Arcilesbica contro le trascrizioni di due papà gay: «Nessuno nasce da due uomini»

Le posizioni di Arcilesbica sulla genitorialità gay sono sempre più di chiusura e pericolose: l'assist perfetto per chi pensa che le persone gay non debbano fare figli

Mi sono promessa più e più volte di non riprendere i comunicati publicati da Arcilesbica su questioni come maternità surrogata, genitorialità gay, e diritti delle persone trans. Ma ogni volta ho l’impressione che le femministe radicali alzino sempre più l’asticella e che sia sempre più impossibile restare inermi di fronte a certe argomentazioni.

L’ultima riguarda la trascrizione del certificato di nascita di una bambina che ha due papà. Qualche giorno fa, il Tribunale di Milano ha ordinato al Comune di trascrivere il certificato americano di una bambina, Anna, nel quale vengono indicati come genitori entrambi i padri. La questione è finita in Consiglio comunale, perché – come dichiarato da Sala – merita una discussione politica.

Nel frattempo, la maggioranza che sostiene il sindaco si è spaccata e le femministe, a cominciare proprio da Arcilesbica, hanno deciso di opporsi in tutti i modi alla registrazione dei due padri. In tal senso, la posizione dell’associazione guidata da Cristina Gramolini è esemplificativa di un sentire reazionario che riesce a mettere d’accordo esponenti cattolico-integralisti e femministe di vecchia data, arroccate su posizioni misandriche.

Nella fattispecie il comunicato di Arcilesbica si apre così: 

Nessuno nasce da due uomini. Chi invece va all’estero per aggirare il divieto italiano contro l’utero in affitto premedita di imporre l’iscrizione anagrafica del/la neonata come figlio/a “di due padri”, strumentalizzando “il migliore interesse del/la minore”. Il migliore interesse del/la minore è non essere separato/a per contratto e per soldi da chi l’ha messo al mondo: sua madre.

E ancora: 

Se ci sono creature nate da GPA, egoisticamente private della madre e registrate con un solo genitore, il/la partner del genitore devono, se lo vogliono, chiedere di essere registrati come genitori adottivi –adozione in casi particolari-. In caso contrario si istituirebbe per le persone omosessuali una corsia privilegiata, mentre la Costituzione (art. 3) ci vuole uguali davanti alla legge. [… ] Se vi sono tuttavia bambine/i già al mondo via Gpa, che il genitore non biologico intraprenda il percorso dell’adozione, e non si pretenda che lo Stato certifichi ciò che non può darsi.

Tali argomentazioni lasciano senza fiato: è vero nessuno nasce da due uomini, ma è altrettanto vero che nessuno nasce da due donne. E allora, visto che il Comune di Milano ha già iscritto all’anagrafe certificati arrecanti i nomi delle due madri, perché non può fare lo stesso con due padri? Riconoscere solo le madri sarebbe una corsia privilegiata.

Peraltro, persone molto più preparate di Cristina Gramolini & Co., ovvero i giudici del Tribunale di Milano, si sono espressi a favore della trascrizione, sostenendo che si tratta di una decisione presa nel «migliore interesse del minore», che sarebbe, prima di tutto, quello alla bigenitorialità. Perché di fatto, i bambini nati nelle coppie gay due genitori ce li hanno. Lo stabilisce anche un Tribunale, quindi quel benedetto certificato va trascritto, piaccia oppure no.

Evocare la stepchild adoption, che ha tutt’altro valore (legale) rispetto alla genitorialità piena certificata su un atto di nascita, è un modo piuttosto bieco per mettere uomini contro donne. Le mamme lesbiche possono ottenere il certificato di nascita con entrambi i nomi, i papà gay si devono accontentare della stepchild. Suona tanto di discriminazione. Tenendo conto che accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita in Italia è vietato anche per le coppie di donne.

In tutto ciò, Arcilesbica rivendica la sua appartenenza alla comunità LGBT, ma al tempo stesso si dice disponibile ad essere udita in una speciale Commissione presso il Consiglio Comunale per discutere (o sarebbe più giusto dire bloccare) la trascrizione dei due padri. Va precisato che la suddetta Commissione è stata proposta dal consigliere Luigi Amicone, già fondatore della rivista Tempi, house organ di Comunione e Liberazione, e prevede l’audizione di esponenti RadFem come Luisa Muraro e Marina Terragni, profondamente avverse alla GPA.

Al netto di tutte le questioni politiche, ciò che mi spaventa è la pericolosità di certe argomentazioni. Dire che i bambini nati da GPA sono il frutto di un atto egoistisco, perché li si priva della madre è la sponda perfetta a chi pensa che l’omogenitorialità, in quanto tale, sia da condannare. Perché allo stesso modo, potremmo dire che due madri privano i propri figli di una figura paterna. Chissà, un giorno scopriremo che Arcilesbica è contraria alle famiglie composte da due persone dello stesso sesso. Ma non ha il coraggio di ammetterlo pubblicamente, perché sì, in quel caso sarebbe molto difficile dirsi parte del movimento LGBT.

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La Mile

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18 commenti

  1. Continuate pure a strumentalizzare le dichiarizioni di Arcilesbica, questo non renderà più accettabile il GPA per chi pensa che sia solo l’ennesimo soppruso sulla donna, Arcilesbica non ce l’ha coi gay che vogliono dei figli, anche se sembra che sia quello che volete far passare, ma con tutti quelli, gay ed etero, che vogliono dei figli a tutti i costi attraverso il GPA. Arcilesbica non è con la destra seppure ci siano numerosi LGBTQIAPK di destra e che nonostante questo non si farebbero troppi scrupoli a ricorrere legalmente o no al GPA, perchè hanno i soldi e se vogliono si conprano anche un figlio col loro DNA . Per me state combattendo la battaglia sbagliata. Se i due padri hanno avuto il figlio illegalmente attraverso il GPA all’estero, ovvio che Arcilesbica si opponga al riconoscimento, appoggiarlo sarebbe come riconoscere la pratica in se, poi ovviamente il giudice decide e decide il meglio per il bambino per fortuna, questo non toglie che si debba contrastare le pratiche che si ritengono lesive per la donna tra cui il GPA, il fatto che la destra e i preti siano daccordo poco importa, le motivazioni non sono certo le stesse ma il principio è valido e va difeso.

  2. Quello che tu sostieni sono eventi imprevedibili (madre che non ha senso materno ecc…) La gpa invece è una pratica pianificata, ed è questo che a me non piace. Certo che tutti hanno diritto ad adottare un bambino solo o non voluto (e questo vale anche per i gay) . La gpa è un’altra cosa. Non dovete stupirvi se in tanti la pensano diversamente, é un argomento molto delicato.

  3. Io non ho un’opinione netta sulla GPA ma pur ammettendo come plausibili le argomentazioni di Arcilesbica sullo sfruttamento delle donne dai loro comunicati emerge un’idea che mi trova del tutto contraria, un’idea stantia, pericolosa e quasi incredibile se si considera che ad esprimerla è chi dovrebbe aver subito discriminazioni per buona parte della propria vita. Secondo loro un bambino non dovrebbe mai essere separato dalla madre biologica. Dunque sono contro le adozioni? Dunque sono tra coloro che sostengono l’ineluttabilità dell’intestino materno? Non esistono donne che, alla nascita del loro bambino, non si sentono madri e che rifiutano il figlio ( e non necessariamente per motivi legati alla depressione post partum)?detto questo, io sono sempre più convinta che la lotta trai femminismi dovrebbe cessare, e che sia necessario trovare punti di incontro per fronteggiare il nemico comune, sempre più forte e sempre più rinvigorito dalle divisioni intestine. Frasi come ” arcilesbica si allea con la destra e i cattolici” non si dovrebbero mai sentire né leggere.

  4. Queste si sono bevute il cervello davvero, magari si staccassero dal movimento lgbt una volta per tutte e andassero a far compagnia ad Adinolfi & co. almeno ce ne libereremmo una volta per tutte.

  5. La GPA è un crimine. Ed é anche un atto egoistico verso quei bambini che non ne hanno nessuna colpa di crescere come piace a noi adulti.

  6. Prima di commentare i comunicati altrui è bene leggerli attentamente. Si capirebbe che il comunicato non è stato redatto soltanto da Arcilesbica, ma anche da altre associazioni femministe. La GPA è un crimine contro le donne indigenti. E questo vale sia per le coppie omo che per le etero. Se non si comprende questo, c’è poco da fare.

  7. acilesbica è ancora oggi a favore dell’adozione per le copie omo quindi non è omofiba. è contro la gpa per ogni copia anche per gli etero

    1. arcilesbica è ancora oggi a favore dell’adozione per le coppie omo quindi non è omofoba. è contro la gpa per ogni coppia anche per gli etero

      1. se arcilesbica è a favore dell’adozione anche per le coppie composte da due uomini (quindi riconosce che due uomini possono crescere un bambino) ed è contro la gpa senza distinzioni tra etero e gay non è corretto dire che è omofoba

  8. Io sono per… dove c’è amore, punto!!!! E credo che nessuno debba impicciarsi nei fatti altrui. Perché il bambino o bambina ha solo bisogno di quello!! Uomini con uomini , donne con donne.

  9. Pochi minuti fa mi era venuta la curiosità di controllare le attività di Arcilesbica. Grazie al cielo ho prima aperto Lezpop…tanto mi basta per starne alla larga.

  10. Basterebbe ricordar loro che nessuno nemmeno nasce da due donne, al massimo una delle due può essere considerata madre putativa non certamente biologica.

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