Art Queer Habibi. Un progetto per raccontare la vita queer in Arabia Saudita

Si chiama Art Queer Habibi: illustrazioni realizzate da un artista arabo per dare visibilità alla comunità queer in Arabia Saudita.

Si chiama Art Queer Habibi  e sono illustrazioni realizzate da un artista arabo (che ha scelto di restare anonimo per ragioni di sicurezza) per dare visibilità alla vita queer in Arabia Saudita. In un’intervista con PinkNews, l’artista ha raccontato com’è nato il progetto:

Voglio mostrare al mondo che puoi vivere in un paese arabo ed essere gay. Voglio rompere lo stigma che circonda i paesi arabi perché, alla fine, l’amore è un sentimento che va al di là di tutto e sperimentarlo è solo un miracolo, perché è il più puro. È come tornare a casa dopo un lungo viaggio.

Art Queer Habibi è iniziato come una serie schizzi fatti per passione. fino a quando l’autore non li ha mostrati ad alcuni amici che lo hanno incoraggiato a creare una pagina Instagram. Habibi è un termine di comunemente usato in arabo, che significa “amore mio” o “mia dolce metà”.

Raccontare la comunità LGBT in Arabia Saudita nonostante le minacce

Nonostante alcune minacce che sono arrivate all’artista, la reazione al progetto è stata molto positiva, e molte sono le persone che si sono messe in contatto per ringraziarlo di aver rappresentato in maniera così vivace la vita queer in Arabia. «Ricevo migliaia di messaggi da parte di persone che hanno vissuto alcune situazioni difficili. Per questo l’obiettivo della mia arte è informare ed educare le persone sulla comunità LGBT+ in Arabia».

In soli tre mesi, l’artista è riuscito a trasformare la pagina Instagram in un vero e proprio cult per comunità LGBT+, e le sue illustrazioni sono diventate cartoline vendute in tutto il mondo.

Il mio progetto rappresenta un target molto di nicchia, la comunità LGBT+ in Arabia, che viene spesso giudicata erroneamente come un gruppo sociale poco eccitante. Art Queer Habibi, invece, vuole raccontare ai propri follower che ci sono persone LGBT+ in Arabia tanto quanto in qualsiasi altro paese al mondo. Tuttavia, la maggioranza vive nascondendosi per paura di ritorsioni. Ma devo confessare il senso di dovere nei confronti della mia comunità mi fa andare avanti nonostante le reazioni negative e le minacce ricevute.

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