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Alla Isoardi che stira le camicie preferisco le “cene eleganti” di Berlusconi

Elisa Isoardi che stira le camicie di Matteo Salvini è un'immagine di donna "triste" quanto lo erano le donne-oggetto dell'era berlusconiana, ma molto più pericolosa

È ormai diventata virale la foto di Elisa Isoardi, compagna di Matteo Salvini e conduttrice di Rai1, che passa il venerdì sera a stirare la camicie del suo fidanzato-premier-wannabe. Seguendo la logica già espressa qualche tempo fa, «La donna deve dar luce al suo uomo stando nell’ombra», l’ex modella, ora presentatrice televisiva, si è fatta immortalare nell’intento di stirare la camicia bianca di Matteo Salvini (almeno non è nera).

Da brava femmina di casa, lei che vive in un super attico ai Parioli, ha preso asse e ferro da stiro e ha mostrato a noi italiani come si deve comportare una donna: tu vai e cerca di fare il premier, mentre io sono a casa sistemarti le camicie.

A voler essere maliziosi, viene da chiedersi: era necessario pubblicarlo su Instagram? Evidentemente sì. Del resto, le buone azioni vanno sempre condivise (mentre i panni sporchi, e stropicciati, si lavano in casa). È un po’ come la storia di Roberto Fico, neo presidente della Camera, immortalato mentre prende l’autobus. Anche se sei sempre andato in taxi, quella volta che prendi il bus devi dirlo a tutti.

Cosa resta del bunga bunga

Il caso della Isoardi, però, mette in discussione ben altro. Sembra sia passata un’eternità dai tempi del bunga bunga e delle “cene eleganti” nelle ville dell’ex premier Silvio Berlusconi. Eravamo tutte disgustate da quell’immagine di donna-oggetto, figlia del Drive In degli anni ’80 e della televisione commerciale targata Mediaset (ma non solo).

L’indignazione aveva raggiunto le stelle quando il Parlamento scelse di proteggere Berlusconi, con un voto di maggioranza, sull’affaire Ruby Rubacuori (ricordate? era la nipote di Mubarak – e la prima a sostenerlo fu l’attuale presidente del Senato Elisabetta Casellati). Poi un altro affaire con una minorenne, Noemi Letizia. Poi le Olgettine, donne spedite a Villa Certosa o Palazzo Grazioli e l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, che dichiarava: «Ma l’utilizzatore finale non è perseguibile».

Una pagina triste e squallida del nostro paese. Che in qualche modo pensavamo di esserci messe alle spalle. E invece, in maniera subdola, sembra tornare. Durante le prime consultazioni al Quirinale, Silvio Berlusconi – nonostante l’interdizione dai pubblici uffici – è arrivato dal presidente della Repubblica, Sergio Matarella, in compagnia delle due capogruppo alla Camera e al Senato, rispettivamente Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini.

Forza Italia è l’unico partito ad avere una rappresentanza tutta al femminile. Opinabile. Forse. Ma se il contraltare alla donna oggetto – tipica di una certa era berlusconiana – dev’essere la Isoardi che si improvvisa casalinga, beh, forse rimpiango le “cene eleganti” ad Arcore.

A quelle ci si può ribellare perché rappresentano palesemente e platealmente un’immagine avvilente di donna. Mentre la brava, e bella, casalinga che stira è rassicurante. Almeno per una fetta di popolazione. Che potrà dire: «Vedi? lei è come me», «Lei è come mia moglie». Senza rendersi conto che, con molta probabilità, dietro c’è l’ennesima fregatura.

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La Mile

Lazy and creative. Proud mommy of an amazing girl pug.

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2 commenti

  1. stiamo dando troppa importanza a questa storia, se quella vuole stirare (che poi faceva finta di stirare) che stirasse, nessuna è obbligata a fare come lei come nessuna è obbligata a essere “olgettina”

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