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Salerno, proibiti abbracci a giovane coppia gay in un lido

Un tranquillo pomeriggio estivo al mare a Salerno per una giovane coppia gay si è trasformato in un ormai ordinario caso di discriminazione di matrice omofobica. “A. I.” , 17enne casertano attivista nel Gruppo Giovani di “Rain Arcigay Caserta”, era accompagnato dal fidanzato salernitano di 18 anni e si stava intrattenendo con lui nella piscina dello stabilimento balneare Lido Arcobalenò [sic].

Eravamo in piscina come tutti gli altri: anziani, famiglie, adolescenti come noi e tantissime coppie eterosessuali. Come facevano tutte le coppie eterosessuali presenti, anche noi ci siamo abbracciati mentre eravamo in acqua;
con il senno di poi, avevamo notato qualche anziano che ci fissava e un uomo che addirittura ci ha indicati,
ma non gli abbiamo dato peso, sicuri che i gestori del Lido ci avrebbero tutelato da qualsiasi evento spiacevole.

Ad un certo punto il bagnino si avvicina intimandoci di essere più ‘composti’ – usa questo termine – con la motivazione che lì ci fossero bambini. Provando profondo disagio nel sentirci definire ‘disturbatori dei bambini’ abbiamo preferito uscire dalla piscina e allontanarci.

Temendo forse le ripercussioni del gesto, il personale ha abbozzato prontamente una scusa:

Il bagnino nel vederci allontanare ci viene incontro iniziandosi a dire che si sarebbe rivolto così anche ad una coppia eterosessuale: peccato che lì ce ne fossero decine intente a baciarsi e abbracciarsi e nessuna è stata importunata come è accaduto a noi.

In seguito all’episodio di venerdì scorso a Salerno, non è tardata ad arrivare la reazione di Bernardo Diana, Presidente di Arcigay Caserta “Rain”, che – sottolineando la distanza temporale ravvicinata con altri casi simili di omofobia da parte di esercizi del settore turistico in Calabria e in Salento – invoca con urgenza un intervento legislativo:

La legge Cirinnà conferisce pari dignità alle coppie etero e omosessuali, quelle sposate con matrimonio o unione civile e quelle conviventi: chi sperava che questo bastasse a favorire l’integrazione sociale, si sbagliava, per questo chiediamo con forza un’estensione della legge Mancino contro le discriminazioni anche a quelle basate sull’odio per l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Nel frattempo speriamo che venga approvata presto la proposta di legge analoga in consiglio regionale.

Sull’episodio si è espresso pubblicamente anche il Comitato Territoriale Arcigay di Salerno “Marcella di Folco”:

Se un abbraccio diventa disdicevole, pericoloso o oggetto di attenzioni da parte di qualcuno, e se queste attenzioni determinano una limitazione nella libertà di qualcuno, vuol dire che c’è ancora molta strada da fare.

In attesa di un’estensione della legge contro le discriminazioni che vada a colmare il vuoto normativo attuale, non lasciate che vi privino della vostra libertà personale e consultate la nostra guida su come difendersi dalle discriminazioni omofobiche negli esercizi aperti al pubblico.

 

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