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Texas. Il bellissimo coming out della sindaca trans di New Hope

da ila. 1.602 visite0

Che gli Stati Uniti siano il regno delle contraddizioni non è certo una novità. Canyon profondissimi e infinite spiagge di sabbia chiara; modelle ossessionate dal fisico perfetto e un esercito di ragazzini affetti da obesità; i Quaccheri e Silicon Valley; la Statua della Libertà e Guantanamo. Così, tanto per dire.

L’ultimo, straordinario, esempio di questo genere arriva dal Texas. Da quel fortino repubblicano, enclave dei “colletti rossi”, che si prepara a disgregare, mattone dopo mattone, molti dei diritti conquistati dal popolo Lgbt. Buffo, a questo punto, pensare che tra loro viva anche Jess Herbst, orgogliosa donna sindaco della cittadina di New Hope. Nuova speranza: guardate che caso, a volte, i nomi.

Perché quando è stata nominata, nel 2016, i suoi colleghi la chiamavano Jeff. Infatti, nonostante avesse cominciato le terapie ormonali già nel febbraio del 2015, la sua identità femminile era ancora un segreto per i suoi collaboratori e gli abitanti di New Hope. Impegnata nella politica locale fin dal 2003, è stata nominata sindaco l’anno scorso, quando il primo cittadino eletto è morto all’improvviso per un infarto.

È allora che Jess ha deciso di fare finalmente coming out, incontrando i suoi cittadini. E non con un’assemblea pubblica, ma bussando a tutte le porte per parlare alle persone faccia a faccia, prima di pubblicare una commovente lettera aperta sul sito del paese.

«Se dovevo essere il sindaco, non potevo pensare di mettermi al lavoro fino a che non fossi stata totalmente onesta. Non me la sarei mai sentita di occupare la poltrona in Consiglio fingendo di essere Jeff, quando per tutto il resto del tempo ero un’altra persona. Ero Jess. L’unico modo in cui la gente potesse avere fiducia in me e nel mio ruolo politico era dare loro tutta me stessa. Dare loro ciò che sono, senza nascondere nulla».

«Nel periodo che intercorre fra la transizione e la decisione di uscire allo scoperto, spesso bisogna affrontare anni di crolli nervosi e paure su ciò che accadrà una volta usciti dalle quattro mura di casa – ha confessato, ammettendo che la famiglia non le ha mai fatto mancare il suo appoggio. Sono sposata da 36 anni e mia moglie sapeva già tutto, ancor prima delle nozze. Ho però voluto aspettare che mia figlia compisse 18 anni e, quando le ho spiegato la mia volontà di affrontare la transizione, è stata subito dalla mia parte. Non stavo cercando di scrivere una pagina di storia. Volevo solo essere onesta».

Di fatto però, è stato così. E i cittadini hanno apprezzato.

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