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Principe indiano gay offre le sue terre ai perseguitati LGBT

Manvendra Singh Gohil è il primo principe di stirpe reale apertamente gay

Il principe indiano Manvendra Singh Gohil aveva fatto parlare di sé in tutto il mondo diventando il primo principe di stirpe reale a dichiararsi gay. Oggi dopo anni di attivismo in favore della comunità LGBT indiana, accoglie la notizia della possibile decriminalizzazione dell’omosessualità nel Paese con un progetto grandioso. Su un’area di sua proprietà di circa sei ettari creerà una struttura enorme in cui offrirà rifugio alle persone LGBT cacciate dalla famiglia ed estromesse dalla società.

Nelle terre adiacenti al palazzo reale, il principe Manvendra vuole creare anche una casa di riposo per gli anziani LGBT e dare ai più giovani occasioni di formazione per inserirsi nel mercato del lavoro. Dotata di pannelli solari, un centro sanitario ed aree dedicate all’agricoltura biologica, la struttura aiuterà molti gay a superare i problemi economici connessi al rifiuto della famiglia e l’allontanamento da casa.

La generosità del principe indiano ha una lunga storia alle spalle: una fiaba insolita, ma dal finale felice.

Un principe indiano dal cuore d’oro

Il principe indiano gay Manvendra

La storia del principe indiano Manvendra nasce nel 1965, unico figlio maschio ed erede del Maharaja di Rajpipla nel Gujarat. L’innato senso del dovere e le pressioni familiari lo spingono a 26 anni ad accettare il matrimonio con la principessa dello Jhabua Chandrika.

Ho pensato dopo il matrimonio che tutto sarebbe andato a posto, che con una moglie avrei avuto dei figli e sarei diventato “normale”, in pace con me stesso. Mi sforzavo di essere “normale”. Non sapevo di essere gay e nessuno mi aveva detto che lo ero, che è normale e che non cambierà mai, che è ciò che si chiama omosessualità e non è una malattia. Mi pento amaramente di aver rovinato la vita di Chandrika. Mi sento in colpa, ma semplicemente non lo sapevo nemmeno io.

Un anno di matrimonio non consumato e una confessione più tardi, Manvendra concede a Chandrika il divorzio, uno scandalo enorme per due persone del loro rango. Lei accetterà di non parlare a nessuno dell’omosessualità dell’ex-marito in cambio della promessa di non ingannare nessun’altra donna risposandosi. Quando il principe si chiude in una profonda depressione e giura che non si risposerà mai, la famiglia per un po’ evita le richieste di un altro matrimonio combinato. A dieci anni dal divorzio, nel 2002, le pressioni tornano più forti che mai e il principe viene ricoverato per un esaurimento nervoso.

Quando gli psichiatri informano la famiglia reale che Manvendra è gay, i genitori accettano la realtà, ma pretendono dal figlio il massimo riserbo. Dopo anni passati a spingerlo invano verso una vita sociale, adesso il padre e la madre sorvegliano anche attraverso i domestici le frequentazioni del figlio.

Il coming out pubblico

Quattro anni di terapia predispongono il principe ad accettare la richiesta di un giornalista e fa coming out sulla stampa. Il clamore dentro e fuori l’India rendono la famiglia reale bersaglio di pubbliche umiliazioni. Il “disonore” portato da Manvendra viene punito con l’allontanamento dalla famiglia. Ufficialmente diseredato, non recupera mai più il rapporto con la madre. Solo dopo anni il padre deciderà di riconciliarsi con il figlio.

Libero dal peso del proprio segreto, il principe diventa un personaggio mediatico internazionale e fonda l’ente di beneficenza Lakshya Trust. Inizia così a diffondere le pratiche di prevenzione per HIV e AIDS, invia donne ad insegnare il sesso sicuro alle mogli dei tanti gay nascosti nel Paese per combattere i contagi da malattie veneree. In un evento di raccolta fondi tra gli ospiti d’onore fa capolino anche il padre. Nel 2008 inaugura l’EuroPride a Stoccolma e dal 2010 scrive per la rivista gay indiana Fun. Il principe triste ha ritrovato il sorriso.

Il principe cerca erede

Il principe indiano gay Manvendra

Non avrò figli, così ho pensato: perché non usare questo spazio per un ottimo scopo?

Anche senza più un regime monarchico, in India la nobiltà gode di grande prestigio sociale e Manvendra potrà ereditare il titolo di Maharaja. In passato aveva dichiarato:

Ho portato avanti finora tutte le mie responsabilità di principe e continuerò a farlo finché sarà possibile. Voglio adottare presto un figlio affinché tutte le tradizioni possano continuare.

Se il sogno di un figlio è ancora vivo, non resta che sperare che le leggi in India possano cambiare. Manvendra ha tutte le carte in regola per essere un ottimo padre per il suo erede.

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