Alessandro Cecchi Paone torna a parlare di calciatori gay. È ora di dire basta a chi usa certi argomenti per farsi pubblicità

Alessandro Cecchi Paone è tornato a parlare di gay nella Nazionale di Calcio. Questa volta intervenendo alla trasmissione di Klaus Davi, Klaus Conditio. E come al suo solito Cecchi Paone, che sicuramente ricorderete nel terribile spot elettorale per le politiche dello scorso anno (spot servito a ben poco visto che non è stato eletto), non ha fatto nomi.

Fino ad oggi non si è dichiarato nessuno, però so che nell’attuale nazionale di Antonio Conte ce n’è uno versatile. Anche Prandelli mi confermò che c’erano tanti omosessuali quanti in qualunque altro settore della vita civile, ovvero circa il 10%; gli risposi che ce n’erano 3 che avevo conosciuto e sapevo chi erano, ma ovviamente c’è una legge che vieta di dire i nomi.

Una cosa simile, l’aspirante deputato di Forza Italia la fece nel 2012, in occasione degli Europei di calcio, scatenando la reazione omofoba di Cassano che tutti conosciamo («Froci in Nazionale? Problemi loro»). Allora, facciamo un po’ di chiarezza. Nessuna legge impedisce ad Alessandro Cecchi Paone di fare nomi e cognomi, se li facesse si beccherebbe “solo” una bella querela per diffamazione. Detto questo, mi viene in mente un detto molto usato dalle mie parti, “Votta a petrella e nasconde a manella”, (prima butta la pietra e poi nasconde la mano), per definire le persone codarde.

Mi spiego: l’orientamento sessuale dei “vip” conta, eccome. Pensate ad Ellen Degeneres, pensate ad Ellen Page, o a sportivi come Jason Collins, quanto hanno cambiato la percezione dell’omosessualità con i loro coming out. Del resto, se in Italia un giocatore di calcio (lo sport maschio per eccellenza) facesse coming out sarebbe rivoluzionario: distruggerebbe uno stereotipo (sei gay quindi non puoi fare cose da uomo), e sarebbe da modello per quei ragazzini che si scoprono gay e che magari vogliono giocare a calcio, o fare qualsiasi altro sport di squadra.

Non per questo bisogna stare con la pistola puntata pretendendo che tutti e tutte “escano allo scoperto” – non tutti sono Tiziano Ferro. Oppure fare outing. Rendere pubblica l’omosessualità di qualcun altro è una forma di violenza, perché viola il sacrosanto principio di autodeterminazione: decido io se, quando e come dichiarare il mio orientamento sessuale. Non perché l’omosessualità sia un fatto privato o qualcosa di cui vergognarsi, ma perché viviamo in una società in cui dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale ha ancora delle conseguenze. A vari livelli: personale, lavorativo, sociale.

Per questo le parole dell’ex aspirante deputato di Forza Italia non sono solo inutili, sono anche controproducenti. Dire che qualcuno in un determinato gruppo di persone (famose) è omosessuale non fa altro che produrre una curiosità morbosa: chi sarà il giocatore “versatile”? Sottolineare, poi, che non si possa rivelarne il nome – perché c’è una legge che lo vieta – rafforza l’idea che l’omosessualità sia qualcosa da nascondere, di cui vergognarsi. Cecchi Paone non ha detto: se ci fossero calciatori gay in Nazionale non si potrebbero dichiarare perché viviamo in una società omofoba, e quindi denunciare la società omofoba. No, ha detto che lui sa chi sono, ma non può dirlo, altrimenti si beccherebbe una querela. Un atteggiamento del genere ha un solo fine: far parlare di sé. E sinceramente ne facciamo volentieri a meno.

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9 commenti

  1. ma ci sono davvero dei gay in Nazionale ?..no perché chiunque può dire ci sono 3, 4, 5, 10 gay ma non posso fare nomi..tanto vale…allora non sarebbe meglio stare zitti?…c’è gente che dopo il coming out diventa davvero insopportabile..l’essere gay diventa il centro della loro vita e vogliono convincere quasi “obbligare” gli altri a fare altrettanto…e allora perché il sig. Cecchi Pa(v)one non l’ha fatto prima ?..lui che è perfino stato sposato ?..dice che non si era reso conto ?..balle…si è tradito parlando della sua attrazione per Taricone e ancora stava con la moglie al tempo…lui ci ha messo 40 anni lasciasse in pace gli altri e un passo che si fa quando ci si sente pronti..e poi i giocatori, vedi il povero Guti, sai che bellezza sentirsi dare del f….in tutti gli stadi della nostra civilissima Italia…fa presto lui a parlare..

    1. comunque il cugino di un mio amico che è il fratello di uno che conosce il tizio che ha cambiato la serratura della porta di uno che una volta ha abitato con quello che puliva la piscina del parrucchiere di George Clooney mi ha detto che è stato un matrimonio fintissimo e che lui è supergaio!
      ecco dovevo dirlo. spero che non mi denunci.

      1. eh?? <.< non ci ho capito niente in questo intrigo di conoscenze però che Clooney sia gay è palese dai

  2. Cassano dice sciocchezze perché è ignorante, non perché è “cattivo”.

    Preferisco lui ad una persona come Cecchi Paone.

  3. posso spezzare una lancia nei confronti di Cassano? più che omofobo secondo me fu un’uscita “da pirla”. mah.
    cecchi paone una volta era un giornalista serio. peccato.

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