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USA. I giovani sono sempre più queer e rifiutano le etichette tradizionali

L'aperitivo della domenica

È appena uscito il 3° rapporto annuale di GLAAD Acceelerating Acceptance, una sorta di fotografia di come la società americana si relaziona alla comunità LGBT. I dati sono davvero sorprendenti, soprattutto per quello che riguarda le nuove generazioni. 

Il campione intervistato è composto da 2.037 adulti statunitensi (dai 18 anni in poi). Dai risultati è emerso che il 20% dei Millennials, cioè i giovani tra i 18 e i 34 anni, si identifica come LGBT. Una cifra incredibile se paragonata a quella dei baby boomers (52-71 anni): solo il 7% si definirebbe appartenente alla comunità LGBT.

Il totale di persone che dichiarano di rientrare nell’acronimo LGBT sono il 12% della popolazione. Ma con delle sostanziali differenze generazionali: il 12% dei Millennials si definiscono al di fuori del sistema binario, sia nell’opposizione di genere maschio/femmina, sia nell’orientamento sessuale etero/gay.

Il numero di persone transgender e di genere non conforme raddoppia tra i Millenniasls rispetto alla Generazione X (età 35-51 anni). Le persone più “anziane” della comunità LGBT, infatti, sono più propensea usare termini più tradizionali, come ad esempio gay o lesbica, oppure uomo o donna. Mentre i giovani, come sottolinea la presidentessa di GLAAD, Sarah Kate Ellis, «hanno notevolmente ampliato il vocabolario».

Parole come genere non binario, queer, asessuale, pansessuale sono diventate molto più frequenti anche nelle rappresentazioni mainstream, e hanno profondamente cambiato il sentire delle nuove generazioni, non solo quelle appartenenti alla comunità LGBT. Secondo lo studio è cambiato radicalmente il sentire di tutta la popolazione: il 63% dei giovani si identifica come alleati, contro il 53% della generazione X e il 51% dei baby boomers.

Un cambiamento che speriamo continui in questa direzione, nel quale i media e la visibilità giocano un ruolo fondamentale. «Quando qualcuno conosce una persona LGBT, sia nella vita reale che sullo schermo, ci sono più probabilità che diventi inclusivo – ha spiegato Sarah Kate Ellis -. E al tempo stesso è importante per le persone LGBT vedere se stessi riflessa nei media».

Qui trovate tutti i dati della ricerca.

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1 Commento

  • oggi c’è più libertà nel dichiarasi ma gli esseri umani restano sempre maschi e femmine, uomini e donne cisgender nella maggioranza dei casi,, trans in una minoranza, e eterosessuali, gay e bisex ma sempre uomini e donne

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