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Svolta a New York: primo certificato di nascita intersex

da Vincenza 291 visite2

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Sara Kelly Keenan ha 55 anni e dopo anni di battaglie legali ha finalmente ottenuto lo scorso 27 dicembre il documento ufficiale a lungo atteso dallo stato di New York: un certificato di nascita accurato, veritiero. Nel campo del genere sessuale sul modulo non figurano i tradizionali “maschio” o “femmina”, bensì – primo caso negli Stati Uniti – “intersex”. La sua condizione nei manuali di medicina è nota come sindrome di Swyer: l’anatomia esterna è femminile, come femminili sono i pronomi che Sara usa per se stessa. Il suo corredo cromosomico racconta però un’altra storia: la genetica le attribuisce infatti il genere maschile; gli organi riproduttivi all’interno coesistono sfidando la binarietà attribuita al genere stesso. Mamma e papà Keenan, in accordo con i dottori, ne avevano modificato intorno alla 3^ settimana di vita il sesso riportato sul certificato di nascita (da maschile a femminile), nascondendo il suo status di intersessuale anche dopo l’inizio di una terapia ormonale sostitutiva intorno ai 16 anni e il raggiungimento della maggiore età.

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Sara Kelly Keenan, life coach

La storia di Sara è anche molto diversa da quella di tanti altri intersessuali: come ci insegna purtroppo la cronaca italiana recente, la prassi un po’ ovunque vede spesso i chirurghi pediatrici caldeggiare interventi di demolizione e/o ricostruzione dei genitali in età infantile, con il consenso dei genitori ma non certo con quello del giovanissimo soggetto intersessuale. Il signor Keenan decenni fa, pur acconsentendo alla rimozione delle gonadi (praticata come misura preventiva contro il cancro) sulla figlia, aveva rifiutato la soluzione “correttiva” proposta dai medici di Sara, il cui proposito era di convertirne i genitali esterni in un pene per mezzo di diverse operazioni di chirurgia.

La richiesta di un certificato di nascita corretto non è affare da poco negli States: spesso è il tramite con cui si può avere accesso a una serie di servizi pubblici o ad altri documenti (carta d’identità statale, passaporto). A livello personale (e sociale), il riconoscimento ufficiale in un terzo genere né maschile né femminile porta con sé una senso di validazione che si estende verso tante altre persone intersessuali o che s’identificano nel genere “non-binario”.

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La vittoria di Sara in questi giorni segue quella dello scorso settembre in California, dove era diventata la prima residente dello stato e la seconda cittadina americana a essere riconosciuta legalmente come appartenente al genere non-binario. Quella a New York però porta un significato più ampio: il ristabilimento di una verità finora negata, nascosta, in un documento che rappresenta il registro storico dei fatti in occasione di una nuova nascita.

 

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Commenti (2)

  1. la binarietà dei sessi biologici maschile e femminile non è mesa in discussione da casi particolari e minoritari frutto di sindromi ma è giusto che queste persone abbiano riconoscimento e diritti

  2. In realtà penso che non ci sia alcuni riconoscimento della non binarietà sessuale che rimane in natura sempre tale, c’è semplicemente la presa d’atto di una status particolare che, per altro, è frutto di una sindrome.

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