposizione preferisco assaporare un buon vino di cantina..che in questa metafora rappresenta per me un’associazione di oltre 20 anni di storia quale Arcilesbica. Solo lì e non in queste realtà virtuali ho trovato lo stimolo ad approfondire, attivarmi, partecipare, leggere e anche aggregarmi ad altre ragazze! Quindi il tuo accostamento superficiale ad Adinolfi mi fa tristezza e credo annichilisca anche la Mile che, come scritto da te, in Arcilesbica ci ha pure un tempo creduto. Se pensi che il livello del dibattito nell’associazione sia paragonabile a quello di un Marione qualsiasi non rendi merito neanche alla tua professionalità. E proprio no: non ci faremo allontanare da te e da questo livello della discussione dalla comunità LGBT. Credo che Arcilesbica ne sia parte a pieno titolo, con tutta la sua capacità di attirare ragazze, più o meno giovani, che in altre realtà lgbt non hanno trovato risposte ma solo domande mal poste o dettate da una componente maschile spesso pronta a travalicare i confini dell’autodeterminazione delle donne. Con questo uso delle parole nel tuo articolo sono io ad averci letto tanta intolleranza! Ed è triste, lo dico col cuore. Ma in Arcilesbica il dialogo è sempre aperto, comunque, e sulla GPA si dibatte oramai da anni. Beate tutte coloro fornite d slogan e risposte facili, come è facile bere uno spritz. Io torno ad attendere che il vino che uscirà dalla cantina sia di quello senza tempo. Ma questo è un lavoro più difficile e complicato, lo sappiamo tutte!

  8. Autodeterminazione un par di … se ti metti in tasca del denaro. Ma davvero c’è qualcuno che ancora crede che chi si presta a fare la madre surrogata lo fa “per amore”, per dare a “chi poverino non può ma lo desidera proprio tanto”, la possibilità di diventare genitore? Lo fa per intascare dei soldi, una parte (piuttosto piccola) dei 150,000 dollari che in media (almeno in California) si pagano per farsi fare un bambino. Ma perchè cari aspiranti genitori committenti invece di di sfruttare il bisogno altrui chiamandolo atto di amore e generosità, non lo fate voi un atto di generosità adottando? Il “vostro” bimbo comunque non lo partorite, ma senza quella donna che lo fa crescere dentro di se per nove mesi, lo mette al mondo e per questo è e rimarrà per sempre sua madre (una madre di cui lo private), non ci sarebbe. Perchè non diventare genitore di un bimbo che è già al mondo e non ha chi si prende cura di sè? E naturalmente lo chiedo innanzitutto alle coppie gay ( le prime, tra l’altro, ad insistere sul fatto che genitore è anche comunque chi, di fatto, un bambino lo cresce con amore), visto che le lesbiche, come tutte le altre donne godono del privilegio di farseli i propri figli, di metterli al mondo, anche senza essere in coppia. … Tra l’altro, adottare, costerebbe anche molto meno … Detto questo (il minimo), ti chiedo, La Mile, ma Marina Terragni che t’ha fatto? Ne avrò letti almeno tre o quattro di articoli tuoi in cui gliene dicevi (immeritatamente) di tutti i colori … Si può sapè? … E poi un’altra cosa, più seria: tante giovani donne passano per questo sito e ti leggono; molte non hanno il tempo, la pazienza o la voglia di approndire i temi che tratti, nè tanto meno, di andare a verificare quello che sostieni con tanta sicurezza; non si preoccupano di costruire da sè la propria opinione; da giovani, apprezzano lo stile polemico, ti prendono (anche a motivo) come punto di riferimento e aderiscono acriticamente a tutto quel che scrivi … ecco, per il loro bene, prima di sostenere con tanta superficialità certe posizioni, almeno qualche scrupolo fattelo venire… vabbè?

    1. Allora, possiamo essere d’accordo o meno sulla GPA, perfetto – peraltro date sempre per scontato che io sia pro GPA senza se e senza ma, sbagliato! – ma quello che trovo insopportabile (ed è per questo che mi batto) è l’intolleranza. Ancor meno all’interno del movimento LGBT.

      Ora il linguaggio utilizzato da certe signore è aggressivo, offensivo, inaccettabile nel libero scambio di opinioni. Nella fattispecie, non ho nulla contro la Terragni, è lei che ce l’ha con il libero pensiero, è lei che ce l’ha con le persone queer, con i gay, gli uomini e contro chiunque non la pensi come lei. Per cui se ritengo che qualcuno stia diffondendo odio e omofobia intervengo. Con l’unica arma che posseggo: le parole. In genere usate per argomentare, non per attaccare, tanto meno per offendere.

      Per cui, sono contenta che i miei articoli siano da esempio per le nuove generazioni: almeno saranno più aperte e tolleranti delle precedenti.

      1. Ma davvero la Terragni diffonde odio e omofobia? Ho letto diversi suoi articoli, ascoltato qualche intervento ma, sinceramente, non ho trovato nè l’uno nè l’altra. Sarò incappata proprio in quelli in cui non li ha espressi; ma sono pronta a ricredermi se vorrai indicarmi almeno qualcuna di queste sue manifestazioni di intolleranza.
        Circa gli effetti dei tuoi articoli (almeno di alcuni) sulle nuove generazioni, al tuo posto, sarei meno ottimista. Apertura e tolleranza vogliono capacità di riflessione, immedesimazione, conoscenza; ma le modalità che in genere adotti per esprimere le tue opinioni, anche per lo spirito polemico con le quali abitualmente le accompagni, per loro natura, non possono proprio aiutarle, anzi, le ostacolano.
        Per quanto riguarda, poi, quello che ritieni nei dettagli riguardo la maternità surrogata, almeno io ( che, tra l’altro, parlo sempre e solo a nome mio ) non do per scontato nulla: se e quando vorrai condividere nei particolari le tue opinioni al riguardo, sarò lieta di considerale con attenzione.

  9. Che articolo triste e carico di odio! è inevitabile che ci siano idee diverse, questo non dovrebbe dividerci, e soprattutto non dovrebbe permettere di pubblicare frecciatine personali verso un’associazione che comprende molte donne con tantissime idee differenti.
    Copio e incollo l’ultima frase dell’articolo, forse rileggendola vi renderete conto di quanto risulta pesante.
    “…temo che la comunità LGBT non rimpiangerà la vostra assenza. O forse, nemmeno se ne renderà conto.”

    1. Certo… Tranne l’aver omesso le parole precedenti che dicevano “se la vostra scelta sarà quella dell’intolleranza”!

  10. la gpa è un tema su cui c’è divisione ed essere critici verso la la gpa non è essere contro i bambini nati con la gpa

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