Alfie Evans, attacco dei pro-vita al giudice inglese: “Attivista LGBT omosessualista”

I gruppi pro-vita sfruttano l'impatto mediatico del caso per tirare in ballo la causa LGBT

Il caso del piccolo Alfie Evans sta scuotendo le coscienze a livello internazionale e spaccando in due l’opinione pubblica. Il bambino inglese è affetto da un morbo pressoché sconosciuto, una malattia neurodegenerativa che probabilmente sarà oggetto di studi proprio come la “sindrome di Alfie Evans”. Da una parte ci sono i genitori, disperati, che nonostante la diagnosi condanni senz’appello il loro piccolo (cieco, sordo, affetto da violente e dolorose crisi epilettiche che hanno compromesso irrimediabilmente il 70% dei neuroni) stanno lottando affinché non venga sospesa l’alimentazione e la respirazione artificiale, continuando a tenerlo in vita con le macchine. Dall’altra l’équipe di medici specializzata, che ha individuato nel caso clinico un accanimento terapeutico e vorrebbe accelerare la morte inevitabile evitando di prolungare le sofferenze di Alfie.

Il caso è eticamente molto delicato e formato da così tante sfumature da porre seri interrogativi per tutte le fazioni. Se da una parte è giusto lasciare alle coscienze personali il parere sul destino del bambino, dall’altra non possiamo non notare che alcuni attivisti pro-life si sono avventati sul caso come squali. Non si può definire altrimenti l’attacco sferrato contro il giudice inglese Anthony Hayden, messo sotto processo mediatico non solo per essersi espresso in favore dell’équipe medica inglese, ma anche per fatti e situazioni che nulla c’entrano con il caso Alfie Evans e che non possono essere in ogni caso giudicate moralmente o legalmente squalificanti.

Il giudice del caso Alfie Evans attaccato per l’attivismo LGBT

Ad Anthony Hayden viene rimproverato di essere un attivista LGBT e promotore dell’agenda “omosessualista”. Il giudice ha la “colpa” di far parte di un gruppo forense LGBT (BLAGG, Bar Lesbian and Gay Group) e di essere stato tra le firme di un saggio sui diritti legali delle famiglie omogenitoriali: “Children and Same Sex Families: A Legal Handbook“.

Perché i pro-life sono così ossessionati dall’omosessualità e dalla comunità LGBT da tirarla in ballo anche in casi dove non c’entra assolutamente nulla? Soprattutto: non si vergognano neanche un po’ a sfruttare la sofferenza di un bambino sfortunato e il dramma di una famiglia per portare avanti la macchina del fango contro la nostra comunità? Lascino in pace la comunità LGBT, se davvero l’omobitransfobia non gli appartiene, come spesso spergiurano. E lascino in pace il povero Alfie Evans se sotto sotto non frega loro nulla di lui, se non usare il suo caso per ragioni politico-lobbystiche.

ProVita e Lega insieme in Senato per un convegno contro l’aborto

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Vincenza

Apostata, iconoclasta, adoratrice di sneakers, seriamente affetta da sindrome di Stendhal acuta in presenza di ogni filmato pre-1927, cultrice di Karen Walker e fedele consumatrice di banda larga con un debole per i classici della letteratura. Difetti a parte, una persona normale. Forse.

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13 commenti

  1. Quindi fammi capire bene: essere A FAVORE DELLA VITA e’ sbagliato? L’aborto d’ una scelta si’, come lo e’ del resto il male, ma ha delle conseguenze. Non vogliamo L’aborto perché quelle vite sono preziose e noi chi è più debole lo abbiamo sempre difeso anche rischiando la vita. Che ci sia poi un nesso tra gender e cultura della morte non è una cosa così impossibile; relativizzando relativizzando si relativizza financo su questo. Ma questa visione greca del mondo, su ogni piano, e’ uscita sconfitta

    1. Essere a favore della vita non è sbagliato in sé, è nascondersi dietro la difesa della vita per poi limitare le libertà altrui, impedire alle donne l’autodeterminazione, non fare un beneamato cazzo per aiutare ad uscire dalla povertà quelle creature che intanto sono nate e le loro famiglie.

      1. Comunque Provita è altro rispetto a quello che dite. E il cristianesimo queste cose le fa. L’essere omosessuale, oggi, significa addentellarsi a una visione dell’uomo che, partendo dai sofismi pucciosi del gender arriva alla relativizzazione del valore dell’uomo. Poi una donna non dovrebbe scegliere, come non si sceglie, non si dovrebbe scegliere, se lasciar morire un malato per eccesso di cure. non potete abortire, perché è un omicidio cazzo, cercatele su google le immagini di quei feti, di quelle non-più-persone. E noi non strumentalizziamo, non è evangelico.

      2. Ecco l’errore da ignoranza pura: parli di feti. L’aborto riguarda embrioni, non feti.
        Abortire un feto è illegale pressoché ovunque ed è permesso in via eccezionale solo quando la gestante rischia la morte.

      1. Chesterton, mica palle. Sai Vincenza, se sei una nana come lo sono anch’io sulle spalle dei giganti non sta bene,specialmente nella circostanza della morte di un innocente, credersi ad essi giganti superiori. Poi considera meglio “l’ignoranza” di noi cattolici, poiché credettero in Dio le menti più straordinarie e geniali di cui anche tu sarai a conoscenza ☝️

      2. Non ti considero ignorante perché cattolico. Lo sei perché dimostri con i tuoi errori grossolani di non essere istruito.

      1. Poi vedi che ho ragione sulla storia dell’ignoranza? Dove hai letto il giudizio sulla sorte di Alfie?
        Perché se non hai neuroni, ti aiuto: l’articolo era sull’attacco dei pro-life (che per fortuna non sono la totalità del cattolicesimo) al giudice strumentalizzando il caso di Alfie per tirare in mezzo la comunità LGBT che nulla c’entra nella questione.

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